MabCampath 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione.
Ogni ml del prodotto contiene 10 mg di alemtuzumab Ciascuna fiala contiene 30 mg di alemtuzumab.
L’alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti IgG1 kappa ottenuto con tecniche di ingegneria genetica specifico per una glicoproteina (CD52) di 21.28 kD della superficie cellulare del linfocita.
L’anticorpo viene prodotto in una sospensione di cellule di mammifero (ovaio del criceto cinese) in un terreno di coltura.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Concentrato per soluzione per infusione.
Concentrato da incolore a leggermente giallo
MabCampath è indicato per il trattamento di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica a cellule B (B-LLC) per i quali la chemioterapia di combinazione con fludarabina non è appropriata.
MabCampath deve essere
somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso della terapia
oncologica.La soluzione di
MabCampath deve essere preparata secondo le istruzioni fornite nel paragrafo
6-6- Tutte le dosi devono essere somministrate mediante infusione endovenosa in
circa 2 ore.Si consiglia di pretrattare i pazienti con steroidi orali o per endovena, un
antistaminico e un analgesico appropriati, 30 – 60 minuti prima di ciascuna
infusione di MabCampath durante l’aumento graduale
della dose e successivamente secondo le indicazioni cliniche (vedere paragrafo
4-4).Antibiotici e farmaci
antivirali devono essere somministrati abitualmente a tutti i pazienti nel corso
della terapia e dopo la terapia (vedere paragrafo 4-4).Durante la prima
settimana di trattamento, MabCampath deve essere somministrato in dosi
crescenti:3 mg il 1° giorno, 10 mg il 2°
giorno e 30 mg il 3° giorno, presumendo che ciascuna dose sia ben tollerata.
Successivamente la dose giornaliera consigliata è di 30 mg, somministrati 3
volte alla settimana a giorni alterni fino a un massimo di 12 settimane. Nella maggior parte dei pazienti, l’incremento graduale della dose a 30 mg può
essere effettuato in 3-7 giorni.
Se però insorgono reazioni avverse acute da
moderate a gravi a causa del rilascio di citochine (ipotensione, rigidità,
febbre, respiro corto, brividi, eruzioni cutanee e broncospasmo) alla dose di3 mg o di 10 mg, quelle dosi devono essere ripetute giornalmente finché non
siano ben tollerate prima di
provare a passare alla dose successiva (vedere paragrafo 4-4).La durata mediana della terapia è stata di 11,7 settimane per i pazienti in
trattamento di prima linea e 8,0
settimane per i pazienti trattati precedentemente. Quando un paziente soddisfa tutti i criteri di laboratorio e clinici per una
risposta completa, la somministrazione di MabCampath deve essere interrotta e il
paziente deve essere controllato regolarmente.
Se un paziente migliora (cioè
ottiene una risposta parziale o la patologia rimane stabile)e poi raggiunge un plateau senza ulteriore miglioramento per 4 settimane o più,
la somministrazione diMabCampath deve essere interrotta e il paziente monitorato.
La terapia deve
essere interrotta in caso di
progressione di malattia.In caso di grave
infezione o grave tossicità ematologica, la somministrazione di MabCampath deve
essere interrotta fino a risoluzione dell’evento.
Si consiglia di interrompere
la somministrazione di MabCampath nei pazienti la cui conta piastrinica scende a
< 25-000/ml o la cui conta assoluta dei neutrofili (ANC) scende a < 250/ml.
La
somministrazione di MabCampath può essere ripresa dopo la risoluzione
dell’infezione o della tossicità.
MabCampath deve essere sospeso permanentemente
se insorge anemia autoimmune o trombocitopenia autoimmune.
La seguente tabella
delinea le procedure consigliate per la modificazione della dose in caso di
tossicità ematologica durante la terapia:
| Tossicità ematologica(piastrine < 25-000/ml e/o ANC < 250/ml) | Trattamento con MabCampath |
| Prima insorgenza | Dopo la risoluzione, somministrare 30 mg* |
| Seconda insorgenza | Dopo la risoluzione, somministrare 10 mg* |
| Terza insorgenza | Interruzione definitiva |
| Per una diminuzione dell’ANC e/o della conta piastrinica ≤50% del valore basale in pazienti che iniziano la terapia con una ANC basale ≤500/µl e/o una conta piastrinica basale ≤25-000/µl | Sospendere la terapia con MabCampath. Quando la ANC e/o la conta piastrinica ritorna(no) al(i) valore(i) basale(i), riprendere la terapia con MabCampath.* |
* Se la terapia viene sospesa
per oltre 7 giorni, MabCampath deve essere reintrodotto mediante aumento
graduale della dose. Dato il meccanismo d’azione di MabCampath, non esistono modificazioni della dose
raccomandate in caso di
linfopenia grave. Bambini e adolescenti
(di meno di 17 anni d’età): Nessuno studio è stato
condotto.
MabCampath non è consigliato per l’uso nella fascia di età pediatrica. Anziani (di oltre 65
anni d’età): Si devono seguire le stesse raccomandazioni indicate per gli adulti.
I pazienti
anziani devono essere
controllati con attenzione (vedere paragrafo 4-4). Pazienti con
insufficienza renale o epatica: Non sono stati condotti
studi.
- Ipersensibilità ad alemtuzumab, a proteine di origine murina o a uno qualsiasi degli eccipienti; - nei pazienti che presentano infezioni sistemiche attive; - nei pazienti affetti da HIV; - nei pazienti con neoplasie maligne secondarie attive; - gravidanza.
Le reazioni avverse acute, che possono verificarsi durante l’iniziale incremento graduale della dose, dovute al rilascio di citochine, comprendono ipotensione, brividi/rigidità, febbre, respiro corto ed eruzioni cutanee.
