ND
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile Una fiala contiene:
Principio attivo:
Octreotide .........................................................................................................
0,05 mg SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile Una fiala contiene:
Principio attivo:
Octreotide .........................................................................................................
0,1 mg SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile Principio attivo:
Octreotide .........................................................................................................
0,5 mg SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile Una flacone contiene:
Principio attivo:
Ocreotide ...........................................................................................................
1 mg Per gli eccipienti vedere sez.
6.1
Soluzione iniettabile
Trattamento delle sindromi da tumori endocrini gastro-entero-pancreatici in particolare:- Carcinoidi (sindrome del carcinoide);- VIPomi;- Glucagonomi;- Gastrinomi / sindrome di Zollinger-Ellison (eventualmente in associazione con farmaci anti-H2, con o senza antiacidi);- Insulinomi (per la prevenzione delle crisi ipoglicemiche pre-intervento e terapia di mantenimento);- GRFomi.- Per il trattamento sintomatico e la riduzione dei livelli plasmatici di GH e Somatomedina-C nei casi di acromegalia non adeguatamente controllati con terapia chirurgica, radiante o farmacologica (con dopamino-agonisti).Il trattamento con SANDOSTATINA è anche indicato nei pazienti acromegalici in cui l'intervento chirurgico sia controindicato o comunque non accettato o nei pazienti precedentemente sottoposti a radioterapia, in attesa che quest'ultimo intervento raggiungala massima efficacia. - Trattamento profilattico delle complicazioni post-operatorie conseguenti ad interventi sul pancreas.
| - | Trattamento coadiuvante delle fistole pancreatiche. | |
| - | Trattamento della diarrea refrattaria severa correlata ad immunodeficienza. | |
| - | Trattamento d'urgenza e protezione dalle recidive precoci dell'emorragia da | varici |
esofagee in pazienti cirrotici. SANDOSTATINA è da utilizzarsi in associazione al trattamento endoscopico.
Tumori gastroenteropancreatici endocrini La posologia viene stabilita in base alla risposta clinica, alle variazioni delle concentrazioni plasmatiche dei peptidi di origine tumorale (o, in caso di tumori carcinoidi, delle concentrazioni urinarie di 5HIAA) e alla tollerabilità; è opportuno iniziare con una dose di 0,05 mg per 1 o 2 volte al giorno, per via sottocutanea, e aumentare gradatamente la posologia fino a 0,2 mg per 3 volte al giorno.
In alcuni casi è necessario ricorrere a dosaggi superiori.
Le dosi di mantenimento sono estremamente variabili e comunque devono essere adattate al singolo paziente.
Si raccomanda di somministrare il prodotto per via sottocutanea.
Tuttavia nelle situazioni in cui sia necessaria una risposta rapida (per esempio crisi carcinoide) si può somministrare SANDOSTATINA per via endovenosa, controllando la frequenza cardiaca.
Nei tumori carcinoidi la terapia deve essere interrotta se non si è ottenuto un beneficio entro una settimana dall’inizio del trattamento con SANDOSTATINA alla massima dose tollerata.
Acromegalia Inizialmente 0,05 - 0,1 mg ogni 8 - 12 ore per via sottocutanea.
Eventuali variazioni posologiche devono essere stabilite in base a controlli mensili delle concentrazioni plasmatiche di GH e IGF-1 (valore di riferimento:
GH < 2,5 ng/mL; IGF-1 nel range di normalità), della sintomatologia clinica e della tollerabilità.
Nella maggioranza dei pazienti la dose ottimale giornaliera è di 0,2 - 0,3 mg.
Si consiglia di non superare la dose massima di 1,5 mg al giorno.
Nei pazienti stabilizzati a dosi fisse di SANDOSTATINA, ogni 6 mesi si devono effettuare i controlli di GH.
Se entro 3 mesi di trattamento con SANDOSTATINA non si ottiene una consistente riduzione dei livelli di GH e un miglioramento dei sintomi clinici, è opportuno prendere in considerazione la sospensione della terapia.
Trattamento profilattico delle complicazioni post-operatorie conseguenti ad interventi sul pancreas 0,1 mg 3 volte al giorno per via sottocutanea nel periodo peri e post-operatorio, cominciando almeno un'ora prima dell'intervento e proseguendo sino alla settima giornata post-operatoria compresa.
