NAROPINA
Naropina 2 mg/ml:
1 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 2 mg di ropivacaina cloridrato.
1 fiala da 10 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 20 mg di ropivacaina cloridrato.
1 sacca da 100 ml o 200 ml di soluzione per infusione contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente rispettivamente a 200 mg e 400 mg di ropivacaina cloridrato.
Naropina 7,5 mg/ml:
1 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 7,5 mg di ropivacaina cloridrato.
1 fiala da 10 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 75 mg di ropivacaina cloridrato.
Naropina 10 mg/ml:
1 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 10 mg di ropivacaina cloridrato.
1 fiala da 10 ml di soluzione iniettabile contiene ropivacaina cloridrato monoidrato equivalente a 100 mg di ropivacaina cloridrato.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile per somministrazione perineurale ed epidurale (10 ml).
Soluzione per infusione per somministrazione perineurale ed epidurale (100 e 200 ml).
Soluzione chiara ed incolore.
Naropina è indicata per:
Anestesia chirurgica:
blocchi epidurali, incluso parto cesareo; blocchi dei nervi maggiori; blocchi del campo chirurgico.
Trattamento del dolore acuto:
infusione epidurale continua o somministrazione in bolo intermittente per dolore post-operatorio e nell’analgesia del parto; blocchi del campo chirurgico; blocco continuo dei nervi periferici per infusione continua o per iniezioni in bolo intermittenti, per esempio per il trattamento del dolore post-operatorio.
Trattamento del dolore acuto in pediatria:
Blocco epidurale caudale per il trattamento del dolore peri e post operatorio.
Naropina deve essere utilizzata solo da medici esperti in
anestesia regionale o sotto la loro supervisione. Posologia: Adulti e bambini
sopra i 12 anni di età: La tabella seguente è una guida ai
dosaggi nei tipi di blocco più comunemente
usati.
La dose da utilizzare deve
essere la più bassa richiesta per
ottenere un blocco efficace.
La dose da somministrare deve essere scelta anche
basandosi sull’esperienza del
medico
e sulla conoscenza dello stato fisico del paziente.
| Conc. mg/ml | Volume ml | Dose mg | Inizio attività minuti | Durata ore | |
| Aestesia chirurgica | |||||
| Somministrazione epidurale lombare |
| Chirurgia | 7,5 | 15-25 | 113-188 | 10-20 | 3-5 |
| 10,0 | 15-20 | 150-200 | 10-20 | 4-6 | |
| Taglio cesareo | 7,5 | 15-20 | 113-1501) | 10-20 | 3-5 |
| Somministrazione epidurale toracica | |||||
| Per determinare il blocco per il controllo del dolore post-operatorio | 7,5 | 5-15 (dipende dal livello dell’iniezione) | 38-113 | 10-20 | n/a2) |
| Blocco dei nervi maggiori* Blocco del plesso brachiale | 7,5 | 30-40 | 225-3003) | 10.25 | 6.10 |
| Blocco del campo chirurgico(es.: blocco dei nervi minori ed infiltrazione) | 7,5 | 1-30 | 7,5-225 | 1-15 | 2-6 |
| Trattamento del dolore acuto | |||||
| Somministrazione epidurale lombare | |||||
| Bolo | 2,0 | 10-20 | 20-40 | 10-15 | 0,5-1,5 |
| Iniezioni intermittenti (top-up) (es.: analgesia del travaglio e del parto) | 2,0 | 10-15 (intervallo minimo30 min.) | 20-30 | ||
| Infusione continua es.: - analgesia del travaglio e del parto - controllo del dolore post-operatorio | 2,0 2,0 | 6.10 ml/h 6.14 ml/h | 12.20mg/h 12.28mg/h | n/a n/a | n/a n/a |
| Somministrazione epidurale toracica | |||||
| Infusione continua (controllo del dolore post-operatorio) | 2,0 | 6-14 ml/h | 12-28mg/h | n/a | n/a |
| Blocco del campo chirurgico (es.: blocco dei nervi minori e infiltrazione) | 2,0 | 1-100 | 2,0-200 | 1-5 | 2-6 |
| Blocco dei nervi periferici (blocco femorale o interscalenico) |
| Infusione continua o iniezioni intermittenti (es.: trattamento del dolore post-operatorio) | 2,0 | 5-10 ml/h | 10-20mg/h | n/a | n/a |
Le dosi riportate in tabella sono
quelle ritenute necessarie per
produrre un adeguato blocco edevono essere considerate come
guida per l’uso negli adulti.
Possono tuttavia manifestarsivariazioni individuali relativamente
ai tempi di inizio
attività e durata.
