Raptiva 100 mg/ml polvere e solvente per soluzione iniettabile
Ciascun flaconcino contiene una quantità recuperabile di efalizumab pari a 125 mg.
Dalla ricostituzione con il solvente si ottiene una soluzione contenente 100 mg/ml di efalizumab.
Efalizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante prodotto da cellule Ovariche di Hamster Cinese (CHO) con tecniche di ingegneria genetica.
Efalizumab è un’immunoglobulina IgG1 kappa contenente sequenze della regione costante umana e sequenze della regione complementare murina determinante la catena leggera e pesante.
Eccipienti:
polisorbato 20 2,5 mg, istidina 3,55 mg, istidina cloridrato monoidrato 5,70 mg, saccarosio 102,7 mg.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Polvere e solvente per soluzione iniettabile.
La polvere si presenta come un agglomerato di colore da bianco a biancastro.
Il solvente è un liquido limpido incolore.
Il pH della soluzione ricostituita è 5,9 – 6,5.
Trattamento di pazienti adulti affetti da psoriasi cronica a placche da moderata a severa, che non rispondono o per i quali vi è una controindicazione o che sono intolleranti ad altre terapie sistemiche che includono ciclosporina, metotressato e PUVA (vedere paragrafo 5.1 – Efficacia Clinica).
Il trattamento con
Raptiva deve essere iniziato da un medico specialista in dermatologia. Somministrare inizialmente una dose singola di 0,7 mg/kg di peso corporeo
seguita successivamenteda iniezioni settimanali di 1,0 mg/kg di peso corporeo (la massima dose singola
non deve superare i200 mg
totali).
Il volume da iniettare deve essere calcolato come segue:
| Dose | Volume da iniettare per10 kg di peso corporeo |
| Dose singola iniziale: 0,7 mg/kg | 0,07 ml |
| Dosi successive: 1 mg/kg | 0,1 ml |
La durata della terapia è 12 settimane.
La terapia può proseguire soltanto nei
pazienti che hannorisposto al
trattamento (PGA buono o migliorato).Per una guida all’interruzione del trattamento, vedere paragrafo 4-4-Bambini e adolescenti (< 18 anni)L’uso di Raptiva non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni a causa
della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia. Uso negli anziani (³ 65 anni)Nei pazienti anziani il dosaggio e lo schema di somministrazione devono essere
gli stessi dei pazienti adulti (vedere anche paragrafo 4-4). Pazienti con compromissione della funzionalità renale o epaticaNon sono stati condotti studi su pazienti con compromissione della funzionalità
renale o epatica.
Raptiva deve essere usato con cautela in questo tipo di
pazienti. Modo di somministrazioneRaptiva va somministrato per via sottocutanea.
I siti d’iniezione devono variare
seguendo uno schemadi
rotazione.Per le istruzioni per l’uso vedere paragrafo 6-6- Dopo aver ricevuto un adeguato addestramento alla ricostituzione e alla tecnica
d’iniezione, i pazienti possono auto-iniettarsi Raptiva qualora il medico lo
ritenga appropriato.
Ipersensibilità a efalizumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Pazienti con anamnesi positiva per tumori maligni.
Pazienti con tubercolosi attiva ed altre infezioni gravi.
Pazienti che presentano quali uniche o predominanti forme specifiche di psoriasi quella guttata, eritrodermica o pustolosa.
Pazienti con immunodeficienze.
Effetti sul sistema immunitario a) Infezioni Raptiva è un immunosoppressore selettivo che altera la funzione dei linfociti T e può influenzare le difese dell’ospite contro le infezioni.
Ha la potenzialità di aumentare il rischio o la gravità di infezioni, ad esempio polmonite tubercolare, e riattivare infezioni croniche latenti.
I pazienti che sviluppano un’infezione durante il trattamento con Raptiva devono essere monitorati e, in rapporto alla gravità dell’infezione, devono interrompere la somministrazione di Raptiva.
Raptiva deve essere usato con cautela nei pazienti con storia di infezioni ricorrenti clinicamente significative.
b) Vaccinazioni Sono disponibili dati limitati sugli effetti della vaccinazione.
Neo-vaccinazioni somministrate durante il trattamento con Raptiva possono indurre livelli di anticorpi più bassi di quelli osservati nei soggetti non trattati, ma il significato clinico di ciò non è noto.
Durante la terapia con Raptiva, ai pazienti non devono essere somministrati, vaccini da batteri o virus vivi e vivi attenuati.
Il trattamento con Raptiva deve essere sospeso 8 settimane prima della vaccinazione, e può essere ripreso 2 settimane dopo la stessa (vedere paragrafo 4.5).
c) Tumori maligni e alterazioni linfoproliferative Non è ancora noto se Raptiva possa aumentare o meno il rischio di alterazioni linfoproliferative o altri tumori maligni in pazienti affetti da psoriasi.
