Telzir 700 mg compresse rivestite con film.
Ogni compressa rivestita con film contiene 700 mg di fosamprenavir come fosamprenavir sale di calcio (equivalenti a circa 600 mg di amprenavir).
Eccipienti:
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Compresse rivestite con film. Le compresse rivestite con film di colore rosa, sono a forma di capsula, biconvesse, con impressa GXLL7 su un lato.
Telzir in associazione con una bassa dose di ritonavir è indicato nel trattamento di pazienti adulti con infezione da Virus dell’Immunodeficienza Umana di Tipo I (HIV-1) in combinazione con altri farmaci antiretrovirali. In pazienti con limitata esperienza di trattamento con antiretrovirali, Telizir in combinazione con una bassa dose di ritonavir, non ha mostrato di essere efficace come lopinavir / ritonavir. In pazienti pesantemente pretrattati non è stato sufficientemente studiato l’uso di Telzir in combinazione con una bassa dose di ritonavir. In pazienti già trattati con inibitori della proteasi (PI), la scelta di Telzir deve essere basata sull' analisi individuale della resistenza virale e sulla storia terapeutica dei pazienti (vedere paragrafo 5.1).
Telzir deve essere somministrato solo con una bassa dose di ritonavir, in quanto esso potenzia la farmacocinetica di amprenavir, e in associazione ad altri medicinali antiretrovirali.
Pertanto, prima di iniziare la terapia con Telzir, deve essere consultato il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ritonavir.
La terapia deve essere iniziata da un medico esperto nel trattamento dell’infezione da HIV.
Telzir (fosamprenavir) è il pro-farmaco di amprenavir e non deve essere somministrato in concomitanza con altri medicinali contenenti amprenavir.
A tutti i pazienti deve essere ricordata l'importanza di aderire all'intero regime di dosaggio raccomandato.
Adulti (di età superiore o uguale ai 18 anni) 1 - 17 Nei pazienti mai trattati con terapia antiretrovirale (naïve) e in quelli già trattati (experienced), la dose raccomandata è 700 mg di fosamprenavir due volte al giorno con 100 mg di ritonavir due volte giorno, in combinazione con altri farmaci antiretrovirali (vedere paragrafo 5.1).
Si raccomanda cautela qualora si ecceda nei dosaggi raccomandati di fosamprenavir più ritonavir precedentemente indicati (vedere paragrafo 4.4).
Bambini (di età inferiore ai 12 anni) e adolescenti (di età compresa tra i 12 e i 17 anni) Telzir in associazione con ritonavir non è raccomandato nei bambini al di sotto di 12 anni e negli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e l’efficacia (vedere paragrafo 5.2).
Anziani (oltre i 65 anni di età) La farmacocinetica di fosamprenavir non è stata studiata in questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Insufficienza renale Non è considerato necessario alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti affetti da insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2).
Insufficienza epatica Sono disponibili dati limitati riguardo l’impiego di Telzir con ritonavir quando co-somministrati in pazienti con insufficienza epatica e pertanto non possono essere fatte specifiche raccomandazioni posologiche a riguardo.
Di conseguenza Telzir in associazione con ritonavir deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata ed è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2).
Telzir è somministrato oralmente.
Telzir (compresse) più ritonavir può essere assunto con o senza cibo.
Telzir è disponibile anche come sospensione orale da impiegare negli adulti che non sono in grado di deglutire le compresse.
Ipersensibilità a fosamprenavir, amprenavir o ad uno qualsiasi degli eccipienti di Telzir, o a ritonavir.
Pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Telzir non deve essere somministrato in concomitanza di medicinali con una ridotta finestra terapeutica che siano substrati del citocromo P450 3A4 (CYP3A4) ad esempio amiodarone, astemizolo, bepridil, cisapride, diidroergotamina, ergotamina, pimozide, chinidina, terfenadina (vedere paragrafo 4.5).
Telzir con ritonavir non deve essere somministrato in concomitanza con farmaci con una ridotta finestra terapeutica che siano altamente dipendenti dal metabolismo CYP2D6 ad esempio flecainide e propafenone (vedere paragrafo 4.5).
La rifampicina non deve essere somministrata in concomitanza con Telzir (vedere paragrafo 4.5).
Le preparazioni erboristiche contenenti l'erba di S.
Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere usate mentre viene assunto Telzir a causa del rischio di diminuzione delle concentrazioni plasmatiche e di riduzione degli effetti clinici di amprenavir (vedere paragrafo 4.5).
2 - 17 I pazienti devono essere informati che il trattamento con Telzir o qualsiasi altra terapia antiretrovirale disponibile, non guarisce l’HIV ed essi possono ancora sviluppare infezioni opportunistiche e altre complicanze associate all’infezione da HIV.
Le attuali terapie antiretrovirali, incluse quelle con Telzir, non hanno dimostrato di prevenire il rischio di trasmissione dell’HIV ad altri attraverso contatti sessuali o per via ematica.
Devono sempre essere prese le adeguate precauzioni.
Fosamprenavir contiene una quota di sulfonamide.
Non si conosce il potenziale di sensibilità incrociata tra i medicinali appartenenti alla classe delle sulfonamidi e fosamprenavir.
Negli studi pivotal di Telzir, nei pazienti trattati con fosamprenavir più ritonavir, non è stato evidenziato un aumentato rischio di rash nei pazienti con una storia di allergia alla sulfonamide rispetto a quelli senza precedenti di allergia alla sulfonamide.
Tuttavia, Telzir deve essere usato con cautela nei pazienti con nota allergia alla sulfonamide.
Non è stata valutata dal punto di vista clinico la somministrazione di Telzir 700 mg due volte al giorno in associazione a dosi di ritonavir superiori a 100 mg due volte al giorno.
L’impiego di dosaggi maggiori di ritonavir potrebbe alterare il profilo di sicurezza di tale combinazione e pertanto non è raccomandato.
Malattia epatica La sicurezza e l’efficacia di Telzir non sono state stabilite nei pazienti con malattia epatica significativa pre- esistente.
Telzir deve essere impiegato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata ed è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica.
I pazienti con epatite cronica B o C e trattati con una terapia di combinazione antiretrovirale sono considerati ad aumentato rischio di eventi avversi epatici gravi e potenzialmente fatali.
In caso di concomitante terapia antivirale contro l’epatite B o C, si faccia riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di tali medicinali.
I pazienti con disfunzione epatica pre-esistente, inclusa l’epatite cronica attiva, presentano una aumentata frequenza di anomalie nella funzionalità epatica durante la terapia antiretrovirale di combinazione e devono essere monitorati secondo la prassi consueta.
Qualora si evidenzi un peggioramento della malattia epatica in tali pazienti, si deve prendere in considerazione l’interruzione o la definitiva sospensione del trattamento.
Interazioni con altri medicinali L’uso di Telzir in concomitanza con midazolam o triazolam non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).
L’uso di Telzir in concomitanza con alofantrina o lidocaina (sistemica) non è raccomandato (vedere paragrafo
L’uso di Telzir in concomitanza con inibitori del PDE5 (ad esempio sildenafil e vardenafil) non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).
Non si raccomanda l’uso concomitante di Telzir con simvastatina o lovastatina a causa di un incrementato rischio di miopatia inclusa la rabdomiolisi (vederei paragrafo 4.5).
Si raccomanda una riduzione del dosaggio della rifabutina di almeno il 75 % qualora essa venga somministrata con Telzir più ritonavir.
Può essere necessaria un’ulteriore riduzione della dose (vedere paragrafo 4.5).
