LANTUS soluzione iniettabile in una penna pre-riempita
- Ogni ml di soluzione iniettabile contiene 3,64 mg del principio attivo insulina glargine, corrispondente a 100 Unità di insulina glargine.
Ogni penna contiene 3 ml, equivalenti a 300 Unità.
L'insulina glargine è un analogo dell’insulina ed è prodotta con la tecnica del DNA ricombinante usando Escherichia coli (ceppi K 12).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile in una penna pre-riempita.
OptiSet.
Lantus è una soluzione limpida ed incolore.
Trattamento di adulti, adolescenti e bambini a partire dai 6 anni di età con diabete mellito, quando sia necessario un trattamento insulinico.
La potenza di questo preparato è espressa in unità.
Queste unità sono riferite solo a Lantus e non corrispondono alle UI nè alle unità utilizzate per esprimere la potenza di altri analoghi dell’insulina.
Vedere paragrafo 5.1 (Farmacodinamica).
Lantus contiene insulina glargine, un analogo dell’insulina, che ha una durata d’azione prolungata.
Esso deve essere somministrato una volta al giorno, a qualsiasi ora del giorno ma sempre alla stessa ora ogni giorno.
OptiSet rilascia insulina con incrementi di 2 Unità fino ad una dose singola massima di 40 Unità.
Il dosaggio e l’ora della somministrazione di Lantus deve essere adattato individualmente.
Nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, Lantus può essere somministrato insieme a farmaci antidiabetici attivi per via orale.
Bambini:
Nei bambini, l’efficacia e la sicurezza di Lantus sono state dimostrate solo quando somministrato alla sera.
A causa della limitata esperienza, l’efficacia e la sicurezza di Lantus non sono state dimostrate nei bambini al di sotto dei 6 anni di età.
Passaggio da altre insuline a Lantus:
Quando si sostituisce un regime terapeutico a base di insulina ad azione intermedia o prolungata con un regime con Lantus, un cambiamento della dose di insulina basale può essere richiesto e il trattamento antidiabetico concomitante (cioè la dose ed i tempi della somministrazione addizionale di insulina umana regolare o analoghi dell’insulina ad azione rapida o la dose degli agenti antidiabetici orali) deve essere adattato.
Per ridurre il rischio di ipoglicemia notturna e mattutina, i pazienti che cambieranno il loro regime insulinico basale da insulina NPH due volte al giorno a Lantus una volta al giorno dovranno ridurre la loro dose giornaliera di insulina basale del 20-30 % durante le prime settimane di trattamento.
Durante le prime settimane la diminuzione dovrebbe, almeno in parte, essere compensata da un incremento di insulina prima dei pasti; dopo tale periodo il regime dovrà essere adeguato individualmente.
Come nel caso di altri analoghi dell’insulina, i pazienti trattati con dosi elevate di insulina a causa della presenza di anticorpi anti-insulina umana possono mostrare un miglioramento della risposta all'insulina se sottoposti alla terapia con Lantus.
Si raccomanda di attuare controlli metabolici frequenti nel periodo di passaggio da un tipo di insulina ad un altro e nelle prime settimane successive.
Può verificarsi che in seguito al miglioramento del controllo metabolico ed al conseguente aumento della sensibilità all'insulina sia necessario effettuare un ulteriore aggiustamento della dose.
L'aggiustamento della dose può essere necessario anche se, per esempio, cambiano il peso del paziente o il suo stile di vita, l’ora della somministrazione o si verificano altre circostanze che possono causare un’aumentata sensibilità all'ipo- o iperglicemia (vedere paragrafo 4.4).
Somministrazione:
Lantus viene somministrato per via sottocutanea.
Lantus non deve essere somministrato per via endovenosa.
La durata d'azione prolungata di Lantus dipende dalla sua iniezione nel tessuto sottocutaneo.
La somministrazione per via endovenosa della dose che è di solito usata per via sottocutanea può provocare una grave ipoglicemia.
Non ci sono differenze clinicamente rilevanti nei livelli sierici di insulina o di glucosio dopo somministrazione di Lantus nella parete addominale, nel muscolo deltoide o nella coscia.
