Simulect 20 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile o per infusione
Ogni flaconcino contiene 20 mg di basiliximab.
Un ml di soluzione ricostituita contiene 4 mg di basiliximab.
Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Polvere e solvente per soluzione iniettabile o per infusione
Polvere bianca
Simulect è indicato per la profilassi del rigetto acuto in pazienti adulti e pediatrici sottoposti a trapianto renale allogenico de novo (vedere paragrafo 4.2). Deve essere usato in associazione ad un trattamento immunosoppressivo a base di ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi nei pazienti con una quantità di anticorpi reattivi inferiore all'80%, o in uno schema terapeutico immunosoppressivo di mantenimento in triplice terapia comprendente ciclosporina in microemulsione, corticosteroidi e azatioprina o micofenolato mofetile.
Simulect deve essere prescritto solo da medici con esperienza nell'utilizzo di terapie immunosoppressive conseguenti a trapianto d'organo. Simulect deve essere somministrato sotto stretto controllo di personale medico qualificato.
Simulect deve essere usato in associazione ad un trattamento immunosoppressivo a base di ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi. Può essere usato secondo uno schema terapeutico immunosoppressivo in triplice terapia a base di ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi comprendente azatioprina o micofenolato mofetile.
Dose raccomandata
Adulti
La dose totale raccomandata è di 40 mg, suddivisa in due somministrazioni da 20 mg ciascuna. La prima dose da 20 mg deve essere somministrata nelle due ore precedenti l'intervento chirurgico. Simulect non deve essere somministrato se non si ha la certezza assoluta che il paziente riceverà il trapianto e la concomitante terapia immunosoppressiva. La seconda dose da 20 mg deve essere somministrata 4 giorni dopo il trapianto. La seconda dose deve essere sospesa in caso si sia manifestata una reazione di ipersensibilità grave a Simulect o in caso di fallimento del trapianto (vedere paragrafo 4.4).
Bambini ed adolescenti (1-17 anni)
La dose totale raccomandata in pazienti pediatrici con peso inferiore a 35 kg è di 20 mg, suddivisa in due
somministrazioni da 10 mg ciascuna. Nei pazienti pediatrici con peso pari a 35 kg o superiore, la dose totale raccomandata è uguale a quella dell'adulto, cioè una dose totale di 40 mg, suddivisa in due somministrazioni da 20 mg ciascuna. Simulect non deve essere somministrato se non si ha la certezza assoluta che il paziente riceverà il trapianto e la concomitante terapia immunosoppressiva. La prima dose deve essere somministrata nelle due ore precedenti l'intervento chirurgico, la seconda dose 4 giorni dopo il trapianto. La seconda dose non deve essere somministrata in caso di complicanze post-operatorie, come nel caso di fallimento del trapianto (vedere paragrafo 4.4).
Uso negli anziani (≥ 65 anni) Sebbene i dati relativi all'uso di Simulect negli anziani siano limitati, non ci sono elementi che suggeriscano l'impiego nei pazienti anziani di un dosaggio diverso rispetto a quello degli adulti.
Modo di somministrazione Dopo la ricostituzione, Simulect può essere somministrato sia per iniezione endovenosa in bolo sia per infusione endovenosa della durata di 20-30 minuti.
Per informazioni sulle modalità di ricostituzione di Simulect, vedere paragrafo 6.6.
Ipersensiblità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 6.1).
Simulect è controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.
I pazienti in terapia con Simulect devono essere trattati in strutture che dispongano di personale adeguato e siano dotate di sufficienti laboratori e risorse mediche di supporto, compresi i farmaci necessari per il trattamento di reazioni di ipersensibilità gravi.
Sono state osservate reazioni di ipersensibilità gravi a Simulect (entro le 24 ore dalla somministrazione) sia nel caso di esposizione iniziale al prodotto sia nel caso di nuovo trattamento successivo ad un ciclo di terapia. Queste reazioni di tipo anafilattoide includevano orticaria, prurito, starnuti, ipotensione, tachicardia, dispnea, broncospasmo, edema polmonare e insufficienza respiratoria. Tali reazioni sono state osservate raramente in pazienti ai quali sia stato somministrato Simulect (<1/1.000 pazienti).Se dovesse manifestarsi una reazione grave di ipersensibilità , la terapia con Simulect deve essere permanentemente interrotta e nessun altra dose somministrata. Deve essere prestata cautela qualora i pazienti trattati in precedenza con Simulect vengano nuovamente sottoposti a trattamento con questo farmaco.