Ulteriori reazioni includono nausea, orticaria, vomito, affaticamento, dispnea, cefalea, prurito, diarrea e broncospasmo.
La frequenza delle reazioni correlate all’infusione è massima durante la prima settimana di terapia e diminuisce nella seconda o terza settimana di trattamento sia in pazienti trattati con MabCampath come terapia di prima linea sia in pazienti trattati precedentemente.
Se questi eventi sono di entità da moderata a grave, la somministrazione deve poi continuare alla stessa dose prima di ogni incremento, con un’appropriata premedicazione, finché ciascuna dose non sia ben tollerata.
Se la terapia viene sospesa per oltre 7 giorni, la somministrazione di MabCampath deve essere ripresa con aumento graduale della dose.
Nei pazienti trattati con MabCampath si è verificata ipotensione transitoria.
È necessario prestare cautela nel trattamento di pazienti affetti da cardiopatia ischemica, angina e/o in pazienti trattati con farmaci antipertensivi.
In questo gruppo di pazienti sono stati osservati infarto miocardico e arresto cardiaco in associazione con l’infusione di MabCampath.
La valutazione e il monitoraggio continuo della funzione cardiaca (es.
ecocardiogramma, frequenza cardiaca e peso corporeo) devono essere considerati nei pazienti precedentemente trattati con agenti potenzialmente cardiotossici.
Si raccomanda di pretrattare i pazienti con steroidi orali o per endovena 30-60 minuti prima di ciascuna infusione di MabCampath a ogni successivo aumento di dose e come clinicamente indicato.
Gli steroidi possono essere interrotti come opportuno quando è stato raggiunto l’incremento graduale della dose.
Si può inoltre somministrare un antistaminico orale, ad es.
50 mg di difenidramina, e un analgesico, ad es.
500 mg di paracetamolo.
Nel caso in cui persistano le reazioni acute all’infusione, il tempo d’infusione può essere esteso fino a un massimo di 8 ore dal momento della ricostituzione di MabCampath in soluzione per l’infusione.
Una grave deplezione di linfociti è tra gli effetti farmacologici previsti di MabCampath, e può essere prolungata.
Le conte dei linfociti T CD4 e CD8 iniziano a salire dall’ottava-dodicesima settimana durante il trattamento e continuano a ristabilirsi per diversi mesi dopo la sospensione della terapia.
Nei pazienti che ricevono MabCampath come terapia di prima linea il tempo mediano per il recupero delle conte dei CD4+ a ≥200 cellule/µl è pari a 6 mesi post-trattamento.
Tuttavia, a 2 mesi post-trattamento la mediana è pari a 183 cellule/µl.
In pazienti riceventi MabCampath trattati precedentemente il tempo mediano per raggiungere un livello di 200 cellule/µl è di 2 mesi dopo l’ultima infusione con MabCampath, ma possono essere necessari 6 mesi o più per avvicinarsi ai livelli di pretrattamento.
Ciò può predisporre i pazienti a infezioni opportunistiche.
Si consiglia vivamente di iniziare la profilassi antinfettiva (ad es., 1 compressa di trimetoprim/sulfametoxazolo due volte al giorno, 3 volte alla settimana, o altra profilassi contro la polmonite da Pneumocystis jiroveci (PCP) e un efficace agente orale anti-herpes, come famciclovir, 250 mg due volte al giorno) durante la terapia e dopo il completamento della terapia con MabCampath fino a quando la conta di CD4+ si è ristabilita a 200 cellule/µl o a livelli superiori.
Dato il potenziale di GVHD (malattia da reazione del trapianto contro l’ospite) nei pazienti affetti da grave linfopenia, i prodotti ematici devono essere irradiati prima dell’uso fino a quando non sia risolta la linfopenia, e particolarmente fino a quando i linfociti T siano adeguatamente ripopolati ad almeno 200 cellule/µl o livelli superiori.
La viremia da citomegalovirus (CMV) asintomatica positiva nei test di laboratorio non deve essere necessariamente considerata un’infezione grave che richieda l’interruzione della terapia.
Effettuare una valutazione clinica continua in caso di infezione da CMV sintomatica durante il trattamento con MabCampath e per almeno 2 mesi dopo il completamento del trattamento.
Neutropenia transitoria di grado 3° o 4° si verifica molto comunemente entro 4.8 settimane dall’inizio della terapia.
Trombocitopenia transitoria di grado 3° o 4° si verifica molto comunemente durante le prime 2 settimane di terapia e inizia poi a migliorare nella maggior parte dei pazienti.
Per questo motivo è indicato il monitoraggio ematologico dei pazienti.
Se insorge una grave tossicità ematologica, il trattamento con MabCampath deve essere interrotto fino a risoluzione dell’evento.
Il trattamento con MabCampath può essere ripreso dopo la risoluzione della tossicità ematologica (vedere paragrafo 4.2).
MabCampath deve essere sospeso permanentemente se insorge anemia autoimmune o trombocitopenia autoimmune.
La conta ematica totale e la conta piastrinica devono essere effettuate a intervalli regolari durante la terapia con MabCampath e più spesso nei pazienti che sviluppano citopenie.
Non si consiglia il monitoraggio regolare e sistemico dell’espressione del CD52 come normale pratica clinica.
Se però si considera la ripetizione del trattamento, può essere prudente confermare la presenza dell’espressione del CD52.
I dati disponibili relativi ai pazienti trattati in prima linea con MabCampath non indicano perdita di espressione del CD52 intorno al momento della progressione della malattia o del decesso.
I pazienti possono avere reazioni allergiche o d’ipersensibilità a MabCampath e agli anticorpi monoclonali murini o chimerici.
È necessario disporre di prodotti medicinali per il trattamento delle reazioni di ipersensibilità ed essere pronti a istituire misure di emergenza nell’eventualità di una reazione durante l’infusione del medicinale (vedere paragrafo 4.2).