Nella colonna “dose” sono riportati gli intervalli di dose
mediamente
necessari.
Testi di riferimento
devono essere consultatisia
riguardo gli aspetti
che influiscono
sulle tecniche specifiche di blocco, sia riguardo le esigenze individuali del
paziente. In riferimento
al blocco dei nervi
maggiori,
può essere consigliata una dose solo
per il blocco del plesso brachiale. Per gli altri tipi di blocco dei nervi maggiori, possono essere richieste dosi più basse.
Tuttavia, al momento,
non esiste esperienza
di specifiche dosi
raccomandate per altri tipi di blocco. Si devono somministrare
dosi crescenti partendo da una dose
di circa 100 mg (97,5 mg = 13 ml;105
mg = 14 ml) nell’arco di 3-5
minuti.
Se necessario si possono
utilizzare due dosi ulteriori perun totale di 50
mg addizionali.
n/a = non
applicabile.La dose per il blocco
dei nervi maggiori deve essere adattata in accordo al sito
di somministrazionee allo stato
del paziente. I blocchi dei plessi interscalenico
e sopraclavicolare brachiale possono
essere associati ad una maggiore
frequenza di reazioni avverse
serie, indipendentemente
dall’anestetico
locale utilizzato(vedi paragrafo Avvertenze speciali). In generale, l’anestesia chirurgica
(per es.
per somministrazione
epidurale) richiede l’uso di concentrazioni
e dosaggi più elevati.
Si raccomanda l’utilizzo
di Naropina 10 mg/ml
per anestesie epidurali in interventi chirurgici ove sia richiesto un blocco
motorio completo.
Sono raccomandate concentrazioni
e dosaggi più bassi
per l’analgesia (per es.
per
somministrazione
epidurale
per il trattamento del dolore acuto). Modo di somministrazione: Per evitare l’iniezione intravascolare
si raccomanda una accurata
aspirazione
prima e durante l’iniezione.
Quando deve essere iniettata una
dose elevata si raccomanda
di effettuare una dose testdi 3-5
ml di lidocaina (lignocaina) con
adrenalina (epinefrina) (xylocaina 20 mg/ml
con adrenalina(epinefrina) 1:200.000).
L’accidentale
iniezione intravascolare può essere
riconosciuta daltemporaneo
aumento della frequenza cardiaca,
mentre l’accidentale
iniezione intratecale può essere
riconosciuta dai segni di blocco spinale.
L’aspirazione deve essere effettuata
prima e durante la somministrazione
della dose principale, che deve
essere iniettata lentamente o a dosi
incrementali,alla velocità di 25-50
mg/minuto,
tenendo sotto stretta osservazione i
parametri vitali del paziente e
mantenendo il contatto verbale.
Se si
manifestassero sintomi
di tossicità la somministrazione deve essere immediatamente
interrotta. Nel blocco epidurale in chirurgia, sono
state utilizzate e ben tollerate dosi
singole fino a 250 mg di ropivacaina.Nel blocco del plesso brachiale una
dose singola di 300
mg è stata somministrata
in un numero limitato
di pazienti.
Tale dosaggio è
risultato essere ben tollerato. Quando si effettuano blocchi
prolungati, sia mediante
infusione continua, sia per somministrazionein bolo ripetuta, deve essere
considerato il possibile rischio di raggiungere concentrazioniplasmatiche
tossiche o di indurre danno neuronale a livello locale.
Dosi cumulative
fino a 675 mg di ropivacaina somministrate nell’arco
di 24 ore per analgesia chirurgica e nel periodo post-operatorio sono state ben
tollerate negli adulti, così come
infusioni epidurali continue fino a 28 mg/h per 72ore nel periodo post-operatorio.
In un
numero limitato
di pazienti sono state somministrate
dosi più alte fino a 800 mg/die con
un numero relativamente
basso di reazioni avverse. Per il controllo del dolore post-operatorio si raccomanda
la seguente tecnica: a meno che non sia già stato indotto
prima dell’intervento,
si effettua un blocco epidurale con
Naropina 7,5 mg/ml
somministrata mediante catetere epidurale.
L’analgesia
viene quindi mantenuta con infusione
di Naropina 2 mg/ml:
nella maggior parte dei casi di
dolore post-operatorio, da
moderato a severo, la velocità di infusione di 6-14 ml (12-28 mg/h)
mantiene
un’analgesia adeguata, soltanto con
unblocco
motorio lieve e non progressivo.
La
durata massima
del blocco epidurale è di 3 giorni.
Inogni caso, deve essere effettuato
un attento monitoraggio
dell’effetto analgesico al fine di rimuovereil catetere non appena l’intensità del dolore lo consenta.