È necessario ruotare i siti di iniezione all'interno dell'area prescelta tra un'iniezione e la successiva.
Lantus non deve essere miscelato con nessun altro tipo di insulina o diluito.
Miscelandolo o diluendolo si può modificarne il profilo di durata/azione e la miscelazione può provocarne la precipitazione.
Prima di utilizzare OptiSet è necessario leggere attentamente le Istruzioni per l’uso inserite nel foglio illustrativo (vedere paragrafo 6.6).
A causa della limitata esperienza, l’efficacia e la sicurezza di Lantus non può essere stabilita nei seguenti gruppi di pazienti:
pazienti con ridotta funzionalità epatica o pazienti con una insufficienza renale media/grave (vedere paragrafo 4.4).
Ipersensibilità all'insulina glargine o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 6.1).
Lantus non è l’insulina di prima scelta nel trattamento della chetoacidosi diabetica.
In tali casi si consiglia invece l'insulina rapida somministrata per via endovenosa.
La sicurezza e l’efficacia di Lantus sono state determinate negli adolescenti e bambini a partire dai 6 anni di età.
A causa della limitata esperienza, l’efficacia e la sicurezza di Lantus non può essere stabilita nei bambini al di sotto dei 6 anni di età, nei pazienti con ridotta funzionalità epatica o nei pazienti con una insufficienza renale media/grave (vedere paragrafo 4.2).
In pazienti affetti da insufficienza renale la richiesta di insulina può diminuire a causa della ridotta eliminazione insulinica.
Negli anziani, il deterioramento progressivo della funzione renale può causare una diminuzione costante della domanda di insulina.
È possibile che in pazienti affetti da insufficienza epatica grave la richiesta di insulina diminuisca a causa della capacità ridotta di gluconeogenesi e del ridotto metabolismo insulinico.
Se il controllo glicemico non è ottimale o se il paziente mostra una tendenza ad episodi iperglicemici o ipoglicemici, si devono rivedere l’aderenza del paziente al regime di trattamento prescritto, i siti e le tecniche di iniezione e tutti gli altri fattori rilevanti prima di considerare un aggiustamento della dose.
Il passaggio ad altro tipo o marca di insulina deve essere fatto sotto stretto controllo medico e può richiedere modifiche del dosaggio.
Ipoglicemia:
La frequenza di eventi ipoglicemici dipende dal profilo di azione dei vari tipi di insulina usati e possono quindi cambiare quando viene modificato il regime di trattamento.
A causa di un maggiore apporto di insulina basale con Lantus, potrebbe verificarsi ipoglicemia con minor frequenza durante la notte ed una maggior frequenza di prima mattina.
Si devono prendere precauzioni particolari e si consiglia di effettuare un monitoraggio più frequente del glucosio ematico nei pazienti nei quali gli episodi ipoglicemici possono essere di particolare rilevanza clinica, per esempio in pazienti con stenosi significative delle arterie coronariche o dei vasi sanguigni che irrorano il cervello (rischio di complicanze cardiache o cerebrali dell'ipoglicemia), così come in pazienti con retinopatia proliferativa, in particolare se non sono trattati con fotocoagulazione (rischio di amaurosi transitoria conseguente all’ipoglicemia).
I pazienti devono saper riconoscere le circostanze in cui i sintomi premonitori dell'ipoglicemia sono diminuiti.
I sintomi di allarme dell'ipoglicemia possono cambiare, risultare meno evidenti o assenti in certi gruppi a rischio.
Questi includono pazienti:
con marcato miglioramento del controllo glicemico, nei quali l'ipoglicemia si sviluppa gradualmente, anziani, che sono passati da un’insulina animale a un’insulina umana, con neuropatia autonomica, con una lunga storia di diabete, che soffrono di disturbi psichiatrici, che ricevono contemporaneamente un trattamento con alcuni altri farmaci (vedere paragrafo 4.5).
Tali situazioni possono provocare ipoglicemia grave (e possibile perdita di conoscenza) prima che il paziente ne sia consapevole.
Gli effetti prolungati della somministrazione sottocutanea di insulina glargine possono ritardare la normalizzazione di una ipoglicemia.