La somministrazione di Raptiva deve essere interrotta nel caso in cui il paziente sviluppi un tumore maligno nel corso del trattamento (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
Raptiva non è stato studiato in combinazione con medicinali antipsoriasici sistemici immunosoppressivi.
Pertanto, non sono raccomandate terapie combinate con questi prodotti (vedere paragrafo 4.5).
Anemia emolitica immuno-mediata Nella sorveglianza post-marketing, sono stati riportati casi isolati di anemia emolitica grave durante il trattamento con Raptiva.
In queste circostanze Raptiva deve essere interrotto.
Trombocitopenia Durante il trattamento con Raptiva può verificarsi trombocitopenia che può essere associata a segni clinici quali ecchimosi, ematoma spontaneo o sanguinamento del tessuto mucocutaneo.
Se si manifestano tali eventi, si deve interrompere tempestivamente la somministrazione di efalizumab, si deve eseguire una conta piastrinica e si deve istituire immediatamente un appropriato trattamento sintomatico (vedere paragrafo 4.8).
Si raccomanda di eseguire la conta delle piastrine, sia all’inizio della terapia che periodicamente, durante il trattamento con Raptiva.
Si raccomanda di effettuare tali valutazioni più frequentemente all’inizio della terapia (ad es.
mensilmente), per poi diminuirne la frequenza nel corso della terapia (ad es.
ogni 3 mesi).
Poliradiculoneuropatia infiammatoria Casi di poliradiculoneuropatia infiammatoria sono stati osservati durante la sorveglianza post- marketing in pazienti che hanno assunto Raptiva (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti sono guariti dopo l’interruzione di Raptiva.
Pertanto il trattamento con Raptiva deve essere interrotto in caso di diagnosi di poliradiculoneuropatia infiammatoria.
Ipersensibilità e reazioni allergiche Come tutti i prodotti ricombinanti, Raptiva è potenzialmente immunogenico.
Di conseguenza, in caso di insorgenza di fenomeni di ipersensibilità grave o reazioni allergiche, il trattamento con Raptiva deve essere interrotto immediatamente ed iniziata una terapia appropriata (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
Artrite Casi di artrite sono stati osservati durante il trattamento o dopo l’interrruzione di Raptiva.
Si raccomanda di interrompere Raptiva se casi di artrite si osservano durante il trattamento.
Psoriasi Durante il trattamento con Raptiva, sono stati riscontrati casi di esacerbazione della psoriasi, inclusi i sottotipi pustolosa, eritrodermica e guttata (vedere paragrafo 4.8).
In tali casi, si raccomanda di interrompere il trattamento con Raptiva.
L’interruzione improvvisa del trattamento può causare la ricorrenza o l’esacerbazione della psoriasi a placche, nonché delle forme di psoriasi eritrodermica e pustolosa.
Interruzione I pazienti che interrompono il trattamento con Raptiva devono essere tenuti sotto stretta osservazione.
Nel caso di ricorrenza o esacerbazione della patologia, il medico curante deve istituire il trattamento della psoriasi più appropriato, in base alle necessità.
Nel caso sia indicata la ripresa del trattamento con Raptiva devono essere seguite le stesse istruzioni fornite in “Posologia e Modo di somministrazione”.
La ripresa del trattamento può essere associata ad una risposta inferiore o inadeguata a Raptiva rispetto ai periodi di trattamento precedenti.
La terapia può essere continuata soltanto nei pazienti che rispondono adeguatamente al trattamento.
Speciali popolazioni di pazienti Non sono state osservate differenze in termini di sicurezza o efficacia tra pazienti anziani ( 65 anni) e pazienti più giovani.
Poiché si osserva una più elevata incidenza di infezioni nella popolazione di pazienti anziani in generale, deve essere usata cautela nel trattamento di pazienti in questa fascia di età.
Raptiva non è stato studiato in pazienti con compromissione della funzionalità renale o epatica e deve pertanto essere usato con cautela in tali pazienti.
Vedere paragrafo 4.8 per gli effetti sulla funzionalità epatica.
Non sono stati effettuati studi formali sulle interazioni tra Raptiva e altri farmaci.
Sono disponibili dati limitati sugli effetti della vaccinazione in pazienti che ricevono Raptiva.
In uno studio di 66 pazienti con psoriasi a placche moderata, è stata valutata la risposta immune durante e dopo il trattamento con Raptiva.
In seguito alla vaccinazione di richiamo con il tossoide tetanico (antigene di richiamo), la capacità di aumentare la risposta immune al tossoide tetanico è stata mantenuta in quei pazienti sottoposti al trattamento con Raptiva.
Dopo 35 giorni di trattamento con Raptiva, la proporzione di soggetti trattati con efalizumab con test cutaneo di reazione alla Candida positivo era significativamente ridotta rispetto al gruppo trattato con placebo.
La risposta anticorpale ad un neo-antigene sperimentale ( X174) è stata ridotta durante la terapia con Raptiva, ma iniziava a normalizzarsi 6 settimane dopo l’interruzione della terapia con Raptiva e senza dimostrazione di induzione di tolleranza.