Esistono evidenze consolidate che un sottogruppo di pazienti sia maggiormente a rischio di sviluppare reazioni di ipersensibilità . Si tratta di pazienti nei quali, dopo la prima somministrazione di Simulect, la terapia immunosoppressiva concomitante è stata interrotta prematuramente a causa, per esempio, di mancato trapianto o di precoce perdita dell'organo. In alcuni di questi pazienti sono state osservate reazioni di ipersensibilità acuta a seguito di ulteriore somministrazione di Simulect per un successivo trapianto.
I pazienti trapiantati in trattamento con schemi terapeutici immunosoppressivi che comprendono combinazioni con o senza Simulect sono maggiormente a rischio di sviluppare disordini linfoproliferativi (LPDs) (come linfomi) e infezioni opportunistiche (come citomegalovirus, CMV). Dall'analisi globale di due studi con periodo di osservazione di cinque anni, non sono emerse differenze nell'incidenza di tumori maligni e di LPDs tra schemi terapeutici immunosoppressivi con o senza combinazione di Simulect (vedere paragrafo 4.8).
Poiché Simulect è un'immunoglobulina, non sono attese interazioni metaboliche con altri farmaci.
Negli studi clinici sono stati somministrati, oltre alla ciclosporina in microemulsione, corticosteroidi, azatioprina e micofenolato mofetile, altri farmaci utilizzati abitualmente nei trapianti d'organosenza che si sia osservato alcun aumento dell'incidenza di eventi avversi. Questi farmaci somministrati contemporaneamente comprendono antivirali per uso sistemico, antibatterici e antimicotici per uso sistemico, analgesici, antiipertensivi come ad esempio beta-bloccanti o calcio-antagonisti e diuretici.
In uno studio clinico su 172 pazienti trattati con Simulect sono state riportate risposte anticorpali anti-murine (HAMA) che non hanno valore significativo di tollerabilità clinica. L'incidenza è stata di 2 pazienti su 138 che non hanno ricevuto contemporaneamente muromonab-CD3 e di 4 pazienti su 34 che hanno ricevuto contemporaneamente muromonab-CD3. L'uso di Simulect non preclude il successivo trattamento con preparati a base di anticorpi antilinfocitari di origine murina.
Negli studi clinici di fase 3, durante i primi 3 mesi dopo il trapianto, il 14% dei pazienti del gruppo trattato con Simulect e nel 27% dei pazienti del gruppo trattato con placebo hanno avuto un episodio di rigetto acuto trattato con una terapia a base di anticorpi (OKT 3 o ATG/ALG) senza alcun aumento dell'incidenza di eventi avversi o infezioni nel gruppo trattato con Simulect rispetto al gruppo trattato con placebo.
L'uso di Simulect in associazione con un triplice regime terapeutico comprendente anche azatioprina o micofenolato mofetile è stato valutato in tre studi clinici. La clearance totale di Simulect è risultata ridotta in media del 22% quando al regime terapeutico a base di ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi è aggiunta azatioprina. La clearance totale di Simulect è risultata ridotta in media del 51% quando al regime terapeutico a base di ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi è aggiunto micofenolato mofetile. L'uso di Simulect in un triplice regime terapeutico che include azatioprina o micofenolato mofetile non ha comportato alcun aumento dell'incidenza di eventi avversi o infezioni nel gruppo trattato con Simulect rispetto al gruppo trattato con placebo (vedere paragrafo 4.8).
Simulect è controindicato (vedere paragrafo 4.3) in gravidanza e durante l'allattamento. Basiliximab possiede effetti farmacologici potenzialmente pericolosi durante la gestazione e nel lattante esposto al basiliximab escreto nel latte materno. Questa raccomandazione si basa sull'azione immunosoppressiva di basiliximab. Le donne in età fertile devono far uso di un contraccettivo efficace durante (e fino a 16 settimane dopo) il trattamento.