Trattamento coadiuvante delle fistole pancreatiche 0,1 mg 3 volte al giorno per via sottocutanea sino alla chiusura della fistola, se essa può avvenire spontaneamente, o sino alla terapia chirurgica definitiva.
- 2 - Diarrea refrattaria severa correlata ad immunodeficienza Si consiglia di iniziare la terapia con 0,1 mg 3 volte al giorno, per via sottocutanea.
Se la diarrea non è controllata dopo una settimana di terapia, la dose può essere aumentata progressivamente sino a 0,25 mg 3 volte al giorno, in base alla risposta clinica e alla tollerabilità.
Se con la somministrazione di 0,25 mg 3 volte al giorno per una settimana non si ottiene alcun miglioramento, è opportuno prendere in considerazione la sospensione del farmaco.
Emorragia da varici esofagee 25 mcg/h in infusione venosa continua per 5 giorni.
SANDOSTATINA può essere somministrata in soluzione fisiologica.
Nel paziente cirrotico SANDOSTATINA è stata usata in infusione venosa continua fino a 50 mcg/h per 5 giorni.
Uso nei pazienti anziani Nel paziente anziano non sono stati descritti particolari problemi di tollerabilità nè regimi posologici differenti da quelli precedentemente indicati.
Uso nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con cirrosi epatica, l’ emivita del farmaco potrebbe aumentare rendendo necessario un aggiustamento della dose di mantenimento.
Uso nei pazienti con compromissione della funzionalità renale L'insufficienza renale non modifica l'esposizione totale ad octreotide (AUC) se somministrato per via sottocutanea, pertanto non è necessario modificare la dose di SANDOSTATINA NOTE:
Il personale medico o infermieristico dovrebbe istruire adeguatamente i pazienti che desiderano effettuare da soli le iniezioni sottocutanee.
Per una migliore tollerabilità locale è opportuno somministrare il preparato a temperatura ambiente e non effettuare, in tempi ravvicinati, ripetute iniezioni in zone circoscritte.
Nel caso di utilizzo dei flaconi è opportuno non effettuare più di 10 prelievi di farmaco dallo stesso flacone per evitare fenomeni di contaminazione.
Ipersensibilità accertata al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o alla somatostatina.
Gravidanza.
Allattamento.
Età pediatrica.
Poichè i tumori ipofisari GH-secernenti possono talvolta espandersi causando serie complicazioni (p.e.
alterazioni del campo visivo), è necessario un attento monitoraggio di tutti i pazienti.
In caso di espansione del tumore dovrebbe essere valutata la possibilità di altre misure terapeutiche.
E' stato stimato che l'incidenza della formazione di calcoli biliari, nei pazienti trattati con SANDOSTATINA, era compresa tra 15.30%; l'incidenza nella popolazione in generale è del 5.20%.
Pertanto è opportuno eseguire indagini ecografiche della colecisti prima e durante la terapia con SANDOSTATINA, a intervalli di circa 6 - 12 mesi.
La presenza di calcoli biliari nei pazienti trattati con SANDOSTATINA è generalmente asintomatica; nel caso i calcoli biliari fossero sintomatici, possono essere trattati tramite dissoluzione con acidi biliari o con intervento chirurgico.
In rari casi, nel trattamento dei tumori endocrini gastroenteropancreatici, è stata descritta un'improvvisa perdita di efficacia, caratterizzata da una recrudescenza dei sintomi caratteristici della malattia.
- 3 - Nei pazienti con insulinomi è possibile che octreotide produca un aggravamento e un prolungamento degli episodi di ipoglicemia, in quanto il farmaco è dotato di una maggiore attività inibitoria della secrezione di GH e glucagone rispetto all'insulina.
I pazienti con insulinomi devono quindi essere attentamente monitorati, in particolare nel caso di variazioni posologiche.
Eventuali variazioni della glicemia possono essere controllate somministrando dosi minori ad intervalli più brevi.
In caso di diabete mellito insulino-dipendente di Tipo I la terapia potrebbe essere ridotta dalla somministrazione di SANDOSTATINA.
Nei pazienti non diabetici e nei pazienti diabetici di Tipo II, con riserve di insulina parzialmente intatte, la somministrazione di SANDOSTATINA potrebbe provocare un aumento della glicemia prandiale.
