VFEND 50 mg compresse rivestite con film
Ogni compressa contiene 50 mg di voriconazolo.
Eccipienti:
lattosio monoidrato 63,42 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Compressa bianca e di forma rotonda, con impresso “PFIZER” da un lato e “VOR50” dall’altro.
Voriconazolo, è un agente antimicotico triazolico ad ampio spettro ed è indicato nei seguenti casi:
Trattamento dell’aspergillosi invasiva.
Trattamento della candidemia in pazienti non-neutropenici.
Trattamento di infezioni gravi e invasive da Candida resistenti al fluconazolo (inclusa la C.
krusei).
Trattamento di infezioni micotiche gravi causate da Scedosporium spp.
e Fusarium spp.
VFEND deve essere somministrato principalmente a pazienti con infezioni a carattere progressivo che possono mettere in pericolo la vita del paziente stesso.
Le compresse
rivestite con film di VFEND devono essere
assunte almeno un’ora prima, o
un’ora dopoi pasti. Alterazioni elettrolitiche
come ipopotassiemia, ipomagnesiemia
e ipocalcemia devono essere monitorate
e corrette, se necessario,
prima di iniziare il trattamento
e durante la terapia con voriconazolo (vedere paragrafo 4-4-). VFEND è disponibile
anche in compresse
rivestite con film da 200 mg,
in polvere per soluzione per
infusione da 200
mg e in polvere
per sospensione orale da 40 mg/ml. Uso negli adultiLa terapia deve essere avviata con la
dose da carico specificata di VFEND per via endovenosa o
orale,in modo da poter raggiungere al primo giorno concentrazioni
plasmatiche prossime allo steady-state.
Sulla base dell’elevata biodisponibilità orale (96 %; vedere paragrafo
5-2), è possibile il passaggiodalla somministrazione
per via endovenosa
a quella orale, quando clinicamente appropriato. Nella seguente
tabella sono riportate informazioni
dettagliate sulle raccomandazioni
posologiche:
| Endovena | Orale | ||
| Pazienti di peso pari a40 kg ed oltre | Pazienti di pesoinferiore ai 40 kg | ||
| Dose da carico(prime 24 ore) | 6 mg/kg ogni 12 ore(per le prime 24 ore) | 400 mg ogni 12 ore(per le prime 24 ore) | 200 mg ogni 12 ore(per le prime 24 ore) |
| Dose di mantenimento(dopo le prime 24 ore) | 4 mg/kg due volte/die | 200 mg due volte/die | 100 mg due volte/die |
Aggiustamento posologicoSe la risposta del paziente è inadeguata, la dose di
mantenimento
può essere aumentata
a 300 mg due volte al giorno per via orale.
Per i pazienti di peso inferiore
ai 40 kg la dose orale può essereaumentata
a 150
mg due volte al giorno. Se i pazienti non
tollerano il trattamento con questi dosaggi
più elevati si dovrà ridurre
la dose orale di50
mg in 50 mg fino a raggiungere
la dose
originale di mantenimento di 200 mg due volte al giorno (odi 100 mg due volte al giorno per i pazienti di peso inferiore ai 40 kg). La fenitoina può essere somministrata
insieme al voriconazolo se la dose di mantenimento
di voriconazolo viene aumentata da
200 mg a 400 mg due
volte al giorno per via orale (100
mg-200
mg due volte al
giorno per via orale in pazienti di
peso inferiore ai 40
kg)
(vedere sezioni 4-4 e 4-5). La rifabutina
può essere somministrata
insieme al voriconazolo se la dose di mantenimento
di voriconazolo per via orale viene
aumentata da 200 mg a 350 mg due
volte al giorno (100
mg o 200
mgper via orale due volte al giorno in
pazienti di peso inferiore ai 40 kg ) (vedere
sezioni 4-4 e 4-5).La durata del trattamento dipende
dalla risposta clinica e micologica del paziente.
Uso negli anzianiNon è necessario
un aggiustamento posologico nei pazienti anziani
(vedere paragrafo 5-2). Uso in pazienti con compromissione
renaleLa farmacocinetica
di voriconazolo somministrato per
via orale non viene modificata
in presenza di una compromissione
renale.
Pertanto, nei pazienti con compromissione
renale moderata-grave non ènecessario
un aggiustamento della posologia
orale (vedere paragrafo 5-2). Voriconazolo viene eliminato
attraverso emodialisi
con una clearance
di 121 ml/min.
Una seduta di emodialisi di quattro
ore non consente di eliminare
una quantità di voriconazolo sufficiente da giustificare un aggiustamento
posologico. Uso in pazienti con compromissione
epaticaNon è necessario un aggiustamento
posologico
in pazienti con danno epatico
acuto, dimostrato
da un aumento
degli indici di funzionalità
epatica (ALAT, ASAT) (si raccomanda
tuttavia il monitoraggio
continuo degli indici di
funzionalità
epatica per verificare eventuali
ulteriori aumenti). In pazienti con cirrosi epatica di
grado lieve-moderato (Child-Pugh A e B) si raccomanda l’impiego
di VFEND alle dosi da carico
standard, ma la dose di
mantenimento
dovrà essere dimezzata
(vedere paragrafo 5-2).L’impiego
di VFEND in pazienti con grave
cirrosi epatica cronica (Child-Pugh
C) non è stato studiato.
L’impiego
di VFEND è stato
associato ad incrementi degli indici
di funzionalità epatica ed allapresenza di segni clinici di danno epatico, come
ittero;
pertanto deve essere utilizzato nei pazienti con grave compromissione
epatica solo se i benefici superano i potenziali rischi.
I pazienti con compromissione
epatica devono essere attentamente
monitorati perché può svilupparsi
tossicità da farmaco
(vedere anche paragrafo 4-8).Uso nei bambiniL’impiego
di VFEND nei bambini
di età inferiore ai 2 anni non è raccomandato
perché i dati di sicurezza e di efficacia
non sono sufficienti (vedere anche
paragrafi 4-8 e 5-1). La dose
di mantenimento
raccomandata nei bambini
di età compresa
tra 2 e < 12 anni è la seguente:
| Endovena* | Orale** | |
| Dose da carico | Non è raccomandato l’impiego di una dose da carico endovena o orale | |
| Dose di mantenimento | 7 mg/kg due volte/die | 200 mg due volte/die |
* Basata su un’analisi
di farmacocinetica
di popolazione
condotta
su 82 pazienti
immunocompromessi
di etàcompresa tra 2 e < 12 anni** Basata
su
un’analisi
di farmacocinetica di popolazione condotta
su 47
pazienti immunocompromessi di età compresa tra 2 e < 12 anni L’impiego
del prodotto
in pazienti di età compresa
tra 2 e < 12 anni con insufficienza epatica
o renale non è stato studiato (vedere
paragrafo 4-8 e 5-2). Queste raccomandazioni
sulla posologia da utilizzare in età
pediatrica si basano su studi condotti
conla sospensione orale di VFEND.
La
bioequivalenza tra la sospensione orale e le compresse
non è stata studiata nei bambini.
Poichè si suppone che il tempo del transito
gastro-enterico sia limitato neibambini,
l’assorbimento
delle compresse
può essere diverso nei bambini
rispetto agli adulti.
Si raccomanda
pertanto l’impiego
della sospensione orale nei bambini
di età compresa
tra 2 e < 12 anni. Adolescenti
(12-16 anni): devono essere trattati con la stessa posologia indicata per gli adulti.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La somministrazione concomitante dei substrati del CYP3A4, terfenadina, astemizolo, cisapride, pimozide o chinidina con VFEND è controindicata perché un aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali può causare un prolungamento dell’intervallo QTc e rari casi di torsioni di punta (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di VFEND con rifamipicina, carbamazepina e fenobarbital è controindicata perché è probabile che questi medicinali possano ridurre significativamente le concentrazioni plasmatiche del voriconazolo (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di dosi standard di VFEND ed efavirenz è controindicata perché efavirenz riduce significativamente le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo mentre VFEND aumenta significativamente le concentrazioni plasmatiche di efavirenz (vedere paragrafo 4.5; per l’impiego di dosi adattate di voriconazolo con dosi adattate di efavirenz vedere paragrafi 4.4 e 4.5). La somministrazione concomitante di VFEND e alti dosaggi di ritonavir (400 mg ed oltre, due volte al giorno) è controindicata perché ritonavir a questi dosaggi riduce significativamente le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo in soggetti sani (vedere paragrafo 4.5, per dosaggi inferiori vedere paragrafo 4.4.). La somministrazione concomitante degli alcaloidi della segale cornuta (ergotamina, diidroergotamina), che sono substrati del CYP3A4, è controindicata in quanto l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali può causare ergotismo (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di voriconazolo e sirolimus è controindicata perché è probabile che il voriconazolo possa causare un incremento significativo delle concentrazioni di sirolimus (vedere paragrafo 4.5).
Ipersensibilità:
Si raccomanda cautela quando VFEND viene prescritto ai pazienti con ipersensibilità ad altri composti azolici (vedere anche paragrafo 4.8).