Un vaccino pneumococcico somministrato 6 settimane dopo l’interruzione con Raptiva dava risultati normali.
Neo-vaccinazioni somministrate durante il trattamento con Raptiva possono indurre livelli di anticorpi più bassi che nei soggetti non trattati, ma il significato clinico di ciò non è conosciuto.
Ai pazienti non devono essere somministrati vaccini, da batteri o virus vivi e vivi attenuati durante il trattamento con Raptiva (vedere paragrafo 4.4.) Sulla base del meccanismo d’azione di efalizumab, i suoi effetti sul sistema immunitario possono essere potenziati da farmaci immunosoppressivi sistemici comunemente utilizzati per il trattamento della psoriasi (vedere paragrafo 4.4).
Raptiva è stato utilizzato in associazione con corticosteroidi topici in pazienti affetti da psoriasi senza mostrare né effetti sfavorevoli né alcun significativo effetto benefico della terapia combinata rispetto alla monoterapia con efalizumab.
Gravidanza In generale, è noto che le immunoglobuline attraversano la barriera placentare.
Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di efalizumab in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali indicano una compromissione della funzione immunitaria della prole (vedere paragrafo 5.3).
Le donne in gravidanza non devono essere trattate con Raptiva.
Le donne in età fertile devono adottare appropriate misure contraccettive durante il trattamento.
Allattamento Non è stata studiata l’escrezione di efalizumab nel latte materno, ci si aspetta tuttavia che le immunoglobuline siano escrete nel latte materno.
Inoltre, è stata dimostrata l’escrezione di un anticorpo analogo a efalizumab nel latte di topi.
Le donne non devono allattare durante il trattamento con Raptiva.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
In base al meccanismo d’azione farmacologico di efalizumab, non ci si aspetta che l’uso di Raptiva possa influire sulla capacità del paziente di guidare veicoli e usare macchinari.
Le reazioni avverse da farmaci (Adverse Drug Reactions - ADR)
sintomatiche, più frequentemente osservate durante la terapia con Raptiva, sono
state sintomi simil-influenzali acuti, di severità da lievea moderata e dose-correlati, quali mal di testa, febbre, brividi, nausea e
mialgia.
In ampi studi clinici controllati con placebo, queste reazioni sono
state osservate in circa il 41% dei pazienti trattati con Raptiva e nel 24% dei
pazienti trattati con placebo, nell’arco di 12 settimane di trattamento.
Dopo
l’inizio della terapia, queste reazioni sono state generalmente meno frequenti e
si sono verificate inpercentuali analoghe a quelle osservate nel gruppo del placebo dalla terza
iniezione settimanale in poi.Anticorpi contro efalizumab
sono stati rilevati soltanto nel 6% dei pazienti.
In questo esiguo numero di
pazienti non sono state riscontrate differenze in termini di farmacocinetica,
farmacodinamica, eventi avversi clinicamente significativi o efficacia clinica. Gli eventi avversi (Preferred Terms) nella popolazione globale clinicamente
studiata con Raptiva sonodi
seguito elencati in ordine di frequenza di insorgenza e secondo la base dati
MedDRA di classificazione organo-sistemica.
All’interno di ciascuna classe di
frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di
gravità.
| Classificazione persistemi e organi | Moltocomune(≥1/10) | Comune(≥1/100,<1/10) | Noncomune(≥1/1-000,<1/100) | Raro(≥1/10-000, <1/1-000) | Molto raro(<1/10-000) | Non noto |
| Infezioni edinfestazioni | Meningiteasettica* Infezioni gravi* | |||||
| Patologie delsistema emolinfopoietico | Leucocitosi elinfocitosi | Tromboci-topenia | Anemiaemolitica immuno mediata* | |||
| Disturbi del sistemaimmunitario | Reazionidi ipersensibi-lità | |||||
| Patologie delsistema nervoso | Paralisifacciale (paralisi di Bell) | Poliradiculo-neuropatia infiammatoria* | ||||
| Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche | Polmoniteinterstiziale* | |||||
| Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo | Psoriasi | Orticaria | Eritemamultiforme* | |||
| Patologie delsistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | ArtralgiaArtrite/Art ri-te psoriasica (esacerbazi one/eritema) | |||||
| Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Sintomi simil-influenzali incluso febbre, mal di testa, brividi, nausea e mialgia | Dolore allaschiena, astenia | Reazioninel sito dell’iniezi one | |||
| Esami diagnostici | Aumentodella fosfatasi alcalina Aumento dell’ALT |
*Eventi identificati durante la
sorveglianza post-marketing.Il profilo di sicurezza nella
popolazione target, come definita nel paragrafo 4-1, è simile al profilo di
sicurezza nella popolazione complessivamente trattata durante lo sviluppo
clinico di Raptiva come sopra descritto. L’analisi condotta sull’uso a lungo termine di Raptiva, su di una coorte di 158
pazienti affetti da psoriasi da moderata a severa, trattati con 1mg/kg/settimana
per 108 settimane, non ha mostrato differenze significative nella frequenza di
eventi avversi rispetto alle 12 settimane di esposizione aRaptiva.