I livelli glicemici devono essere attentamente controllati poiché, a seguito di episodi emorragici dovuti a varici esofagee, potrebbe aumentare il rischio che si sviluppi diabete insulino dipendente o che si debba modificare il fabbisogno di insulina nei pazienti con diabete pre-esistente.
E' stato dimostrato che octreotide riduce l'assorbimento intestinale di ciclosporina e ritarda quello di cimetidina.
La somministrazione contemporanea di octreotide e bromocriptina aumenta la biodisponibilità della bromocriptina.
Limitati dati pubblicati indicano che gli analoghi della somatostatina potrebbero diminuire la clearance metabolica di composti che notoriamente sono metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450, a causa della soppressione dell'ormone della crescita.
Poichè non si può escludere che octreotide abbia questo effetto, si deve pertanto prestare cautela nell'uso di altri farmaci prevalentemente metabolizzati dal CYP3A4 e che hanno un basso indice terapeutico (esempio chinidina, terfenadina).
L'uso di octreotide è controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.
Non esistono dati sull'effetto della SANDOSTATINA sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
I principali effetti indesiderati consistono in disturbi localizzati al sito di iniezione o in manifestazioni generali a carico dell'apparato gastroenterico.
Miscellanea Raramente:
reazioni di ipersensibilità locale; perdita transitoria dei capelli.
Casi isolati di reazioni anafilattiche.
Apparato cardiovascolare Casi isolati di bradicardia.
Reazioni locali Generalmente gli effetti locali consistono in dolore, a volte di tipo puntiforme, formicolii e bruciore nel sito di iniezione sottocutanea accompagnati da arrossamento e gonfiore di breve durata (generalmente meno di 15 minuti).
Tale sintomatologia può essere attenuata somministrando il farmaco a temperatura ambiente, o riducendo il volume somministrato (con l'uso di una formulazione più concentrata).
Apparato gastrointestinale - 4 - Gli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastrointestinale si manifestano in genere con anoressia, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, meteorismo, flatulenza, feci molli, diarrea e steatorrea.
Sebbene l'escrezione di grassi fecali possa risultare aumentata, non sono mai state dimostrate, durante trattamenti a lungo termine, sindromi da malassorbimento con i conseguenti deficit nutrizionali.
In rari casi gli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastroenterico assumono le caratteristiche di un'occlusione intestinale acuta, con progressiva distensione addominale, grave dolore in sede epigastrica e conseguente reazione di difesa addominale.
L'incidenza degli effetti indesiderati a carico dell'apparato gastroenterico può essere ridotta somministrando SANDOSTATINA lontano dai pasti (nell'intervallo fra un pasto e l'altro o al momento di coricarsi).
Cistifellea L'uso prolungato di SANDOSTATINA può dar luogo alla formazione di calcoli biliari (vedere sez.
4.4).
Fegato Sono stati descritti i seguenti casi isolati di alterazione della funzionalità del fegato e delle vie biliari:
- epatite acuta senza colestasi (la normalizzazione delle transaminasi è stata osservata alla sospensione di SANDOSTATINA);
- progressivo aumento delle concentrazioni plasmatiche di bilirubina, fosfatasi alcalina, gamma-GT e più raramente di transaminasi.
Pancreas Per l'azione inibitoria sull'ormone della crescita, sul glucagone e sul rilascio di insulina, SANDOSTATINA potrebbe influenzare il metabolismo del glucosio.
E' quindi teoricamente possibile una conseguente alterazione della risposta glicemica post-prandiale.
Uno stato di iperglicemia persistente è stato osservato in alcuni casi durante trattamenti cronici.
Sono stati osservati anche episodi di ipoglicemia.
In rari casi è stata riportata pancreatite acuta entro le prime ore o i primi giorni di trattamento con SANDOSTATINA; generalmente questo evento si è risolto con la sospensione del farmaco.
Inoltre, è stata riportata pancreatite indotta da colelitiasi nei pazienti in trattamento a lungo termine con SANDOSTATINA.
Non sono state descritte reazioni di particolare gravità in caso di sovradosaggio acuto.
Dosi fino a 2 mg di octreotide, somministrate per iniezione sottocutanea tre volte al giorno per alcuni mesi, sono risultate ben tollerate.