Apparato cardiovascolare:
Alcuni azoli, incluso voriconazolo, sono stati associati a prolungamento dell’intervallo QT.
Sono stati segnalati rari casi di torsione di punta in pazienti in trattamento con voriconazolo che presentavano fattori di rischio quali anamnesi positiva per chemioterapia cardiotossica, cardiomiopatia, ipopotassiemia e assunzione di farmaci concomitanti che possono avere contribuito a tale effetto.
Voriconazolo deve essere somministrato con cautela a pazienti che presentano condizioni potenzialmente favorenti un’aritmia quali:
Prolungamento congenito o acquisito dell’intervallo QT Cardiomiopatia, in particolare in presenza di insufficienza cardiaca Bradicardia sinusale Aritmia sintomatica pre-esistente Assunzione concomitante di farmaci che prolungano l’intervallo QT Alterazioni elettrolitiche come ipopotassiemia, ipomagnesiemia e ipocalcemia devono essere monitorate e corrette, se necessario, prima di iniziare il trattamento e durante la terapia con voriconazolo (vedere paragrafo 4.2.).
E’ stato effettuato uno studio in volontari sani per esaminare l’effetto di voriconazolo sull’intervallo QT con somministrazione di dosi singole fino a 4 volte superiori la dose giornaliera abituale.
Nessun paziente ha riportato un intervallo al di sopra della soglia di 500 msec potenzialmente rilevante da un punto di vista clinico (vedere paragrafo 5.1).
Epatotossicità:
Negli studi clinici, sono stati segnalati rari casi di gravi reazioni epatiche durante il trattamento con VFEND (incluse manifestazioni cliniche di epatite, colestasi e insufficienza epatica fulminante, con casi di decesso).
Episodi di reazioni epatiche sono stati riscontrati principalmente in pazienti con gravi condizioni cliniche di base (principalmente neoplasie ematologiche).
Alcune reazioni epatiche di carattere transitorio, incluse epatite ed ittero, si sono verificate in pazienti nei quali non erano stati identificati altri fattori di rischio.
I casi di disfunzione epatica si sono di solito risolti con la sospensione della terapia (vedere paragrafo 4.8).
Monitoraggio della funzionalità epatica:
I pazienti che hanno appena iniziato la terapia con voriconazolo ed i pazienti che sviluppano indici alterati della funzionalità epatica durante il trattamento con VFEND devono essere sottoposti ad un monitoraggio di routine perché potrebbero sviluppare un danno epatico più grave.
La gestione del paziente deve includere una valutazione di laboratorio degli indici di funzionalità epatica (in particolare test di funzionalità epatica e bilirubina).
La sospensione del trattamento con VFEND dovrà essere presa in considerazione se i segni e i sintomi clinici sono compatibili con un quadro di sviluppo di epatopatia.
Il monitoraggio della funzionalità epatica deve essere effettuato sia nei bambini che negli adulti.
Eventi avversi renali:
La presenza di insufficienza renale acuta è stata osservata in pazienti in gravi condizioni in trattamento con VFEND.
È probabile che i pazienti in trattamento con voriconazolo vengano trattati contemporaneamente con farmaci nefrotossici e che quindi presentino condizioni concomitanti che possano risultare in una riduzione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.8).
Monitoraggio della funzionalità renale:
I pazienti dovranno essere monitorati per l’eventuale sviluppo di un’alterata funzionalità renale.
Il monitoraggio dovrà includere la valutazione dei parametri di laboratorio, in particolare della creatinina sierica.
Reazioni dermatologiche:
Durante il trattamento con VFEND i pazienti hanno raramente sviluppato reazioni cutanee esfoliative, come la sindrome di Stevens-Johnson.
Se i pazienti sviluppano un rash dovranno essere attentamente monitorati e se le lesioni dovessero peggiorare la somministrazione di VFEND dovrà essere interrotta.
Inoltre, l’impiego di VFEND è stato associato a reazioni cutanee da fotosensibilità, in particolare nel corso di trattamenti a lungo termine.
Si raccomanda di informare i pazienti di evitare l’esposizione ad un’intensa luce solare.
Uso nei bambini:
La sicurezza e l’efficacia nei bambini al di sotto dei due anni di età non sono state stabilite (vedere anche sezioni 4.8 e 5.1).
Voriconazolo è indicato nei bambini di età pari o superiore ai 2 anni.
La funzionalità epatica deve essere monitorata sia nei bambini sia negli adulti.
La biodisponibilità orale può essere limitata nei pazienti pediatrici tra 2 e
< 12 anni di età che presentano malassorbimento ed un peso corporeo molto basso in relazione all’età.
In questo caso, si raccomanda la sommistrazione di voriconazolo per via endovenosa.
Fenitoina (substrato del CYP2C9 e potente induttore del CYP450):
Quando la fenitoina viene somministrata insieme al voriconazolo si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli di fenitoina.
L’uso concomitante di voriconazolo e fenitoina deve essere evitato a meno che i benefici superino i rischi (vedere paragrafo 4.5).
Rifabutina (induttore del CYP450):
Quando la rifabutina viene somministrata insieme al voriconazolo si raccomanda un attento monitoraggio della conta completa delle cellule ematiche e degli eventi avversi causati dalla rifabutina (p.es.
uveite).
L’uso concomitante di voriconazolo e rifabutina deve essere evitato a meno che i benefici superino i rischi (vedere paragrafo 4.5).
Metadone (substrato del CYP3A4):
Poiché i livelli di metadone aumentano in seguito alla somministrazione concomitante di voriconazolo, quando il metadone viene somministrato insieme al voriconazolo si raccomanda un monitoraggio frequente degli eventi avversi e degli episodi di tossicità correlati al metadone, incluso il prolungamento del QTc.
Può essere necessaria una riduzione della dose di metadone (vedere paragrafo 4.5).
Ritonavir (induttore potente del CYP450; inibitore e substrato del CYP3A4):
La somministrazione concomitante di voriconazolo e bassi dosaggi di ritonavir (100 mg due volte al giorno) deve essere evitata, a meno che la valutazione del rapporto rischio/beneficio giustifichi l’uso di voriconazolo (vedere paragrafo 4.5, per dosaggi superiori vedere paragrafo 4.3).
Efavirenz (induttore del CYP450; inibitore e substrato del CYP3A4):
Quando voriconazolo viene somministrato insieme ad efavirenz la dose di voriconazolo deve essere aumentata a 400 mg ogni 12 ore e quella di efavirenz deve essere ridotta a 300 mg ogni 24 ore (vedere paragrafo 4.5; per la controindicazione con dosi standard di voriconazolo ed efavirenz vedere paragrafo 4.3).
Le compresse di VFEND contengono lattosio e non devono essere somministrate ai pazienti che presentano rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, una carenza da Lapp lattasi o un malassorbimento di glucosio-galattosio.
Ad eccezione di quanto altrimenti specificato, gli studi di interazione con altri medicinali sono stati effettuati in soggetti sani maschi adulti, con l’impiego di dosi multiple di voriconazolo orale alla dose di 200 mg due volte al giorno fino al raggiungimento dello steady-state.
Questi risultati si applicano anche ad altre popolazioni di pazienti e ad altre vie di somministrazione.
Questa sezione concerne gli effetti di altri medicinali su voriconazolo, gli effetti di voriconazolo su altri medicinali e le interazioni reciproche.
Le interazioni per le prime due sezioni vengono presentate nel seguente ordine:
associazioni controindicate, associazioni che richiedono un aggiustamento posologico, associazioni che richiedono un attento monitoraggio clinico e/o biologico e infine quelle che non comportano significative interazioni farmacocinetiche ma che possono avere una rilevanza clinica nell’ambito di questo settore terapeutico.
Effetti di altri medicinali su voriconazolo Voriconazolo viene metabolizzato dagli isoenzimi del citocromo P450, CYP2C19, CYP2C9 e CYP3A4.
Gli inibitori o gli induttori di questi isoenzimi possono rispettivamente aumentare o ridurre le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo.
Rifampicina (induttore del CYP450):
La rifampicina (600 mg una volta al giorno) ha ridotto la Cmax (massima concentrazione plasmatica) e la AUC (area sotto la curva della concentrazione plasmatica in funzione del tempo calcolata nell’intervallo tra due dosi) di voriconazolo rispettivamente del 93 % e del 96 %.
La somministrazione concomitante di voriconazolo e rifampicina è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Ritonavir (induttore potente del CYP450; inibitore e substrato del CYP3A4):
L’effetto della somministrazione concomitante di voriconazolo orale (200 mg al giorno) e alti dosaggi (400 mg) e bassi dosaggi (100 mg) di ritonavir orale è stato studiato in due studi separati condotti in volontari sani.
Alti dosaggi di ritonavir (400 mg due volte al giorno) hanno ridotto la Cmax e la AUC di voriconazolo orale allo steady-state rispettivamente in media del 66 % e dell’82 %, mentre bassi dosaggi di ritonavir (100 mg due volte al giorno) hanno ridotto la Cmax e la AUC di voriconazolo rispettivamente in media del 24 % e 39 %.