Negli studi su pazienti in trattamento di prima linea e trattati precedentemente non sono state osservate differenze sostanziali nella sicurezza e nell’efficacia in relazione all’età, tuttavia i database sono di dimensioni limitate.
Donne e uomini in età fertile devono usare misure anticoncezionali opportune durante il trattamento e per 6 mesi dopo la terapia con MabCampath (vedere paragrafi 4.6 e 5.3).
Non sono stati condotti studi per esaminare specificatamente l’effetto dell’età sulla distribuzione e tossicità di MabCampath.
In generale, i pazienti più anziani (oltre i 65 anni d’età) tollerano la terapia citotossica meno bene dei soggetti giovani.
Poiché la leucemia linfocitica cronica (LLC) si verifica comunemente nella fascia d’età più anziana, tali pazienti devono essere monitorati attentamente (vedere paragrafo 4.2).
Negli studi su pazienti in trattamento di prima linea e trattati precedentemente non sono state osservate differenze sostanziali nella sicurezza e nell’efficacia in relazione all’età, tuttavia i database sono di dimensioni limitate.
Sebbene non siano stati effettuati studi di interazione con MabCampath, non esistono interazioni clinicamente significative conosciute di MabCampath con altri prodotti medicinali.
Poiché MabCampath è una proteina ricombinante umanizzata, non si prevedono interazioni farmaco-farmaco mediate dal P450.
Si consiglia tuttavia di non somministrare MabCampath entro 3 settimane dalla somministrazione di altri agenti chemioterapici.
Sebbene non esistano studi specifici, è sconsigliata la somministrazione di vaccini virali vivi per almeno 12 mesi dopo la fine della terapia con MabCampath.
La capacità di indurre una risposta umorale primaria o anamnestica a qualsiasi vaccino non è stata studiata.
Sia donne che uomini in età fertile devono usare misure anticoncezionali opportune durante il trattamento e per 6 mesi dopo la terapia con MabCampath.
Gravidanza:
MabCampath è controindicato durante la gravidanza.
Dato che le IgG umane attraversano la barriera placentare, anche MabCampath potrebbe potenzialmente attraversarla e causare la deplezione dei linfociti B e T del feto.
Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale.
Non si sa se MabCampath possa provocare danni al feto se somministrato a una donna durante la gravidanza o se possa modificare la capacità riproduttiva.
Allattamento:
MabCampath è controindicato durante l’allattamento.
Non si sa se MabCampath venga escreto nel latte materno.
Se si rende necessario il trattamento, l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento e per almeno 4 settimane dopo la terapia con MabCampath.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Si deve tuttavia usare cautela perché sono state riferite confusione e sonnolenza.
È possibile che oltre l’80% dei pazienti trattati precedentemente possa avere
reazioni avverse; lereazioni riferite più comunemente si verificano in genere durante la prima
settimana di terapia.
Circa il97% dei pazienti in trattamento di prima linea ha accusato reazioni avverse; le
reazioni riferite più comunemente nei pazienti in trattamento di prima linea si
sono verificate in genere durante la prima settimana di terapia. Le tabelle seguenti
riportano le reazioni avverse in accordo con la classificazione per sistemi e
organi secondo MedDRA (MedDRA SOC).
Le frequenze sono basate sui dati ottenuti
negli studi clinici.Viene utilizzato il termine
MedDRA più appropriato per descrivere una particolare reazione, i suoi sinonimi
e le condizioni affini. Le frequenze sono definite come molto comuni > 1/10, comuni
>
1/100 - <1/10, non comuni > 1/1000- <1/100.
Non sono disponibili informazioni per eventi insorti con frequenze
inferiori, a causa delle dimensioni della popolazione studiata, n=147 nel caso
di pazienti in trattamento di prima linea e n=149 nel caso di pazienti trattati
precedentemente. Effetti indesiderati in pazienti in trattamento di prima linea I dati di sicurezza nei pazienti con B-CLL in trattamento di prima linea sono
basati sulle reazioni avverse osservate durante lo studio su 147 pazienti
arruolati in uno studio randomizzato e controllatosu MabCampath come agente in monoterapia somministrato per via endovenosa tre
volte a settimana a una dose di 30 mg per un massimo di 12 settimane, incluso un
periodo di aumento graduale della dose.