Con questa
tecnica si è osservata una
significativa riduzione della
necessità di utilizzare oppioidi. Negli studi clinici è stata somministrata,
per un periodo massimo di 72 ore,
un’infusione epiduraledi Naropina 2
mg/ml,
da sola o miscelata
con fentanil 1-4
microgrammi/ml,
per il controllo
del dolore post-operatorio. La combinazione
di Naropina con fentanil ha fornito un ulteriore controllo
del dolore, ma è stata causa di
effetti collaterali dovuti alla
somministrazione dell’oppioide. La combinazione
di Naropina e fentanil è stata
studiata solo per Naropina 2 mg/ml. Quando si effettuano blocchi prolungati
dei nervi periferici, sia attraverso
infusione continua che attraverso iniezioni ripetute, devono essere valutati
i rischi di raggiungere una concentrazione plasmatica
tossica o di causare danni neuronali a livello
locale.
Negli
studi
clinici effettuati,
il blocco del nervo femorale
è stato ottenuto con 300
mg di Naropina 7,5
mg/ml
e il bloccointerscalenico con 225 mg di Naropina
7,5 mg/ml,
rispettivamente, prima dell’intervento chirurgico.
L’analgesia è stata poi mantenuta con Naropina 2 mg/ml.
Le velocità di infusione o le iniezioni intermittenti
di 10-20 mg ogni ora per 48 ore
hanno fornito una analgesia adeguata
e sono state ben tollerate. Nel parto cesareo non è documentato
l’uso di Naropina a concentrazioni
superiori di 7,5
mg/ml.
Pazienti pediatrici da 1 a 12 anni:
| Conc. mg/ml | Volume ml/kg | Dose mg/kg | |
| Trattamento del dolore acuto (peri e post-operatorio) | |||
| Somministrazione epidurale caudale Iniezione singola | 2,0 | 1 | 2 |
| Blocchi al di sotto del livello T12, in bambini con peso corporeo fino a 25 kg |
La dose indicata in tabella deve essere
considerata come guida per l’uso in
pediatria.
Possonoverificarsi variazioni individuali.
In bambini con peso corporeo elevato è spesso necessaria una
graduale riduzione del dosaggio che
deve essere basata sul peso corporeo ideale.
I testi diriferimento
devono essere consultati sia riguardo gli aspetti che influiscono sulle
tecniche specifichedi blocco, sia riguardo le esigenze
individuali del paziente. Modo di somministrazione: Per evitare l’iniezione intravascolare
si raccomanda una accurata
aspirazione
prima e durante l’iniezione.
I parametri
vitali del paziente devono essere tenuti sotto stretta osservazione durante
l’iniezione.
Se si manifestassero
sintomi
di tossicità,
l’iniezione
deve essere immediatamente
interrotta. Nella
maggioranza dei pazienti, una singola iniezione epidurale caudale
di ropivacaina 2 mg/ml
aldi sotto
del livello T12 produce un’analgesia
postoperatoria adeguata quando viene
utilizzata una dose di 2 mg/kg in un volume
di 1 ml/kg.
Il volume
dell’iniezione epidurale caudale può essere adattato per raggiungere una diversa
distribuzione del blocco sensoriale,
come indicato nei testi di riferimento.
Sono state valutate dosi fino a 3 mg/kg per una concentrazione di ropivacaina pari a 3 mg/ml.
Comunque, a questa concentrazione si è associata
un’elevata incidenza di blocco motorio. E’ raccomandato
il frazionamento
della dose calcolata di anestetico locale, qualunque
sia la via
di somministrazione. Fino a che
non saranno
disponibili
ulteriori
dati clinici, non è raccomandato
l’uso di Naropina in bambini
al di sotto di un anno di età.
Ipersensibilità alla ropivacaina o ad altri anestetici locali di tipo amidico.
Bisogna tenere in considerazione le controindicazioni tipiche dell’anestesia epidurale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Anestesia endovenosa regionale.
Anestesia paracervicale ostetrica.
Ipovolemia.
Le procedure di anestesia regionale devono essere sempre effettuate in aree adeguatamente attrezzate e da personale qualificato.
Inoltre devono essere a immediata disposizione gli strumenti e i farmaci necessari al monitoraggio e al trattamento d’emergenza.
I pazienti sottoposti a blocco maggiore devono essere in condizioni ottimali e avere un catetere endovenoso inserito prima della procedura di blocco.
Il clinico responsabile deve adottare le adeguate precauzioni per evitare una iniezione intravascolare (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione) e deve avere esperienza e conoscenze adeguate relativamente a diagnosi e trattamento degli effetti collaterali, della tossicità sistemica e di altre complicazioni (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati e 4.9 Sovradosaggio), come un’iniezione subaracnoidea accidentale che può portare ad un blocco spinale alto con apnea e ipotensione.
