Interazioni - [Vedi Indice]
Gli H2-antagonisti si fissano sul citocromo P450 e riducono il
flusso sanguigno epatico; tuttavia non sono state
evidenziate interazioni negative tra la ranitidina ed
altri farmaci; in particolare la ranitidina non
potenzia l'azione di warfarin, indometacina, diazepam,
lidocaina, fenitoina, propranololo o teofillina.
L'assorbimento della ranitidina può risultare diminuito
se vengono somministrate contemporaneamente alte dosi
(2 g) di sucralfato, idrossido di magnesio o d'alluminio.
Questo effetto non si verifica se tali sostanze vengono
somministrate dopo un intervallo di 2 ore.
La ranitidina può causare falsa positività nella
determinazione delle proteine urinarie effettuata con
Multivix.
La ranitidina attraversa la barriera placentare e si trova nel
latte materno, pertanto non va somministrata durante la
gravidanza e l'allattamento, se non nei casi, a
giudizio e sotto il diretto controllo del medico,
di assoluta necessità.
Qualora, durante la terapia, si notassero stordimento,
sonnolenza o vertigini, evitare di guidare o di operare
sulle macchine o comunque svolgere attività che
richiedano pronta vigilanza.
I seguenti effetti collaterali sono stati segnalati nel corso
degli studi clinici o della terapia abituale di pazienti trattati
con ranitidina. In molti di questi casi non è stata
definita la correlazione con la terapia.
Sistema nervoso centrale: rari casi di malessere,
vertigine, cefalea a volte severa, sonnolenza ed insonnia. Specie
nei pazienti gravemente ammalati, negli anziani e nei
nefropatici possono verificarsi sporadici casi reversibili di
confusione mentale, allucinazioni, depressione ed
agitazione. In tali evenienze occorre sospendere la
somministrazione.
Risultano alcune segnalazioni di offuscamento reversibile
della vista attribuibili ad alterazione dell'accomodazione.
Apparato cardiovascolare: come con gli altri
H2-antagonisti vi sono stati rari casi di bradicardia,
tachicardia, palpitazioni, extrasistoli, blocco
atrio-ventricolare e stato di shock.
Apparato ematopoietico e fegato: in alcuni pazienti
sono stati rilevati mutamenti reversibili nella conta delle
cellule ematiche (leucopenia, trombocitopenia). Rari casi di
agranulocitosi o pancitopenia talvolta accompagnata da ipoplasia
o aplasia midollare. Segnalazioni occasionali di epatite
reversibile (epatocellulare, colestatica o mista) con o senza
ittero, variazioni transitorie della creatinina plasmatica e dei
test di funzionalità epatica; questi ultimi valori di
solito ritornano nella norma durante la continuazione del
trattamento, in caso contrario sospendere la
somministrazione.
Apparato endocrino: possono verificarsi, seppure
raramente, disturbi della sfera sessuale (impotenza ed
alterazioni della libido) e ginecomastia.
Apparato gastrointestinale: costipazione, diarrea,
nausea, vomito e dolori addominali. Raramente è stata
segnalata pancreatite acuta.
Apparato muscolo-scheletrico: rare segnalazioni di
dolori muscolari ed artralgie.
Reazioni di ipersensibilità : shock
anafilattico, orticaria, rash cutaneo, inclusi rari casi di
eritema multiforme, dermatite bollosa, eczemi,
edema angioneurotico, febbre, broncospasmo, ipotensione,
eosinofilia, dolore toracico e rarissimi casi di
alopecia. Queste reazioni si sono verificate occasionalmente
dopo una dose singola.
In caso di sovradosaggio ricorrere alle abituali misure per
rimuovere il materiale non assorbito dal tratto gastrointestinale
e, se necessario, si può ricorrere all'emodialisi per
eliminare la ranitidina dal plasma. Tenere sotto
osservazione il paziente e praticare una terapia di
supporto.
Il medico deve tenere presente il contenuto in sodio
delle formulazioni solubili.
Gli studi sperimentali eseguiti hanno dimostrato che la
ranitidina è un potente e selettivo antagonista
competitivo dell'istamina a livello dei recettori H2.