A causa delle interazioni con amprenavir, l’efficacia dei contraccettivi ormonali può essere compromessa.
Pertanto sono raccomandati metodi contraccettivi alternativi affidabili per donne in età fertile (vedere paragrafo 4.5).
Farmaci antiepilettici (carbamazepina, fenobarbital, fenitoina) devono essere impiegati con cautela.
Telzir può risultare meno efficace a causa della diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di amprenavir nei pazienti che assumono contemporaneamente tali medicinali (vedere paragrafo 4.5).
Per quanto riguarda i farmaci immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, rapamicina) si raccomanda un monitoraggio delle concentrazioni terapeutiche quando somministrati assieme a Telzir (vedere paragrafo 4.5).
3 - 17 Si raccomanda un controllo delle concentrazioni terapeutiche degli antidepressivi triciclici (desipramina e nortriptilina) qualora questi vengano somministrati in concomitanza con Telzir (vedere paragrafo 4.5).
Quando il metadone viene somministrato in concomitanza con Telzir i pazienti devono essere strettamente controllati per la sindrome di astinenza da oppiacei (vedere paragrafo 4.5).
Quando warfarin o altri anticoagulanti orali sono somministrati in concomitanza con Telzir si raccomanda un controllo ravvicinato dell’INR (International Normalised Ratio) (vedere paragrafo 4.5).
L'utilizzo concomitante di Telzir con ritonavir e di fluticasone o di altri glucocorticoidi che sono metabolizzati dal CYP3A4 non è raccomandato, a meno che il potenziale beneficio derivante dalla terapia sia superiore al rischio di effetti sistemici da corticosteroide, incluse la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica (vedere paragrafo 4.5).
Rash / reazioni cutanee La maggior parte dei pazienti con rash di entità lieve o moderata può continuare ad assumere Telzir.
Opportuni antistaminici (ad esempio cetirizina dicloridrato) possono ridurre il prurito e accelerare la risoluzione del rash.
Reazioni cutanee gravi e pericolose per la vita, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson, sono state riportate in meno dell’1% dei pazienti inclusi nel programma di sviluppo clinico.
Telzir deve essere definitivamente sospeso in caso di grave rash o in caso di rash di moderata intensità ma con segni/sintomi sistemici o a livello delle mucose (vedere paragrafo 4.8).
Pazienti emofilici Sono stati riportati casi di incremento del tempo di sanguinamento che includono ematomi ed emartri spontanei in pazienti con emofilia di tipo A e B, trattati con inibitori della proteasi (PI).
In alcuni pazienti si è resa necessaria la somministrazione del fattore VIII.
In più della metà dei casi riportati il trattamento con inibitori della proteasi è stato continuato o ripreso, qualora fosse stato sospeso.
Si è supposto che esista una relazione causale anche se il meccanismo d’azione non è stato chiarito.
I pazienti emofilici dovrebbero comunque essere informati della possibilità di incremento del tempo di sanguinamento.
Iperglicemia Sono stati segnalati casi di diabete mellito di nuova insorgenza, iperglicemia o riacutizzazioni di diabete mellito già presente in pazienti che erano sottoposti a terapia antiretrovirale comprendente inibitori della proteasi.
Per taluni l’iperglicemia è stata grave e in alcuni casi associata anche a chetoacidosi.
Molti pazienti presentavano condizioni mediche di dubbia interpretazione, alcune delle quali richiedevano terapie con farmaci che sono stati collegati allo sviluppo di diabete mellito o iperglicemia.
Lipodistrofia La terapia antiretrovirale combinata è stata correlata alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia) in pazienti con infezione da HIV.
Le conseguenze a lungo termine di questi eventi sono attualmente sconosciute.
La conoscenza del meccanismo è incompleta.
E’ stata ipotizzata una associazione tra la lipomatosi viscerale e gli inibitori della proteasi così come tra la lipoatrofia e gli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa.
Un rischio maggiore di lipodistrofia è stato associato alla presenza di fattori individuali, quali l’età avanzata e fattori legati al farmaco, come la maggior durata del trattamento antiretrovirale e dei disturbi metabolici associati.
L’esame clinico deve includere la valutazione dei segni fisici di ridistribuzione del grasso.
Occorre prendere in considerazione il dosaggio dei lipidi serici e della glicemia a digiuno.
Le alterazioni del metabolismo lipidico devono essere trattate in maniera clinicamente appropriata (vedere paragrafo 4.8).
Sindrome da riattivazione immunitaria In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzione della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), può insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi.
Tipicamente, tali reazioni sono state osservate entro le primissime settimane o mesi dall’inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART).
4 - 17 Esempi rilevanti di ciò sono le retiniti da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis carinii.
Qualsiasi sintomo infiammatorio deve essere valutato e deve essere instaurato un trattamento, se necessario.
4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Quando fosamprenavir e ritonavir sono somministrati in associazione il profilo metabolico di interazione farmacologica di ritonavir può essere predominante poichè ritonavir è un inibitore del CYP3A4 più potente.
Devono pertanto essere consultate le informazioni prescrittive complete di ritonavir prima di iniziare la terapia con Telzir e ritonavir.
Ritonavir inibisce anche il CYP2D6 ma in un grado minore del CYP3A4.
Ritonavir induce il CYP3A4, il CYP1A2, il CYP2C9 e la glucuronosil transferasi.
Inoltre sia amprenavir, il metabolita attivo di fosamprenavir, che ritonavir sono principalmente metabolizzati nel fegato dal CYP3A4.
Pertanto ogni medicinale che condivide questa via metabolica o modifica l’attività di CYP3A4 può alterare la farmacocinetica di amprenavir e ritonavir.
Allo stesso modo la somministrazione di fosamprenavir con ritonavir potrebbe anche modificare la farmacocinetica di altri principi attivi che condividono questa via metabolica.
Studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.
Associazioni controindicate (vedere paragrafo 4.3) Substrati del CYP3A4 con ristretto indice terapeutico Telzir, non deve essere somministrato in concomitanza con farmaci con una ristretta finestra terapeutica contenenti principi attivi che siano substrati del citocromo P450 3A4 (CYP3A4).
La somministrazione concomitante può portare ad una inibizione competitiva del metabolismo di questi principi attivi incrementando così i loro livelli plasmatici e portando all’insorgenza di reazioni avverse gravi e / o pericolose per la vita come aritmia cardiaca (ad esempio amiodarone, astemizolo, bepridil, cisapride, pimozide, chinidina, terfenadina), o vasospasmo periferico o ischemia (ad esempio ergotamina, diidroergotamina).
Substrati del CYP2D6 con ristretto indice terapeutico Telzir con ritonavir non deve essere somministrato in concomitanza con farmaci contenenti principi attivi che siano altamente dipendenti dal metabolismo del CYP2D6 e per i quali elevate concentrazioni plasmatiche siano associate a reazioni avverse gravi e / o pericolose per la vita.
Questi principi attivi includono flecainide e propafenone.
Rifampicina La rifampicina riduce l’AUC plasmatica di amprenavir di circa l’82 %.
Sulla base delle informazioni di altri inibitori della proteasi, ci si attende che la somministrazione concomitante di Telzir e ritonavir con rifampicina comporti ampie diminuzioni delle concentrazioni plasmatiche di amprenavir.
Di conseguenza, Telzir in associazione con ritonavir non deve essere somministrato in concomitanza con rifampicina.
Erba di S.Giovanni (Hypericum perforatum) I livelli sierici di amprenavir e ritonavir possono essere ridotti dall’uso concomitante di preparazioni erboristiche contenenti l'erba di S.
