RABIPUR
- Dopo ricostituzione, una dose (1 ml) contiene:
Virus della rabbia* inattivato (ceppo Flury LEP) ≥2,5 UI *prodotto su cellule di embrione di pollo purificate Per gli eccipienti vedere la Sezione 6.1.
Polvere e solvente per soluzione iniettabile. Dopo la ricostituzione della polvere bianca liofila con il solvente limpido incolore si ottiene una soluzione limpida incolore.
Profilassi pre-esposizione (prima del possibile rischio di esposizione alla rabbia) Trattamento post-esposizione (dopo accertata o probabile esposizione alla rabbia) E’ necessario porre attenzione alle indicazioni nazionali e/o a quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di prevenzione della rabbia.
Posologia La dose intramuscolare
singola raccomandata
è di 1 ml a tutte le età.Quando possibile, secondo la
disponibilità di vaccino, si raccomanda
di usare vaccini
ottenuti dallo stesso tipo
di colture cellulari per tutta la durata
dell’immunizzazione
pre- o post-esposizione.
Comunque, nel trattamento
post-esposizione è di basilare
importanza seguire la schedula raccomandata,
anche dovendo far ricorso
a un vaccino ottenuto da colture
cellulari diverse. PROFILASSI PRE-ESPOSIZIONE Immunizzazione primaria In persone
non vaccinate precedentemente,
la profilassi pre-esposizione
consiste in tre dosi (da 1 mlciascuna) ai giorni: 0, 7, e 21 o 28- Dosi Di Richiamo Si deve accertare, in accordo alle raccomandazioni ufficiali, la
necessità
di controlli periodici delsiero per rilevare una presenza di anticorpi superiore a 0.5 UI/ml
(con il Rapid Focus-Fluorescent inhibition Test)
e l’opportunità di dosi di richiamo. Quelle che
seguono sono indicazioni generali: Il controllo ogni 6
mesi degli anticorpi
neutralizzanti è solitamente
raccomandato quando il rischiodi esposizione è alto (es.
personale di laboratorio che lavora con virus rabico) Le persone continuamente
esposte al rischio della rabbia (es.
veterinari e loro assistenti, personale delle riserve, cacciatori, ecc..) devonoeffettuare
il controllo serologico
almeno ogni 2 anni o a intervalli più
brevi, se necessario, a seconda del
livello di rischio valutato. Nei casi sopra
descritti, deve essere
somministrata una dose di richiamo se il
titolo anticorpale
è inferiore
a 0.5 UI/ml. In alternativa,
è possibile somministrare
dosi di richiamo agli intervalli
ufficialmente raccomandati,
senza effettuare prima
il test serologico,
a seconda del livello di rischio
valutato.
Sulla base dell’esperienza, dosi di richiamo
sono solitamente
necessarie ogni 2-5 anni. Rabipur può essere usato come vaccino di richiamo dopo una precedente
immunizzazione con vaccino rabico ottenuto
da cellule diploidi umane. TRATTAMENTO
POST-ESPOSIZIONE Il trattamento
post-esposizione deve iniziare prima
possibile dopo l’esposizione e deve essere accompagnato
da interventi localizzati
al sito di inoculo, tali da ridurre
il rischio
di infezione.Si consultino le indicazioni ufficiali in merito alle
misure
da prendere per prevenire l’instaurarsi
dell’infezione (vedi anche
sezione 4-4). Individui che hanno ricevuto in precedenza
una immunizzazione completa Per le categorie
di esposizione II e III dell’Organizzazione
Mondiale
della Sanità, e
per i casi incategoria
I dove la corretta
classificazione dell’esposizione
è incerta (vedi Tabella 1 più avanti), devono essere somministrate
due dosi (da 1 ml ciascuna) ai giorni
0 e 3- In base ad una valutazione caso per caso, può essere applicata la schedula A (vedi successiva Tabella 2) se l’ultima
dose di vaccino è stata somministrata
più di due anni prima.Tabella
1: Schedule di immunizzazione secondo
i differenti tipi
di esposizione
(OrganizzazioneMondiale della Sanità 2002)
| Categoria di esposizione | Tipo di contatto con animalerabido o sospetto tale, domestico o selvaggio, o animale che non è possibile tenere in osservazione(a) | Trattamento raccomandato |
| I | L’animale è stato toccato o alimentato Lambitura su cute integra Contatto con esche contaminate da animali, su cute integra | Nessuno, se è possibile raccogliere una storia attendibile Se la storia non è attendibile, effettuare il trattamento secondo la schedula A(vedi Tabella 2) |