Se si osservano valori di emoglobina glicosilata normali o diminuiti si deve considerare la possibilità che si siano verificati episodi ricorrenti, non riconosciuti (specialmente notturni) di ipoglicemia.
L’aderenza del paziente alla dose e al regime dietetico, una corretta somministrazione di insulina ed il riconoscimento dei sintomi dell'ipoglicemia sono essenziali per ridurre il rischio di ipoglicemia.
I fattori che aumentano la suscettibilità all'ipoglicemia richiedono un monitoraggio particolarmente attento e potrebbe essere necessario aggiustare la dose.
Tali fattori includono:
variazione dell'area di iniezione, miglioramento della sensibilità all'insulina (mediante, per esempio, eliminazione dei fattori di stress), esercizio fisico non abituale, aumentato o prolungato, disturbi intercorrenti (per esempio vomito, diarrea), assunzione inadeguata di cibo, omissione di pasti, consumo di alcool, disordini non compensati del sistema endocrino, (ad esempio, nell’ipotiroidismo e nell’insufficienza corticosurrenale e dell’ipofisi anteriore) trattamento concomitante con alcuni altri farmaci.
Malattie intercorrenti:
Le malattie intercorrenti richiedono un monitoraggio metabolico intensificato.
In alcuni casi è consigliabile eseguire i test delle urine per i chetoni e spesso è necessario aggiustare la dose di insulina.
La domanda di insulina di solito aumenta.
I pazienti con diabete di tipo 1 devono mantenere un apporto di carboidrati, se pure in piccole quantità, anche se mangiano poco o non sono in grado di mangiare, oppure vomitano, ecc.
e non devono mai sospendere completamente la somministrazione di insulina.
Manipolazione della penna:
Prima di utilizzare OptiSet è necessario leggere attentamente le Istruzioni per l’uso inserite nel foglio illustrativo.
OptiSet deve essere utilizzato come raccomandato in queste Istruzioni per l’uso (vedere paragrafo 6.6)
La somministrazione concomitante di alcune sostanze influenza il metabolismo del glucosio e può richiedere un aggiustamento della dose di insulina glargine.
Le sostanze che possono aumentare l'effetto ipoglicemizzante e la suscettibilità all'ipoglicemia includono farmaci antidiabetici orali, ACE inibitori, disopiramide, fibrati, fluoxetina, MAO inibitori, pentossifillina, propoxifene, salicilati e antibiotici sulfonamidi.
Le sostanze che possono ridurre l'effetto ipoglicemizzante includono:
corticosteroidi, danazolo, diazossido, diuretici, glucagone, isoniazide, estrogeni e progestinici, derivati della fenotiazina, somatropina, agenti simpaticomimetici (per esempio epinefrina [adrenalina], salbutamolo, terbutalina), ormoni tiroidei, specialità medicinali antipsicotiche atipiche (per esempio clozapina e olanzapina) e inibitori della proteasi.
Beta-bloccanti, clonidina, sali di litio o alcool possono potenziare o ridurre l'effetto ipoglicemizzante dell'insulina.
La pentamidina può causare ipoglicemia, che talvolta può essere seguita da iperglicemia.
Inoltre, sotto l'effetto di farmaci simpaticolitici come beta-bloccanti, clonidina, guanetidina e reserpina, i segni di contro-regolazione adrenergica possono essere ridotti o assenti.
Gravidanza:
Per insulina glargine non sono disponibili dati clinici relativi a gravidanze esposte nel corso di studi clinici controllati.
Un numero limitato di gravidanze esposte al medicinale osservate dopo la commercializzazione non indica effetti avversi dell’insulina glargine sulla gravidanza o sulla salute del feto e del neonato.
Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo.
Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3).
I dati clinici disponibili non sono sufficienti per escludere rischi.
L’utilizzo di Lantus può essere preso in considerazione durante la gravidanza, se necessario.
È essenziale che le pazienti con diabete preesistente o gravidico mantengano un controllo metabolico soddisfacente durante tutto il corso della gravidanza.
La richiesta di insulina può diminuire durante il primo trimestre e generalmente aumenta durante il secondo e terzo trimestre.