Nell’ambito di ciascun gruppo di
frequenza gli effetti indesiderati osservati durante il trattamento o
entro 30 giorni dopo la conclusione del trattamento con MabCampath sono
presentati in ordine di gravità decrescente. Classificazione per sistemi e organi MedDRA Infezioni ed infestazioni
Molto comuni Viremia da citomegalovirus Infezione da citomegalovirus
Comuni Non comuni Polmonite Sepsi Bronchite Batteriemia da stafilococco Faringite Tubercolosi Candidiasi orale Broncopolmonite Herpes oftalmico Infezione da streptococco beta emolitico
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni |
| Infezioni ed infestazioni | Viremia da citomegalovirus | Polmonite | Sepsi |
| Infezione da citomegalovirus | Bronchite | Batteriemia da stafilococco | |
| Faringite | Tubercolosi | ||
| Candidiasi orale | Broncopolmonite | ||
| Herpes oftalmico | |||
| Infezione da streptococco beta emolitico |
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni |
| Candidiasi | |||
| Candidiasi genitale | |||
| Infezione delle vie urinarie | |||
| Cistite | |||
| Tinea corporis | |||
| Nasofaringite | |||
| Rinite | |||
| Patologie del sistemaemolinfopoietico | Neutropeniafebbrile | Agranulocitosi | |
| Neutropenia | Linfopenia | ||
| Leucopenia | Linfoadenopatia | ||
| Trombocitopenia | Epistassi | ||
| Anemia | |||
| Disturbi del sistemaimmunitario | Reazione anafilattica | ||
| Ipersensibilità | |||
| Disturbi delmetabolismo e della nutrizione | Calo ponderale | Sindrome da lisi tumorale | |
| Iperglicemia | |||
| Calo delle proteine totali | |||
| Anoressia | |||
| Disturbi psichiatrici | Ansia | ||
| Patologie del sistemanervoso | Sincope | Vertigini | |
| Capogiri | |||
| Tremore | |||
| Parestesia | |||
| Ipoestesia | |||
| Cefalea | |||
| Patologie dell’occhio | Congiuntivite | ||
| Patologie cardiache | Cianosi | Arresto cardiaco | |
| Bradicardia | Infarto miocardico | ||
| Tachicardia | Angina pectoris | ||
| Tachicardiasinusale | Fibrillazione atriale | ||
| Aritmia sopraventricolare | |||
| Bradicardia sinusale | |||
| Extrasistolisopraventricolari | |||
| Patologie vascolari | Ipotensione | Ipertensione | Ipotensione ortostatica |
| Vampate di calore | |||
| Vampate | |||
| Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche | Broncospasmo | Ipossia | |
| Dispnea | Effusione pleurica | ||
| Disfonia | |||
| Rinorrea | |||
| Patologiegastrointestinali | Nausea | Vomito | Ileo |
| Dolore addominale | Fastidio a livello orale | ||
| Fastidio allo stomaco | |||
| Diarrea | |||
| Patologie della cute edel tessuto sottocutaneo | Orticaria | Dermatite allergica | Rash pruritico |
| Rash | Prurito | Rash maculare | |
| Iperidrosi | Rash erimatoso |
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni |
| Eritema | Dermatite | ||
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Mialgia | Dolore osseo | |
| Doloremuscoloscheletrico | Artralgia | ||
| Mal di schiena | Dolore toracicomuscoloscheletrico | ||
| Spasmi muscolari | |||
| Patologie renali eurinarie | Riduzione del flussourinario | ||
| Disuria | |||
| Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione | Febbre | Affaticamento | Infiammazione dellamucosa |
| Brividi | Astenia | Eritema al sito di infusione | |
| Edema localizzato | |||
| Edema al sito di infusione | |||
| Malessere |
Effetti indesiderati nei pazienti trattati precedentemente II dati di sicurezza nei pazienti con B-CLL trattati precedentemente sono basati
su 149 pazienti arruolati in
studi a braccio singolo su MabCampath (Studi 1, 2, e 3).
Gli eventi indicati
nella colonna "Non noti" sono stati riferiti durante la sorveglianza
post-marketing.
Nell’ambito di ciascun gruppo di frequenza gli effetti
indesiderati sono presentati in ordine di gravità decrescente. Classificazioneper sistemi e organi MedDRA
Moltocomuni
Comuni Non comuni Non notiInfezioni ed infestazioni
Sepsi
Infezione dacitomegalovirus
Infezione batterica Infezioni opportunistiche,riattivazione e comparsa di infezioni latenti.Altre infezioni virali, batteriche, protozoiche e micotiche*PolmoniteHerpes simplex
Infezione da Pneumocystis jiroveciPolmonite Infezionemicotica
Infezione viraleDermatitemicoticaLaringiteCandidiasi RiniteHerpes zoster OnicomicosiAscessoInfezione delle vie urinarieSinusiteBronchiteInfezione delle vie respiratoriesuperiori
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni | Non noti |
| Faringite | ||||
| Infezione | ||||
| Tumori benigni,maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) | Patologia tipolinfoma | Infezione EBV associataa disordine linfoproliferativo | ||
| Patologie delsistema emolinfopoietic o | Granulocitopenia | Neutropeniafebbrile | Aplasia delmidollo osseo | Gravi reazioniemorragiche |
| Trombocitopenia | Pancitopenia | Coagulazioneintravascolare disseminata | ||
| Anemia | Leucopenia | Anemia emolitica,Aptoglobina ridotta | ||
| Linfopenia | Depressione delmidollo osseo | |||
| Porpora | Epistassi | |||
| Sanguinamentogengivale | ||||
| Anormalità deitest ematologici | ||||
| Disturbi delsistema immunitario | Reazioniallergiche | Fenomeni autoimmuni * | ||
| Gravi reazionianafilattiche e altre reazioni di ipersensibilità | ||||
| Test di Coombs conesito positivo | ||||
| Disturbi delmetabolismo e della nutrizione | Anoressia | Iponatremia | Ipocaliemia | Sindrome da lisitumorale* |
| Ipocalcemia | Aggravamento deldiabete mellito | |||
| Calo ponderale | ||||
| Disidratazione | ||||
| Sete | ||||
| Disturbipsichiatrici | Confusione | Depersonalizzazione | ||
| Ansia | Turbe dellapersonalità | |||
| Depressione | Pensiero anormale | |||
| Sonnolenza | Impotenza | |||
| Insonnia | Nervosismo | |||
| Patologie delsistema nervoso | Cefalea | Vertigini | Sincope | Emorragia intracranicanei pazienti con trombocitopenia* |
| Capogiri | Andaturaanormale |