La dose più alta somministrata per via endovenosa in un soggetto adulto è stata di 1 mg somministrato per bolo endovenoso.
In questo caso sono stati osservati i seguenti sintomi:
bradicardia di breve durata, vasodilatazione localizzata al viso, crampi addominali, diarrea, nausea e sensazione di vuoto allo stomaco; questi sintomi sono completamente scomparsi entro 24 ore dall'inizio del trattamento.
Un paziente è stato accidentalmente trattato con un'infusione continua di 0,25 mg/h per 48 ore consecutive (invece della dose prevista di 0,025 mg/h).
In questo caso non sono stati osservati effetti collaterali.
Il trattamento delle eventuali conseguenze da sovradosaggio è di tipo sintomatico.
Octreotide è un octapeptide sintetico, analogo strutturale della somatostatina naturale con attività farmacologica del tutto simile all'ormone endogeno, ma con durata d’azione notevolmente più lunga.
Inibisce l’aumento patologico della secrezione di GH, di peptidi e serotonina prodotti nel sistema endocrino gastro-entero-pancreatico (GEP).
Negli animali è stato dimostrato che octreotide è un inibitore di GH, glucagone e insulina più potente della somatostatina, con una selettività più spiccata per la soppressione di GH e glucagone.
Nel soggetto sano la SANDOSTATINA, come la somatostatina, ha dimostrato inibire:
- Il rilascio di GH stimolato da arginina, esercizio fisico e ipoglicemia indotta da insulina;
- la produzione post-prandiale di insulina, glucagone, gastrina, altri peptidi del sistema GEP, e la produzione di insulina e glucagone indotta da arginina;
- la secrezione esocrina (amilasi, lipasi) del pancreas;
- la produzione di TSH (thyroid-stimulating-hormone) indotta da TRH (thyrotropin- releasing hormone);
- la produzione acida gastrica;
- il flusso ematico del distretto splancnico.
Diversamente dalla somatostatina, octreotide inibisce di preferenza il GH più dell'insulina e la sua somministrazione non è seguita dall'ipersecrezione "rebound" degli ormoni (es.
GH nei pazienti con acromegalia).
Nei pazienti acromegalici (inclusi quelli che non hanno risposto alla chirurgia, alla terapia radiante o al trattamento con agonisti dopaminergici) SANDOSTATINA abbassa i livelli plasmatici di GH o di somatomedina C.
Una riduzione di GH (circa 50% o più) si manifesta fino nel 90% dei pazienti e la riduzione di GH sierico, a valori
< 5 ng/ml, può essere ottenuta in circa la metà dei casi.
Nella maggior parte dei pazienti SANDOSTATINA riduce marcatamente i sintomi clinici della patologia, quali cefalea, edema della cute e dei tessuti molli, iperidrosi, artralgia, parestesia.
In pazienti con un vasto adenoma pituitario, il trattamento può portare ad una diminuzione della massa tumorale.
In pazienti con tumori funzionali del sistema endocrino gastro-entero-pancreatico, SANDOSTATINA a causa dei suoi effetti endocrini diversi, modifica un certo numero di sintomi clinici.
Un miglioramento clinico e un beneficio sintomatico si manifestano in pazienti che mostrano ancora sintomi attribuiti al loro tumore, nonostante precedenti terapie, che possono includere la chirurgia, l'embolizzazione dell'arteria epatica e varie chemioterapie (es.:
a base di streptozotocina e 5FU).
Effetti della SANDOSTATINA nei differenti tipi di tumore Tumori carcinoidi:
la somministrazione di SANDOSTATINA può determinare il miglioramento dei sintomi, particolarmente di vampate di calore e diarrea.
In molti casi, questo fatto è accompagnato da abbassamento della serotonina plasmatica e da diminuzione dell’escrezione urinaria di acido 5.idrossindolacetico.
VIPomi:
le caratteristiche biochimiche di questi tumori consistono nella iperproduzione di peptide intestinale vasoattivo (VIP).
Nella maggior parte dei casi, la somministrazione di SANDOSTATINA determina un’attenuazione della tipica diarrea secretoria grave caratteristica di questa condizione, con conseguente miglioramento nella qualità della vita.
Ciò si accompagna ad un miglioramento delle anormalità elettrolitiche associate, come ad esempio l’ipokaliemia, consentendo la sospensione della nutrizione fluida elettrolitica enterale e parenterale.