La ranitidina presenta un'affinità particolarmente
elevata verso i recettori H2-gastrici e risulta
particolarmente potente nell'inibire l'ipersecrezione
gastrica indotta da tutta una serie di secretagoghi nel ratto e
nel cane.
Ciò appare di particolare rilevanza poiché la
sostanza in esame ha nella sua struttura un anello furanico
invece dell'anello imidazolico ritenuto finora essenziale per
l'attività H2-bloccante.
Inoltre l'inibizione della secrezione acida gastrica non
è causata da una riduzione dell'irrorazione ematica della
mucosa gastrica; anzi il rapporto fra flusso sanguigno della
mucosa e secrezione acida aumenta durante l'inibizione della
secrezione. La sostanza in esame ha dimostrato una
notevole efficacia antiulcera sia gastrica che duodenale nei
numerosi modelli sperimentali con cui è stata
valutata.
L'efficacia della sostanza è stata dimostrata non solo
per via orale, via che si reputa di elezione, ma anche per via
endovenosa ed intramuscolare.
Due-tre ore dopo la somministrazione per via orale di 150 mg
di ranitidina si ottengono picchi ematici di 440-545 ng/ml.
L'emivita di eliminazione è di circa 2,5 ore.
L'assorbimento della ranitidina non è
significativamente compromesso dalla concomitante
somministrazione di cibo. La principale via di escrezione
è rappresentata dalle urine (filtrazione glomerulare
e secrezione tubulare).
La clearance renale è pari a circa 410 ml/min.
Gli studi condotti somministrando per via orale ranitidina
marcata 14C nel ratto e nel cane, consentono di affermare
che:
- la ranitidina è un farmaco bene assorbito nel
ratto e nel cane;
- viene completamente eliminata tramite le urine e la
bile;
- viene escreta in gran parte come tale, mentre una aliquota
minore viene metabolizzata conducendo all'N-ossido, al sulfossido
e al demetilderivato.
Gli studi di tossicità acuta e cronica sono stati
condotti su topi, ratti, conigli e cani sia per via orale
che parenterale, senza dimostrare alcun tipo di rischio
tossicologico.
In particolare nella tossicità acuta nel topo e nel
ratto la DL 50 per sommistrazione endovenosa è dell'ordine
di 75 mg/Kg, mentre per via orale dosi fino a 1000 mg/Kg non si
sono dimostrate letali.
Nella tossicità cronica, dosi molto elevate di
ranitidina (fino a 2000 mg/Kg/die) somministrate a topi per
tutto il periodo della loro vita, e dosi fino a 450 mg/Kg/die per
periodi fino ad 1 anno somministrate nei cani, non hanno
dimostrato alcun segno di tossicità sui vari organi
ed apparati studiati.
Compresse effervescenti da 150 mg e 300
mg:
sodio citrato monobasico anidro, Sodio
bicarbonato, Aspartame, Polivinilpirrolidone, Sodio benzoato,
Aroma di arancia, Aroma di pompelmo
Bustine di granulato per soluzione orale:
sodio citrato monobasico anidro, Sodio
bicarbonato, Aspartame, Polivinilpirrolidone, Aroma di arancia,
Aroma di pompelmo
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Compresse effervescenti e bustine: 24 mesi.
Non sono necessarie particolari condizioni di conservazione.
La ranitidina è stabile nella confezione originale a
temperatura ambiente.
Compresse effervescentii: tubetti di polipropilene con
tappo in polietilene provvisto di disidratante (silica-gel),
contenuti in astucci di cartone.
Granulato per soluzione orale: bustine costituite da un
laminato di carta-alluminio-polietilene, contenute in
astucci di cartone.
20 compresse effervescenti da 150 mg
10 compresse effervescenti da 300 mg
20 compresse effervescenti da 300 mg
20 bustine di granulato per soluzione orale da 150 mg
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GlaxoSmithKline S.p.A. - Via A.Fleming, 2 – Verona
20 compresse effervescenti da 150 mg
A.I.C.: 024448072
10 compresse effervescenti da 300 mg A.I.C.: 024448096
20 compresse effervescenti da 300 mg A.I.C.: 024448108
20 bustine di Granulato per soluzione orale da 150 mg
A.I.C.: 024448110
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Maggio 2000
TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]
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Luglio 2002