Non sono disponibili dati nell'animale o sull'uomo riguardanti l'escrezione di basiliximab nel latte materno. Comunque, sulla base della natura di basiliximab come immunoglobulina IgG1, si può prevederne l'escrezione nel latte materno. Quindi, l'allattamento deve essere evitato.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari.
Simulect è stato sperimentato in quattro studi clinici randomizzati, doppio cieco, controllati verso placebo, in pazienti sottoposti a trapianto renale come terapia di induzione in combinazione con i seguenti schemi immunosoppressivi: ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi in due studi (346 e 380 pazienti), ciclosporina in microemulsione, azatioprina e corticosteroidi in uno studio (340 pazienti); e ciclosporina in microemulsione, micofenolato mofetile e corticosteroidi in un altro studio (123 pazienti). I dati sulla sicurezza del prodotto nei pazienti pediatrici sono stati ottenuti da uno studio clinico di farmacocinetica e farmacodinamica, in aperto, in pazienti sottoposti a trapianto renale (41 pazienti).
Incidenza di eventi avversi: Nei quattro studi clinici controllati verso placebo sopra riportati, il quadro degli eventi avversi nei 590 pazienti trattati con la dose raccomandata di Simulect è risultato paragonabile rispetto a quello osservato nei 595 pazienti trattati con placebo. L'incidenza complessiva degli eventi avversi correlati al trattamento in tutti i pazienti che hanno partecipato agli studi non è stata significativamente diversa tra il gruppo di pazienti trattati con Simulect (7,1% - 40%) e quelli trattati con placebo (7,6% - 39%).
Pazienti adulti Gli eventi avversi riportati più frequentemente (> 20%) nella terapia in regime terapeutico duplice o triplice, in entrambi i gruppi di trattamento (Simulect verso placebo) sono stati stipsi, infezioni delle vie urinarie, dolore, nausea, edema periferico, ipertensione, anemia, cefalea, iperkaliemia, ipercolesterolemia, complicazioni postoperatorie della ferita, incremento di peso, incremento della creatinina ematica, ipofosfatemia, diarrea e infezioni del tratto respiratorio superiore.
Pazienti pediatrici Gli eventi avversi riportati più frequentemente (> 20%) nella terapia in regime terapeutico duplice, in entrambi le coorti di trattamento (pazienti di peso < 35 kg verso pazienti di peso ≥ 35 kg) sono stati infezioni delle vie urinarie, ipertricosi, riniti, febbre, ipertensione, infezioni del tratto respiratorio superiore, infezioni virali, sepsi e stipsi.
Incidenza di tumori maligni: l'incidenza globale di tumori maligni in tutti i pazienti nei diversi studi individuali è risultata simile nel gruppo trattato con Simulect e in quello con il prodotto di confronto. In totale, linfomi/malattie linfoproliferative si sono verificate ne1lo 0,1% (1/701) dei pazienti nel gruppo trattato con Simulect in confronto allo 0,3% (2/595) del gruppo trattato con placebo. Altri tumori maligni sono stati segnalati nel 1,0% (7/701) di pazienti del gruppo trattato con Simulect in confronto al 1,2% (7/595) del gruppo trattato con placebo. Dall' analisi globale di due studi con periodo di osservazione di cinque anni, l'incidenza di LPDs e di tumori maligni è risultata uguale con Simulect 7% (21/295) e con placebo 7% (21/291) (vedere paragrafo 4.4).
Incidenza di episodi infettivi: L'incidenza complessiva ed il profilo delle infezioni virali, infettive e fungine nei pazienti trattati con Simulect o con placebo in combinazione con duplice e triplice terapia immunosoppressiva sono comparabili tra i gruppi. L'incidenza complessiva di infezioni è stata del 75,9% nel gruppo Simulect e del 75,6% nel gruppo placebo e l'incidenza di infezioni gravi è stata del 26,1% e del 24,8% rispettivamente. L'incidenza di infezioni da CMV è stata simile in entrambi i gruppi (14,6% verso 17,3%) in seguito al trattamento con duplice o triplice regime terapeutico (vedere paragrafo 4.4).