Giovanni (Hypericum perforatum).
Ciò è dovuto all’induzione da parte dell'erba di S.
Giovanni di enzimi che metabolizzano il farmaco.
Le preparazioni erboristiche contenenti l'erba di S.
Giovanni non devono essere quindi somministrate con Telzir e ritonavir.
Se il paziente sta già assumendo l’erba di S.
Giovanni è necessario controllare i livelli di amprenavir, ritonavir e, se è possibile, i livelli di carica virale e interrompere l’assunzione dell'erba di S.
Giovanni.
I livelli di amprenavir e ritonavir possono aumentare interrompendo l'erba di S.
Giovanni.
L’effetto inducente può persistere per almeno due settimane dopo la sospensione del trattamento con l'erba di S.
Giovanni.
Altre associazioni Medicinali antiretrovirali Inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa 5 - 17 Efavirenz:
non si è verificata alcuna interazione clinicamente rilevante quando fosamprenavir (700 mg due volte al giorno) e ritonavir (100 mg due volte al giorno) venivano impiegati in concomitanza con efavirenz (600 mg una volta al giorno).
Nevirapina:
non si sono evidenziate interazioni clinicamente significative quando fosamprenavir 700 mg due volte al giorno e ritonavir 100 mg due volte al giorno sono stati impiegati in concomitanza con nevirapina (200 mg due volte al giorno).
Inibitori nucleosidici / nucleotidici della trascrittasi inversa Studi di interazione con abacavir, lamivudina e zidovudina sono stati condotti con amprenavir senza ritonavir.
Sulla base dei dati derivati da questi studi e dal momento che non ci si aspetta che ritonavir abbia un impatto significativo sulla farmacocinetica degli NRTI, non è prevedibile che la somministrazione di fosamprenavir e ritonavir con questi medicinali possa alterare significativamente l’esposizione dei principi attivi somministrati in concomitanza.
Didanosina compresse masticabili:
non sono stati condotti studi di farmacocinetica con fosamprenavir in associazione con didanosina.
E’ improbabile che si verifichi un’interazione clinicamente significativa derivante dall’aumento del pH gastrico a causa della componente antiacida della didanosina; nessun distanziamento o aggiustamento della dose è ritenuto necessario qualora fosamprenavir e didanosina vengano somministrati in concomitanza (vedere paragrafo Antiacidi).
Non è attesa interazione significativa con la didanosina in forma di capsule gastro resistenti.
Tenofovir:
al momento non può essere fornita alcuna raccomandazione circa la somministrazione concomitante di fosamprenavir più ritonavir con tenofovir.
Inibitori della proteasi Lopinavir / ritonavir:
non possono essere fornite raccomandazioni posologiche circa la somministrazione concomitante di Telzir più ritonavir e lopinavir / ritonavir, ma si consiglia un attento monitoraggio dal momento che la sicurezza e l’efficacia di tale combinazione non sono conosciute.
La Cmax , l’AUC e la Cmin di lopinavir risultavano aumentate del 30 %, del 37 % e del 52 % rispettivamente quando lopinavir 400 mg più ritonavir 100 mg due volte al giorno erano somministrati con fosamprenavir 700 mg più ritonavir 100 mg due volte al giorno per due settimane.
La Cmax , l’AUC e la Cmin di amprenavir risultavano diminuite del 58 %, del 63 % e del 65 % rispettivamente.
Quando lopinavir 533 mg più ritonavir 133 mg venivano somministrati in combinazione con fosamprenavir 1400 mg due volte al giorno per due settimane, la Cmax , l’AUC e la Cmin di lopinavir rimanevano invariate rispetto ai valori osservati per lopinavir 400 mg più ritonavir 100 mg due volte al giorno.
Tuttavia l’AUC e la Cmin di amprenavir risultavano diminuite del 26 % e del 42 % rispettivamente.
Al contrario, la Cmax non veniva alterata in maniera significativa in confronto ai valori ottenuti per fosamprenavir 700 mg più ritonavir 100 mg due volte al giorno.
Non sono stati condotti studi di interazione tra fosamprenavir più ritonavir e i seguenti inibitori della proteasi:
indinavir, saquinavir, nelfinavir e atazanavir.
Antibiotici / antifungini Claritromicina:
deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di claritromicina quando quest’ultima venga co-somministrata con Telzir più ritonavir nei pazienti con insufficienza renale dal momento che sono attesi moderati incrementi nelle concentrazioni della claritromicina quando essa viene somministrata in concomitanza con Telzir più ritonavir.
Eritromicina:
non sono stati condotti studi di farmacocinetica con fosamprenavir più ritonavir in combinazione con eritromicina.
Tuttavia i livelli plasmatici di eritromicina possono essere aumentati in caso di somministrazione concomitante.
Ketoconazolo / Itraconazolo:
la somministrazione concomitante di amprenavir e ketoconazolo incrementa l’AUC 6 - 17 di quest’ultimo del 44 %.
Qualora ritonavir venga somministrato in concomitanza si può verificare un maggior incremento delle concentrazioni di ketoconazolo.
Si prevede che le concentrazioni di itraconazolo aumentino nella stessa maniera di quelle di ketoconazolo.
In assenza di specifici studi di fosamprenavir più ritonavir in combinazione con ketoconazolo o itraconazolo non può essere fatta alcuna raccomandazione in termini di aggiustamento della posologia.
Rifabutina:
dopo somministrazione concomitante di dosi ridotte di rifabutina (150 mg a giorni alterni) con fosamprenavir 700 mg due volte al giorno più ritonavir 100 mg due volte al giorno, l’AUC plasmatica della rifabutina (0-48) è risultata immodificata e la Cmax era diminuita del 14 % in confronto alla rifabutina somministrata da sola (300 mg una volta al giorno).
Tuttavia, l’AUC (0-48) e la Cmax della 25.O-desacetilrifabutina erano incrementate rispettivamente di 11 volte e 6 volte, il che potrebbe potenzialmente portare ad un incremento di reazioni avverse correlate alla rifabutina, soprattutto uveite.
Alla luce di un confronto sui dati già acquisiti, la rifabutina non è sembrata ridurre l’esposizione ad amprenavir.
In base a questi dati, si raccomanda una riduzione del 75 % della dose standard della rifabutina (ad esempio fino a 150 mg a giorni alterni) quando somministrata con Telzir e ritonavir.
Può essere necessaria un’ulteriore riduzione della dose.
Altri medicinali Medicinali che possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di amprenavir quando somministrati in associazione con Telzir Antiacidi, antagonisti dei recettori H2 dell’istamina ed inibitori di pompa protonica:
nessun aggiustamento della dose per ciascuno dei rispettivi medicinali è ritenuto necessario quando antiacidi, antagonisti dei recettori H2 dell’istamina ed inibitori di pompa protonica vengono somministrati in associazione a fosamprenavir.
L’AUC e la Cmax di amprenavir erano diminuite del 18 % e del 35 % rispettivamente mentre la Cmin (C12 ore) era comparabile quando una singola dose di 1400 mg di fosamprenavir veniva somministrata in associazione con una singola dose di 30 ml di una sospensione di antiacido (equivalente a 3,6 g di idrossido di alluminio e 1,8 g idrossido di magnesio).
I livelli sierici di amprenavir possono essere ridotti dall’uso concomitante degli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina (per esempio ranitidina e cimetidina).
La somministrazione concomitante di ranitidina (dose singola di 300 mg) con fosamprenavir (dose singola di 1400 mg) diminuiva l’AUC plasmatica di amprenavir del 30 % e la Cmax del 51 %.