| II | Morsicatura leggera su cute non integra Graffi o abrasioni superficiali senza sanguinamento Lambiture su cute non integra Contatto con esche contaminate da animali, su cute non integra | Somministrare immediatamente(b) il vaccino secondo la schedula A (vediTabella 2) In casi di incertezza e/o esposizione in aree ad alto rischio, effettuare il trattamento attivo e passivo descritto nella schedula B (vedi Tabella 2). (Vedi anche nota c) |
| III |
Ferite o graffi
transdermici singoli o multipli Contaminazione
delle mucose con saliva (es. lambiture) Contatto con esche contaminate da animali, su mucose o su ferite recenti della cute |
Somministrare immediatamente(b) il vaccino e le immunoglobuline secondola schedula A (vedi Tabella 2) (Vedi anche nota c) |
(a) L’esposizione a roditori,
conigli e lepri, spesso, se non sempre,
richiede un trattamentospecifico anti-rabbia. (b) Se un cane o un gatto apparentemente in buona salute vengono posti sotto osservazione, può essere giustificato
posticipare il trattamento
specifico (c) Interrompere il trattamento se l’animale
è un cane o un gatto e resta in
buona salute per un periodo di osservazione di 10 giorni
o se l’animale viene soppresso e risulta negativo alla rabbiadopo appropriate analisi di laboratorio.
Fatta eccezione per le specie animali
minacciate
o in via di estinzione, gli altri animali
domestici o selvaggi sospetti rabici dovrebbero essere soppressi e i loro tessuti esaminati usando appropriate tecniche di laboratorio. Individui non immunizzati o con
situazione immunitaria incerta A seconda della
categoria descritta
in Tabella 1 stabilita
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,per le
persone
non immunizzate e per coloro
che hanno ricevuto
meno di 3 dosi di
vaccino o chehanno ricevuto un vaccino ad attività
dubbia, può essere necessario il
trattamento secondo le schedule A o B
(vedi Tabella 2). Tabella 2: Trattamento
post-esposizione dei soggetti non
immunizzati o con situazione immunitaria incerta
| Schedula A E’ necessaria l’immunizzazione attiva dopo esposizione | Schedula B Sono necessarie l’immunizzazione attiva e passiva dopo esposizione |
|
Una iniezione intramuscolare
di Rabipur ai giorni: 0, 3, 7, 14, 28 (schedula da 5
dosi) oppure Una dose di Rabipur somministrata
nel muscolo deltoide del
braccio destro più una dose di Rabipur somministrata nel
muscolo deltoide
del braccio sinistro al giorno 0, e una dose somministrata nel
muscolo deltoide ai giorni 7
e21 (modello
2-1-1). Nei bambini piccoli il vaccino deve essere somministrato nella coscia. |
Somministrare
Rabipur secondo le
indicazioni della schedula A + 1 x 20 UI/Kg di peso corporeo
di immunoglobuline* umane
anti rabbia contemporaneamente
alla prima dose di Rabipur. Se non dovessero essere disponibili HRIG al momento della prima vaccinazione, questedevono essere somministrate entro 7 giorni dalla prima vaccinazione. |
* Seguire le istruzioni del produttore
per la somministrazione. Pazienti immunocompromessi
e pazienti a rischio particolarmente
elevato di contrarre la rabbia I pazienti immunocompromessi,
quelli che hanno
ferite multiple e/o ferite sulla testa
o altre aree adalta innervazione, quelli per i quali l’inizio del
trattamento
è stato ritardato, si raccomanda: per questi casi deve essere usato il
calendario di immunizzazione ai giorni
0, 3, 7, 14, 28 Due dosi di vaccino possono essere
somministrate al giorno
0.
Cioè, una dose di 1 ml
somministratanel
muscolo deltoide del braccio destro più una dose di 1 ml somministrata nel
muscolo deltoide del braccio
sinistro.
Nei bambini piccoli deve essere somministrata una dose nella regioneanterolaterale
di ciascuna coscia. I pazienti gravemente
immunocompromessi potrebbero
non sviluppare una risposta
immunologica a seguito della
vaccinazione anti-rabica.
Per questo,
l’immediato e appropriato trattamento
delleferite
a seguito dell’esposizione,
costituisce una
misura essenziale al fine di
prevenire il decesso.