Convulsioni si sono verificate con maggiore frequenza dopo blocco del plesso brachiale e blocco epidurale.
Verosimilmente ciò deriva o da un’accidentale iniezione intravascolare o da un rapido assorbimento dal sito dell’iniezione.
I blocchi dei nervi maggiori periferici possono comportare la somministrazione di un volume maggiore di anestetico locale in un’area altamente vascolarizzata, spesso in prossimità di grandi vasi sanguigni, dove esiste un aumentato rischio di iniezione intravascolare e/o un rapido assorbimento sistemico, che può portare ad una elevata concentrazione plasmatica.
Alcune procedure di anestesia locale, come le iniezione nelle regioni della testa e del collo, possono essere associate ad una più elevata frequenza di reazioni avverse serie, indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato.
Usare cautela per evitare di praticare iniezioni in zone infiammate.
Fino a che non saranno disponibili ulteriori dati clinici, non può essere raccomandato l’uso di Naropina nei bambini al di sotto di un anno di età.
I pazienti in condizioni generali precarie, a causa dell’età o di altri fattori di compromissione quali blocco parziale o completo della conduzione cardiaca, patologie epatiche in stadio avanzato o gravi alterazioni della funzionalità renale, richiedono una speciale attenzione, sebbene l’anestesia regionale sia frequentemente indicata in questi pazienti.
I pazienti trattati con farmaci antiaritmici di classe III (per es.
amiodarone) devono essere attentamente controllati e un monitoraggio ECG deve essere preso in considerazione poichè gli effetti cardiaci possono essere additivi.
Sono stati riportati rari casi di arresto cardiaco durante l’uso di Naropina in anestesia epidurale o nel blocco dei nervi periferici, specialmente a seguito di una somministrazione intravascolare accidentale nei pazienti anziani e nei pazienti con concomitante malattia cardiaca.
In alcuni casi la rianimazione è stata difficile.
In caso di arresto cardiaco, può essere necessario un impegno di rianimazione protratto per aumentare le possibilità di successo.
La ropivacaina viene metabolizzata dal fegato e pertanto deve essere utilizzata con cautela in pazienti con grave malattia epatica; la somministrazione di dosi ripetute può dover essere ridotta a causa del ritardo nell’eliminazione.
Quando Naropina viene utilizzata in dose singola o per trattamenti a breve termine nei pazienti con funzionalità renale compromessa, normalmente non è necessario modificarne la dose.
L’acidosi e la diminuita concentrazione delle proteine plasmatiche, frequentemente osservate in pazienti con insufficienza renale cronica, possono aumentare il rischio di tossicità sistemica.
I pazienti affetti da ipovolemia, dovuta a qualsiasi causa, possono essere soggetti ad improvvisa e grave ipotensione durante l’anestesia epidurale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Una somministrazione prolungata di ropivacaina deve essere evitata in pazienti trattati contemporaneamente con forti inibitori di CYP1A2, quali fluvoxamina ed enoxacina (vedere paragrafo 4.5 Interazioni).
Deve essere tenuta in considerazione la possibilità di ipersensibilità crociata con altri anestetici locali di tipo amidico.
Questo medicinale contiene al massimo 3,7 mg di sodio per ml, ciò va tenuto in considerazione nei pazienti in dieta controllata per il sodio.
Naropina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti in trattamento con altri anestetici locali o sostanze strutturalmente correlate agli anestetici locali di tipo amidico, per esempio certi antiaritmici, come lidocaina e mexiletina, in quanto gli effetti tossici sistemici sono additivi.
L’uso contemporaneo di Naropina con anestetici generali o oppiacei può determinare un reciproco potenziamento dei rispettivi effetti (avversi).
Non sono stati condotti studi specifici di interazione con ropivacaina e farmaci antiaritmici di classe III (per es.
amiodarone), ma in questi casi si raccomanda cautela (vedere anche paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e Precauzioni d’impiego).
Il citocromo P450 (CYP) 1°2 è coinvolto nella formazione del maggior metabolita della ropivacaina, 3.idrossi ropivacaina.
In vivo, la clearance plasmatica di ropivacaina viene ridotta fino al 77% durante la somministrazione contemporanea di fluvoxamina, un inibitore selettivo e potente di CYP1A2.
Di conseguenza, forti inibitori di CYP1A2, come fluvoxamina ed enoxacina, possono interagire con Naropina se dati in concomitanza a una sua prolungata somministrazione.