Non è stato tuttavia osservato alcun cambiamento della Cmin di amprenavir (C12 ore).
Farmaci antiepilettici:
la somministrazione concomitante di agenti antiepilettici, noti come induttori enzimatici (fenitoina, fenobarbital, carbamazepina), con fosamprenavir può portare ad una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di amprenavir.
Tali associazioni devono essere usate con cautela.
Medicinali i cui livelli plasmatici possono essere aumentati quando somministrati con Telzir Altri medicinali con ridotta finestra terapeutica:
alcune sostanze (ad esempio lidocaina, per via sistemica, e alofantrina) somministrate con Telzir possono causare gravi reazioni avverse.
Non è raccomandato l’uso concomitante.
Benzodiazepine:
l’uso concomitante di Telzir con midazolam o triazolam può portare ad un prolungamento della sedazione o a depressione respiratoria e pertanto non è raccomandato.
Farmaci usati nella disfunzione erettile:
l’uso concomitante non è raccomandato.
Sulla base di dati ottenuti con ritonavir e altri inibitori della proteasi è prevedibile che le concentrazioni plasmatiche degli inibitori PDE5 (ad esempio sildenafil e vardenafil) vengano sostanzialmente aumentate quando somministrati in combinazione con Telzir e ritonavir; ciò può comportare un incremento delle reazioni avverse associate agli inibitori PDE5 inclusa ipotensione, alterazioni della visione e priapismo.
Fluticasone propionato (interazione con ritonavir):
in uno studio clinico della durata di sette giorni, effettuato su soggetti sani, dove ritonavir è stato somministrato in capsule da 100 mg 2 volte al giorno insieme a 50 µg di fluticasone propionato per via intranasale (4 volte al giorno), i livelli plasmatici di fluticasone propionato hanno subito un notevole incremento, mentre si è avuta una riduzione dei livelli di cortisolo endogeno di circa l'86% (intervallo di confidenza al 90%:
82 - 89%).
E' possibile riscontrare maggiori effetti quando fluticasone propionato 7 - 17 viene inalato.
Quando ritonavir è stato associato al fluticasone propionato, somministrato per via inalatoria o intranasale, sono stati segnalati effetti sistemici da corticosteroide, incluse la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica; ciò potrebbe accadere anche con altri corticosteroidi metabolizzati attraverso la via P450 3A, ad esempio la budesonide.
Di conseguenza, non è raccomandata la somministrazione concomitante di Telzir con ritonavir e tali glucocorticoidi, a meno che il potenziale beneficio derivante dalla terapia sia superiore al rischio di effetti sistemici da corticosteroide (vedere sezione 4.4).
Si deve considerare una riduzione del dosaggio del glucocorticoide con un attento monitoraggio degli effetti locali e sistemici o la sostituzione del glucocorticoide con un altro che non sia un substrato del CYP3A4 (ad esempio:
beclometasone).
Inoltre, in caso di sospensione del glucocorticoide, la riduzione progressiva del dosaggio dovrà essere effettuata in un periodo di tempo più lungo.
Gli effetti dell'elevata esposizione sistemica di fluticasone sui livelli plasmatici di ritonavir non sono ancora noti.
Inibitori della HMG-CoA reduttasi:
se è necessario un trattamento con inibitori della HMG-CoA reduttasi, si raccomanda l’impiego di pravastatina o fluvastatina poichè il loro metabolismo non dipende dal CYP3A4 e non si attendono interazioni con gli inibitori della proteasi.
Si prevede che inibitori della HMG-CoA reduttasi altamente dipendenti per il metabolismo dal CYP3A4, quali la lovastatina e la simvastatina, abbiano concentrazioni plasmatiche marcatamente aumentate quando somministrate in concomitanza con Telzir e ritonavir.
Poichè l’aumento delle concentrazioni degli inibitori della HMG-CoA reduttasi può causare miopatia, inclusa la rabdomiolisi, non è raccomandata la combinazione di lovastatina o simvastatina con Telzir e ritonavir.
Non è richiesto alcun aggiustamento della posologia di fosamprenavir o ritonavir quando co-somministrati con atorvastatina.
La Cmax , l’AUC e la Cmin di atorvastatina erano aumentate del 184 %, del 153 % e del 73 % rispettivamente quando atorvastatina (10 mg una volta al giorno per 4 giorni) veniva somministrata con fosamprenavir 700 mg due volte al giorno assieme a ritonavir 100 mg due volte al giorno per due settimane.
La Cmax, l’AUC e la Cmin di amprenavir rimanevano inalterate.
Devono essere somministrate dosi di atorvastatina non superiori a 20 mg/die, controllandone attentamente la tossicità, qualora essa venga impiegata con Telzir e ritonavir.
Immunosoppressori:
si raccomanda un frequente monitoraggio delle concentrazioni terapeutiche degli immunosoppressori, fino alla stabilizzazione di questi, poichè le concentrazioni plasmatiche di ciclosporina, rapamicina e tacrolimus possono essere aumentate quando co-somministrati con fosamprenavir e ritonavir.
Antidepressivi triciclici:
si raccomanda un attento controllo degli effetti terapeutici e delle reazioni avverse degli antidepressivi triciclici qualora questi (ad esempio desipramina e nortriptilina) vengano somministrati in concomitanza con Telzir.
Medicinali i cui livelli plasmatici possono essere diminuiti quando somministrati con Telzir Metadone:
non sono disponibili dati sulla somministrazione concomitante di fosamprenavir più ritonavir e metadone.
Amprenavir e ritonavir diminuiscono entrambi le concentrazioni plasmatiche del metadone.
Quando il metadone viene somministrato in concomitanza con Telzir e ritonavir i pazienti devono essere strettamente controllati per la sindrome da astinenza da oppiacei mediante monitoraggio dei livelli plasmatici di metadone.
Anticoagulanti orali:
si raccomanda un controllo ravvicinato dell’International Normalised Ratio nel caso in cui Telzir e ritonavir vengano somministrati insieme a warfarin o altri anticoagulanti orali, a causa di possibili diminuzioni o aumenti del loro effetto antitrombotico.
Contraccettivi orali:
si raccomandano metodi contraccettivi alternativi affidabili per donne in età fertile.
Gli estrogeni e i progestinici possono interagire con fosamprenavir e ritonavir, così da influenzare negativamente l’efficacia dei contraccettivi ormonali.
Gravidanza Non esiste alcuna esperienza clinica con fosamprenavir nelle donne in gravidanza.
In studi con animali esposti a concentrazioni sistemiche plasmatiche di amprenavir (AUC) inferiori all’esposizione terapeutica nei pazienti trattati con Telzir, sono stati riscontrati effetti tossici sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3).
Alla luce della bassa 8 - 17 esposizione negli studi di tossicità riproduttiva non è stato pienamente determinato il potenziale degli effetti tossici di Telzir sullo sviluppo.
Telzir deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifichi il rischio potenziale per il feto.
Allattamento Metaboliti associati ad amprenavir sono stati trovati nel latte di ratto ma non è noto se amprenavir sia escreto nel latte umano.
I piccoli di ratto esposti ad amprenavir e fosamprenavir prima e dopo la nascita hanno mostrato effetti tossici sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3).
Si raccomanda pertanto che le madri in terapia con Telzir non allattino al seno i loro bambini.
Come regola generale, si raccomanda che le donne con infezione da HIV non allattino al seno i loro bambini in nessuna circostanza al fine di evitare la trasmissione dell’HIV.