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni | Non noti |
| Tremore | Distonia | |||
| Parestesia | Iperestesia | |||
| Ipoestesia | Neuropatia | |||
| Ipercinesia | Alterazioni delgusto | |||
| Perdita del gusto | ||||
| Patologiedell’occhio | Congiuntivite | Endoftalmite | ||
| Patologiedell’orecchio e del labirinto | Sordità | |||
| Tinnito | ||||
| Patologiecardiache | Palpitazioni | Arresto cardiaco | Scompenso cardiacocongestizio, cardiomiopatia o ridotta frazione di eiezione nei pazienti trattati precedentemente con agenti cardiotossici | |
| Tachicardia | Infarto miocardico | |||
| Fibrillazioneatriale | ||||
| Tachicardiasopraventricolare | ||||
| Aritmia | ||||
| Bradicardia | ||||
| ECG anormale | ||||
| Patologievascolari | Ipotensione | Ipertensione | Ischemiaperiferica | |
| Vasospasmo | ||||
| Vampate | ||||
| Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea | Ipossia | Stridore | |
| Emottisi | Tensione dellagola | |||
| Broncospasmo | Infiltrazionepolmonare | |||
| Tosse | Versamentopleurico | |||
| Riduzione deirumori respiratori | ||||
| Alterazionerespiratoria | ||||
| Patologiegastrointestinali | Vomito | Emorragiagastrointestinale | Gastroenterite | |
| Nausea | Stomatiteulcerativa | Ulcerazione dellalingua | ||
| Diarrea | Stomatite | Gengivite | ||
| Doloreaddominale | Singhiozzo | |||
| Dispepsia | Eruttazione | |||
| Stipsi | Bocca secca | |||
| Flatulenza |
| Classificazione per sistemi e organi MedDRA | Molto comuni | Comuni | Non comuni | Non noti |
| Patologieepatobiliari | Funzione epaticaanormale | |||
| Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo | Prurito | Eruzione bollosa | Rashmaculopapuloso | |
| Orticaria | Rash eritematoso | Alterazionicutanee | ||
| Rash | ||||
| Iperidrosi | ||||
| Patologie delsistema muscoloschele- trico e del tessuto connettivo | Artralgia | Dolore degli artiinferiori | ||
| Mialgia | Ipertonia | |||
| Dolorescheletrico | ||||
| Mal di schiena | ||||
| Patologie renalie urinarie | Ematuria | |||
| Incontinenzaurinaria | ||||
| Riduzione delflusso urinario | ||||
| Poliuria | ||||
| Alterazione dellafunzionalità renale | ||||
| Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazio ne | Brividi | Dolore toracico | Edema polmonare | Serie reazioni connesseall’infusione* (vedere il testo sotto la tabella) |
| Febbre | Sintomi simil-influenzali | Edema periferico | ||
| Affaticamento | Mucosite | Edemaperiorbitale | ||
| Edema dellabocca | Ulcerazione dellamucosa | |||
| Edema | Livido al sito diinfusione | |||
| Astenia | Dermatite al sitodi infusione | |||
| Malessere | Dolore al sito diinfusione | |||
| Sensazione dicambio di temperatura | ||||
| Reazione al sitodi infusione | ||||
| Dolore |
* con esito potenzialmente fatale o fatale Reazioni legate all’infusione: sono state riferite molto frequentemente
(a causa del rilascio delle citochine) reazioni acute legate all’infusione,
quali: febbre, brividi, nausea, vomito, ipotensione, affaticamento, eruzioni
cutanee, orticaria, dispnea, cefalea, prurito e diarrea.
La maggior parte di
queste reazioni sono state di gravità da lieve a moderata.
Si sono verificate
reazioni gravi, inclusi broncospasmo, ipossia, sincope, infiltrati polmonari,
sindrome da stress respiratorio acuto, arrestorespiratorio, infarto miocardico, aritmia, scompenso cardiaco acuto e arresto
cardiaco, in associazione al
rilascio delle citochine, con esito fatale in rari casi.
Le reazioni acute
legate all’infusione si presentano in genere durante la prima settimana di
terapia e diminuiscono successivamente in modo sostanziale.
Le reazioni di grado
3° o 4° grado legate all’infusione non sono comuni dopo la prima settimana di
terapia.
In seguito alla somministrazione di MabCampath sono stati riportati
casi non comuni di gravi reazioni anafilattiche e altre reazioni di
ipersensibilità, compresi shock anafilattico e angioedema.
Questi sintomi
possono essere migliorati o evitati con l’utilizzo della premedicazione e
dell’incremento graduale della dose (vedere paragrafo 4-4). Infezioni e infestazioni: tra i pazienti in trattamento di prima linea,
durante il periodo di trattamentosono state riportate le seguenti reazioni avverse al farmaco con severità di
grado 3°: eventi correlati a citomegalovirus (viremia/infezione) e polmonite
sono stati riferiti comunemente; i seguenti eventisono stati segnalati non comunemente: broncopolmonite, tinea corporis,
candidiasi genitale, sepsi, tubercolosi e infezione delle vie urinarie.
Non sono
state riportate infezioni o infestazioni correlate al farmaco di grado 4°.
Nei
pazienti trattati precedentemente sono state osservate molto frequentemente
infezioni di grado 3° o 4°, fra cui polmonite e infezioni sostenute da Herpes
simplex.
Si verificano comunemente anche infezioni opportunistiche, fra cui
quelle dovute a riattivazione (es.
polmonite da Pneumocystis jiroveci
(PCP), citomegalovirus (CMV), polmonite da Aspergillus e herpes zoster).
La mucormicosi rinocerebrale è stata osservata raramente.
Si sono verificate
altre infezioni gravi etalvolta fatali, virali (es.
adenovirus, parainfluenza, epatite B,
leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP)), batteriche (incluse
tubercolosi e micobatteriosi atipica, nocardiosi), protozoiche (es.
toxoplasma gondii) e micotiche, incluse quelle dovute a riattivazione di
infezioni latenti, durantela sorveglianza dopo l’immissione in commercio.
La terapia profilattica
antinfettiva consigliatasembra essere efficace nel ridurre il rischio di infezioni di polmonite da
Pneumocystis jiroveci (PCP) e
di Herpes zoster (vedere paragrafo 4-4). Il prolungato calo dei linfociti T associabile al trattamento con MabCampath può
accrescere il rischio di
riattivazione virale latente del Virus di Epstein Barr (EBV).