In alcuni pazienti la “tomografia computerizzata” evidenzia una diminuzione o l’arresto della progressione del tumore, o addirittura una riduzione della massa tumorale, particolarmente delle metastasi epatiche.
Il miglioramento clinico è accompagnato di solito dalla riduzione plasmatica dei livelli VIP, che possono raggiungere - 6 - i valori normali.
Glucagonomi:
la somministrazione di SANDOSTATINA determina nella maggior parte dei casi un sostanziale miglioramento del rash necrolitico migratorio che è caratteristico di questa condizione.
Gli effetti di SANDOSTATINA sulle condizioni del diabete mellito di grado lieve che spesso si verifica non è marcato e, in genere, non dà luogo alla diminuzione delle dosi di insulina e agenti ipoglicemizzanti.
SANDOSTATINA determina un miglioramento della diarrea, e quindi aumenti di peso, nei pazienti affetti da questa condizione.
Sebbene la somministrazione di SANDOSTATINA conduca spesso ad una riduzione immediata nei livelli di glucagone plasmatico, questa diminuzione non viene generalmente mantenuta per un periodo di somministrazione prolungato, nonostante il continuo miglioramento sintomatico.
Gastrinomi / Sindrome di Zollinger-Ellison:
benché la terapia con inibitori della pompa protonica o inibitori dei recettori-H2 controlli l’ulcera peptica ricorrente risultante da ipersecrezione cronica di acido gastrico stimolata dalla gastrina, tale controllo può risultare incompleto.
Anche la diarrea può essere un sintomo dominante non alleviato in tutti pazienti con questa terapia.
SANDOSTATINA sola o associata a inibitori della pompa protonica o antagonisti dei recettori-H2 può ridurre l’ipersecrezione di acido gastrico e migliorare i sintomi, compresa la diarrea.
Possono venire alleviati altri sintomi legati potenzialmente alla produzione peptidica determinata dal tumore, come ad esempio le vampate di calore.
In alcuni pazienti si riducono i livelli plasmatici di gastrina.
Insulinomi:
la somministrazione di SANDOSTATINA produce una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di insulina immunoreattiva, che comunque potrebbe essere di breve durata (di circa 2 ore).
Nei pazienti con tumori operabili, SANDOSTATINA aiuta a restaurare e mantenere la normoglicemia a livelli pre-operatori.
Nei pazienti con tumori benigni o maligni inoperabili, può essere aumentato il controllo glicemico anche senza sostenuta riduzione concomitante dei livelli di insulina circolante.
GRFomi:
questi rari tumori sono caratterizzati dalla produzione di GH releasing factor (GRF) da solo o in combinazione con altri peptidi attivi.
SANDOSTATINA determina miglioramento nelle caratteristiche e nei sintomi della risultante acromegalia.
Ciò è probabilmente dovuto all’inibizione della secrezione di GRF e GH, e può seguire una riduzione dell’allargamento pituitario.
Nei pazienti con diarrea refrattaria severa correlata ad immunodeficienza, SANDOSTATINA produce un parziale o completo controllo dell’emissione delle feci in circa un terzo dei pazienti con diarrea che non risponde ai convenzionali farmaci anti- infettivi e/o antidiarroici.
Per i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici a livello del pancreas, la somministrazione di SANDOSTATINA peri e post-operatoria riduce l'incidenza delle tipiche complicazioni post-operatorie (es.
fistole pancreatiche, ascesso e successiva sepsi, pancreatite acuta postoperatoria).
Nei pazienti con emorragia da varici esofagee dovuta a cirrosi latente, la somministrazione di SANDOSTATINA in combinazione con specifici trattamenti (es.
terapia sclerosante) è associata ad un miglior controllo dell'emorragia e del precoce risanguinamento, ad una riduzione della necessità di trasfusione, e al miglioramento della sopravvivenza al 5° giorno.
Sebbene non sia completamente conosciuta la precisa modalità di azione di SANDOSTATINA, si può affermare che SANDOSTATINA riduce il flusso sanguigno splacnico attraverso l'inibizione degli ormoni vasoattivi (es.
VIP, glucagone).