Nella popolazione oggetto dell’indicazione non sono disponibili dati di
sicurezza oltre le 12settimane. Informazioni aggiuntive Leucocitosi e linfocitosi: nell’ambito di ampi studi clinici controllati
con placebo, una percentualecompresa tra il 40 e il 50% dei pazienti ha sviluppato una linfocitosi
asintomatica prolungata, durantela terapia con Raptiva.
Tutti i valori erano compresi tra le 2,5 e le 3,5 volte
il limite superiore deivalori
normali ULN (Upper Limit of Normal).
La conta dei linfociti è ritornata al
valore basale dopo l’interruzione della terapia.
In una percentuale molto
piccola di pazienti è stato osservato un lieve aumento della conta assoluta dei
neutrofili e della conta degli eosinofili. Trombocitopenia: nel database combinato di sicurezza relativo a 3291
pazienti trattati con Raptiva,sono stati rilevati nove episodi (0,3%) di trombocitopenia che hanno riportato
meno di 52-000 celluleper ml.
Quattro di questi pazienti hanno manifestato segni clinici di
trombocitopenia.
In base ai valori disponibili di conta piastrinica, la
diminuzione delle piastrine si era manifestata in 5 pazienti tra l’8a ela 12a settimana dopo la prima dose di Raptiva, manifestandosi più tardi negli
altri pazienti.
In unpaziente la trombocitopenia si è manifestata 3 settimane dopo l’interruzione del
trattamento.
I nadir della conta piastrinica si osservavano tra la 12a e la 72a
settimana dopo la somministrazione dellaprima dose di Raptiva (vedere paragrafo 4-4). Psoriasi: Nelle prime 12 settimane di trattamento negli studi controllati
con placebo, il tasso di eventi avversi di psoriasi è stato del 3,2% nei
pazienti trattati con Raptiva e dell’1,4% nei pazienti trattati con placebo.
Fra
i 3291 pazienti presenti nel database combinato di sicurezza, 39 hanno
presentato una psoriasi eritrodermica o pustolosa (1,2%).
Diciassette di questi
eventi si sono verificati dopo la sospensione del Raptiva, mentre 22 sono
comparsi in corso di trattamento.
La maggior parte deglieventi che si sono osservati durante il trattamento (16/22) si è manifestata nei
pazienti che non rispondevano al Raptiva.
I casi avvenuti successivamente
all’interruzione del trattamento sono stati riscontrati sia nei pazienti che
rispondevano che in quelli non rispondenti alla terapia con Raptiva. Artrite /Artrite psoriasica: nelle prime 12 settimane di trattamento
negli studi controllati con placebo, sono state osservate, nell’1,8% di pazienti
trattati con Raptiva e di quelli trattati con placebo, artrite ed esacerbazione
o riacutizzazione dell’artrite.
In questi studi, l’incidenza di altri tipi di
eventi avversiartrite-correlati
erano simili tra i gruppi del Raptiva e del placebo. Sintomi simil-influenzali: in ampi studi clinici controllati con placebo,
circa il 20% dei pazienti in più rispetto al gruppo placebo ha riportato sintomi
simil-influenzali incluso mal di testa, brividi, febbre, nausea e mialgia.
La
percentuale di pazienti che hanno riportato sintomi simil-influenzali è stata
maggiore dopo la prima iniezione e si è ridotta di oltre il 50% con la seconda.
Tali sintomi si sono successivamente ridotti a una percentuale simile a quella
dei pazienti trattati con placebo.
Il mal ditesta è stato il sintomo simil-influenzale più frequente.
Nessuno di tali eventi
è stato considerato come grave e meno del 5% come severo.
In generale, meno
dell’1% dei pazienti ha interrotto la terapia acausa di sintomi simil-influenzali. Ipersensibilità e
disordini allergici: in ampi studi clinici controllati con placebo, la
percentuale dei pazienti che hanno manifestato eventi avversi riconducibili a
ipersensibilità, quali orticaria, rash e reazioni allergiche, è stata lievemente
superiore nel gruppo Raptiva (8%) rispetto a quello del placebo (7%) (vedere
paragrafo 4-4).Aumento della fosfatasi
alcalina: in ampi studi clinici controllati con placebo, circa il 4,5% dei
pazienti ha sviluppato durante la terapia con Raptiva un aumento prolungato
della fosfatasi alcalina rispetto all’1% riscontrato nei pazienti trattati con
placebo.
Tutti i valori erano compresi tra 1,5 e 3 volte il limite superiore dei
valori normali (ULN) e sono tornati ai livelli basali dopo l’interruzione della
terapia. Aumento dell’ALT: durante la terapia con Raptiva, circa il 5,7% dei
pazienti ha sviluppato unaumento dei livelli di ALT rispetto al 3,5% dei soggetti trattati con placebo.