In rari casi si è
osservata nei pazienti immunocompromessi l’evoluzione
dell’infezione/riattivazione di EBV a disordine linfoproliferativo associato
all’EBV.Patologie del sistema
emolinfopoietico: non sono state osservate reazioni avverse al farmaco quali
pancitopenia/ipoplasia midollare nei pazienti in trattamento di prima linea
trattati con MabCampath.Nei pazienti trattati precedentemente sono state riportate comunemente gravi
reazioni emorragiche.
Si è
verificata comunemente pancitopenia di grado 3° o 4° d’intensità, o di natura
grave. Disturbi del sistema immunitario: nessuno dei pazienti in trattamento di
prima linea con MabCampath ha
sviluppato trombocitopenia autoimmune, né sono state riferite reazioni avverse
quali anemia emolitica autoimmune. Si sono verificati fenomeni autoimmuni non comuni, durante o dopo il trattamento
con MabCampath(es.
anemia emolitica autoimmune, trombocitopenia autoimmune, anemia aplastica,
sindrome di Guillain Barré e la
sua forma cronica, poliradiculoneuropatia cronica infiammatoria
demielinizzante).In rari casi questi effetti
possono essere molto gravi o avere esito fatale.Un altro evento comune è
rappresentato da esito positivo per il test di Coombs.Disturbi del
metabolismo e della nutrizione: si è verificata in rari casi sindrome da
lisi tumorale a esito fatale.Patologie del sistema
nervoso: si è verificata in rari casi emorragia intracranica fatale nei
pazienti con trombocitopenia. Patologie cardiache: Scompenso cardiaco congestizio, cardiomiopatia e
ridotta frazione di eiezionesono stati riportati non comunemente nei pazienti già trattati con agenti
potenzialmente cardiotossici.
I pazienti hanno ricevuto singole dosi ripetute fino a una dose massima di 240 mg di MabCampath.
La frequenza degli eventi avversi di grado 3° o 4°, come febbre, ipotensione e anemia, potrebbe essere più alta in questi pazienti.
Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di MabCampath.
Il trattamento comprende la sospensione della somministrazione di MabCampath e la terapia di supporto.
Categoria
farmacoterapeutica: anticorpo monoclonale, codice ATC: L01XC. L’alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato di tipo IgG1 kappa ottenuto
con tecniche di ingegneria genetica specifico per una glicoproteina (CD52) di
21-28 kD della superficie cellulare del linfocita espresso principalmente sulla
superficie di linfociti B e T normali e maligni del sangue periferico.
L’alemtuzumab viene generato tramite l’inserimento, in una molecola di
immunoglobulina umana di tipo IgG1, di sei regioni che determinano la
complementarità, provenienti da un anticorpo monoclonale di ratto di tipo IgG2- L’alemtuzumab causa la lisi dei linfociti legandosi al CD52, un antigene non
modulato altamente espresso, presente essenzialmente sulla superficie di tutti i
linfociti B e T, oltre che dei monociti,timociti e macrofagi.
L’anticorpo media la lisi dei linfociti tramite la
fissazione del complemento e la citotossicità cellulo mediata
anticorpo-dipendente.
L’antigene è stato trovato su una piccola
percentuale (< 5%) di granulociti, ma non su eritrociti o piastrine.
Non
risulta che l’alemtuzumab danneggi le cellule staminali ematopoietiche né le
cellule progenitrici. Pazienti con B-CLL in trattamento di prima linea La sicurezza e l’efficacia di MabCampath sono state valutate in uno studio di
Fase 3, in aperto, randomizzato e comparativo su pazienti in terapia di prima
linea (precedentemente non trattati) con B- CLL di stadio Rai I-IV richiedenti
trattamento (Studio 4).
MabCampath si è rivelato superiore rispetto
al clorambucile, come dimostrato dall’endpoint primario sopravvivenza senza
progressione (PFS) (vedere la Figura 1).Figura 1: Sopravvivenza senza progressione nello studio del trattamento di
prima linea (per gruppo di trattamento) Probabilità stimataHazard ratio: 0,58IC al 95%: 0,43, 0,77 Test dei ranghi logaritmici stratificato: p = 0,0001N. a rischio Tempo (mesi)Gli obiettivi secondari comprendevano i tassi di risposta completa (CR) e di
risposta complessiva (CRo
risposta parziale) usando i criteri NCIWG del 1996, la durata della
risposta, il tempo al trattamento alternativo e la sicurezza dei due bracci
di trattamento.Riepilogo della popolazione dei pazienti in trattamento di prima linea e
degli esiti clinici
| Esame indipendente del tasso e della durata della risposta | |||
| MabCampath n=149 | Clorambucile n=148 | Valore P | |
| Età mediana (anni) | 59 | 60 | Non pertinente |
| Malattia di stadio Rai III/IV | 33,6% | 33,1% | Non pertinente |
| Tasso risposta complessiva | 83,2% | 55,4% | <0,0001* |
| Risposta completa | 24,2% | 2,0% | <0,0001* |
| Malattia minima residua (MRD)negativa**** | 7,4% | 0,0% | 0,0008* |
| Risposta parziale | 59,1% | 53,4% | Non pertinente |
| Durata della risposta**, CR o PR (mesi)Mediana di K-M (intervallo di confidenza al 95%) | N=12416,2 (11,5, 23,0) | N=8212,7 (10,2, 14,3) | Non pertinente |
| Tempo al trattamento alternativo(mesi)Mediana di K-M (intervallo di confidenza al 95%) | 23,3 (20,7, 31,0) | 14,7 (12,6, 16,8) | 0,0001*** |
*Test dei chi quadrato di Pearson o test esatto** Durata della risposta migliore***Test dei ranghi logaritmici stratificato per gruppo Rai (stadio I-II vs.
III-IV)****per flusso a 4 colori Analisi citogenetiche nei pazienti con B-CLL in trattamento di prima
linea: È sempre più riconosciuto che il profilo citogenetico della B-CLL rappresenta
un’informazione prognostica importante, che può predire la risposta ad alcune
terapie.