L'incidenza e le cause di morte in seguito al trattamento in duplice o triplice regime terapeutico sono state simili nel gruppo trattato con Simulect (2,9%) e nel gruppo trattato con placebo (2,6%); le infezioni sono risultate per entrambi la principale causa di morte (Simulect = 1,3%, placebo = 1,4%). Dall' analisi globale di due studi con periodo di osservazione di cinque anni, l'incidenza e la causa di morte sono rimaste simili in entrambi i gruppi trattati, (Simulect 15%, placebo 11%), risultando le malattie correlate al cuore la causa principale di morte (Simulect 5%, placebo 4%).
Reazioni avverse dopo la commercializzazione Le reazioni avverse sono elencate secondo le seguenti categorie: Molto comune: >1/10; comune: >1/100, <1/10; non comune: >1/1.000, <1/100; raro: >1/10.000, <1/1.000; molto raro: <1/10.000.
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Raro: | Reazioni di ipersensibilità /reazioni di tipo anafilattoide come ad esempio rash, orticaria, starnuti, dispnea, broncospasmo, edema polmonare, insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria e sindrome da rottura dei capillari (vedere paragrafo 4.4). |
| Molto raro: | Sindrome da rilascio di citochina. |
Negli studi clinici Simulect è stato somministrato in dose singola sino a 60 mg e in dosi ripetute sino a 150 mg nell'arco di 24 giorni, senza effetti indesiderati acuti.
In uno studio a 39 settimane seguito da un periodo di recupero di 13 settimane nella scimmia rhesus, la dose massima priva di effetti collaterali è risultata pari a 24 mg/kg, somministrata una volta alla settimana; tale dose ha comportato valori di esposizione sistemica 1.000 volte superiori (AUC) a quelli osservati in pazienti sottoposti a trapianto di rene trattati con la dose clinica raccomandata insieme ad una terapia immunosoppressiva.
Categoria farmacoterapeutica: inibitori dell'interleuchina, codice ATC: L04AC02.
Simulect è un anticorpo monoclonale chimerico murino/umano (IgGlk) diretto contro la catena α del recettore dell'interleuchina-2 (antigene CD25), che viene espresso sulla superficie dei linfociti T in risposta ad uno stimolo antigenico. Simulect si lega, in modo specifico con un'alta affinità (valore KD pari a 0,1 nM), all'antigene CD25 sui linfociti T attivati, che esprimono il recettore dell'interleuchina-2 ad alta affinità , e quindi ne impedisce il legame con l'interleuchina-2, segnale per la proliferazione dei linfociti T. Viene mantenuto un blocco completo e costante del recettore dell'interleuchina-2 finchè i livelli sierici di basiliximab si mantengono al di sopra di 0,2 µg/ml (4-6 settimane); quando la concentrazione del farmaco scende sotto questo livello, l'espressione dell'antigene CD25 torna ai valori osservati prima del trattamento nell'arco di 1-2 settimane. Simulect non provoca mielosoppressione.
Nelle 2-3 settimane successive alla somministrazione di Simulect, le concentrazioni sieriche del recettore solubile della interleuchina-2 (IL-2R) aumentano, raggiungendo un plateau a livelli pari a 80-120 ng/ml. Questi livelli si mantengono costanti finchè i siti di IL-2R sono saturati dal basiliximab. Quando i siti di IL2R non sono più saturati, nel corso delle 1-2 settimane successive i livelli di IL-2R solubile ritornano ai valori presenti prima del trapianto.
Studi clinici Studi clinici controllati in doppio-cieco verso placebo hanno dimostrato l'efficacia di Simulect nella profilassi del rigetto in pazienti sottoposti a trapianto renale de novo. I risultati di due studi pivotal multicentrici controllati verso placebo, della durata di 12 mesi, dimostrano che Simulect, in associazione alla ciclosporina in microemulsione e ai corticosteroidi, riduce in modo significativo l'incidenza degli episodi di rigetto acuto a 6 (31% verso 45%, p<0,001) e a 12 (33% verso 48%, p<0,001) mesi dal trapianto. Non è emersa alcuna differenza significativa tra i pazienti trattati con Simulect e quelli trattati con placebo per quanto riguarda la sopravvivenza del trapianto a 6 e a 12 mesi (a 12 mesi si sono verificati 32 fallimenti del trapianto nel gruppo Simulect (9%) e 37 nel gruppo placebo (10%)). L'incidenza degli episodi di rigetto acuto è stata sostanzialmente inferiore nei pazienti trattati con Simulect e triplice terapia immunosoppressiva.