La somministrazione prolungata di ropivacaina deve essere evitata in pazienti trattati contemporaneamente con forti inibitori del CYP1A2 (vedere anche paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).
In vivo, la clearance plasmatica della ropivacaina viene ridotta del 15% durante la somministrazione contemporanea di ketoconazolo, un inibitore selettivo e potente di CYP3A4.
Tuttavia l’inibizione di questo isoenzima non sembra avere rilevanza clinica.
In vitro la ropivacaina è un inibitore competitivo di CYP2D6, ma alle concentrazioni plasmatiche raggiunte in clinica non sembra inibire questo isoenzima.
Gravidanza:
Tranne che per la somministrazione epidurale in ostetricia, non ci sono sufficienti dati sull’utilizzo di ropivacaina nella donna in gravidanza.
Gli studi sperimentali condotti negli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti riguardo la gravidanza, lo sviluppo embrionale/fetale, il parto o lo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza).
Allattamento:
Non sono disponibili dati sull’escrezione di ropivacaina nel latte materno.
Non ci sono dati disponibili in merito.
In relazione alla dose, gli anestetici locali possono avere una minore influenza sulla funzione mentale e sulla coordinazione, anche in assenza di evidente tossicità del sistema nervoso centrale e possono temporaneamente influire in modo negativo su locomozione e vigilanza.
Generali: Il profilo delle reazioni avverse di Naropina è
simile a quello
degli altri anestetici
locali di tipoamidico
a lunga durata d’azione.
Le reazioni avverse da farmaco
devono essere distinte
dagli effetti fisiologici conseguenti al blocco
del nervo, quali ad esempio una diminuzione
della pressione sanguigna e bradicardia durante blocco
spinale/epidurale. La percentuale
di pazienti
che ci si
può aspettare abbia reazioni
avverse
da farmaco
varia in dipendenza della via di somministrazione
di Naropina. Reazioni avverse
sistemiche
e locali da Naropina solitamente si
verificano a causa
di un sovradosaggio, di un
rapido assorbimento oppure di una somministrazione
intravascolare accidentale.
Le
reazioni avverse più frequentemente
riportate, nausea ed ipotensione,
sono molto frequenti durante
l’anestesia e gli interventi
chirurgici e non è possibile
distinguere tra quelle causate dalla situazione
clinica
rispetto
a quelle imputabili al
farmaco
o al blocco. Tabella delle reazioni avverse: All’interno della classificazione sistemica organica, le reazioni
avverse al farmaco
sono state classificate in base alla frequenza, riportando prima le più
frequenti.
| Molto comune (>1/10) | Patologie vascolari: ipotensione Patologie gastrointestinali: nausea |
| Comune (>1/100) | Patologie del sistema nervoso: parestesia, capogiri, cefalea Patologie cardiache: bradicardia, tachicardia Patologie vascolari: ipertensione Patologie gastrointestinali: vomito |
| Patologie renali e urinarie: ritenzione dell’urina Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: rialzo della temperatura, rigor, mal di schiena | |
| Non comune (>1/1000) | Disturbi psichiatrici: ansietà Patologie del sistema nervoso: sintomi di tossicità del sistema nervoso centrale(sindrome convulsivante, attacchi di grande male, convulsioni, leggera euforia, parestesia periorale, ipoestesia della lingua, iperacusia, tinnito, disturbi della vista, disartria, spasmo muscolare, tremori)*, ipoestesia Patologie vascolari: sincope Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: dispnea Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: ipotermia |
| Raro (>1/10000) | Patologie cardiache: arresto cardiaco, aritmie cardiache Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: reazioni allergiche (reazioni anafilattiche, edema angioneurotico e orticaria) |
Questi sintomi
si manifestano
di solito a seguito di una somministrazione
intravascolareaccidentale,
di sovradosaggio o di rapido
assorbimento
(vedere paragrafo 4-9 Sovradosaggio) Nei bambini
gli eventi
avversi
di importanza
clinica più comunemente
riportati sono: vomito, nausea,
prurito e ritenzione urinaria. Reazioni avverse al farmaco correlate
alla classe di appartenenza: Complicazioni
neurologiche: Indipendentemente
dall’anestetico locale utilizzato,
sono state associate all’anestesia regionale neuropatie e alterazioni del
midollo
spinale (per es.
sindrome
dell’arteria spinale anteriore, aracnoidite, sindrome
della cauda equina), che in rari
casi possono causare sequele permanenti. Blocco spinale
totale. Il blocco
spinale totale si può
manifestare quando una dose epidurale viene
accidentalmente
somministrata per via intratecale.