In aggiunta, immunoglobuline anti-rabiche
devono essere somministrate a tutti i
pazienti immunocompromessi con ferite
che rientrano nella Categoria I e nella Categoria II. Nei pazienti
immunocompromessi, deve essere controllato il titolo di anticorpi
neutralizzanti
14giorni dopo la prima
iniezione.
Ai pazienti con titolo
anticorpale inferiore a 0,5 Unità
Internazionali per ml dovranno essere
somministrate contemporaneamente
altre due dosi di vaccino il prima
possibile.
Dovranno essere effettuati ulteriori controlli del titolo anticorpale
e, se necessario,dovranno essere somministrate
ulteriori dosi
di vaccino.In tutti i casi, la schedula vaccinale
deve essere
seguita esattamente, secondo le raccomandazioni, anche se il paziente si
presenta per il trattamento dopo che
è trascorso un considerevole lasso di tempo dal momento dell’esposizione. Modo di somministrazione Il vaccino deve essere iniettato per
via intramuscolare
nel muscolo
deltoide, o, nei bambini piccoli, nella regione
antero-laterale della coscia Non deve essere iniettato nella regione
glutea. Non somministrare
per via intravascolare (vedi Sezione 4-4)
Trattamento post-esposizione.
Non esistono controindicazioni alla vaccinazione in caso di trattamento post-esposizione.
Comunque, ai soggetti considerati a rischio di reazioni gravi di ipersensibilità deve essere somministrato, se disponibile, un vaccino rabico alternativo (vedi anche Sezione 4.4 in merito alle precedenti reazioni di ipersensibilità).
Profilassi pre-esposizione.
Rabipur non deve essere somministrato a soggetti con una storia precedente di gravi reazioni di ipersensibilità ad uno dei costituenti del vaccino.
Si noti che il vaccino contiene poligelina, tracce di neomicina, clorotetraciclina, anfotericina B e proteine di pollo (vedi anche Sezione 4.4) La vaccinazione deve essere differita in soggetti con malattie febbrili acute.
Infezioni minori non costituiscono controindicazione alla vaccinazione.
Come per tutti i vaccini, trattamenti medici appropriati devono essere immediatamente disponibili per l’uso, nella rara eventualità di reazione anafilattica al vaccino.
Una storia di allergia alle uova o di reazione positiva al test dermico dell’ovalbumina non indica necessariamente che il soggetto sarà allergico a Rabipur.
Comunque, ai soggetti che hanno una storia di gravi reazioni di ipersensibilità alle uova o ai prodotti che ne contengono, non dovrà essere somministrato il vaccino per la profilassi pre-esposizione.
Tali soggetti non dovranno ricevere il vaccino per il trattamento post-esposizione a meno che un vaccino alternativo adatto non sia disponibile, nel qual caso tutte le iniezioni dovranno essere effettuate sotto stretto controllo e in strutture attrezzate per il trattamento di emergenza.
Analogamente, ai soggetti che hanno una storia di gravi reazioni di ipersensibilità a uno qualunque degli altri componenti di Rabipur, come la poligelina (stabilizzante), o anfotericina B, clorotetraciclina, o neomicina (che potrebbero essere presenti come residui in tracce) non dovrà essere somministrato il vaccino per la profilassi pre-esposizione.
Tali soggetti non dovranno ricevere il vaccino per il trattamento post-esposizione a meno che un vaccino alternativo adatto non sia disponibile, nel qual caso devono essere prese tutte le precauzioni sopra descritte.
Non iniettare per via endovascolare Se il vaccino è stato inavvertitamente somministrato per via endovascolare, c’è il rischio di gravi reazioni avverse, incluso lo shock.
Dopo il contatto con animali che si sospettano portatori di rabbia, è essenziale seguire la seguente procedura (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità 1997):
Trattamento immmediato delle lesioni Per rimuovere il virus rabico, lavare immediatamente con sapone e sciacquare abbondantemente con acqua.
Poi disinfettare con alcool (70%) o con tintura di iodio.
Quando possibile, le ferite aperte non devono essere chiuse con suture, o suturate soltanto per assicurare l’apposizione.
Vaccinazione tetanica e somministrazione di immunoglobuline anti-rabbia Quando necessario, deve essere aggiunta una profilassi antitetanica.
Nei casi in cui è indicata anche l’immunizzazione passiva, nella ferita e attorno ad essa, se la sede anatomica lo consente, deve essere iniettata più possibile in profondità, una quantità di immunoglobuline umane anti-rabiche (HRIG) quanto più possibile vicina alla dose umana raccomandata.