Non sono stati svolti studi sugli effetti di Telzir in combinazione con ritonavir sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari.
Il profilo delle reazioni avverse di Telzir deve essere tenuto presente quando venga presa in considerazione la capacità del paziente di guidare o usare macchinari (vedere paragrafo 4.8).
La sicurezza di fosamprenavir è stata studiata in 755 pazienti negli studi clinici controllati di Fase II e Fase III.
La sicurezza della somministrazione di fosamprenavir insieme ad una bassa dose di ritonavir è stata stabilità in due studi pivotal
di
Fase
III.
Nello
studio
APV30002
(n
= 322)
su
pazienti
naïve
alla
terapia
antiretrovirale,
fosamprenavir
(1400
mg)
era
somministrato
una
volta
al
giorno
in
combinazione
con
ritonavir
(200
mg) come parte di un triplice regime comprendente abacavir e lamivudina.
Nello studio APV30003 su pazienti già trattati con inibitori della proteasi, fosamprenavir era somministrato in combinazione con una bassa dose di ritonavir sia una volta
al
giorno
(1400 mg /
200 mg)
(n
=
106)
sia
due
volte
al
giorno
(700
mg /
100 mg)
(n
=
106)
in combinazione
con due inibitori
attivi della trascrittasi
inversa (RTI). Il
profilo
delle
reazioni
avverse
era
simile
per
tutti
i
rispettivi
studi:
popolazioni
di
pazienti
naïve
alla
terapia antiretrovirale
(APV30002)
e
pazienti
già
trattati
con
inibitori
della
proteasi
(dosaggio
due
volte
al
giorno, APV30003). Le
reazioni
avverse
sono
elencate
per
classificazione
sistemica
organica
e
frequenza
assoluta.
Le
frequenze
sono definite come Molto comune (≥ 1/10), Comune (≥ 1/100, < 1/10), Non comune (≥ 1/1-000,
< 1/100), Raro (≥1/10-000,
<
1/1-000)
o
Molto
raro
(<
1/10-000),
inclusi
i
casi
isolati.
Le
frequenze
delle
reazioni
sono
statecalcolate
considerando
le reazioni
avverse
di intensità
quanto
meno moderata
(grado
2 o più) e riportate
dall’investigatore
come
attribuibili
ai
farmaci
impiegati
nello
studio.
Le
reazioni
avverse
più
frequenti
a
livello clinico (che si verificavano in almeno l’1% dei pazienti), riportate nei due ampi studi clinici sugli adulti, aventi una relazione
causale
almeno probabile con Telzir, sono riassunte qui di seguito.
| Classificazione sistemicaorganica | Reazione avversa | Frequenza |
| Alterazioni del sistema nervoso | Cefalea, vertigini | Comune |
| Alterazioni dell’apparato gastrointestinale | Diarrea Feci non composte, nausea, vomito, dolore addominale | Molto comune Comune |
| Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo | Rash | Comune |
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| Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione | Affaticamento | Comune |
Rash
/
reazioni
cutanee: possono verificarsi durante la terapia eruzioni cutanee eritematose o maculopapulari,con
o senza
prurito.
Il
rash
generalmente
si
risolve
spontaneamente
senza
la
necessità
di
sospendere
il trattamento con fosamprenavir
più ritonavir. Episodi di rash grave o pericoloso per la vita, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson, sono rari, riportati in meno dell’
1
% dei pazienti
inclusi nel programma di sviluppo clinico.
La terapia di combinazione
fosamprenavir
più ritonavir deve essere definitivamente sospesa in caso di rash grave o in caso di rash di intensità lieve o moderata associato
con segni/sintomi sistemici
o a livello delle
mucose
(vedere
paragrafo
4-4). Anomalie
chimico-cliniche:
le
anomalie
chimico-cliniche
(Grado
3
o
4)
potenzialmente
correlate
al
trattamento con
fosamprenavir
più
ritonavir
e
riportate
con
una
frequenza
maggiore
o
uguale
all’1 %
dei
pazienti
comprendevano:incremento
delle
ALT
(comune),
delle
AST
(comune),
delle
lipasi
sieriche
(comune)
e
dei
trigliceridi
(molto
comune).
Innalzamenti
di Grado
3 o 4 dei valori
di colesterolo
totale
sono stati
osservati
in meno dell’1%
dei pazienti
(< 1% APV30002; 0 % APV30003). Lipodistrofia: la terapia antiretrovirale di combinazione è stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo(lipodistrofia) nei pazienti HIV, comprendente la perdita di grasso sottocutaneo periferico e facciale, l’aumento del grasso
addominale
e
viscerale,
l’ipertrofia
mammaria
e
l’accumulo
di
grasso
dorsocervicale
(gobba
di
bufalo)(vedere
paragrafo
4-4). Anomalie metaboliche: la terapia antiretrovirale di combinazione è stata associata ad anomalie metaboliche quali ipertrigliceridemia,
ipercolesterolemia, insulino resistenza,
iperglicemia e iperlattatemia
(vedere paragrafo 4-4). Iperglicemia: in pazienti trattati con inibitori antiretrovirali della proteasi sono stati segnalati casi di diabete mellitodi nuova insorgenza,
iperglicemia,
o riacutizzazioni
di diabete mellito
(vedere paragrafo
4-4). Rabdomiolisi: sono stati segnalati innalzamenti dei livelli di CPK, mialgia, miosite e, raramente, rabdomiolisi in corso di trattamento con
inibitori della
proteasi,
soprattutto in associazione
con analoghi
nucleosidici. Pazienti
emofilici:
sono
stati
riportati
casi
di
incrementi
spontanei
del
tempo
di
sanguinamento
in
pazienti
con emofilia trattati
con inibitori antiretrovirali della proteasi (vedere paragrafo 4-4). Sindrome
da
riattivazione
immunitaria:
in
pazienti
affetti
da
HIV
con deficienza
immunitaria
grave
al
momento
dell’inizio
della
terapia
antiretrovirale
di
combinazione
(CART),
può
insorgere
una
reazione
infiammatoria
a infezioni
opportunistiche
asintomatiche o residuali (vedere sezione
4-4).
Non esiste alcun antidoto conosciuto contro Telzir.
Non è noto se amprenavir possa essere rimosso mediante dialisi peritoneale o emodialisi.
Se si verifica sovradosaggio, il paziente deve essere monitorato per evidenziare eventuale tossicità (vedere paragrafo 4.8) e un trattamento standard di supporto deve essere fornito, secondo necessità.
Categoria
farmacoterapeutica:
antivirali per
uso
sistemico,
inibitore della proteasi,
codice ATC:
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All Rights Reserved In
vivo
fosamprenavir
è
rapidamente
convertito
in
amprenavir
per
mezzo
di
fosfatasi
cellulari
e
sieriche.Amprenavir
è
un
inibitore
competitivo
della
proteasi
dell’HIV-1-
Amprenavir
si
lega
al
sito
attivo
della
proteasi dell’HIV-1 e in questo modo impedisce la formazione dei precursori poliproteici virali determinando la formazionedi particelle virali
immature non infettive. In
vitro
fosamprenavir
presenta
una
attività
bassa
o
inesistente.
L’attività
antivirale
in
vitro
osservata
con fosamprenavir è dovuta a quantità di amprenavir presente in tracce.
L’attività antivirale in vitro di amprenavir è stata valutata
nei
confronti
dell’HIV-1
IIIB
sia
nelle
linee
cellulari
linfoblastiche
sviluppanti
infezione
acuta
e cronica (MT-4, CEM-CCRF, H9) sia nei linfociti del sangue periferico.