Sintomi:
Tossicità acuta sistemica:
Le reazioni sistemiche tossiche coinvolgono primariamente il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema cardiovascolare (SCV).
Queste reazioni sono causate da un’alta concentrazione ematica di anestetico locale che può essere provocata da un’iniezione intravascolare accidentale, da sovradosaggio o da un assorbimento eccezionalmente rapido da un’area molto vascolarizzata (vedere paragrafo 4.4).
Le reazioni del SNC sono simili per tutti gli anestetici locali di tipo amidico, mentre le reazioni cardiache sono maggiormente dipendenti dal farmaco, sia in termini quantitativi, sia qualitativi.
L’iniezione intravascolare accidentale di anestetici locali può causare immediati effetti tossici sistemici (entro pochi secondi a pochi minuti).
Nei casi di sovradosaggio il picco di concentrazione plasmatica può non essere raggiunto tra la prima e la seconda ora, in relazione al sito di iniezione e pertanto i segni di tossicità possono essere ritardati.
Nei bambini, può essere difficile rilevare la comparsa di segni precoci di tossicità da anestetico locale quando il blocco viene somministrato durante l’anestesia generale.
(vedere paragrafo 4.4).
Sistema nervoso centrale:
La tossicità del sistema nervoso centrale si manifesta gradualmente con sintomi e segni di severità crescente.
Inizialmente si rilevano sintomi quali:
disturbi visivi o uditivi, ipoestesia periorale, capogiri, leggera euforia, ronzio e parestesia.
Gli effetti più severi sono disartria, rigidità muscolare e spasmo muscolare e possono precedere l’instaurarsi di convulsioni generalizzate.
Questi segni non devono essere confusi con comportamenti eretistici.
Possono seguire incoscienza e crisi convulsive che possono durare da pochi secondi a diversi minuti.
Durante le convulsioni da grande male a causa dell’aumentata attività muscolare e di una interferenza con la respirazione, possono rapidamente insorgere ipossia e ipercapnia.
Nei casi gravi si può manifestare anche apnea.
L’acidosi respiratoria e metabolica aumenta e prolunga gli effetti tossici degli anestetici locali.
Il ritorno del paziente alle condizioni cliniche iniziali è conseguente alla ridistribuzione degli anestetici locali dal sistema nervoso centrale e al successivo metabolismo ed escrezione.
Il recupero può essere rapido se non sono state somministrate grandi quantità di farmaco.
Tossicità cardiovascolare:
La tossicità cardiovascolare è indice di una situazione più grave.
Come risultato di elevate concentrazioni sistemiche di anestetici locali si possono generare ipotensione, bradicardia, aritmia ed anche arresto cardiaco.
Nei volontari l’infusione endovenosa di ropivacaina ha indotto una diminuzione della conduttività e della contrattilità.
Gli effetti tossici cardiovascolari sono generalmente preceduti da segni di tossicità del sistema nervoso centrale, a meno che il paziente non abbia ricevuto un anestetico generale o sia stato pesantemente sedato con benzodiazepine o barbiturici.
Trattamento della tossicità acuta:
Devono essere ad immediata disposizione gli strumenti e i farmaci necessari al monitoraggio ed alla rianimazione d’emergenza.
La somministrazione di anestetici locali deve essere immediatamente interrotta se compaiono sintomi di tossicità sistemica acuta.
In caso di convulsioni si renderà necessario un trattamento allo scopo di mantenere l’ossigenazione, bloccare le convulsioni e supportare il circolo.
Quando necessario deve essere somministrato ossigeno e la ventilazione deve essere assistita (maschera e pallone Ambu).
Se le convulsioni non cessano spontaneamente in 15.20 secondi deve essere somministrato un anticonvulsivante per via endovenosa.
1.3 mg/kg di tiopentale sodico e.v.
può rapidamente bloccare le convulsioni.
In alternativa può essere utilizzato diazepam 0,1 mg/kg per via endovenosa anche se la sua azione è più lenta.
Le convulsioni muscolari possono essere rapidamente interrotte con succinilcolina, ma i pazienti dovranno essere sottoposti a ventilazione meccanica e ad intubazione tracheale.
Se è evidente la depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia) deve essere somministrata efedrina 5.10 mg per via endovenosa e ripetuta se necessario dopo 2.3 minuti.
Ai bambini deve essere somministrato un dosaggio di efedrina adeguato all’età e al peso.
Se dovesse manifestarsi un arresto circolatorio deve essere immediatamente effettuata la rianimazione cardiopolmonare.
E’ di vitale importanza garantire una ossigenazione ottimale, supportare la ventilazione e la circolazione e trattare l’acidosi.