Tutti gli eventi sono stati asintomatici e i valori superiori a 2,5 volte l’ULN
non erano più frequenti nel gruppo del Raptivarispetto a quello del placebo.
Tutti i valori sono tornati ai livelli basali con
l’interruzione della terapia. Infezioni: altre terapie che alterano la funzione dei linfociti T sono
state associate a un aumento del rischio di sviluppare infezioni gravi.
In studi
clinici controllati con placebo, la percentuale di infezioniriscontrata nei pazienti trattati con Raptiva è stata di circa il 27,3% rispetto
al 24% di quelli trattati con placebo.
Nella popolazione oggetto
dell’indicazione arruolata nello studio IMP24011, il tasso diinfezioni riscontrato nei pazienti trattati con Raptiva è stato di circa il
25,7% rispetto al 22,3% dei pazienti trattati con placebo.
Sia negli studi
controllati che non controllati, il tasso di incidenzacomplessivo di ospedalizzazione per infezioni è stato di 1,6 per 100
anni-paziente per i soggetti trattati con Raptiva e di 1,2 per 100 anni-paziente
per quelli trattati con placebo.
Le infezioni gravi piùfrequenti sono state polmonite, cellulite, infezioni non altrimenti specificate
e sepsi (vedere paragrafo4.4) Reazioni avverse per classe Neoplasie benigne e maligne: un più elevato tasso di tumori maligni è
stato associato a terapie cheinfluiscono sul sistema immunitario.
In studi clinici controllati con placebo,
il tasso di incidenza complessivo di tumore maligno (la maggior parte dei quali
rappresentata da tumori cutanei diversi dal melanoma) sono state simili nei
pazienti trattati con Raptiva e in quelli trattati con placebo.
Inoltre,
l’incidenza di tumori specifici nei pazienti in trattamento con Raptiva si è
dimostrata in linea conquella
osservata nelle popolazioni psoriasiche di controllo. Fra i pazienti affetti da psoriasi trattati con Raptiva a qualsiasi dose, il
tasso di incidenza complessivodi qualsiasi tipo di tumore maligno è stato dell’1,7 per 100 anni-paziente nei
soggetti trattati con Raptiva rispetto all’1,6 per 100 anni-paziente in quelli
trattati con placebo.
L’esperienza con Raptiva non ha mostrato un’evidenza di
rischio di sviluppo di tumori maligni superiore a quella attesa nella
popolazione affetta da psoriasi (vedere paragrafo 4-4). Poliradiculoneuropatia
infiammatoria: sono stati osservati casi isolati durante la sorveglianza
post- marketing (vedere paragrafo 4-4).
In uno studio clinico in cui i soggetti sono stati esposti a dosi più elevate di efalizumab (fino a 10 mg/kg per via endovenosa), un soggetto trattato con 3 mg/kg per via endovenosa ha manifestato ipertensione, brividi e febbre nel giorno di somministrazione del farmaco, tali da richiedere il ricovero ospedaliero.
Un altro soggetto, a seguito del trattamento con una dose di 10 mg/kg di efalizumab per via endovenosa, ha accusato vomito grave tale da richiedere anch’esso il ricovero ospedaliero.
Entrambi gli eventi si sono completamente risolti senza conseguenze.
La somministrazione di dosi fino a 4 mg/kg/settimana, per via sottocutanea per un periodo di 10 settimane, non ha provocato effetti tossici.
In caso di sovradosaggio di Raptiva, non sono noti antidoti o trattamenti specifici se non la sospensione del trattamento e l’osservazione del paziente.
In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare sotto stretto controllo medico il paziente ed iniziare immediatamente un appropriato trattamento sintomatico.
Categoria farmacoterapeutica: sostanze ad azione immunosoppressiva selettiva,
codice ATC: L04AA21 Meccanismo d’azioneEfalizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante che si lega
specificatamente alla subunità CD11a dell’LFA-1 (Lymphocyte Function-associated
Antigen-1), una proteina di adesione della superficie delle cellule
leucocitarie. Attraverso tale
meccanismo, efalizumab inibisce il legame tra LFA-1 e ICAM-1 interferendo con
l’adesione dei linfociti T ad altri tipi di cellule.
LFA-1 è presente sui
linfociti T attivati e ICAM-1 è sovra-espresso nelle cellule endoteliali e nei
cheratinociti delle placche psoriasiche.
Impedendo il legame LFA-1/ICAM,
l’efalizumab può alleviare i segni e i sintomi della psoriasi mediante
l’inibizione di diverse fasi della cascata immunologica. Effetti farmacodinamiciNegli studi in cui è stata utilizzata una dose iniziale di 0,7 mg/kg, seguita da
11 dosi settimanali di1,0 mg/kg, efalizumab ha ridotto in misura massima l’espressione di CD11a sui
linfociti T circolanti a circa il 15-30% dei valori basali precedenti la
somministrazione, e ha saturato CD11a fino a un valore<5% dei siti di legame di CD11a disponibili al basale.