La somministrazione di voriconazolo non ha avuto un effetto significativo sulla Cmax e sulla AUC medie di ritonavir nello studio effettuato con alti dosaggi, sebbene una riduzione minima della Cmax e della AUC di ritonavir, rispettivamente in media del 25 % e 13 %, sia stata osservata nello studio di interazione con bassi dosaggi di rinotavir.
In entrambi gli studi di interazione con ritonavir è stato identificato un soggetto che, diversamente dagli altri, ha riportato un aumento dei livelli di voriconazolo.
La somministrazione concomitante di voriconazolo e alti dosaggi di ritonavir (400 mg ed oltre, due volte al giorno) è controindicata.
La somministrazione concomitante di voriconazolo e bassi dosaggi di ritonavir (100 mg due volte al giorno) deve essere evitata, a meno che la valutazione del rapporto rischio/beneficio per il paziente giustifichi l’uso di voriconazolo (vedere sezioni 4.3 e 4.4.).
Carbamazepina e fenobarbital (potenti induttori del CYP450):
Sebbene tale interazione non sia stata studiata, è probabile che la carbamazepina o il fenobarbital riducano significativamente le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo.
La somministrazione concomitante di voriconazolo e carbamazepina e fenobarbital è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Cimetidina (inibitore non specifico del CYP450 con azione di incremento del pH gastrico):
La cimetidina (400 mg due volte al giorno) ha aumentato la Cmax e la AUC di voriconazolo rispettivamente del 18 % e 23 %.
Non si raccomanda un aggiustamento della posologia di voriconazolo.
Ranitidina (aumenta il pH gastrico):
La ranitidina (150 mg due volte al giorno) non ha avuto effetti significativi su Cmax e AUC di voriconazolo.
Antibiotici macrolidi:
L’eritromicina (inibitore del CYP3A4; 1 g due volte al giorno) e l’azitromicina (500 mg una volta al giorno) non hanno avuto effetti significativi su Cmax e AUC di voriconazolo.
Effetti di voriconazolo su altri medicinali Voriconazolo inibisce l’attività degli isoenzimi del citocromo P450, CYP2C19, CYP2C9 e CYP3A4.
Pertanto, voriconazolo può determinare un aumento dei livelli plasmatici delle sostanze metabolizzate da questi isoenzimi del CYP450.
Voriconazolo deve essere somministrato con cautela in pazienti che assumono contemporaneamente farmaci che notoriamente prolungano l’intervallo QT.
La somministrazione concomitante di questi farmaci è controindicata in quanto esiste la possibilità che il voriconazolo aumenti i livelli plasmatici dei farmaci metabolizzati dagli isoenzimi del CYP3A4 (alcuni antistaminici, chinidina, cisapride, pimozide) (vedere di seguito e il paragrafo 4.3).
Terfenadina, astemizolo, cisapride, pimozide e chinidina (substrati del CYP3A4):
Sebbene tale interazione non sia stata studiata, la somministrazione concomitante di voriconazolo e terfenadina, astemizolo, cisapride, pimozide o chinidina è controindicata perché l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali può causare un prolungamento dell’intervallo QTc e rari casi di torsioni di punta (vedere paragrafo 4.3).
Sirolimus (substrato del CYP3A4):
Voriconazolo ha determinato un aumento di Cmax e AUC del sirolimus (2 mg in dose singola) rispettivamente del 556 % e 1014 %.
La somministrazione concomitante di voriconazolo e sirolimus è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Alcaloidi della segale cornuta (substrati del CYP3A4):
Sebbene questa interazione non sia stata studiata, è noto che il voriconazolo può determinare un incremento delle concentrazioni plasmatiche degli alcaloidi della segale cornuta (ergotamina e diidroergotamina) e può causare ergotismo.
La somministrazione concomitante di voriconazolo ed alcaloidi della segale cornuta è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Ciclosporina (substrato del CYP3A4):
In pazienti stabili sottoposti a trapianto di rene, la somministrazione di voriconazolo ha determinato un aumento di Cmax ed AUC della ciclosporina di almeno il 13 % e 70 % rispettivamente.
Quando il trattamento con voriconazolo viene avviato in pazienti che sono già in terapia con ciclosporina, si raccomanda di dimezzare la dose di ciclosporina e di monitorare attentamente i livelli della stessa.
L’aumento dei livelli di ciclosporina è stato associato a nefrotossicità.
Quando la somministrazione di voriconazolo viene sospesa, i livelli di ciclosporina devono essere attentamente monitorati e la dose aumentata in base alle necessità del caso.
Metadone (substrato del CYP3A4):
Nei soggetti trattati con una dose di mantenimento di metadone (32.100 mg una volta al giorno) la somministrazione concomitante di voriconazolo per via orale (400 mg due volte al giorno per 1 giorno, seguiti da 200 mg due volte al giorno per quattro giorni) ha determinato un aumento della Cmax e della AUC del R-metadone farmacologicamente attivo rispettivamente del 31% e 47%, mentre la Cmax e la AUC dell’enantiomero-S sono aumentate rispettivamente del 65% e del 103%.
Le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo in caso di somministrazione concomitante di metadone sono risultate sovrapponibili ai livelli di voriconazolo (dati storici) riscontrati nei soggetti sani che non assumevano farmaci concomitanti.
Quando il metadone viene somministrato insieme al voriconazolo si raccomanda un monitoraggio frequente degli eventi avversi e degli episodi di tossicità correlati al metadone, incluso il prolungamento del QT.
Può essere necessaria una riduzione della dose di metadone.
Tacrolimus (substrato del CYP3A4):
Voriconazolo ha determinato un aumento di Cmax e AUCT (area sotto la curva della concentrazione plasmatica in funzione del tempo valutata fino all’ultima misurazione quantificabile) di tacrolimus (0,1 mg/kg in dose singola) rispettivamente del 117 % e del 221%.
Quando il trattamento con voriconazolo viene avviato in pazienti che sono già in terapia con tacrolimus, si raccomanda di ridurre ad un terzo la dose originale di tacrolimus e di monitorare attentamente i livelli dello stesso.
L’aumento dei livelli di tacrolimus è stato associato a nefrotossicità.
Quando la somministrazione di voriconazolo viene sospesa, i livelli di tacrolimus devono essere attentamente monitorati e la dose aumentata in base alle necessità del caso.
Anticoagulanti orali:
Warfarin (substrato del CYP2C9):
La somministrazione concomitante di voriconazolo (300 mg due volte al giorno) e warfarin (30 mg in dose singola) ha aumentato il tempo massimo di protrombina del 93%.
Quando warfarin e voriconazolo vengono somministrati insieme si raccomanda un attento monitoraggio del tempo di protrombina.
Altri anticoagulanti orali, p.es.
fenprocumone, acenocumarolo (substrati del CYP2C9, CYP3A4):
sebbene questa interazione non sia stata studiata, è noto che il voriconazolo può determinare un incremento delle concentrazioni plasmatiche dei cumarinici e pertanto può causare un aumento del tempo di protrombina.
Se i pazienti in trattamento con preparati cumarinici vengono trattati contemporaneamente con voriconazolo, il tempo di protrombina deve essere monitorato ad intervalli ravvicinati ed il dosaggio degli anticoagulanti dovrà essere aggiustato di conseguenza.
Sulfaniluree (substrati del CYP2C9):
Sebbene tale interazione non sia stata studiata, voriconazolo può aumentare i livelli plasmatici delle sulfaniluree (p.es.
tolbutamide, glipizide e gliburide) e pertanto può causare ipoglicemia.
In caso di somministrazione concomitante si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia.
Statine (substrati del CYP3A4):
Sebbene tale interazione non sia stata clinicamente studiata, è stato osservato che voriconazolo inibisce il metabolismo di lovastatina in vitro (microsomi epatici umani).
Pertanto, è probabile che voriconazolo possa aumentare i livelli plasmatici delle statine metabolizzate dal CYP3A4.
Si raccomanda di prendere in considerazione un aggiustamento della dose delle statine in caso di somministrazione concomitante con voriconazolo.
L’aumento dei livelli delle statine è stato associato a rabdomiolisi.
Benzodiazepine(substrati del CYP3A4):
Sebbene tale interazione non sia stata clinicamente studiata, è stato osservato che voriconazolo inibisce il metabolismo di midazolam in vitro (microsomi epatici umani).
Pertanto, è probabile che voriconazolo possa aumentare i livelli plasmatici delle benzodiazepine metabolizzate dal CYP3A4 (midazolam e triazolam) e causare un effetto sedativo prolungato.
Si raccomanda un aggiustamento della dose delle benzodiazepine in caso di somministrazione concomitante.
Vinca alcaloidi (substrati del CYP3A4):
Sebbene tale interazione non sia stata studiata, voriconazolo può aumentare i livelli plasmatici dei vinca alcaloidi (p.es.
vincristina e vinblastina) e può causare nefrotossicità.
Prednisolone (substrato del CYP3A4):
Voriconazolo ha determinato un aumento di Cmax e AUC di prednisolone (60 mg in dose singola) rispettivamente dell’11 % e 34 %.