La concentrazione inibitoria del 50 % di amprenavir (IC50) era compresa in un intervallo tra 0,012 e 0,08 M nelle cellule con infezione acuta ed era di0,41 M nelle cellule con infezione cronica (1M = 0,50 g/ml).
In vitro amprenavir ha mostrato attività sinergicacontro l’HIV-1 in combinazione con inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI) abacavir, didanosina e zidovudina e
l’inibitore
della
proteasi
saquinavir
e
ha mostrato
di
avere
un’attività
additiva
anti
HIV-1
in combinazione con indinavir, nelfinavir e ritonavir.
Non è stata definita la relazione tra l’attività contro l’HIV-1 in vitro di amprenavir
e l’inibizione della replicazione
dell’HIV-1 nell’uomo. La
somministrazione
concomitante
di
ritonavir
con
fosamprenavir
aumenta
l’AUC
plasmatica
di
amprenavir
di circa due volte e la C,ss plasmatica dalle 4 alle 6 volte, rispetto ai valori ottenuti quando fosamprenavir viene somministrato da solo.
La somministrazione di fosamprenavir 700 mg due volte al giorno con ritonavir 100
mg due volte al giorno determina concentrazioni plasmatiche
di amprenavir (dati provenienti dallo studio APV30003nei
pazienti
già
trattati
con
antiretrovirali)
che
portano
a
rapporti
mediani
aggiustati
per
il
legame
proteico
diCmin/IC50
e
Cmin/IC95 rispettivamente
di 21,7 (intervallo 1,19-240) e di 3,21 (intervallo 0,26 - 30,0). Resistenza Durante gli esperimenti di passaggio seriale in vitro sono stati selezionati ceppi di HIV-1 caratterizzati da unadiminuita sensibilità ad amprenavir.
Questa è stata associata ai virus che avevano sviluppato le mutazioni I50V oI84V o V32I+I47V o I54M. Non
è
stato
rilevato
nessuno
sviluppo
di
resistenza
ad
amprenavir
a
livello
genotipico
o
fenotipico
nei
virus
provenienti
da
32
pazienti
naïve
in
trattamento
con
fosamprenavir
1400
mg più
ritonavir
200
mg una
volta
al giorno (studio APV30002) e che erano andati incontro a fallimento virologico o a replicazione virale in corso.
Una proporzione significativamente più alta di pazienti trattati con nelfinavir ha sviluppato mutazioni PRO primarie e /o secondarie
(nelfinavir 27/54,
50 %) (p < 0,001). Lo sviluppo di
resistenza ad amprenavir
è stato determinato
anche
nei
ceppi
virali provenienti
da
pazienti già trattati con
inibitori
della
proteasi
e
che
ricevevano
fosamprenavir
1400 mg
con
ritonavir
200
mg una
volta
al giorno oppure 700 mg di fosamprenavir con 100
mg di ritonavir due volte al giorno (studio APV30003), andati incontro
a
fallimento
virologico
o
ad
una
replicazione
virale
in
corso.
Il
58
%
(19/33)
dei
pazienti
nel
braccio fosamprenavir più ritonavir avevano acquisito mutazioni PRO primarie e / o secondarie rispetto al 25 % (7/28) del braccio lopinavir / ritonavir.
Le seguenti mutazioni associate alla resistenza ad amprenavir si sviluppavano sia da sole o in combinazione:
V32I, M46I/L, I47V,
I50V, I54L/M e I84V. Resistenza
crociata Allo stato
attuale
i
dati sono
troppo
limitati
per
determinare
il
cut-off
fenotipico
clinicamente
rilevante
perfosamprenavir
più ritonavir. E’
improbabile
una
resistenza
crociata
tra
amprenavir
e
inibitori
della
trascrittasi
inversa
poichè
i
bersagli enzimatici
sono differenti. Non si raccomanda
l’uso di Telzir in monoterapia a causa
della rapida emergenza
di virus resistenti.
Esperienza clinicaL’esperienza clinica è basata soprattutto su due studi in aperto condotti sul confronto con nelfinavir nei pazienti
mai trattati
con
terapia
antiretrovirale
(naïve)
(studio
APV30002)
e
sul
confronto
con
lopinavir
/
ritonavir
nei www.gsk.it
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All Rights Reserved pazienti
già
trattati
con
antiretrovirali
(pazienti
experienced)
(studio
APV30003).
In entrambi
gli
studifosamprenavir
era impiegato
con ritonavir
come potenziatore.
Pazienti mai trattati con terapia
antiretrovirale
(naïve)Nei pazienti
naïve
dello
studio
APV30002,
fosamprenavir
(1400 mg)
somministrato
una
volta
al
giorno in combinazione
con
una
bassa
dose
di
ritonavir
(200
mg)
come
parte
di
un
triplice
regime
terapeutico
comprendente
abacavir
(300 mg
due
volte
al
giorno) e
lamivudina
(150
mg due
volte
al
giorno)
mostrava
un’efficacia simile oltre le 48 settimane in confronto a nelfinavir (1250 mg) somministrato due volte al giorno in combinazione
con abacavir
e lamivudina (300
mg e 150 mg due
volte al giorno). La non inferiorità del braccio fosamprenavir più ritonavir rispetto a quello con nelfinavir è stata dimostrata sulla base della
percentuale
di
pazienti
che
raggiungevano
livelli
plasmatici
di
HIV-1
RNA
<
400
copie
/ml
alla
48a
settimana
(endpoint
primario).
Nell’analisi
ITT
(Rebound
o
Sospensione
=
Fallimento)
il
69
%
(221/322)
dei pazienti che ricevevano fosamprenavir più ritonavir raggiungeva valori inferiori a 400 copie/ml in confronto al 68% (221/327) dei pazienti che avevano ricevuto
nelfinavir. La mediana dell’HIV-1 RNA plasmatico era diminuita di 3,1 log10 copie/ml e 3,0 log10 copie/ml alla 48a settimana
rispettivamente
nel braccio fosamprenavir
più ritonavir e in quello
nelfinavir. La mediana al baseline della conta delle cellule CD4 era bassa (170 cellule/mm3 in totale) in entrambi i gruppi.
Le conte delle cellule CD4+ aumentavano sia nel gruppo con fosamprenavir più ritonavir sia in quello con nelfinavir; alla 48a settimana
è stato riscontrato
un incremento mediano al di sopra del baseline di grandezza
simile (+ 203 e+ 207 cellule/ mm3,
rispettivamente). I
dati
di
sopra
riportati
dimostrano
che
il
regime
posologico
di
monosomministrazione
di
fosamprenavir
più ritonavir (1400 / 200 mg una volta al giorno) nei pazienti naïve presenta efficacia
simile al nelfinavir somministrato
due volte
al
giorno.
Tuttavia,
la
dimostrazione
di
efficacia
in
questa
popolazione
è
basata
solamente
su
un singolo studio in aperto condotto sul confronto con nelfinavir.
Un altro studio clinico è pianificato per confermarela
dimostrazione
di
efficacia
del
farmaco
in
questa
popolazione.