Il massimo effetto è
stato osservato tra le 24 e le48 ore dopo la prima dose e si è mantenuto tale tra una somministrazione
settimanale e l’altra.I livelli di CD11a sono
rientrati in un range di ±25% dei valori di base, nelle 5-8 settimane successive
alla somministrazione della 12a ed ultima dose di 1,0 mg/kg/settimana di
efalizumab. Un altro marker
farmacodinamico legato al meccanismo d’azione di efalizumab, è stato
l’incremento delle conte assolute dei leucociti circolanti osservato durante il
trattamento con il farmaco.Gli incrementi delle conte assolute si sono manifestati entro 24 ore dalla
somministrazione della prima dose, si sono mantenuti elevati con le
somministrazioni settimanali, ritornando al basale dopo la sospensione del
trattamento.
Il massimo incremento si è verificato nella conta assoluta dei
linfociti circolanti.
Negli studi clinici, le conte leucocitarie medie dei
soggetti che hanno ricevuto1,0
mg/kg/settimana di Raptiva sono approssimativamente raddoppiate rispetto al
basale.L’incremento ha compreso linfociti T CD4, linfociti T CD8, linfociti B e cellule
natural killer (NK), sebbene le cellule NK e le cellule CD4 abbiano mostrato un
aumento più contenuto rispetto ad altri tipidi cellule.
Alla dose di 1,0 mg/kg/settimana di efalizumab, somministrato per
via sottocutanea, i livellidei
linfociti sono tornati entro il 10% del basale nelle 8 settimane successive
all’ultimo trattamento. Efficacia clinicaL’efficacia di Raptiva verso altre terapie sistemiche in pazienti affetti da
psoriasi da moderata a severa non è stata valutata in studi di confronto
diretto.
I risultati attualmente disponibili su Raptiva verso placebo indicano
in questi pazienti una modesta efficacia di Raptiva (in termini di risposta PASI
75) (vedere Tabella 2).
Sulla base dei dati generati nel corso dello sviluppo
clinico (vedere Tabella 1) euna limitata esperienza a lungo termine, l’uso di Raptiva è raccomandato nei
pazienti definiti al paragrafo 4-1- Si definisce mancata risposta a precedenti terapie sistemiche una risposta
insufficiente (PASI < 50 oppure PGA inferiore a buono) oppure un
peggioramento della patologia durante il trattamento nei pazienti nei quali sia
stata utilizzata una dose adeguata per un periodo sufficiente di tempo da
permettere la valutazione della risposta almeno a ciascuna delle 3 maggiori
terapie sistemiche disponibili. La sicurezza e l’efficacia di Raptiva in pazienti affetti da psoriasi a placche
da moderata a severa, sono state dimostrate in cinque studi randomizzati, in
doppio cieco, placebo-controllati alla doseraccomandata (n=1742).
Non vi sono dati comparativi sul Raptiva verso altre
terapie sistemiche per la psoriasi.
Lo studio più ampio IMP24011 (n=793) ha
incluso pazienti (n="5"26) i quali non eranocontrollati da – oppure che presentavano controindicazioni a – oppure erano
intolleranti a – due o più terapie sistemiche, valutati in base all’anamnesi dei
pazienti relativa ai precedenti trattamenti per la psoriasi.
In tutti gli studi,
l’obiettivo primario era rappresentato dalla percentuale di pazienti con un
miglioramento ³ 75% del punteggio PASI - Psoriasis Area and Severity Index
(una risposta PASI 75) rispetto al basale, misurato la settimana successiva ad
un ciclo di trattamento di 12 settimane.
Gli obiettivi secondari comprendevano:
la percentuale di soggetti che avevano raggiunto un punteggio di “lesioni
minime” o “scomparsa delle lesioni” su una valutazione globale statica da parte
del medico, l’Overall Lesion Severity (OLS), la proporzione di pazienti
con un miglioramento ³ 50% delpunteggio PASI (una risposta PASI 50) rispetto al basale dopo 12 settimane di
trattamento, il tempo impiegato per raggiungere il miglioramento percentuale
medio del PASI rispetto al basale, il miglioramento mostrato nel Dermatology
Life Quality Index (DLQI), nel Psoriasis SymptomAssessment (PSA), nella valutazione globale del Physician’s Global
Assessment (PGA), la variazione della componente “spessore” del PASI e la
modifica dell’area della superficie corporea interessata. In tutti e cinque gli
studi, i pazienti randomizzati al gruppo trattato con Raptiva hanno conseguito
nell’obiettivo primario, delle risposte migliori statisticamente significative
rispetto al placebo.