Non è raccomandato un aggiustamento di dosaggio.
Digossina (Trasporto mediato dalla glicoproteina-P):
Voriconazolo non ha avuto effetti significativi su Cmax e AUC di digossina (0,25 mg una volta al giorno).
Acido micofenolico (substrato della UDP-glucoronil transferasi):
Il voriconazolo non ha modificato la Cmax e AUC dell’acido micofenolico (1 g in dose singola).
Interazioni reciproche Fenitoina (substrato del CYP2C9 e induttore potente del CYP450):
L’uso concomitante di voriconazolo e fenitoina deve essere evitato a meno che i benefici superino i rischi.
La fenitoina (300 mg una volta al giorno) ha ridotto la Cmax e la AUC di voriconazolo rispettivamente del 49 % e del 69 %.
Voriconazolo (400 mg due volte al giorno, vedere paragrafo 4.2) ha aumentato la Cmax e la AUC della fenitoina (300 mg una volta al giorno) del 67 % e dell’81 % rispettivamente.
Si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli plasmatici di fenitoina in caso di somministrazione concomitante con voriconazolo.
La fenitoina può essere somministrata insieme al voriconazolo se la dose di mantenimento di voriconazolo viene aumentata a 5 mg/kg due volte al giorno per via endovenosa o da 200 mg a 400 mg due volte al giorno per via orale (100 mg-200 mg due volte al giorno per via orale in pazienti di peso inferiore ai 40 kg) (vedere paragrafo 4.2).
Rifabutina (induttore del CYP450):
L’uso concomitante di voriconazolo e rifabutina deve essere evitato a meno che i benefici superano i rischi.
La rifabutina (300 mg una volta al giorno) ha ridotto la Cmax e la AUC di voriconazolo (200 mg due volte al giorno) rispettivamente del 69 % e 78 %.
Durante la somministrazione concomitante di rifabutina, la Cmax e la AUC di voriconazolo (350 mg due volte al giorno) sono aumentate rispettivamente del 96 % e 68 %, rispetto ai valori raggiunti quando voriconazolo è stato somministrato da solo alla dose di 200 mg due volte al giorno.
Durante la cosomministrazione con dosi di voriconazolo di 400 mg due volte al giorno la Cmax e la AUC di voriconazolo sono aumentate rispettivamente del 104 % e 87 %, rispetto ai valori raggiunti quando voriconazolo è stato somministrato da solo alla dose di 200 mg due volte al giorno.
Voriconazolo alla dose di 400 mg due volte al giorno ha aumentato la Cmax e la AUC della rifabutina rispettivamente del 195 % e 331 %.
Se la somministrazione concomitante di rifabutina e voriconazolo è giustificata allora la dose di mantenimento di voriconazolo può essere aumentata a 5 mg/kg due volte al giorno per via endovenosa o da 200 mg a 350 mg due volte al giorno per via orale (100 mg-200 mg per via orale due volte al giorno in pazienti di peso inferiore ai 40 kg) (vedere paragrafo 4.2).
Quando la rifabutina viene somministrata insieme al voriconazolo si raccomanda un attento monitoraggio della conta completa delle cellule ematiche e degli eventi avversi causati dalla rifabutina (p.es.
uveite).
Omeprazolo (Inibitore del CYP2C19; substrato del CYP2C19 e del CYP3A4):
L’omeprazolo (40 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di Cmax e AUC del voriconazolo rispettivamente del 15 % e 41 %.
Non è necessario un aggiustamento del dosaggio di voriconazolo.
Voriconazolo ha aumentato la Cmax e AUC di omeprazolo rispettivamente del 116 % e 280 %.
Quando il trattamento con voriconazolo viene avviato in pazienti che sono già in trattamento con omeprazolo, si raccomanda di dimezzare la dose di omeprazolo.
Anche il metabolismo di altri inibitori della pompa protonica, che sono substrati del CYP2C19, può essere inibito dal voriconazolo.
Contraccettivi orali:
La somministrazione concomitante di voriconazolo e di un contraccettivo orale (1 mg di noretisterone e 0,035 mg di etinilestradiolo; una volta al giorno) in donne sane ha determinato un aumento di Cmax e AUC dell’etinilestradiolo (rispettivamente 36% e 61%) e del noretisterone (rispettivamente 15% e 53%).
La Cmax e AUC di voriconazolo sono aumentate rispettivamente del 14% e del 46%.
E’ prevedibile che i livelli di voriconazolo ritornino ai livelli normali standard nella settimana in cui non viene assunta la pillola.
Poiché il rapporto tra noretisterone ed etinilestradiolo si è mantenuto simile durante l’interazione con voriconazolo, la loro attività contraccettiva probabilemente non verrà modificata.
Sebbene nel corso dello studio clinico di interazione non sia stato osservato un aumento di incidenza degli eventi avversi correlati al trattamento ormonale, livelli più elevati di estrogeni e progestinici possono notoriamente causare nausea e disturbi mestruali.
Non sono stati studiati i contraccettivi orali contenenti dosi diverse da 1 mg di noretisterone e 0,035 mg di etinilestradiolo.
Agenti antiretrovirali Indinavir (inibitore e substrato del CYP3A4):
Indinavir (800 mg tre volte al giorno) non ha avuto effetti significativi su Cmax, Cmin e AUC di voriconazolo.
Voriconazolo non ha avuto effetti significativi su Cmax e AUC di indinavir (800 mg tre volte al giorno).
Altri inibitori delle proteasi dell’HIV (inibitori del CYP3A4):
Gli studi in vitro suggeriscono che voriconazolo può inibire il metabolismo degli inibitori delle proteasi dell’HIV (p.es.
saquinavir, amprenavir e nelfinavir).
Gli studi in vitro dimostrano inoltre che il metabolismo di voriconazolo può essere inibito dagli inibitori delle proteasi dell’HIV.
Tuttavia solo sulla base degli studi in vitro non è possibile prevedere nell’uomo i risultati della combinazione di voriconazolo con altri inibitori delle proteasi dell’HIV.
Durante la somministrazione concomitante di voriconazolo e inibitori delle proteasi dell’HIV i pazienti dovranno essere attentamente monitorati al fine di rilevare eventuali episodi di tossicità da farmaco e/o perdita di efficacia.
Efavirenz (inibitore della trascrittasi inversa non nucleosidico) (induttore del CYP450; inibitore e substrato del CYP3A4):
efavirenz allo steady-state (400 mg una volta al giorno per via orale) ha ridotto la Cmax e la AUC di voriconazolo allo steady-state in soggetti sani di circa il 61 % e 77 % rispettivamente.
Nello stesso studio, in soggetti sani voriconazolo allo steady-state ha aumentato la Cmax e la AUC di efavirenz allo steady-state in media del 38 % e 44 % rispettivamente.
La somministrazione concomitante di dosi standard di voriconazolo ed efavirenz è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
A seguito di somministrazione concomitante di voriconazolo 300 mg due volte al giorno ed efavirenz 300 mg una volta al giorno per via orale in soggetti sani, il valore della AUC e della Cmax di voriconazolo si è ridotto rispettivamente del 55 % e del 36 %, rispetto a quando voriconazolo è stato somministrato da solo alla dose di 200 mg due volte al giorno; la AUC di efavirenz è risultata equivalente, ma la Cmax si è ridotta del 14 % rispetto a quando efavirenz è stato somministrato da solo alla dose di 600 mg una volta al giorno.
A seguito di somministrazione concomitante di voriconazolo 400 mg due volte al giorno ed efavirenz 300 mg una volta al giorno per via orale in soggetti sani, il valore della AUC di voriconazolo si è ridotto del 7 % e la Cmax è aumentata del 23 %, rispetto a quando voriconazolo è stato somministrato da solo alla dose di 200 mg due volte al giorno.
Queste differenze non sono state considerate clinicamente significative.
La AUC di efavirenz è aumentata del 17 % e la Cmax è risultata equivalente rispetto a quando efavirenz è stato somministrato da solo alla dose di 600 mg una volta al giorno.
Quando voriconazolo viene somministrato insieme ad efavirenz, la dose di mantenimento di voriconazolo deve essere aumentata a 400 mg due volte al giorno e la dose di efavirenz deve essere ridotta del 50 %, quindi a 300 mg una volta al giorno.
Quando il trattamento con voriconazolo viene interrotto, efavirenz deve essere impiegato somministrando la dose iniziale.
Inibitori della trascrittasi inversa non-nucleosidico (NNRTI) (substrati del CYP3A4, inibitori o induttori del CYP450):
Gli studi in vitro dimostrano che il metabolismo di voriconazolo può essere inibito dalla delavirdina.
Sebbene tale interazione non sia stata studiata, il metabolismo di voriconazolo può essere indotto da nevirapina.
Uno studio in vivo ha mostrato che voriconazolo inibisce il metabolismo di efavirenz.
Voriconazolo può inibire anche il metabolismo degli NNRTI, oltre a quello di efavirenz.
I pazienti dovranno essere attentamente monitorati durante la somministrazione concomitante di voriconazolo e NNRTI al fine di rilevare eventuali episodi di tossicità da farmaco e/o perdita di efficacia.