La quantità rimanente di HRIG, deve essere iniettata per via intramuscolare in un’area distante dal sito di inoculo della vaccinazione, preferibilmente nel gluteo.
Per informazioni dettagliate, fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche o al Foglio Illustrativo delle HRIG.
I pazienti immunocompromessi, incluso quelli sottoposti a terapia immunosoppressiva, potrebbero non sviluppare una risposta adeguata alla vaccinazione.
Per questo si raccomanda di monitorare la risposta serologica di questi pazienti e di somministrare ulteriori dosi, se necessario (vedi Sezione 4.2.
per dettagli).
La somministrazione di immunoglobuline contro la rabbia può essere necessaria per la cura ma può attenuare gli effetti del vaccino somministrato in concomitanza.
Per questo, è importante che le immunoglobuline vengano somministrate solo una volta per il trattamento di ciascuna esposizione a rischio e unicamente secondo la dose consigliata.
Altri vaccini inattivati indispensabili possono essere somministrati contemporaneamente a Rabipur.
Vaccini iniettabili inattivati differenti devono essere somministrati in siti di iniezione separati.
Non sono stati riscontrati casi di lesioni attribuibili all’uso di Rabipur durante la gravidanza.
Non è noto se Rabipur penetri nel latte materno, non è stato identificato nessun rischio per il lattante.
Rabipur può essere somministrato a donne in gravidanza e in allattamento, quando è necessario il trattamento post-esposizione.
Il vaccino può anche esser usato durante la gravidanza e l’allattamento per la profilassi pre- esposizione se si valuta che il potenziale beneficio superi qualunque rischio possibile per il feto/bambino.
E’ improbabile che Rabipur abbia effetto sulla capacità di guidare e di usare macchinari.
Le reazioni avverse più comunemente
riportate negli studi clinici sono
dolore al sito di iniezione(30-85%, principalmente
dolore dovuto all’iniezione) o
indurimento al sito di iniezione
(15-35%).
Come per tutti i vaccini
iniettabili queste
reazioni sono solitamente di lieve
entità e scompaiono
nell’arco di 24- 48 ore dopo l’iniezione. In aggiunta,
i seguenti effetti
indesiderati
sono stati osservati
nel corso di studi clinici o durante il
periodo post-marketing:
| Classe Standard dei Sistemi diOrgani | Frequenza | Reazione avversa |
| Disturbi generali e condizione del sito di somministrazione | molto comuni > 1/10 | Dolore reazione o indurimento al sito di iniezione |
| comuni > 1/100, <1/10 | Astenia, malessere, febbre, stanchezza, sintomi simili all’influenza, eritema al sito di iniezione | |
| Disturbi cardiaci | rari >1/10-000, <1/1-000 | Reazioni circolatorie (come palpitazioni o vampate di calore) |
| Disturbi del sistema sanguigno e del sistema linfatico | comuni > 1/100, <1/10 | Linfoadenopatia |
| Disturbi dell’orecchio e del labirinto | molto rari <1/10-000 | Vertigini |
| Disturbi dell’occhio | rari >1/10-000, <1/1-000 | Disturbi visivi |
| Disturbi del sistema nervoso* | comuni > 1/100, <1/10 | Mal di testa |
| rari >1/10-000, <1/1-000 | Parestesia | |
| molto rari < 1/10-000 | Disturbi al sistema nervoso (come paralisi, Sindrome di Guillain-Barré ) | |
| Disturbi della cute | comuni > 1/100, <1/10 | Esantema |
| Disturbi del sistema immunitario | rari >1/10-000, <1/1-000 | Reazioni allergiche (come anafilassi, broncospasmo, edema, orticaria o prurito) |
| Disturbi del tessuto muscolo- scheletrico, e del tessuto connettivo | comuni > 1/100, <1/10 | Mialgia, artralgia |
| Disturbi gastrointestinali | comuni > 1/100, <1/10 | Disturbi gastrointestinali (come nausea o dolori addominali) |
* Statisticamente
non si hanno indicazioni di un aumento
nella frequenza di manifestazioni primarieo di attacchi
scatenanti
malattie autoimmuni
(es.
sclerosi
multipla)
a seguito della
vaccinazione.
Comunque, in alcuni
casi non può essere escluso con certezza assoluta che una vaccinazione
possa scatenare un episodio in pazienti predisposti
geneticamente.