Immediatamente dopo il parto, la quantità di insulina necessaria diminuisce rapidamente (aumenta il rischio di ipoglicemia).
Un attento controllo della glicemia è quindi essenziale.
Allattamento:
Le donne che allattano possono richiedere un aggiustamento del dosaggio insulinico e della dieta.
La capacità del paziente di concentrarsi e di reagire può risultare compromessa dall'ipoglicemia o dall'iperglicemia o, per esempio, come conseguenza dell'alterazione visiva.
Questo può tradursi in una situazione di rischio laddove la suddetta capacità risulti di particolare importanza (per esempio alla guida di veicoli o nell'uso di macchinari).
È opportuno consigliare ai pazienti di adottare le precauzioni necessarie ad evitare l'ipoglicemia mentre guidano, attenzione questa particolarmente importante per coloro nei quali risulta ridotta o del tutto assente la percezione dei segni premonitori dell'insorgenza di uno stato ipoglicemico o che sono soggetti a frequenti episodi ipoglicemici.
È quindi necessario considerare se in tali circostanze sia opportuno mettersi alla guida o utilizzare macchinari.
L'ipoglicemia, che generalmente è l'effetto indesiderato più frequente della terapia insulinica, può essere causata da una dose di insulina troppo elevata rispetto a quella richiesta.
Le seguenti reazioni avverse correlate provenienti dagli studi clinici sono riportate di seguito suddivise per sistema di organo e in base all’incidenza decrescente (molto comune:
>1/10; comune:
>1/100, <1/10; non comune:
>1/1.000, <1/100; raro:
>1/10.000, <1/1.000; molto raro:
<1/10.000).
All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione:
Molto comune:
ipoglicemia.
Gli attacchi ipoglicemici gravi, soprattutto se ricorrenti, possono causare danni neurologici.
Gli episodi ipoglicemici prolungati o severi possono costituire una minaccia per la vita.
In molti pazienti i segni ed i sintomi di ipoglicemia centrale sono preceduti da segni di contro- regolazione adrenergica.
Generalmente, più elevato e più rapido è l'abbassamento dei livelli di glucosio ematico, tanto più marcati si presentano i fenomeni di contro-regolazione e i relativi sintomi.
Alterazioni del sistema immunitario:
Raro:
reazioni allergiche.
Le reazioni allergiche all'insulina di tipo immediato sono rare.
Tali reazioni all'insulina (e all'insulina glargine) o agli eccipienti possono essere associate, per esempio, a reazioni cutanee generalizzate, angioedema, broncospasmo, ipotensione e shock e possono rappresentare una minaccia per la vita.
La somministrazione di insulina può determinare la formazione di anticorpi anti-insulina.
In alcuni studi clinici gli anticorpi che mostravano reazioni crociate con l'insulina umana e con l'insulina glargine sono stati osservati con la stessa frequenza nei gruppi trattati con insulina NPH e in quelli trattati con insulina glargine.
In rari casi la presenza di tali anticorpi anti-insulina può richiedere un aggiustamento del dosaggio di insulina al fine di correggere una tendenza all'iperglicemia o all'ipoglicemia.
Alterazioni del sistema nervoso:
Molto rari:
disgeusia.
Disturbi oculari:
Raro:
alterazioni della vista.
Una variazione marcata del controllo glicemico può causare una compromissione temporanea della vista, dovuta ad una temporanea alterazione della imbibizione e dell'indice di rifrazione del cristallino.
Raro:
retinopatia.
Il miglioramento a lungo termine del controllo glicemico diminuisce il rischio di progressione di retinopatia diabetica.
L'intensificazione della terapia insulinica e il conseguente repentino miglioramento del controllo glicemico possono tuttavia essere associati ad un peggioramento temporaneo della retinopatia diabetica.
Nei pazienti affetti da retinopatia proliferativa, in particolare in quelli non trattati con la fotocoagulazione, episodi ipoglicemici gravi possono causare amaurosi transitoria.
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
Come in tutte le terapie insuliniche, si può verificare una lipodistrofia nel sito di iniezione che rallenta l'assorbimento locale di insulina.