Tra i pazienti in trattamento di prima linea (n="2"82) dello Studio 4 per
i quali erano disponibili dati citogenetici basali (FISH), si osservavano
aberrazioni cromosomiche nell’82%, mentre nel 18% dei pazienti è stato
evidenziato uncariotipo normale.
Le aberrazioni cromosomiche sono state classificate mediante
il modello gerarchico di Döhner.
Nei pazienti di prima linea trattati con MabCampath o clorambucile vi erano
21 pazienti con delezione 17p, 54 pazienti con delezione 11q, 34 pazienti
con trisomia 12, 51 pazienti con cariotipo normale e 67 pazienti con sola
delezione 13q.Il tasso di risposta
complessiva (ORR) era superiore in pazienti con qualsiasi delezione 11q (87%
vs.
29%; p<0,0001) o sola delezione 13q (91% vs.
62%; p=0,0087) trattati con
MabCampath rispetto al clorambucile.
Si è osservata una tendenza a un miglior
ORR in pazienti con delezione 17p trattati con MabCampath (64% vs.
20%;
p=0,0805).
La remissione completa era anch’essa superiore nei pazienticon sola delezione 13q trattati con MabCampath (27% vs.
0%; p=0,0009).
La
sopravvivenza senza progressione (PFS) mediana era superiore nei pazienti con
sola delezione 13q trattati con
MabCampath (24,4 vs.
13,0 mesi; p=0,0170 stratificato per stadio Rai).
Si è
osservata una tendenza verso una migliore PFS in pazienti con delezione 17p,
trisomia 12 e cariotipo normale, che non ha raggiunto la significatività a
causa delle ridotte dimensioni del campione. Valutazione del CMV
mediante PCR: Nello studio randomizzato e controllato su pazienti in trattamento di prima
linea (Studio 4), i pazienti nel braccio di trattamento con MabCampath venivano
sottoposti settimanalmente a test perevidenziare la presenza di citomegalovirus (CMV) mediante saggio PCR (polymerase
chain reaction), dall’inizio fino al completamento della terapia e ogni 2
settimane per i primi 2 mesi dopo la terapia.
Inquesto studio è stata riferita positività nella PCR per CMV asintomatica in
77/147 (52,4%) pazienti trattati con MabCampath; è stata riportata infezione da
CMV sintomatica meno comunemente, in23/147 pazienti trattati con MabCampath (16%).
Nel braccio di trattamento con
MabCampath 36/77 (46,8%) pazienti con PCR positiva per CMV asintomatica hanno
ricevuto terapia antivirale e 47/77(61%) di questi pazienti hanno interrotto la terapia con MabCampath.
La presenza
di PCR positiva per CMV asintomatica o di infezione da CMV positiva alla PCR
sintomatica durante il trattamento con MabCamapth non ha dimostrato alcun
impatto misurabile sulla sopravvivenza senza progressione
(PFS). Pazienti con B-CLL
trattati precedentemente: La determinazione dell’efficacia di MabCampath è basata sulla risposta
complessiva e sui tassi di sopravvivenza.
I dati disponibili forniti da tre
studi non controllati sulla leucemia linfocitica cronica
dei linfociti B (B-CLL) sono riassunti nella seguente tabella:
| Parametri di efficacia | Studio 1 | Studio 2 | Studio 3 |
| Numero di pazienti | 93 | 32 | 24 |
| Gruppo diagnostico | Pazienti con B-CLL che hanno ricevuto un agente alchilante e che non hanno risposto al trattamento con la fludarabina | Pazienti con B-CLL che non hanno risposto o hanno avuto una ricaduta dopo il trattamento con la chemioterapia convenzionale | Pazienti con B-CLL (più uno con leucemia prolinfocitica - PLL) che non hanno risposto o hanno avuto una ricaduta dopo il trattamento con la fludarabina |
| Età media (anni) | 66 | 57 | 62 |
| Caratteristiche della patologia (%) Stadio Rai III/IVSintomi B | 7642 | 7231 | 7121 |
| Terapie precedenti (%): Agenti alchilanti Fludarabina | 100100 | 10034 | 92100 |
| Numero di regimi precedenti (range) | 3 (2-7) | 3 (1-10) | 3 (1-8) |
| Regime posologico iniziale | Incremento graduale da 3 a 10 a 30 mg | Incremento graduale da 10 a 30 mg | Incremento graduale da 10 a 30 mg |
| Regime posologico finale | 30 mg per via endovenosa 3 volte alla settimana | 30 mg per via endovenosa 3 volte alla settimana | 30 mg per via endovenosa 3 volte alla settimana |
| Tasso risposta complessivo (%) (95% Intervallo di confidenza) Risposta completaRisposta parziale | 33 (23-43)231 | 21 (8-33)021 | 29 (11-47)029 |
| Durata mediana di risposta (mesi) (95% Intervallo di confidenza) | 7(5 - 8) | 7(5 – 23) | 11(6 - 19) |
| Tempo mediano alla risposta (mesi) (95% Intervallo di confidenza) | 2 (1-2) | 4 (1-5) | 4(2-4) |
| Sopravvivenza senza progressione(mesi)(95% Intervallo di confidenza) | 4 (3-5) | 5 (3-7) | 7 (3-9) |
| Sopravvivenza (mesi):(95% Intervallo di confidenza) Tutti i pazientiPazienti responder | 16 (12-22)33 (26-NR) | 26 (12-44)44 (28-NR) | 28 (7-33)36 (19-NR) |
NR = non raggiunto
La farmacocinetica è stata caratterizzata in pazienti con leucemia linfocitica cronica a cellule B (B- CLL) in cui è fallita la terapia precedente con gli analoghi della purina, mai trattati con MabCampath.