La somministrazione concomitante di voriconazolo ed efavirenz è controindicata.
Gravidanza Non sono disponibili informazioni adeguate sull’uso di voriconazolo in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
VFEND non deve essere usato durante la gravidanza a meno che i benefici non superino chiaramente i potenziali rischi per il feto.
Donne in età fertile Le donne in età fertile devono sempre fare uso di un contraccettivo efficace durante il trattamento.
Allattamento L’escrezione di voriconazolo nel latte materno non è stata valutata.
L’allattamento deve essere sospeso quando viene avviato il trattamento con VFEND.
VFEND può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Può causare alterazioni transitorie e reversibili a carico della vista, incluso offuscamento della vista, percezione visiva alterata/potenziata e/o fotofobia.
I pazienti devono evitare compiti potenzialmente pericolosi, come guidare veicoli o usare macchinari quando si presentano questi sintomi.
Il profilo di sicurezza di
voriconazolo si basa su un database complessivo
relativo ad oltre 2000 soggetti (1655 pazienti arruolati in studi terapeutici).
Si tratta
di una popolazione eterogenea
che include pazienti con neoplasie ematologiche,
pazienti HIV con candidiasi
esofagea e infezioni micotiche refrattarie, pazienti non neutropenici con candidemia
o aspergillosi e volontari sani.
Cinquecentosessantuno pazienti
sono stati sottoposti al trattamento con voriconazolo per oltre 12 settimane
e 136 di questi sono stati trattati
con voriconazolo
per oltre 6 mesi. Poiché la maggior parte degli studi sono
stati effettuati in aperto, nella
tabella sottostante sono
elencati tutti gli eventi
avversi che possono avere una
relazione di causalità e sono suddivisi per classificazione sistemica
organica e frequenza
(molto
comune
1/10, comune 1/100 e <1/10, non comune 1/1-000 e<1/100, raro
(1/10-000 e <1/1-000 e molto raro <1/10-000).
Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza,gli effetti indesiderati sono
presentati in ordine di gravità
decrescente.
Gli eventi avversi riportati più comunemente
sono stati disturbi della vista,
piressia, rash, vomito, nausea,
diarrea, cefalea, edema
periferico e dolore addominale.
Gli eventi avversi sono stati
generalmente di gravità lieve-moderata.Non sono state
riscontrate differenze clinicamente significative
quando i dati di
sicurezza sono statianalizzati in base ad età, razza o sesso di appartenenza. Effetti indesiderati
segnalati in soggetti in
trattamento con voriconazolo
| Classificazione sistemica organica | Reazioni avverse da farmaco |
| Esami diagnostici | |
| Comune | Aumento degli indici di funzionalità epatica (inclusiASAT, ALAT, fosfatasi alcalina, GGT, LDH, bilirubina), aumento della creatininemia |
| Non comune | Allungamento dell’intervallo QT correttoall’elettrocardiogramma, aumento dell’azotemia, ipercolesterolemia |
| Patologie cardiache | |
| Molto comune | Edema periferico |
| Comune | Fibrillazione ventricolare, aritmia ventricolare, sincope,aritmia sopraventricolare, tachicardia sopraventricolare, tachicardia, bradicardia |
| Raro | Torsione di punta, tachicardia ventricolare, bloccoatrioventricolare completo, blocco di branca, aritmia nodale |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | |
| Comune | Pancitopenia, depressione del midollo osseo,leucopenia, trombocitopenia, porpora, anemia |
| Non comune | Coagulazione intravasale disseminata, agranulocitosi,linfoadenopatia, eosinofilia |
| Patologie del sistema nervoso | |
| Molto comune | Cefalea |
| Comune | Capogiri, stato confusionale, tremori, agitazione,parestesia |
| Non comune | Edema cerebrale, atassia, diplopia, vertigini, ipoestesia |
| Raro | Convulsioni, encefalopatia, sindrome di Guillain-Barre,sintomi extrapiramidali |
| Patologie dell'occhio | |
| Molto comune | Disturbi della vista |
| Non comune | Papilledema, disturbo del nervo ottico, nistagmosclerite, blefarite |
| Raro | Emorragia della retina, atrofia ottica, crisi oculogiriche,opacità della cornea |
| Patologie dell'orecchio e del labirinto | |
| Raro | Ipoacusia, tinnito |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | |
| Comune | Sindrome da distress respiratorio acuto, edemapolmonare, distress respiratorio, dolore al torace |
| Patologie gastrointestinali | |
| Molto comune | Dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, |
| Non comune | Pancreatite, peritonite, duodenite, gengivite, glossite,edema della lingua, dispepsia, stipsi |
| Raro | Disgeusia |
| Patologie renali e urinarie | |
| Comune | Insufficienza renale acuta, ematuria |
| Non comune | Nefrite, proteinuria |
| Raro | Necrosi tubulare renale |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
| Molto comune | Rash |
| Comune | Dermatite esfoliativa, edema del viso, fotosensibilità,rash maculopapulare, rash maculare, rash papulare, cheilite, prurito, alopecia, eritema |
| Non comune | Sindrome di Stevens-Johnson, edema angioneurotico,dermatite allergica, orticaria, ipersensibilità da farmaco, psoriasi |
| Raro | Epidermolisi necrotica, eritema multiforme, lupuseritematoso discoide |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | |
| Comune | Dolore alla schiena |
| Non comune | Artrite |
| Raro | Ipertonia |
| Patologie endocrine | |
| Non comune | Insufficienza surrenale |
| Raro | Ipertiroidismo, ipotiroidismo |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | |
| Comune | Ipoglicemia, ipocaliemia |
| Infezioni ed infestazioni | |
| Comune | Gastroenterite, malattia simil-influenzale |
| Raro | Colite pseudomembranosa |
| Patologie vascolari | |
| Comune | Ipotensione, tromboflebite, flebite |
| Raro | Linfagite |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
| Molto comune | Piressia |
| Comune | Reazione / infiammazione nel sito di iniezione, brividi,astenia |
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Comune | Sinusite |
| Non comune | Reazione anafilattoide, ipersensibilità, |
| Patologie epatobiliari | |
| Comune | Ittero, ittero colestatico |
| Non comune | Insufficienza epatica, epatite, epatomegalia, colecisti,colelitiasi |
| Raro | Coma epatico |
| Disturbi psichiatrici | |
| Comune | Depressione, ansia, allucinazioni |
| Raro | Insonnia |
Disturbi della vistaI disturbi della
vista correlati al trattamento con
voriconazolo sono
stati molto
comuni.
Negli studi clinici, con un
trattamento sia a breve termine sia a
lungo termine, circa il 30 % dei
soggetti hariportato alterazione/aumento
della percezione visiva, offuscamento della vista, alterata percezione
dei colori o fotofobia.
I disturbi della vista sono transitori e completamente
reversibili e la maggior partesi risolve spontaneamente nell’arco di 60
minuti, senza che siano stati osservati
effetti a lungo termine clinicamente
significativi a carico della vista.
E’
stato osservato che tali effetti si
attenuano con il proseguimento del trattamento con voriconazolo.
I disturbi
della vista sono generalmente lievi, solo raramente hanno
richiesto la sospensione del
trattamento e non sono stati associati a sequele a lungo termine.
I disturbi
della vista possono essere associati ad un incremento delle concentrazioniplasmatiche
e/o delle dosi. Il meccanismo
d’azione
non è noto,
sebbene il sito d’azione sia probabilmente localizzato all’interno
della retina.
In uno studio
effettuato su volontari sani in cui è
stato analizzato l’impatto
divoriconazolo sulla funzione della retina,
voriconazolo ha causato una riduzione dell’ampiezza del tracciato
all’elettroretinogramma (ERG).
L’ERG
misura
le correnti elettriche nella retina.
Lealterazioni rilevate all’ERG non sono peggiorate nell’arco
di 29 giorni
di trattamento e si sono risolte completamente
quando voriconazolo
è stato sospeso. Reazioni dermatologicheLe reazioni dermatologiche
si sono verificate comunemente
nei pazienti trattati con voriconazolo
negli studi clinici, ma questi
pazienti presentavano gravi malattie
di base ed assumevanocontemporaneamente
altri farmaci.
La maggior parte dei casi di
rash cutaneo sono stati di intensità
lieve-moderata.
I pazienti hanno raramente
sviluppato gravi reazioni cutanee,
tra cui sindrome di Stevens-Johnson,
epidermolisi necrotica ed eritema multiforme
durante il trattamento con VFEND. Se i pazienti sviluppano rash cutaneo
dovranno essere attentamente
monitorati ed il trattamento con
VFEND dovrà essere sospeso qualora le
lesioni dovessero peggiorare.
Sono
state segnalate reazioni di fotosensibilità,
in particolare nel corso di trattamenti
a lungo termine
(vedere anche paragrafo 4-4). Test di funzionalità epaticaNel programma
clinico con voriconazolo l’incidenza
complessiva di significative alterazioni
delle transaminasi è stata del 13-4 %
(200/1493)
nei soggetti trattati con voriconazolo.