Assorbimento - 7 - Dopo somministrazione sottocutanea, SANDOSTATINA è assorbita rapidamente e completamente; la massima concentrazione plasmatica viene raggiunta entro 30 minuti.
Distribuzione Il volume di distribuzione è di 0,27 l/kg e la clearance totale è di 160 ml/min.
Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 65%.
La quantità di SANDOSTATINA legata ai globuli rossi è trascurabile.
Eliminazione L'emivita di eliminazione dopo somministrazione sottocutanea è di 100 minuti.
Dopo somministrazione endovenosa l'eliminazione è bifasica, con emivita rispettivamente di 10 e 90 minuti.
La maggior parte del peptide è eliminata attraverso le feci, mentre approssimativamente il 32% è escreto immodificato attraverso le urine.
Speciali categorie di pazienti L'alterata funzionalità renale non ha influenzato l'esposizione totale ad octreotide (AUC) somministrato come iniezione sottocutanea.
La capacità di eliminazione potrebbe essere ridotta nei pazienti con cirrosi epatica, ma non nei pazienti con steatosi epatica.
Tossicità acuta La DL50, calcolata nel topo e nel ratto dopo somministrazione endovenosa, è risultata rispettivamente di 72 e 18 mg/kg; dopo somministrazione sottocutanea nel topo è pari a 470 mg/kg.
Octreotide acetato è ben tollerato dal cane trattato in bolo endovenoso con dosi fino a 1 mg/kg di peso corporeo.
Tossicità a dosi ripetute Uno studio di tossicità a 26 settimane nei cani, somministrando dosi di octreotide per via endovenosa fino a 0,5 mg/kg due volte al giorno, ha rivelato cambiamenti progressivi nelle cellule acidofile contenenti prolattina dell'ipofisi.
Ulteriori indagini hanno mostrato che questo cambiamento rientra in un range fisiologico, apparentemente senza una correlazione alla somatostatina di origine esogena.
Non ci sono state alterazioni significative delle concentrazioni plasmatiche degli ormoni.
Nelle femmine della scimmia Rhesus, dopo somministrazione della stessa dose di 0,5 mg/kg due volte al giorno per 3 settimane, non si sono manifestati cambiamenti a livello pituitario nè alterazioni delle concentrazioni basali plasmatiche dell'ormone della crescita, della prolattina o del glucosio.
Mentre il veicolo acido ha provocato nei ratti infiammazione e fibroplasia a seguito di somministrazioni sottocutanee ripetute, non vi è stata alcuna evidenza che octreotide acetato potesse causare reazioni ritardate di ipersensibilità nelle cavie alle quali era stata somministrata con iniezione intradermica una soluzione allo 0,1% in soluzione sterile salina al 0,9%.
Mutagenicità Octreotide ed i suoi metaboliti non sono risultati mutageni in vitro in test convalidati su linee cellulari batteriche e di mammifero.
L'aumentata frequenza di mutazioni cromosomiche osservata in cellule di Chinese hamster V79 in vitro si manifestava solo ad alte concentrazioni citotossiche.
Aberrazioni cromosomiche non sono comunque aumentate in linfociti umani incubati in vitro con octreotide acetato.
In vivo nessuna attività clastogena è stata osservata nel midollo osseo di topi trattati per via endovenosa con octreotide (test del micronucleo) e non si è notata alcuna evidenza di genotossicità nel topo maschio al test della riparazione del DNA su cellule spermatiche.
Le microsfere sono risultate prive di potenziale mutagenetico in un saggio batterico validato in vitro.
Cancerogenesi/tossicità cronica - 8 - Somministrando a ratti octreotide acetato, a dosi giornaliere fino a 1,25 mg/kg di peso corporeo, sono stati osservati fibrosarcomi, prevalentemente nei maschi, nel punto di iniezione sottocutanea dopo 52, 104 e 113/116 settimane.
La comparsa di tumori locali si è verificata anche nei ratti di controllo, e comunque lo sviluppo di questi tumori è stato attribuito all'alterata fibroplasia prodotta dagli effetti irritanti protratti nel tempo nel sito di iniezione, aumentati dal veicolo acido (acido lattico/mannitolo).
Questa reazione tissutale non specifica osservata nel ratto è da considerarsi verosimilmente specie-specifica.