Gli stessi risultati sono stati confermati in pazienti non
idonei ad altre terapie sistemiche (studio IMP24011) (vedere Tabella 1
sottostante).
| Tabella 1Obiettivo primario: Percentuale di soggetti con miglioramento ≥75% nell’indice PASI dopo12 settimane di trattamento (PASI 75) | |||
| Efalizumab a | |||
| Popolazione di pazienti IMP24011 | Placebo | 1,0 mg/kg/settimana | Effetto deltrattamento[95% CI] |
| Tutti i pazienti | 4%(n="2"64) | 31% (n="5"29) b | 27%[22%; 32%] |
| Pazienti non controllati da o chepresentano controindicazioni o sono intolleranti a due o più terapie sistemiche* | 3%(n=184) | 30% (n="3"42) b | 27%[21%; 32%] |
| ai valori p hanno posto a confronto efalizumab e il placebo utilizzando una regressionelogistica che includeva come covariate: il punteggio PASI basale, il precedente trattamento per la psoriasi e la regione geografica di provenienza.bp<0,001.* valutati in base all’anamnesi dei pazienti relativa ai trattamenti per la psoriasi. | |||
In tutti e cinque gli studi, i pazienti randomizzati al gruppo trattato con Raptiva hanno raggiunto sia nell’obiettivo primario (risposta PASI 75) che in tutti gli obiettivi secondari di efficacia (vedere Tabella 2 sottostante), delle risposte migliori statisticamente significative rispetto al placebo.
| Tabella 2Obiettivo primario: Percentuale di soggetti con miglioramento≥75% dell’indice PASI dopo 12 settimane di trattamento (PASI75) | |||
| Efalizumab a | |||
| Studio | Placebo | 1,0 mg/kg/sett | Effetto deltrattamento[95% CI] |
| ACD2390g* | 4%(n=187) | 27% (n="3"69) b | 22%[16%; 29%] |
| ACD2058g | 2%(n=170) | 39% (n=162) b | 37%[28%; 46%] |
| ACD2059g* | 5%(n=122) | 22% (n="2"32) b | 17%[9%; 27%] |
| ACD2600g* | 3%(n="2"36) | 24% (n="4"50) b | 21%[15%, 27%] |
| IMP24011* | 4%(n="2"64) | 31% (n="5"29) b | 27%[22%, 32%] |
| a IMP24011: i valori p hanno confrontato efalizumab conplacebo utilizzando la regressione logistica che ha incluso come covariate il valore basale del PASI, il trattamento precedente per la psoriasi e la regione geografica.Altri studi: i valori p hanno confrontato ciascun gruppo trattato con efalizumab con il placebo utilizzando il test esatto di Fisher all’interno di ciascun studio.bp<0,001.* efalizumab utilizzato in questo studio è prodotto daGenentech | |||
Il tempo di ricaduta (³50% perdita del miglioramento) è stato valutato nello
studio ACD2058g per ipazienti che sono stati classificati come rispondenti alla terapia (responder
- miglioramento ³75% delPASI) dopo 12 settimane di trattamento.
Il valore della mediana del tempo di
ricaduta tra i pazienti PASI responder era compreso tra 59 e 74 giorni
dopo l’ultima somministrazione di Raptiva, nel periodo iniziale di trattamento.
| Tabella 3Riassunto dell’esposizione totale dei pazienti nel corso degli studi clinici | ||||
| Durata completa deltrattamento | 24settimane | 48settimane | 96settimane | 108settimane |
| Numero di pazienti | 1053 | 221 | 171 | 158 |
Dati a lungo termine fino a 108
settimane sono stati ottenuti in uno studio non controllato su 158pazienti affetti da psoriasi da
moderata a severa (ACD2243g) (vedi Tabella 3 sopra riportata).
Circa il72% dei pazienti (122 su 170)
nella coorte era costituito da pazienti PASI 75 responder.
Quando tutti i
pazienti del gruppo in terapia di mantenimento che hanno abbandonato lo studio
come non responder,la percentuale di pazienti PASI
75 responder, è stata del 42% (122 su 290 pazienti).
Assorbimento:
A seguito della somministrazione sottocutanea di efalizumab, i picchi di concentrazione plasmatica sono raggiunti dopo 1.2 giorni.
Un confronto con i dati relativi alla somministrazione per via endovenosa ha indicato una biodisponibilità media di circa il 50% alla dose raccomandata di 1,0 mg/kg/settimana per via sottocutanea.
Distribuzione:
Lo stato stazionario è stato raggiunto alla 4a settimana.
Alla dose di 1 mg/kg/settimana (con una dose iniziale di 0,7 mg/kg la prima settimana), i valori plasmatici medi di efalizumab sono stati di 11,1±7,9 µg/ml.
I valori del volume di distribuzione del comparto centrale, dopo singola somministrazione endovenosa, sono state di 110 ml/kg alla dose di 0,03 mg/kg e di 58 ml/kg alla dose di 10 mg/kg.
Biotrasformazione:
Il metabolismo di efalizumab avviene attraverso un processo di internalizzazione, seguito da degradazione intracellulare come conseguenza del legame con CD11a sulla superficie della cellula, o per endocitosi.
I prodotti di degradazione attesi sono piccoli peptidi e singoli aminoacidi che vengono eliminati mediante filtrazione glomerulare.
Gli enzimi del citocromo P450 così come le reazioni di coniugazione, non sono coinvolte nel metabolismo di efalizumab.