In caso di arresto cardiaco, può essere necessario un impegno di rianimazione protratto per aumentare le possibilità di successo.
Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica:
anestetici locali, amidi.
Codice ATC:
N01B B09.
Ropivacaina è un anestetico locale di tipo amidico a lunga durata d’azione, che presenta sia effetti anestetici, sia effetti analgesici.
Ad alte dosi Naropina produce anestesia chirurgica, mentre dosi più basse inducono un blocco sensitivo con limitato e non progressivo blocco motorio.
Il meccanismo d’azione è ascrivibile ad una riduzione reversibile della permeabilità della membrana delle fibre nervose agli ioni sodio.
Ne conseguono la diminuzione della velocità di depolarizzazione e l’aumento della soglia di eccitabilità che si traducono nel blocco degli impulsi nervosi a livello locale.
La proprietà più caratteristica della ropivacaina è la lunga durata d’azione.
L’inizio dell’attività e la durata dell’efficacia anestetica a livello locale, dipendono dal sito di somministrazione e dal dosaggio e non sono influenzati dalla presenza di un vasocostrittore (es.
adrenalina (epinefrina)).
Per i dettagli riguardanti l’inizio dell’attività e la durata dell’azione si rimanda alla tabella riportata nella “Posologia e modo di somministrazione”.
In volontari sani la ropivacaina somministrata in infusione endovenosa è stata ben tollerata a basse dosi.
Alla dose massima tollerata si sono manifestati i sintomi attesi a carico del Sistema Nervoso Centrale.
Gli studi clinici con questo farmaco indicano un buon margine di sicurezza se usato in maniera adeguata alle dosi raccomandate.
Ipotensione e bradicardia non sono comuni dopo blocco epidurale caudale nei bambini.
La ropivacaina ha un centro chirale ed è disponibile come forma enantiomera levogira pura.
E’ altamente liposolubile.
Tutti i suoi metaboliti hanno un effetto anestetico locale ma di potenza considerevolmente minore e durata più breve rispetto alla ropivacaina.
La concentrazione plasmatica di ropivacaina dipende dal dosaggio, dalla via di somministrazione e dalla vascolarizzazione del sito di iniezione.
La ropivacaina segue una cinetica lineare e la Cmax è proporzionale alla dose.
La ropivacaina mostra, nell’adulto, un assorbimento dallo spazio epidurale completo e bifasico, con emivita delle due fasi dell’ordine rispettivamente di 14 minuti e 4 ore.
Il lento assorbimento è il fattore limitante nella eliminazione della ropivacaina; questo spiega perché l’emivita apparente di eliminazione dopo somministrazione epidurale è più lunga di quella dopo somministrazione endovenosa.
La ropivacaina presenta una clearance plasmatica media totale dell’ordine di 440 ml/minuto, una clearance renale di 1 ml/minuto, un volume di distribuzione allo stato stazionario di 47 litri ed un’emivita terminale di 1,8 ore dopo somministrazione ev.
La ropivacaina ha un rapporto di estrazione epatica intermedia pari a 0,4 e nel plasma è principalmente legata alla glicoproteina alfa1.
acida, con una frazione non legata pari a circa il 6%.
Durante l’infusione epidurale continua e interscalenica è stato rilevato un aumento della concentrazione plasmatica totale correlabile ad un aumento post-operatorio di glicoproteina alfa1.
acida.
Le variazioni della concentrazione della frazione non legata, farmacologicamente attiva, sono state minori di quelle della concentrazione plasmatica totale.
Nei bambini tra 1 e 12 anni è stato dimostrato che la farmacocinetica di ropivacaina dopo anestesia locoregionale non è età correlata.
In questi pazienti la ropivacaina ha una clearance plasmatica totale nell’ordine dei 7,5 ml/min/kg, una clearance della frazione plasmatica non legata di 0,15 l/min/kg, un volume di distribuzione allo stato stazionario di 2,4 l/kg, una frazione non legata del 5% e una emivita terminale di 3 ore.
Ropivacaina mostra un assorbimento bifasico dallo spazio caudale.
La clearance legata al peso corporeo in tale gruppo di età è simile a quella degli adulti.
La ropivacaina attraversa rapidamente la placenta e l’equilibrio fra la frazione legata con quella libera viene prontamente raggiunto.
Il grado del legame con le proteine plasmatiche nel feto è minore di quello osservabile nella madre; questo determina nel feto una concentrazione plasmatica totale inferiore rispetto alla madre.
La ropivacaina è ampiamente metabolizzata principalmente mediante idrossilazione aromatica.
Dopo somministrazione endovenosa l’86% della dose viene escreta nelle urine e di questo solo l’1% è relativo al farmaco immodificato.