I risultati derivanti da due studi, multicentrici, in doppio-cieco, comparativi di Simulect verso placebo hanno dimostrato che Simulect riduce significativamente l'incidenza degli episodi di rigetto acuto entro 6 mesi dal trapianto, quando è utilizzato contemporaneamente con ciclosporina in microemulsione, corticosteroidi e azatioprina (21% verso 35%) o micofenolato mofetile (15% verso 27%). La perdita dell'organo trapiantato si è verificata nel 6% dei pazienti trattati con Simulect e nel 10% dei pazienti trattati con placebo entro 6 mesi dal trapianto. Il profilo di effetti indesiderati è rimasto paragonabile tra i due gruppi di trattamento.
Dall'analisi globale di due studi con periodo di osservazione di cinque anni (586 pazienti totali), le percentuali di sopravvivenza del trapianto e del paziente non sono state statisticamente differenti nei gruppi trattati con Simulect e placebo. Gli stessi studi hanno anche mostrato che nei pazienti in cui si è verificato un episodio di rigetto acuto nel primo anno dopo il trapianto sono stati osservati con maggiore frequenza episodi di perdita dell'organo trapiantato e morte durante i cinque anni successivi al trapianto. Questi eventi non sono stati influenzati da Simulect.
Simulect è stato somministrato contemporaneamente con ciclosporina in microemulsione e steroidi in uno studio clinico non controllato in pazienti pediatrici sottoposti a trapianto renale de novo e il rigetto acuto si è verificato nel 14,6% dei pazienti entro 6 mesi dal trapianto e nel 24,3% entro 12 mesi. Globalmente, il profilo degli eventi avversi verificatisi è risultato aderente alla esperienza clinica generale nella popolazione dei pazienti pediatrici che hanno subito un trapianto renale e negli studi controllati eseguiti nella popolazione adulta.
Solo 4 pazienti (1,2%), su 339 trattati con Simulect e sottoposti a test per la ricerca di anticorpi anti-idiotipo, hanno sviluppato una risposta anticorpale. In uno studio clinico su 172 pazienti, l'incidenza della risposta anticorpale anti-murina (HAMA) nei pazienti sottoposti a trapianto renale trattati con Simulect è stata di 2 pazienti su 138 che non hanno ricevuto contemporaneamente muromonab-CD3 e di 4 pazienti su 34 che hanno ricevuto contemporaneamente muromonab-CD3. I dati clinici disponibili sull'uso di muromonab-CD3 in pazienti precedentemente trattati con Simulect indicano che non è da escludere l'uso successivo di muromonab-CD3 o di altre preparazioni a base di anticorpi antilinfocitari di origine murina.
Adulti Sono stati condotti studi di farmacocinetica in pazienti adulti sottoposti a trapianto renale, utilizzando sia dosi singole sia dosi ripetute. Le dosi cumulative erano comprese fra 20 mg e 60 mg. Dopo un'infusione endovenosa di 20 mg della durata di 30 minuti si raggiunge una concentrazione sierica di picco pari a 7,1±5,1 mg/l. La concentrazione massima (Cmax) e l'AUC aumentano in modo proporzionale da 20 mg a 60 mg, il range di dosi singole testate. Il volume di distribuzione allo steady state è stato di 8,6±4,1 l. L'estensione e il grado di distribuzione nei vari compartimenti corporei non sono stati completamente studiati. I risultati di studi in vitro su tessuti umani indicano che Simulect si lega esclusivamente ai linfociti attivati e ai macrofagi/monociti. L'emivita terminale è risultata di 7,2±3,2 giorni. La clearance corporea totale è risultata pari a 41±19 ml/h.
Nei pazienti adulti non si è osservata alcuna influenza clinicamente significativa del peso corporeo o del sesso sul volume di distribuzione o sulla clearance corporea. L'emivita di eliminazione non è risultata influenzata dall'età , dal sesso o dalla razza.