Non sono state osservate lesioni neoplastiche nè nei topi trattati con iniezioni sottocutanee giornaliere di octreotide, a dosi fino a 2 mg/kg per 98 settimane, nè nei cani trattati con dosi giornaliere sottocutanee per 52 settimane.
Lo studio di carcinogenesi a 116 settimane nel ratto per via sottocutanea ha evidenziato anche la comparsa di adenocarcinomi dell'endometrio uterino, la cui incidenza diventava statisticamente significativa alla dose più alta di 1,25 mg/kg/die.
Questo dato era associato ad un aumento dell'incidenza di endometriti, ad una diminuzione del numero di corpi lutei ovarici, ad una riduzione degli adenomi mammari e alla presenza di una dilatazione delle ghiandole e del lume uterino, indicativi di uno stato di squilibrio ormonale.
Tutte le informazioni disponibili indicano chiaramente che la comparsa di tumori mediati dal sistema endocrino è specie-specifica e non rilevante per l'uso clinico.
Riproduzione Studi sulla fertilità come anche gli studi pre-, peri- e post-natali nelle femmine del ratto non hanno rivelato effetti avversi sull'attività riproduttiva e sullo sviluppo della prole, a dosi giornaliere sottocutanee fino a 1 mg/kg di peso corporeo.
Un ritardo della crescita fisiologica osservato nella nidiata è risultato transitorio e attribuibile ad un eccessivo effetto farmacodinamico sull'inibizione del GH.
In uno studio di tossicità a 52 settimane nei ratti è stata osservata, soprattutto nei maschi, la comparsa di sarcomi nel sito di iniezione sottocutanea solo alle dosi più alte (circa 40 volte la massima dose prevista per l'uomo).
In uno studio di tossicità a 52 settimane nei cani, non si sono verificate lesioni iperplastiche o neoplastiche nel sito di iniezione sottocutanea.
Non è stata segnalata la formazione di tumori nel sito di iniezione in pazienti trattati con SANDOSTATINA per un periodo fino a 15 anni.
Tutti i dati fino ad ora disponibili indicano che gli eventi nei ratti sono specie-specifici e non hanno un significato per l'uso nell'uomo.
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile Eccipienti:
acido lattico, mannitolo, sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili.
SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile Eccipienti:
acido lattico, fenolo, mannitolo, sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili.
Octreotide acetato non è stabile nelle soluzioni di nutrizione parenterale totale (NPT).
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile; SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile; SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile: 5 anni SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile: 4 anni - 9 -
Per lunghi periodi di conservazione sia le fiale che i flaconi devono essere tenuti ad una temperatura tra 2° e 8°C, al riparo dalla luce. Durante l'uso quotidiano è possibile la conservazione a temperatura ambiente per un periodo di 2 settimane. Flacone: non congelare.
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile: 5 fiale da 1 ml SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile: 5 fiale da 1 ml SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile: 3 fiale da 1 ml Fiale di vetro incolore SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile: 1 flacone da 5 ml flacone di vetro incolore, chiuso con tappo di gomma.
Nel caso di utilizzo dei flaconi è opportuno non effettuare più di 10 prelievi di farmaco dallo stesso flacone per evitare fenomeni di contaminazione.
Fiale:
trattasi di fiala con sistema di prerottura OPC (One Point Cut).
Per eseguire correttamente l'apertura delle fiale è necessario attenersi alle istruzioni riportate nel foglio illustrativo.
Novartis Farma S.p.A. Largo Umberto Boccioni, 1 - 21040 Origgio (VA)
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile A.I.C.
n.
027083017 SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile A.I.C.
n.
027083029 SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile A.I.C.
n.
027083031 SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile A.I.C.
n.
027083043
SANDOSTATINA 0,05 mg/ml soluzione iniettabile Prima autorizzazione: 02.05.1989 / Rinnovo: 01.06.2005 SANDOSTATINA 0,1 mg/ml soluzione iniettabile Prima autorizzazione: 02.05.1989 / Rinnovo: 01.06.2005 SANDOSTATINA 0,5 mg/ml soluzione iniettabile Prima autorizzazione: 02.05.1989 / Rinnovo: 01.06.2005 SANDOSTATINA 1 mg/5 ml soluzione iniettabile Prima autorizzazione: 02.05.1989 / Rinnovo: 01.06.2005
Giugno 2005 -
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