Pertanto,
come
approccio
prudenziale,
sulla base
degli
aumentati
livelli
di
Cmin,
viene
raccomandato
un
regime
posologico
due
volte
al
giorno
di fosamprenavir
più ritonavir per una
gestione terapeutica
ottimale di questa
popolazione
(vedere paragrafo
4-2). Pazienti già trattati con
terapia antiretrovirale
(experienced) Nello studio randomizzato
in aperto (APV30003) sui pazienti experienced
(con due o meno inibitori della proteasi,PI) in fallimento virologico, la combinazione fosamprenavir più ritonavir (700 mg / 100
mg due volte al giorno o1400 mg / 200 mg una volta al giorno) non ha dimostrato la non inferiorità rispetto al braccio trattato con lopinavir/
ritonavir,
per
quanto
riguarda
la
soppressione
virologica
misurata
come
l’area
media
sotto
la
curva
meno
il valore al baseline (AAUCMB) dell’ HIV-1 RNA plasmatico, oltre le 48 settimane (end point primario).
I risultati erano quindi
in favore del braccio lopinavir
/ ritonavir come riportato di seguito. Tutti i pazienti di questo studio avevano fallito il trattamento con un precedente regime contenente un inibitore
della proteasi.
Tale fallimento veniva indicato dall’ HIV-1 RNA plasmatico mai sceso al di sotto di 1-000 copie/ml
dopo almeno
12
settimane
consecutive
di
terapia
o
da
un’iniziale
soppressione
dell’HIV-1
RNA
che successivamente è ritornato a valori > a 1-000 copie/ml.
Tuttavia, solo il 65 % dei pazienti erano in trattamento
con un PI al momento
dell’ingresso
nello studio. La popolazione arruolata consisteva per la maggior parte di pazienti con una limitata esperienza di trattamento antiretrovirale.
La durata mediana della precedente esposizione agli inibitori della trascrittasi inversa, NRTI, era stata
di
257
settimane
per
i
pazienti
del
braccio
fosamprenavir
più
ritonavir
due
volte
al
giorno
(79
%
aveva ricevuto
>
3
NRTI
in
precedenza)
e
210
settimane
per
i
pazienti
del
braccio
lopinavir
/
ritonavir
(64
%
aveva ricevuto >3 NRTI in precedenza).
Le durate mediane delle precedenti esposizioni agli inibitori della proteasi, PI, sono state di 149 settimane per i pazienti del braccio fosamprenavir più ritonavir due volte al giorno (49 % aveva ricevuto
>
2
PI
in
precedenza)
e
di
130
settimane
per
i
pazienti
del
braccio
lopinavir
/
ritonavir
(40
%
aveva ricevuto > 2 PI in precedenza). Le AAUCMB medie (log10 c/ml) nella popolazione ITT (E) (analisi osservata) a 48 settimane sono descritte nella www.gsk.it
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All Rights Reserved tabella qui di seguito: Valori
di
AAUCMB
del
HIV-1
RNA
plasmatico
(log10
copie/ml)
a
48
settimane,
secondo
lo
strato
di randomizzazione,
nello studio APV30003, popolazione
ITT (E) (Analisi osservata)
| Plasma HIV-1 RNAstratum | Analisi osservata FOS/RTV BID N=107Media (n) | Analisi osservata LPV/RTV BID N=103Media (n) |
Analisi
osservataDiff. Media(97-5 % CI) FOS/RTV BID vs LPV/RTV BID |
| 1000 – 10-000copie/ml >10-000 – 100.000copie/ml >100.000 copie/ml | -1-53 (41) -1-59 (45) -1-38 (19) | -1-43 (43) -1-81 (46) -2-61 (14) | -0.104(-0.550, 0.342) 0.216(-0.213, 0.664) 1.232(0.512, 1-952) |
| Popolazione Totale | -1-53 (105) | -1-76 (103) | 0.244(-0.047, 0.536) |
Legenda: FOS/RTV BID – fosamprenavir più ritonavir due volte al giorno, LPV/RTV BID – lopinavir / ritonavir due volte al giorno Quando si considerava la percentuale di pazienti con carica virale non rilevabile rispettivamente nel braccio fosamprenavir più ritonavir due volte al giorno e in quello lopinavir / ritonavir, i risultati erano tendenzialmente favorevoli al braccio lopinavir / ritonavir: 58 % verso 61 % per HIV-1 RNA plasmatico < 400 copie/ ml oppure 46% verso 50 % per HIV-1 RNA plasmatico < 50 copie/ ml alla 48a settimana (end point secondario di efficacia)nell’analisi “intent to treat” (RD=F). In pazienti con carica virale alta al baseline (> 100.000 copie/ml) 7/14 (50 %) pazienti nel gruppo lopinavir /ritonavir e 6/19 (32 %) pazienti nel gruppo fosamprenavir più ritonavir presentavano un HIV-1 RNA plasmatico <400 copie/ ml. Il regime fosamprenavir più ritonavir due volte al giorno e il regime lopinavir / ritonavir due volte al giorno mostravano, nell’arco delle 48 settimane di trattamento, miglioramenti analoghi a livello immunologico, misurati come deviazione mediana dal baseline nella conta delle cellule CD4+ (fosamprenavir più ritonavir due volte al giorno: 81 cellule/ mm3; lopinavir / ritonavir due volte al giorno: 91 cellule mm3). Non ci sono dati sufficienti per raccomandare l’uso di fosamprenavir più ritonavir nei pazienti pesantemente pretrattati.
Dopo somministrazione orale, fosamprenavir viene rapidamente e quasi completamente idrolizzato ad amprenavir e fosfato inorganico prima di raggiungere la circolazione sistemica.
La conversione di fosamprenavir ad amprenavir avviene principalmente a livello dell’epitelio intestinale.
Le proprietà farmacocinetiche di amprenavir a seguito della somministrazione concomitante di Telzir e ritonavir sono state valutate in soggetti adulti sani e in pazienti con infezione da HIV e nessuna differenza sostanziale è stata rilevata tra questi due gruppi.
Le formulazioni di Telzir, compresse e sospensione orale, somministrate entrambe a digiuno, hanno prodotto valori di AUC∞ plasmatici di amprenavir equivalenti; Telzir, come sospensione orale, ha fornito una Cmax plasmatica di amprenavir maggiore del 14 % in confronto a quella ottenuta con la formulazione in compresse.
13 - 17 Assorbimento Dopo somministrazione di una singola dose di fosamprenavir il picco di concentrazioni plasmatiche di amprenavir si osservava circa due ore dopo la somministrazione.
I valori di AUC di fosamprenavir sono in generale inferiori all’1% rispetto a quelli osservati per amprenavir.
La biodisponibilità assoluta di fosamprenavir nell’uomo non è stata stabilita.
Dopo somministrazione orale di una dose multipla di dosi equivalenti di fosamprenavir e amprenavir sono stati osservati valori di AUC di amprenavir comparabili; tuttavia con fosamprenavir i valori di Cmax erano circa il 30% più bassi e i valori di Cmin erano circa il 28 % più alti.
Dopo somministrazione orale di una dose multipla di fosamprenavir 700 mg più ritonavir 100 mg due volte al giorno, amprenavir veniva rapidamente assorbito con una media geometrica (95% CI) di 6,08 (5,38 – 6,86) g/ml allo steady state del suo picco di concentrazione plasmatica (Cmax) e che si rilevava dopo circa 1,5 ore (0,75.5,0) (tmax) dalla somministrazione.
La media della concentrazione plasmatica minima di amprenavir allo steady state (Cmin) è stata di 2,12 (1,77 - 2,54) g/ml e l’AUC0-tau è stata di 39,6 (34,5 – 45,3) ora*g/ml.
Fosamprenavir in compresse somministrato con cibo ad alto contenuto di grassi non ha alterato la farmacocinetica plasmatica di amprenavir (Cmax, Tmax o AUC0-∞) in confronto alla somministrazione della medesima formulazione a digiuno.
Telzir compresse può essere preso senza tenere conto dell’assunzione di cibo.