Le alterazioni degli indici di funzionalità
epatica possono essere associate ad
un incremento
delle concentrazioniplasmatiche
e/o delle dosi.
La maggior parte delle alterazioni
riscontrate ai test di funzionalità epaticasi sono risolte nel corso del trattamento
senza un aggiustamento della dose o dopo
un aggiustamento del dosaggio, inclusa la sospensione del
trattamento.Il trattamento con voriconazolo è stato raramente associato a casi gravi
di epatotossicità in pazienti con
altre condizioni di base gravi.
Tra
questi, ci sono stati alcuni casi di
ittero e rari casi di epatite einsufficienza epatica che
hanno portato al decesso del paziente (vedere paragrafo 4-4). Uso pediatricoLa sicurezza di voriconazolo è stata studiata in 245 pazienti pediatrici di età compresa
tra 2 e < 12 anni trattati con
voriconazolo in studi di farmacocinetica
(87 pazienti pediatrici) ed in programmi
per uso compassionevole
(158 pazienti pediatrici).
Il profilo
degli eventi avversi in questi 245
pazientipediatrici è risultato simile
a quello osservato negli adulti.
Nei
22 pazienti di età inferiore ai 2
anni trattati con voriconazolo in un
programma per uso compassionevole, sono stati segnalati i seguenti eventi
avversi (per i quali non può essere
eslcusa una correlazione
con voriconazolo): reazioni di
fotosensibilità (1), aritimie
(1), pancreatite (1), aumento dei livelli di bilirubina
nel sangue (1), aumento
degli enzimi
epatici (1), rash (1) e papilledema
(1).
Negli studi clinici si sono verificati 3 casi di sovradosaggio accidentale.
Tutti questi casi si sono verificati in pazienti pediatrici che hanno ricevuto il farmaco per via endovenosa ad un dosaggio cinque volte superiore alla massima dose raccomandata.
Il solo evento avverso che si è verificato è stato un singolo caso di fotofobia della durata di 10 minuti.
Non si conosce l’antidoto per voriconazolo.
Il voriconazolo viene eliminato attraverso la dialisi con una clearance di 121 ml/min.
In caso di sovradosaggio, la dialisi può essere di aiuto per eliminare il voriconazolo dall’organismo.
Categoria farmacoterapeutica:
Codice ATC: J02A C03Antimicotici
per Uso Sistemico – Derivati triazolici Meccanismo d’azioneIl voriconazolo in vitro mostra
un’attività antimicotica
ad ampio spettro con un’elevata
potenza antifungina nei confronti
delle specie di Candida (inclusa la C.
krusei,
resistente al fluconazolo, ed i ceppi
resistenti di C.
glabrata
e C.
albicans)
e un’attività
fungicida nei confronti di tutte le specie di
Aspergillus studiate.
Inoltre,
voriconazolo mostra
un’attività fungicida in vitro nei confronti dipatogeni fungini
emergenti, inclusi quelli come lo Scedosporium o il Fusarium che hanno
una
sensibilità limitata agli antimicotici
attualmente
disponibili.
Il suo meccanismo d’azione èrappresentato dall’inibizione della demetilazione
del 14-sterolo mediata
dal citocromo fungino
P450,un processo fondamentale
nella biosintesi dell’ergosterolo. Negli studi sugli animali
è stata rilevata una correlazione tra i valori
delle concentrazioni minime inibenti
e l’efficacia nei confronti delle infezioni micotiche
sperimentali.
Al contrario, negli studi clinici sembra
non esserci una correlazione
tra i valori delle concentrazioni
minime
inibenti e l’esito clinico.
Inoltre,
sembra
non esistere una correlazione tra i
livelli plasmatici e l’esito clinico.
Questo dato è tipico degli antimicotici
della classe degli azoli. MicrobiologiaL’efficacia
clinica (con risposta parziale o completa, vedere di seguito il
paragrafo Esperienza Clinica)è stata dimostrata
per Aspergillus spp., tra cui A.
flavus, A.
fumigatus, A.
terreus.
A.
niger, A nidulans;per Candida
spp., incluse C.
albicans, C.
glabrata, C.
krusei, C.
parapsilosis e C.
tropicaliss e un
numero
limitato
di C.
dubliniensis C.
incospicua, e C.
guilliermondii; per Scedosporium spp., inclusiS. apiospermum,
S.
prolificans
e
per Fusarium
spp.Le altre infezioni
micotiche trattate (con risposta spesso parziale o completa)
includono casi isolati di Alternaria spp., Blastomyces
dermatitidis, Blastoschizomyces
capitatus, Cladosporium
spp., Coccidioides immitis, Conidiobolus coronatus,
Cryptococcus neoformans, Exserohilum
rostratum, Exophiala spinifera,
Fonsecaea pedrosoi, Madurella mycetomatis, Paecilomyces lilacinus,Penicillium
spp.,
incluso
P.
marneffei, Phialophora richardsiae, Scopulariopsis
brevicaulis eTrichosporon spp., incluse le infezioni da T.
beigelii. L’attività in vitro nei confronti
dei ceppi batterici isolati è stata
osservata per Acremonium spp.,Alternaria
spp.,
Bipolaris
spp., Cladophialophora
spp., Histoplasma capsulatum,
con la maggior parte dei ceppi inibiti da concentrazioni di voriconazolo
comprese
tra 0,05 e 2 µg/ml. È stata dimostrata
l’attività in vitro nei
confronti dei seguenti patogeni, ma
non si conosce il significato clinico: Curvularia spp.
e Sporothrix
spp. I campioni
per le colture fungine e per altri importanti
test di laboratorio (serologia,
istopatologia)devono essere ottenuti prima
di avviare il trattamento
per potere isolare ed identificare i microrganismi
responsabili dell’infezione.
Il
trattamento può essere avviato prima che i risultati delle colture e deglialtri test di laboratorio siano
disponibili; tuttavia, una volta che i risultati
sono disponibili, la terapia antinfettiva dovrà
essere modificata di conseguenza. Sono stati identificati
ceppi fungini provenienti da isolamento clinico che presentano
una ridotta sensibilità al
voriconazolo.
Tuttavia, le concentrazioni
minime
inibenti non hanno sempre
trovato una corrispondenza nell’insuccesso clinico ed il successo clinico è
stato invece osservato in pazienti
infettida organismi resistenti ad altri azoli.
E’ difficile stabilire
la correlazione tra attività in vitro ed esito clinico a causa della complessità
del quadro clinico dei
pazienti inclusi negli studi; i
breakpoint per voriconazolo non sono stati ancora
stabiliti. Esperienza clinicaIl successo
clinico in questa sezione è definito
come risposta
parziale o completa. Infezioni da Aspergillus – efficacia in pazienti con aspergillosi e prognosi
infausta Voriconazolo possiede un’attività fungicida
in vitro nei confronti di Aspergillus spp.
L’efficacia
el’aumento
della sopravvivenza nei pazienti in terapia con voriconazolo rispetto a quelli trattati con anfotericina B convenzionale nel trattamento primario
dell’aspergillosi acuta invasiva è
stata dimostrata
in uno studio multicentrico
randomizzato
in aperto effettuato su 277 pazienti
immunocompromessi
trattati per 12 settimane.
Una risposta globale soddisfacente (risoluzionecompleta
o parziale di tutti i sintomi/segni
attribuibili, anomalie
radiografiche/broncoscopiche
presential basale) è stata riscontrata
nel 53 % dei pazienti trattati con
voriconazolo rispetto al 31 % dei
pazienti trattati con il farmaco di confronto.
La percentuale di sopravvivenza
per il voriconazolo
a 84 giorni èstata significativamente
superiore a quella rilevata per il farmaco di
confronto ed un beneficio
clinicamente e statisticamente
significativo è stato osservato a
favore di voriconazolo sia per l’intervallo
di tempo
intercorso fino al momento del decesso sia per il tempo intercorso fino alla
sospensione del trattamento
a causa della tossicità del farmaco. Questo studio ha confermato i risultati di un precedente
studio prospettico in cui era stato ottenuto un esito
positivo in soggetti con fattori di rischio per
una prognosi infausta,
inclusa la malattia deltrapianto contro l’ospite e, in
particolare, le localizzazioni
cerebrali (normalmente
associate ad una mortalità
di circa il 100 %). Questi studi hanno incluso il trattamento dell’aspergillosi
con localizzazione cerebrale, sinusale, polmonare
e disseminata
in pazienti sottoposti a trapianto
di midollo osseo e di organo solido, con neoplasie
ematologiche, cancro ed AIDS. Candidemia in pazienti non neutropeniciL’efficacia
di voriconazolo rispetto al regime
con amfotericina
B seguito da fluconazolo nel trattamento primario
della candidemia
è stata dimostrata in uno studio di confronto in aperto.
Sono stati inclusi nello
studio 370
pazienti non neutropenici
(età superiore a 12 anni) con
candidemia
documentata, 248 dei quali trattati con voriconazolo.
Per 9 pazienti nel gruppo
voriconazolo e 5 nel gruppo amfotericina
B seguita da fluconazolo è stata
inoltre dimostrata
la presenza di un’infezionemicotica sistemica
documentata.