MabCampath è stato somministrato in infusione endovenosa di 2 ore, secondo il programma posologico consigliato, partendo da 3 mg e salendo a 30 mg, 3 volte la settimana, fino a un massimo di 12 settimane.
La farmacocinetica di MabCampath ha seguito un modello bicompartimentale e ha evidenziato una cinetica di eliminazione non lineare.
Dopo l’ultima dose di 30 mg, il volume mediano di distribuzione in condizioni di equilibrio dinamico è risultato di 0,15 l/kg (intervallo: 0,1.0,4 l/kg), che indica che la distribuzione era primariamente agli spazi del fluido extracellulare e del plasma.
L’eliminazione sistemica è stata ridotta con la somministrazione ripetuta a causa della minore eliminazione mediata dai recettori (ovvero la perdita dei recettori CD52 nella periferia).
Con la somministrazione ripetuta e il conseguente accumulo della concentrazione plasmatica, il tasso di eliminazione è risultato vicino alla cinetica di ordine zero.
Come tale l’emivita è risultata di 8 ore (intervallo: 2.32 ore) dopo la prima dose di 30 mg e di 6 giorni (intervallo: 1.14 giorni) dopo l’ultima dose di 30 mg.
Le concentrazioni in condizioni di equilibrio dinamico sono state raggiunte dopo 6 settimane di somministrazione.
Non sono state osservate differenze apparenti nella farmacocinetica fra maschi e femmine, né sono stati osservati effetti apparenti dovuti all’età.
La valutazione preclinica di alemtuzumab negli animali è stata limitata alle scimmie cynomolgus a causa della mancanza di espressione dell’antigene CD52 nelle specie non appartenenti ai primati.
In questa specie la linfocitopenia è stato l’effetto più comune correlato al trattamento.
Un leggero effetto cumulativo sul livello di deplezione linfocitaria è stato osservato in studi con somministrazione di dose ripetuta rispetto agli studi con somministrazione di singola dose.
La deplezione linfocitaria è risultata rapidamente reversibile dopo la cessazione della somministrazione.
Neutropenia reversibile è stata osservata a seguito di somministrazioni giornaliere per via endovenosa o sottocutanea per 30 giorni, ma non dopo dosi singole o ripetute per 14 giorni.
I risultati istopatologici ottenuti dai campioni di midollo osseo non hanno indotto cambiamenti considerevoli attribuibili al trattamento.
Dosi endovenose singole di 10 e 30 mg/kg hanno prodotto ipotensione da moderata a grave in funzione del trattamento, accompagnata da una leggera tachicardia.
È stato osservato un legame di MabCampath tra la sua porzione Fab (frammento antigen binding) e i tessuti linfoidi e i fagociti mononucleati.
Un legame significativo è stato inoltre osservato a livello dell’apparato riproduttivo maschile (epididimo, sperma, vescicola seminale) e a livello della pelle.
Non sono emerse altre informazioni di rilevanza clinica nei suddetti studi di tossicità.
Nessuno studio a breve o lungo termine è stato condotto con MabCampath per valutare il potenziale carcinogeno e mutageno.
Sodio edetato Polisorbato 80 Soluzione di sodio cloruro con tampone fosfato composta da: Potassio cloruro Potassio fosfato monobasico Sodio cloruro Sodio fosfato dibasico Acqua per preparazioni iniettabili
Il medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Non esistono incompatibilità conosciute con altri prodotti medicinali.
Tuttavia, non devono essere aggiunti altri prodotti medicinali all’infusione di MabCampath né infonderli in simultanea attraverso la stessa via endovenosa.
3 anni.
Soluzione ricostituita:
MabCampath non contiene conservanti antimicrobici.
MabCampath deve essere usato entro 8 ore dopo la diluizione.
Le soluzioni possono essere conservate a 15°C-30°C o refrigerate.
Questo può essere accettato soltanto se la preparazione della soluzione avviene in condizioni strettamente asettiche e la soluzione è protetta dalla luce.
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Proteggere dalla luce.
Per proteggere il prodotto dalla luce, conservarlo nella confezione originaria.
Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.
3 ml di concentrato in una fiala da 5 ml (vetro chiaro tipo I).
Dimensioni della confezione:
scatola con 3 fiale.
Il contenuto della fiala deve essere controllato prima della somministrazione per verificare la presenza di particelle e alterazione del colore.
Se sono presenti particelle o il concentrato è colorato, la fiala non deve essere usato.
MabCampath non contiene conservanti antimicrobici; si consiglia quindi di preparare MabCampath utilizzando tecniche asettiche e di somministrare la soluzione diluita per l’infusione entro 8 ore dalla preparazione.
La quantità richiesta del contenuto della fiala deve essere aggiunta, per mezzo di un filtro sterile da 5 μm a struttura non fibrosa a basso adsorbimento di proteine, a 100 ml di soluzione di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o di glucosio 5%.
La sacca deve essere capovolta delicatamente per mescolare la soluzione.
Altri prodotti medicinali non dovrebbero essere aggiunti alla soluzione per l’infusione di MabCampath né infusi simultaneamente attraverso la stessa via endovenosa.
Le donne incinte o che cercano di diventarlo non devono manipolare MabCampath.
Le procedure per la corretta manipolazione e smaltimento devono essere osservate.
Qualsiasi dispersione o materiale di scarto deve essere smaltito tramite incenerimento.
Usare cautela nella manipolazione e preparazione della soluzione di MabCampath.
Èconsigliato l’uso di guanti di lattice e di occhiali di sicurezza per evitare l’esposizione in caso di rottura della fiala o di altra dispersione accidentale.
Genzyme Europe BV Gooimeer 10 1411 DD Naaden Paesi Bassi
EU/1/01/193/001
Data della prima autorizzazione: 06/07/2001 Data dell’ultimo rinnovo: 28/07/2006
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