Pazienti pediatrici La farmacocinetica di Simulect è stata valutata in 39 pazienti pediatrici sottoposti a trapianto renale de novo. Nei neonati e nei bambini (età compresa tra 1 e 11 anni, n=25), il volume di distribuzione allo steady-state è risultato pari a 4,8±2,1 l, l'emivita pari a 9,5±4,5 giorni e la clearance pari a 17±6 ml/h. Il volume di distribuzione e la clearance sono ridotti del 50% circa rispetto ai pazienti adulti sottoposti a trapianto renale. In questo gruppo di pazienti i parametri non erano influenzati in maniera clinicamente significativa dall'età (1-11 anni), dal peso (9-37 kg) o dalla superficie corporea (0,44-1,20 m2). Negli adolescenti (età compresa fra 12 e 16 anni, n=14), il volume di distribuzione allo steady-state è risultato pari a 7,8±5,1 l, l'emivita pari a 9,1±3,9 giorni e la clearance pari a 31±19 ml/h. I parametri negli adolescenti sono risultati simili a quelli degli adulti sottoposti a trapianto renale. La relazione tra i livelli sierici e la saturazione dei recettori è stata valutata in 13 pazienti ed è risultata simile a quella evidenziata negli adulti sottoposti a trapianto renale.
La somministrazione endovenosa nella scimmia rhesus di dosi di basiliximab sia fino a 5 mg/kg, due volte alla settimana per un periodo di 4 settimane seguite da un periodo di sospensione di 8 settimane, sia di basiliximab 24 mg/kg una volta alla settimana per 39 settimane seguite da un periodo di sospensione di 13 settimane non ha causato tossicità . Nello studio a 39 settimane, la massima dose ha comportato un'esposizione sistemica (AUC) circa 1.000 volte superiore rispetto a quella osservata nei pazienti trattati con la dose clinica raccomandata insieme ad una terapia immunosoppressiva.
Non si sono osservate tossicità materna, embriotossicità nè teratogenicità nelle scimmie cynomolgous dopo iniezioni di basiliximab fino a 5 mg/kg, due volte alla settimana, durante il periodo di organogenesi.
Non è stato osservato in vitro alcun potenziale mutageno.
Potassio fosfato monobasico Sodio fosfato anidro Sodio cloruro Saccarosio Mannitolo Glicina
Acqua per preparazioni iniettabili.
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Polvere: 3 anni
Dopo ricostituzione la soluzione può essere conservata a 2°C - 8°C per 24 ore o a temperatura ambiente per 4 ore.
Conservare e trasportare in frigorifero (2°C - 8°C).
Simulect polvere Flaconcino di vetro incolore (vetro idrolitico di tipo I), con un tappo grigio di gomma butilica rivestito di fluororesina, fissato da una ghiera di alluminio con capsula di chiusura blu a scatto di polipropilene.
Acqua per preparazioni iniettabili Fiala di vetro incolore (vetro idrolitico di tipo I).
Simulect è anche disponibile in flaconcini contenenti 10 mg di basiliximab.
La preparazione della soluzione per infusione o iniezione deve avvenire in condizioni di asepsi, aggiungendo al flaconcino contenente la polvere di Simulect 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili, contenuta nella fiala acclusa. Agitare il flaconcino delicatamente per sciogliere la polvere. Si raccomanda di utilizzare la soluzione incolore, da limpida ad opalescente, immediatamente dopo la ricostituzione. La soluzione ricostituita può tuttavia essere conservata a 2°C - 8°C per 24 ore o a temperatura ambiente per 4 ore.
Gettare la soluzione ricostituita se non utilizzata entro 24 ore.
La soluzione ricostituita è isotonica e può essere somministrata come iniezione endovenosa in bolo o per infusione endovenosa dopo diluizione ad un volume di 50 ml o ad un volume maggiore con soluzione fisiologica o glucosata al 5%.
Poichè non sono disponibili dati circa la compatibilità di Simulect con altre sostanze per somministrazione endovenosa, Simulect non deve essere miscelato ad altri farmaci/sostanze e deve sempre essere somministrato attraverso una linea di infusione separata.
E' stata verificata la compatibilità con diversi sets per infusione.
Novartis Europharm Limited Wimblehurst Road Horsham West Sussex, RH12 5AB Regno Unito
EU/1/98/084/001 -Numero di identificazione nazionale: 034232013/E
Data della prima autorizzazione: 09/10/1998 Data di rinnovo: 20/10/2003
03/2008
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