I pazienti con insufficienza
renale sono stati esclusi dallo studio.
La durata mediana
del trattamento è stata di 15 giorni per entrambi
i bracci di trattamento.
Nell’analisi
primaria il successo
clinico, valutato in cieco da un
Comitato di Revisione dei Dati (CRD), è stato
definito come risoluzione/miglioramento
di tutti i segni e sintomi
clinici di infezione con
eradicazionedi
Candida dal sangue e dai tessuti 12
settimane
dopo il termine
del trattamento.
I pazienti che nonsono stati valutati
12 settimane dopo il termine del trattamento sono stati considerati come
fallimenti.In questa analisi, il successo clinico
è stato riscontrato nel 41% dei pazienti in entrambi
i gruppi di trattamento. In un’analisi secondaria, la valutazione adottata dal Comitato
di Revisione dei Dati (CRD), che ha
tenuto conto delle condizioni cliniche del paziente
all’ultima
visita eseguita secondo il calendarioprevisto dallo studio (fine del trattamento oppure 2, 6 o 12 settimane
dopo la fine del trattamento), ha mostrato
un successo clinico di voriconazolo versus un regime di
trattamento con amfotericina Bseguita da fluconazolo pari al 65% e
71% rispettivamente.
La valutazione dello sperimentatore
del successo clinico ad ognuna delle visite previste dallo studio è illustrata nella seguente
tabella.
| Visita prevista | Voriconazolo(N="2"48) | Amfotericina B → fluconazolo (N=122) | |
| Fine trattamento | 178 (72%) | 88 (72%) | |
| 2 settimane dopo finetrattamento | 125 (50%) | 62 (51%) | |
| 6 settimane dopo finetrattamento | 104 (42%) | 55 (45%) | |
| 12 settimane dopo finetrattamento | 104 (42%) | 51 (42%) | |
Infezioni gravi da Candida refrattarieLo studio ha incluso
55 pazienti con infezioni
sistemiche gravi da Candida refrattarie (incluse candidemia,
candidiasi disseminata
e altre
candidiasi invasive) nelle quali il
precedente trattamento antimicotico,
in particolare con fluconazolo, non
era stato efficace.
In 24 pazienti è stata ottenuta una
risposta positiva (in 15 casi la risposta è stata completa
e in 9 casi è stata parziale).
Nelle
specie non albicans resistenti
al fluconazolo è stati riscontrato
un esito positivo in 3 casi su 3 di
C.
krusei(risposta completa)
ed in 6 casi su 8 di C.
glabrata
(5 risposte complete,
1 risposta parziale).
I dati di
efficacia clinica sono supportati da un numero limitato di dati sulla sensibilità. Infezioni da
Scedosporium e FusariumE’ stato dimostrato
che voriconazolo è efficace nei
confronti dei seguenti patogeni
fungini rari: Scedosporium
spp.: Una risposta positiva
alla terapia con voriconazolo è stata
riscontrata in 16 (6risposte complete
e 10 parziali) dei 28 pazienti
con infezioni
da S.
apiospermum e in 2 (in entrambi icasi risposte parziali) dei 7 pazienti con
infezioni da S.
prolificans.
Inoltre, una risposta
positiva è stata riscontrata in 1 dei 3 pazienti con infezioni causate da più di un microrganismo, incluso loScedosporium
spp. Fusarium
spp.: Sette pazienti su 17 (3 risposte
complete
e 4 parziali) sono stati trattati
con successo con voriconazolo.
Di questi
7 pazienti, 3 presentavano
un’infezione
oculare, 1 sinusale e 3 avevanoun’infezione disseminata.
Altri quattro pazienti con fusariosi avevano
un’infezione
causata da diversi microrganismi; in due di loro l’esito del trattamento è stato
positivo.La maggior
parte dei pazienti in terapia con voriconazolo
per il trattamento
delle suddette rare infezioni erano stati intolleranti o refrattari
a precedenti terapie antimicotiche. Durata
del trattamento Negli studi clinici, 561 pazienti sono
stati trattati
con voriconazolo per oltre 12 settimane e 136 diquesti hanno assunto il farmaco per oltre 6 mesi. Esperienza nei
pazienti pediatriciSessantuno pazienti pediatrici di età
compresa
tra 9 mesi e 15 anni con infezioni
micotiche
invasive accertate o probabili sono stati
trattati con voriconazolo.
Questa popolazione includeva 34 pazienti dietà compresa tra 2 e
< 12 anni e 20 pazienti tra 12 e 15 anni. La maggior
parte (57/61) non aveva risposto a precedenti terapie
antimicotiche.
Gli studi terapeutici hanno incluso
5 pazienti di età 12-15 anni,
mentre
gli altri pazienti hanno ricevuto
voriconazolo
nell’ambito
dei programmi sull’uso compassionevole.
Le malattie
di base in questi pazienti includevano neoplasie ematologiche ed anemia
aplastica (27 pazienti) e malattia
granulomatosacronica (14 pazienti).
L’infezione micotica maggiormente trattata è stata
l’aspergillosi (43/61; 70 %). Studi clinici
sull’intervallo QTE’ stato effettuato
uno studio randomizzato,
in crossover, in dose singola verso placebo
per valutare l’effetto sull’intervallo
QT in volontari
sani trattati
con ketoconazolo e con tre dosi di voriconazolo
somministrato
per via orale.
Rispetto al basale, il valore medio degli incrementi
massimidell’intervallo
QTc aggiustati per il placebo dopo somministrazione di 800,
1200 e 1600
mg di voriconazolo è stato
rispettivamente
pari a 5-1, 4-8 e 8-2
msec
per voriconazolo e 7-0 msec per
ketoconazolo 800
mg.
Nessun soggetto in nessun gruppo ha riportato un incremento
dell’intervallo
QTc 60 msec
rispetto al basale.
In nessun soggetto è stato rilevato un intervallo
potenzialmente rilevante da un punto di vista
clinico superiore alla soglia di 500
msec.
Caratteristiche farmacocinetiche generali La farmacocinetica di voriconazolo è stata studiata in soggetti sani, in particolari popolazioni e nei pazienti.
Durante la somministrazione orale di dosi da 200 mg-300 mg due volte al giorno per 14 giorni in pazienti a rischio di aspergillosi (principalmente pazienti con neoplasie maligne dei tessuti linfatici ed emopoietici), le caratteristiche farmacocinetiche osservate di assorbimento rapido e costante, accumulo e farmacocinetica non lineare erano in accordo con quelle osservate nei volontari sani.
La farmacocinetica di voriconazolo non è lineare a causa della saturazione del suo metabolismo.
Per questo motivo, quando si aumentano i dosaggi si osserva un’esposizione al farmaco che non è proporzionale alla dose, ma bensì maggiore.
Si calcola che in media un incremento della dose orale da 200 mg due volte al giorno a 300 mg due volte al giorno porti ad un aumento di 2.5 volte nell’esposizione al farmaco (AUC).
Quando si somministrano le dosi da carico raccomandate per via endovenosa o orale, le concentrazioni plasmatiche prossime allo steady-state vengono raggiunte entro le prime 24 ore dalla somministrazione.
Se non viene somministrata la dose da carico, l’accumulo si verifica con la somministrazione di dosi multiple due volte al giorno e le concentrazioni steady-state di voriconazolo vengono raggiunte entro il 6° giorno nella maggior parte dei soggetti.
Assorbimento Voriconazolo viene rapidamente e quasi completamente assorbito dopo somministrazione orale e le massime concentrazioni plasmatiche (Cmax) vengono raggiunte 1.2 ore dalla somministrazione.
E’ stata stimata una biodisponibilità assoluta di voriconazolo dopo somministrazione orale pari al 96 %.
Quando si somministrano dosi multiple di voriconazolo insieme ad un pasto ricco di grassi la Cmax e la AUC si riducono rispettivamente del 34 % e del 24 %.
L’assorbimento di voriconazolo non viene modificato dalle alterazioni del pH gastrico.
Distribuzione Il volume di distribuzione di voriconazolo allo steady-state è pari a 4.6 l/kg, il che suggerisce un’ampia distribuzione nei tessuti.
Il legame con le proteine plasmatiche è del 58 %.
I campioni del liquido cerebrospinale prelevati da otto pazienti in un programma di studio per uso compassionevole hanno evidenziato concentrazioni rilevabili di voriconazolo in tutti i pazienti.
Metabolismo Gi studi in vitro hanno dimostrato che voriconazolo viene metabolizzato dagli isoenzimi epatici del citocromo P450, CYP2C19, CYP2C9 e CYP3A4.
La variabilità inter-soggetto della farmacocinetica di voriconazolo è elevata.
Gli studi in vivo indicano che il CYP2C19 è considerevolmente coinvolto nel metabolismo di voriconazolo.
Questo enzima presenta un polimorfismo genetico.
Per esempio, si prevede che il 15.
20 % delle popolazioni asiatiche siano scarsi metabolizzatori.
Per la popolazione caucasica e per quella afro-americana si prevede che gli scarsi metabolizzatori siano il 3.5 %.