Il maggior metabolita è la 3.idrossiropivacaina che per circa il 37% viene escreto nelle urine, principalmente come coniugato.
L’escrezione urinaria di 4.
idrossiropivacaina, del metabolita N-dealchilato (PPX) e del 4.idrossidealchilato è pari all’1.3%.
La 3.idrossiropivacaina, coniugata e non coniugata, mostra concentrazioni determinabili solo nel plasma.
Un simile quadro metabolico è stato osservato nei bambini al di sopra di un anno.
Non ci sono evidenze di una racemizzazione in vivo di ropivacaina.
In base agli studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, di tossicità a dosi singole e ripetute, di tossicità riproduttiva, di potenziale mutagenico e di tossicità locale, non si sono evidenziati rischi per gli esseri umani, a parte quelli attesi in base all’azione farmacodinamica di alte dosi di ropivacaina (quali ad esempio segni a carico del SNC, comprese convulsioni e cardiotossicità).
acqua per preparazioni iniettabili.
Non sono state studiate compatibilità con altre soluzioni diverse da quelle indicate al paragrafo 6.6.
Nelle soluzioni alcaline possono verificarsi precipitazioni in quanto la ropivacaina è scarsamente solubile a pH superiore a 6.0.
Fiale (Polyamp®): 3 anni. Sacche per infusione (Polybag®): 2 anni. Periodo di validità dopo la prima apertura: dal punto di vista microbiologico il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se ciò non avviene le condizioni e i tempi di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente, non devono superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2 e 8°C. Per le miscele vedere paragrafo 6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione
Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
Non congelare.
Per la conservazione dopo l’apertura vedere paragrafo 6.3 Periodo di validità.
Naropina 2 mg/ml: 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile 5 sacche sterili in polipropilene (Polybag®) da 100 ml in blister sterile 5 sacche sterili in polipropilene (Polybag®) da 200 ml in blister sterile Naropina 7,5 mg/ml: 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile Naropina 10 mg/ml: 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile Le fiale in polipropilene (Polyamp®) sono specificamente progettate per adattarsi a siringhe con attacco Luer Lock e Luer.
Naropina è priva di conservanti ed è
monouso.
Eventuali residui di
soluzione devono essere eliminati.
Il contenitore primario integro (Polyamp® /
Polybag®)
non deve essere risterilizzato.
Laconfezione in blister sterile deve
essere scelta nei casi in cui è richiesta una sterilità anche della superficie esterna. La
soluzione per infusione
di Naropina contenuta
nelle sacche per infusione di
polipropilene(Polybag®)
è compatibile dal punto di vista chimico
e fisico con i seguenti farmaci:
| Concentrazione di Naropina: 1-2 mg/ml | |
| Farmaco | Concentrazione* |
| Fentanil citrato | 1,0-10,0 microgrammi/ml |
| Sufentanil citrato | 0,4-4,0 microgrammi/ml |
| Morfina solfato | 20,0-100,0 microgrammi/ml |
| Clonidina cloridrato | 5,0-50,0 microgrammi/ml |
L’intervallo
di valori di
concentrazione
riportato in tabella è più ampio rispetto
a quanto utilizzatonella
pratica clinica.
Le infusioni
epidurali di Naropina/sufentanil
citrato, Naropina/morfina solfatoe Naropina/clonidina cloridrato non
sono state valutate in studi clinici. Le
miscele sono stabili dal punto
di vista chimico e fisico per 30 giorni, se
conservate a temperatura compresa
tra 20 e 30°C.
Da un punto di vista microbiologico,
le miscele
devono essere utilizzate immediatamente.
Se ciò non avviene, le condizioni e i
tempi di conservazione prima
dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore
e normalmente non devono superare le
24 ore a temperaturacompresa
tra 2 e 8°C.
AstraZeneca S.p.A.
– Palazzo Volta - Via F.
Sforza - 2
Basiglio (MI) 080
Naropina 2 mg/ml 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile - AIC n.
032248027/M 5 sacche sterili in polipropilene (Polybag®) da 100 ml in blister sterile - AIC n.032248078/M 5 sacche sterili in polipropilene (Polybag®) da 200 ml in blister sterile - AIC n.032248080/M Naropina 7,5 mg/ml 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile - AIC n.
032248104/M Naropina 10 mg/ml 5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp®) da 10 ml in blister sterile - AIC n.
032248167/M
-----
Data di prima autorizzazione: 30.10.1996 Data dell’ultimo rinnovo: 15.09.2005.
-----
01/02/2007
|
|||||
Prontuariofarmaci. - Copyright © 2002-2010 - Tutti i diritti riservati. |