La somministrazione contemporanea di fosamprenavir con succo di pompelmo non è stata associata a cambiamenti clinicamente significativi nella farmacocinetica plasmatica di amprenavir.
Distribuzione Il volume apparente di distribuzione di amprenavir dopo somministrazione di Telzir è di circa 430 litri (6 l/kg considerando un peso corporeo di 70 kg), che suggerisce un grande volume di distribuzione con un libero passaggio di amprenavir nei i tessuti dalla circolazione sistemica.
Questo valore è diminuito di circa il 40 % quando Telzir viene somministrato in concomitanza con ritonavir, molto probabilmente a causa dell’aumento della biodisponibilità di amprenavir.
In studi in vitro amprenavir è per il 90 % circa legato alle proteine.
Esso è legato alla glicoproteina alfa-1 acida (AAG) e all’albumina, ma ha una maggior affinità per AAG.
Le concentrazioni di AAG hanno dimostrato una diminuzione durante il corso della terapia antiretrovirale.
Tale cambiamento diminuisce la concentrazione totale del principio attivo nel plasma, tuttavia la quantità di amprenavir non legata, ovvero la parte farmacologicamente attiva, è probabile che rimanga immutata.
Il passaggio di amprenavir nel fluido cerebrospinale è trascurabile nell’uomo.
Sembra che amprenavir passi nel liquido seminale, sebbene le concentrazioni siano inferiori a quelle plasmatiche.
Metabolismo Fosamprenavir viene rapidamente e quasi completamente idrolizzato ad amprenavir e fosfato inorganico poichè è assorbito attraverso l’epitelio intestinale in seguito a somministrazione orale.
Amprenavir è principalmente metabolizzato dal fegato e meno del 1 % viene escreto immodificato nelle urine.
La via principale del metabolismo è quella dell’enzima citocromo P450 3A4.
Il metabolismo di amprenavir è inibito da ritonavir attraverso l’inibizione del CYP3A4 comportando un incremento delle concentrazioni plasmatiche di amprenavir.
Inoltre amprenavir è anche un inibitore dell’enzima CYP3A4 anche se in grado minore rispetto a ritonavir.
Pertanto i medicinali che risultano essere induttori, inibitori o substrati del CYP3A4, devono essere usati con precauzione se somministrati in concomitanza con Telzir più ritonavir (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).
Eliminazione Dopo somministrazione di Telzir, l’emivita plasmatica di amprenavir è 7,7 ore.
Quando Telzir viene somministrato con ritonavir, l’emivita plasmatica di amprenavir aumenta fino a 15.23 ore.
14 - 17 La via primaria di eliminazione di amprenavir avviene attraverso il metabolismo epatico; meno del 1 % viene escreto immodificato nelle urine; non è rilevabile nelle feci.
I metaboliti costituiscono circa il 14% e circa il 75 % della dose somministrata di amprenavir, rispettivamente nelle urine e nelle feci.
Speciali categorie di pazienti Bambini La farmacocinetica di fosamprenavir in combinazione con ritonavir non è stata studiata nei pazienti pediatrici.
Anziani La farmacocinetica di fosamprenavir in combinazione con ritonavir non è stata studiata nei pazienti di età superiore ai 65 anni.
Insufficienza renale I pazienti con insufficienza renale non sono stati specificamente studiati.
Meno del 1 % della dose terapeutica di amprenavir viene escreta immodificata nelle urine.
Anche la clearance renale di ritonavir è irrilevante; pertanto, l’impatto dell’insufficienza renale sull’eliminazione di amprenavir e ritonavir dovrebbe essere minima.
Insufficienza epatica Fosamprenavir è convertito in amprenavir nell’uomo.
La via principale di eliminazione di amprenavir e ritonavir è costituita dal metabolismo epatico.
Sono disponibili dati limitati riguardo l’uso di questa combinazione nei pazienti con insufficienza epatica e pertanto non possono essere fornite specifiche raccomandazioni sulla posologia (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)
Dopo trattamento con fosamprenavir più ritonavir, alla dose raccomandata, la tossicità è risultata simile a quella di amprenavir e si è verificata a livelli di esposizione plasmatici di amprenavir al di sotto delle esposizioni nell’uomo.
Negli studi di tossicità a dosi ripetute nei cani e nei ratti adulti, fosamprenavir produceva alterazioni gastrointestinali evidenti (salivazione, vomito e feci da non conformate a liquide) cambiamenti a livello epatico (aumento del peso del fegato, aumento degli enzimi epatici sierici e alterazioni microscopiche che includono necrosi epatocitaria).
Negli studi di tossicità riproduttiva con fosamprenavir nei ratti, la fertilità maschile non è stata influenzata mentre nelle femmine erano ridotti il peso dell’utero in gravidanza, il numero dei corpi lutei ovarici e i siti di impianto uterino.
Nelle femmine gravide di ratto e coniglio non vi erano particolari effetti sullo sviluppo embrio-fetale.
Tuttavia aumentava il numero degli aborti.
Nei conigli l’esposizione sistemica a livelli di dosaggio elevati è stata solo di 0,3 volte l’esposizione umana alla dose massima clinica e pertanto gli effetti tossici di fosamprenavir sullo sviluppo non sono stati del tutto determinati.
Nei ratti esposti a fosamprenavir prima e dopo la nascita, la prole mostrava una compromissione nello sviluppo fisico e funzionale e una crescita ridotta.
La sopravvivenza della prole risultava ridotta.
Inoltre veniva diminuito il numero dei siti di impianto per figliolata e si osservava un prolungamento del periodo di gestazione quando la prole, raggiunta la maturità, veniva accoppiata.
Fosamprenavir non è risultato essere mutageno o genotossico in una serie di test sia in vitro che in vivo.
Gli studi di cancerogenesi con fosamprenavir nei ratti e nei topi non sono stati ancora completati.
Tuttavia negli studi di cancerogenesi a lungo termine con amprenavir nei topi e nei ratti, si sono osservati adenomi epatocellulari benigni nei maschi a livelli di esposizione equivalenti a 2 volte (topo) o 3,8 volte (ratto) quelli nell’uomo dopo somministrazione di 1.200 mg di amprenavir da solo due volte al giorno.
Focolai di alterazione epatocellulare sono stati osservati nel topo maschio ai dosaggi corrispondenti ad una esposizione pari, come minimo, a 2 volte quella terapeutica nell’uomo.
Una più alta incidenza di carcinoma epatocellulare è stata riscontrata nei topi maschi di tutti i gruppi trattati con 15 - 17 amprenavir.
Tuttavia, questo aumento non differiva in maniera statisticamente significativa dai topi maschi di controllo attraverso test appropriati.
Il meccanismo di sviluppo dell’adenoma e del carcinoma epatocellulare trovato in questi studi non è stato spiegato e il significato degli effetti osservati per l’uomo non è chiaro.
Tuttavia, dai dati di esposizione nell’uomo, in corso di studi clinici e di commercializzazione, vi è poca evidenza che tali riscontri rivestano significato clinico.
Nucleo della compressa: Cellulosa microcristallina Croscarmellosa sodica Povidone K30 Magnesio stearato Silice colloidale anidra Involucro della compressa: Ipromellosa Titanio diossido (E171) Glicerolo triacetato Ossido di ferro rosso (E172)
Non pertinente.
3 anni
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Flaconi di polietilene ad alta densità muniti di chiusura di sicurezza a prova di bambino in polipropilene contenenti 60 compresse.
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Data della prima autorizzazione: 12 Luglio 2004
18 Aprile 2006 w
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