Gli studi condotti su soggetti sani caucasici e giapponesi hanno dimostrato che gli scarsi metabolizzatori presentano, in media, un’esposizione al voriconazolo 4 volte maggiore (AUC ) rispetto alle controparti omozigoti che sono buoni metabolizzatori.
I soggetti che sono buoni metabolizzatori eterozigoti presentano un’esposizione al voriconazolo in media 2 volte superiore alle controparti omozigoti che sono buoni metabolizzatori.
Il principale metabolita è il N-ossido, che rappresenta il 72 % dei metaboliti radiomarcati in circolo nel plasma.
Questo metabolita possiede una attività antimicotica minima e pertanto non contribuisce all’efficacia complessiva del voriconazolo.
Escrezione Voriconazolo viene eliminato per via epatica e meno del 2 % della dose viene eliminato immodificato nelle urine.
Dopo somministrazione di una dose radiomarcata di voriconazolo, circa l’80 % della radioattività si ritrova nelle urine dopo somministrazione multipla per via endovenosa e l’83 % nelle urine dopo somministrazione multipla per via orale.
La maggior parte (> 94 %) della radioattività totale viene escreta nelle prime 96 ore dopo somministrazione orale o endovenosa.
L’emivita terminale di voriconazolo dipende dalla dose ed è circa di 6 ore dopo somministrazione di 200 mg (via orale).
Poiché la farmacocinetica non è lineare, l’emivita terminale non è utile per prevedere l’accumulo o l’eliminazione di voriconazolo.
Correlazione farmacocinetica-farmacodinamica In 10 studi terapeutici, il valore mediano delle concentrazioni plasmatiche medie e massime nei singoli soggetti calcolata in tutti gli studi è stato rispettivamente pari a 2425 ng/ml (range inter-quartile da 1193 a 4380 ng/ml ) e 3742 ng/ml (range inter-quartile da 2027 a 6302 ng/ml).
Negli studi clinici non è stata trovata una correlazione positiva tra concentrazione plasmatica media, massima o minima ed efficacia.
Le analisi di farmacinetica-farmacodinamica dei dati ottenuti dagli studi clinici hanno identificato associazioni positive tra le concentrazioni plasmatiche di voriconazolo e sia le alterazioni dei test di funzionalità epatica sia i disturbi della vista.
Farmacocinetica in gruppi particolari di pazienti Sesso di appartenenza In uno studio con dosi multiple per via orale, la Cmax e la AUC in donne sane giovani sono state rispettivamente dell’83 % e del 113 % più elevate rispetto a quanto riscontrato in soggetti maschi sani giovani (18.45 anni).
Nello stesso studio, non sono state riscontrate differenze significative nella Cmax e AUC tra soggetti sani maschi anziani e donne sane anziane (età 65 anni).
Nel programma clinico non è stato effettuato alcun aggiustamento di dosaggio in base al sesso dei pazienti.
Il profilo di sicurezza e le concentrazioni plasmatiche osservate nei pazienti maschi e femmine erano sovrapponibili.
Pertanto, non è necessario un aggiustamento del dosaggio in base al sesso di appartenenza.
Anziani In uno studio con dosi multiple per via orale, la Cmax e la AUC in soggetti sani anziani (età 65 anni) sono state del 61 % e 86 % rispettivamente più elevate rispetto a quanto riscontrato in soggetti sani giovani (18.45 anni).
Non sono state osservate differenze significative nella Cmax e AUC tra donne sane anziane (età 65 anni) e donne sane giovani (18.45 anni).
Negli studi terapeutici non è stato effettuato alcun aggiustamento del dosaggio in base all’età.
È stata osservata una correlazione tra concentrazioni plasmatiche ed età.
Il profilo di sicurezza di voriconazolo nei pazienti giovani ed anziani è simile e pertanto non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.2).
Pazienti pediatrici La dose orale raccomandata in età pediatrica si basa su un’analisi dei dati di farmacocinetica di popolazione ottenuti da 47 pazienti pediatrici immunocompromessi di età compresa tra 2 e
< 12 anni valutati in uno studio di farmacocinetica effettuato con dosi multiple di sospensione orale da 4 e 6 mg/kg due volte al giorno.
Un confronto dei dati di farmacocinetica nelle popolazioni di pazienti pediatrici e adulti ha dimostrato che per ottenere esposizioni comparabili a quelle ottenute negli adulti a seguito di una dose di mantenimento di 200 mg due volte al giorno, nei pazienti pediatrici è necessario somministrare 200 mg di sospensione orale due volte al giorno, indipendentemente dal peso corporeo del paziente.
Nei pazienti pediatrici si osserva la tendenza generale ad una bassa biodisponibilità con pesi corporei più bassi ed un’elevata biodisponibilità con pesi corporei maggiori (in una misura che si avvicina a quella osservata negli adulti).
Sulla base dell’analisi di farmacocinetica di popolazione non è giustificato un aggiustamento del dosaggio in base all’età o al peso dei pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e
< 12 anni trattati al regime posologico da 200 mg due volte/die di sospensione orale.
Non è indicato l’impiego di una dose da carico in pazienti pediatrici.
Tuttavia, la biodisponibilità orale può essere limitata nei pazienti pediatrici che presentano malassorbimento ed un peso corporeo molto basso in relazione all’età.
In questo caso, si raccomanda la sommistrazione di voriconazolo per via endovenosa.
Compromissione renale In uno studio in dose singola per via orale (200 mg) effettuato in soggetti con normale funzionalità renale e in soggetti con compromissione della funzionalità renale di grado moderato (clearance della creatinina 41.60 ml/min) o grave (clearance della creatinina
< 20 ml/min), la farmacocinetica di voriconazolo non è stata modificata in modo significativo dalla compromissione renale.
Il legame di voriconazolo con le proteine plasmatiche è simile in soggetti con diversi gradi di compromissione renale.
Vedere le raccomandazioni sulla posologia e sul monitoraggio riportate nelle sezioni 4.2 e 4.4.
Compromissione epatica Dopo una singola dose orale (200 mg), la AUC era del 233 % maggiore in soggetti con cirrosi epatica lieve-moderata (Child-Pugh A e B) rispetto ai soggetti con normale funzionalità epatica.
Il legame di voriconazolo con le proteine plasmatiche non è stato modificato dalla compromissione epatica.
In uno studio in dose multipla per via orale, la AUC è risultata simile in soggetti con cirrosi epatica moderata (Child-Pugh B) trattati con una dose di mantenimento di 100 mg due volte al giorno e in soggetti con normale funzionalità epatica trattati con 200 mg due volte al giorno.
Non sono disponibili i dati di farmacocinetica per i pazienti con grave cirrosi epatica (Child-Pugh C).
Vedere le raccomandazioni sulla posologia e sul monitoraggio riportate nelle sezioni 4.2 e 4.4.
Gli studi di tossicità a dosi ripetute condotti con voriconazolo hanno indicato che il fegato è l’organo bersaglio.
Come si verifica con altri agenti antimicotici, casi di epatotossicità si sono verificati con esposizioni plasmatiche simili a quelle raggiunte con le dosi terapeutiche impiegate nell’uomo.
Nel ratto, nel topo e nel cane, il voriconazolo ha causato anche minime alterazioni a livello delle ghiandole surrenali.
Gli studi convenzionali di sicurezza farmacologica, genotossicità o potenziale carcinogenico non hanno rivelato particolari rischi per l’uomo.
Negli studi sulla riproduzione è stato osservato che il voriconazolo è teratogeno nei ratti ed embriotossico nei conigli in presenza di esposizioni sistemiche uguali a quelle raggiunte con le dosi terapeutiche impiegate nell’uomo.
Nello studio sullo sviluppo pre- e post-natale effettuato sui ratti con esposizioni di farmaco inferiori a quelle raggiunte nell’uomo con i dosaggi terapeutici, il voriconazolo ha prolungato la durata della gestazione e delle doglie, ha prodotto distocia con conseguente mortalità materna ed ha ridotto la sopravvivenza perinatale dei cuccioli.
Gli effetti sul parto sono probabilmente mediati da meccanismi specie-specifici che coinvolgono la riduzione dei livelli di estradiolo e sono in linea con quelli osservati con altri antimicotici della classe degli azoli.
Parte interna: Lattosio monoidrato Amido pregelatinizzato Sodio croscarmelloso Povidone Magnesio stearato Ricopertura: Ipromellosa Titanio diossido (E171) Lattosio monoidrato Glicerol triacetato
Non pertinente
3 anni
Questo medicinale non richiede nessuna speciale condizione di conservazione.
Contenitori in HDPE contenenti 2, 30 e 100 compresse.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Blister PVC/Alluminio in confezioni da 2, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56 e 100 compresse.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione particolare.
Pfizer Limited, Ramsgate Road, Sandwich, Kent CT13 9NJ, Regno Unito
EU/1/02/212/001.012
Data della prima autorizzazione: 19 marzo 2002 Data dell’ultimo rinnovo:
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dellaAgenzia Europea dei Medicinali (EMEA): http://www.emea.europa.eu/.
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