Allo stato delle
attuali
conoscenze, levaccinazioni non
sono causa di malattie autoimmuni.
Non si conoscono casi di sovradosaggio.
Codice ATC:
J07B G01 Profilassi pre-esposizione In prove cliniche condotte con soggetti già immunizzati, quasi tutti hanno raggiunto il titolo anticorpale protettivo (≥ 0,5 UI/ml) entro il 28esimo giorno di una serie primaria di tre iniezioni di Rabipursomministrate secondo la schedula raccomandata per via intramuscolare.
Dal momento che il titolo anticorpale diminuisce lentamente, sono necessarie dosi di richiamo per mantenere livelli anticorpali superiori a 0,5 IU/ml.
Tuttavia, in prove cliniche, la persistenza di titoli anticorpali protettivi a 2 anni dall’immunizzazione con Rabipur, senza dosi di richiamo, si è rivelata del 100%.
In prove cliniche, una dose di richiamo di Rabipur ha indotto un incremento di 10 o più volte del Titolo Geometrico Medio (GMTs) al 30esimo giorno.
E’ stato anche dimostrato che individui precedentemente vaccinati con vaccino ottenuto da cellule diploidi umane (HDCV) hanno sviluppato una rapida risposta anamnestica dopo richiamo con Rabipur.
La persistenza, fino a 14 anni, dei titoli anticorpali è stata dimostrata in un numero limitato di soggetti (28).
Nonostante questo, la necessità e la cadenza dei richiami devono essere stabilite caso per caso, tenendo presente le indicazioni ufficiali (vedi anche sezione4.2) Trattamento post-esposizione In prove cliniche, Rabipur, se somministrato secondo la schedula raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 5 iniezioni intramuscolari di 1 ml (ai giorni 0, 3, 7, 14 e 28) ha indotto la formazione di anticorpi neutralizzanti (>0,5 UI/ml) nel 98% dei pazienti entro 14 giorni e nel 99.100% dei pazienti entro 28.38 giorni.
La concomitante somministrazione di immunoglobuline umane anti-rabiche (HRIG) o di immunoglobuline equine anti-rabiche (ERIG) con la prima dose di vaccino ha provocato una leggera diminuzione nei Titoli Medi Geometrici (GMTs).
Comunque, questo non è stato giudicato clinicamente rilevante.
Non applicabile
I dati preclinici che comprendono studi a singola dose, a dose ripetuta e di tolleranza locale, non hanno mostrato risultati inaspettati ne’ tossicità agli organi bersaglio.
Non sono stati effettuati studi sulla genotossicità e la tossicità riproduttiva.
Polvere: TRIS-(idrossimetil)-amminometano Cloruro di sodio Edetato bisodico (Titriplex III) Potassio-L-glutammato Polygelina Saccarosio Solvente: Acqua per preparazioni iniettabili
Non miscelare questo vaccino con altri prodotti medicinali.
4 anni
Conservare ad una temperatura compresa tra +2 e +8°C (in frigorifero).
Confezione contenente Polvere in flacone (vetro tipo I) con tappo (clorobutile) 1 ml di solvente per soluzioni in fiala (vetro tipo I) con o senza siringa monouso (polipropilene con stantuffo in gomma naturale)
Il vaccino deve essere controllato visivamente prima e dopo ricostituzione per l’eventuale presenza di particolato estraneo e/o cambiamenti nell’aspetto fisico.
Il vaccino non deve essere utilizzato nel caso in cui sia avvenuto un qualsiasi cambiamento dell’aspetto.
Per l’aspetto vedere la Sezione 3.
La polvere per la soluzione deve essere ricostituita utilizzando il solvente per soluzioni fornito, e agitato con cura prima dell’iniezione.
Il vaccino ricostituito deve essere usato immediatamente.
Il vaccino non utilizzato o i rifiuti da esso derivanti devono essere smaltiti in accordo alle disposizioni nazionali.
Chiron Behring GmbH & Co P.O.
Box 16 30 D-35006 Marburg Germania
Blister contenente polvere in flacone + solvente in fiala + siringa monouso AIC n.
035947011/M Blister contenente polvere in flacone + solvente in fiala AIC n.
035947023/M
-----
Luglio 2004.
-----
01/05/2003
|
|||||
Prontuariofarmaci. - Copyright © 2002-2010 - Tutti i diritti riservati. |