Eliminazione:
Efalizumab viene eliminato mediante un processo saturabile non lineare (dose dipendente).
La clearance media allo stato stazionario è di 24 ml/kg/giorno (range compreso tra 5 e 76 ml/kg/giorno) alla dose di 1 mg/kg/ settimana per via sottocutanea.
L’emivita di eliminazione alla dose di 1 mg/kg/ settimana somministrato per via sottocutanea, è stata di circa 5,5.10,5 giorni.
Il Tend allo stato stazionario è di 25 giorni (range di 13.35 giorni).
Il peso corporeo rappresenta la covariata più significativa che influisce sulla clearance dell’efalizumab.
Non-linearità:
Efalizumab mostra caratteristiche di farmacocinetica non lineari dose-dipendenti che possono essere spiegate attraverso il suo legame specifico saturabile ai recettori cellulari di superfice CD11a.
Apparentemente, la clearance di efalizumab mediata dai recettori raggiunge la saturazione a concentrazioni plasmatiche di efalizumab superiori a 1 g/ml.
L’analisi della popolazione su cui sono stati condotti gli studi di farmacocinetica, ha mostrato che il peso corporeo influisce sulla clearance di efalizumab.
Covariate quali il valore basale del PASI, la conta linfocitaria al basale e l’età, hanno avuto effetti modesti sulla clearance; il sesso e l’origine etnica non hanno avuto alcun effetto.
La farmacocinetica dell’efalizumab non è stata studiata nei pazienti pediatrici.
Non è stato studiato l’effetto dell’alterazione della funzionalità renale o epatica sulla farmacocinetica di efalizumab.
Anticorpi all’efalizumab sono stati rilevati soltanto nel 6% dei pazienti valutati.
In questo esiguo numero di pazienti non sono state osservate differenze nei parametri farmacodinamici o farmacocinetici.
Efalizumab non mostra reazioni crociate con CD11a di specie diverse da quelle umana e scimpanzè.
Pertanto i dati pre-clinici di sicurezza convenzionali con il medicinale sono limitati e non consentono una valutazione sulla sicurezza globale.
Effetti inibitori sono stati osservati sulle risposte immunitarie dipendenti dalle cellule T e umorali.
Nei topi neonati trattati con un anticorpo analogo a efalizumab, si è osservata una diminuzione dell’immunità dipendente dalle cellule T fino ad almeno 11 settimane di età.
Soltanto a 25 settimane di età questa diminuzione ha perso la significatività.
Per il resto, gli effetti osservati nell’ambito di studi non-clinici possono essere correlati alla farmacologia dell’efalizumab.
In uno studio di 6 mesi condotto su topi Wild Tipe p53+/+, non sono stati osservati linfomi dopo 6 mesi di trattamento con un anticorpo analogo a efalizumab.
Non sono stati osservati effetti teratogeni nei topi in fase di organogenesi.
Polvere per soluzione iniettabile: Polisorbato 20 Istidina Istidina cloridrato monoidrato Saccarosio Solvente: Acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di compatibilità, il medicinale non deve essere utilizzato con altri prodotti medicinali.
3 anni. Si raccomanda l’uso immediato del prodotto dopo la ricostituzione (vedere anche paragrafo 6.4).
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo la prima apertura e la ricostituzione.
Se il prodotto non viene utilizzato immediatamente, l’utilizzatore è responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione prima dell’uso che di norma non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2 - 8°C, a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
La stabilità fisico-chimica del prodotto ricostituito è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 2 - 8°C.
Polvere: Flaconcino in vetro incolore di tipo I con tappo di gomma butilica, chiusura con sigillo in alluminio e tappo di plastica tipo flip-off. Solvente: Siringa pre-riempita in vetro di tipo I. Raptiva è disponibile nelle seguenti confezioni: 1 flaconcino di polvere, 1 siringa pre-riempita di solvente, 1 ago per la ricostituzione e 1 ago per l’iniezione. 4 flaconcini di polvere, 4 siringhe pre-riempite di solvente, 4 aghi per la ricostituzione e 4 aghi per l’iniezione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Raptiva è solo per uso singolo.
Un flaconcino di Raptiva deve essere ricostituito con il solvente prima dell’uso.
La ricostituzione del flaconcino monouso con 1,3 ml dell’acqua per preparazioni iniettabili determina approssimativamente 1,5 ml di soluzione per rilasciare 100 mg di Raptiva per 1 ml di soluzione.
La dose massima estraibile è di 125 mg per 1,25 ml di Raptiva.
La soluzione deve ricostituirsi in non più di 5 minuti.
La soluzione ricostituita appare come una soluzione da limpida a leggermente opalescente, che varia da incolore a giallo pallido, e non deve essere somministrata se contiene particelle o se non è limpida.
Istruzioni dettagliate per l’uso sono fornite nel foglio illustrativo.
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali.
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Data della prima autorizzazione: 20 settembre 2004
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