La rotazione continua del sito di iniezione all'interno dell'area di iniezione prescelta può contribuire a ridurre o a prevenire queste reazioni.
Comune:
lipoipertrofia.
Non comune:
lipoatrofia.
Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo:
Molto rari:
mialgia.
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione:
Comune:
reazioni nel sito d’iniezione.
Tali reazioni comprendono arrossamento, dolore, prurito, orticaria, edema o infiammazione.
La maggior parte delle reazioni minori alle insuline nel sito d'iniezione di solito si risolvono nel giro di alcuni giorni o settimane.
Raro:
edema.
Raramente l'insulina può causare ritenzione sodica ed edema, particolarmente se uno scarso controllo metabolico precedente è stato migliorato con una terapia insulinica intensiva.
Sintomi:
Un sovradosaggio di insulina può determinare una ipoglicemia grave, talvolta a lungo termine, e pericolosa per la vita.
Trattamento:
Gli episodi di lieve ipoglicemia possono solitamente essere trattati con carboidrati per via orale.
Può essere necessario aggiustare il dosaggio della specialità medicinale e modificare il regime alimentare o l'esercizio fisico.
Episodi più severi accompagnati da coma, attacchi epilettici o disturbi neurologici possono essere trattati con somministrazione di glucagone per via intramuscolare/sottocutanea o di glucosio concentrato per via endovenosa.
Può inoltre essere necessario assicurare un apporto di carboidrati ad azione prolungata e tenere sotto osservazione il paziente poiché l’ipoglicemia può ripresentarsi anche dopo un iniziale recupero.
Categoria farmacoterapeutica:
Agente antidiabetico.
Insulina ed analoghi, ad azione prolungata.
Codice ATC:
A10A E04.
L'insulina glargine è un analogo dell’insulina umana con bassa solubilità a pH neutro.
È completamente solubile al pH acido (pH 4) della soluzione iniettabile di Lantus.
Dopo essere stata iniettata nel tessuto sottocutaneo, la soluzione acida viene neutralizzata e dà luogo alla formazione di microprecipitati dai quali sono continuamente liberate piccole quantità di insulina glargine.
Questo processo assicura un profilo di concentrazione/durata uniforme, senza picchi, prevedibile e con una durata di azione prolungata.
Legame ai recettori insulinici:
l’insulina glargine è molto simile all’insulina umana per quanto riguarda la cinetica del legame al recettore insulinico.
Essa può quindi mediare lo stesso tipo di effetto attraverso il recettore insulinico come l’insulina.
L'attività principale dell'insulina, inclusa l'insulina glargine, è la regolazione del metabolismo del glucosio.
L'insulina ed i suoi analoghi abbassano i livelli di glucosio ematico mediante stimolazione dell'assunzione periferica di glucosio, specialmente dai muscoli scheletrici e dal tessuto adiposo e mediante inibizione della produzione di glucosio epatico.
L'insulina inibisce la lipolisi negli adipociti e la proteolisi e aumenta la sintesi proteica.
Gli studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che l'insulina glargine per via endovenosa e l'insulina umana sono equipotenti quando vengono somministrate alle stesse dosi.
Come in tutti i trattamenti insulinici, la durata d'azione dell'insulina glargine può essere influenzata dall'esercizio fisico e da altre variabili.
In studi con clamp euglicemico in soggetti sani o in pazienti affetti da diabete di tipo 1, l'inizio dell'attività dell'insulina glargine somministrata per via sottocutanea era più lento di quello dell'insulina NPH umana, inoltre, il suo effetto era uniforme e senza alcun picco e la durata del suo effetto era prolungata.
La durata d'azione più lunga dell'insulina glargine è direttamente correlata con la sua più lenta velocità di assorbimento e giustifica la somministrazione di una sola dose giornaliera.
Il profilo temporale dell’azione dell'insulina e dei suoi analoghi quali l'insulina glargine può variare in maniera considerevole in individui diversi o in uno stesso individuo.
In uno studio clinico i sintomi dell'ipoglicemia o le risposte all'ormone contro-regolatore sono risultati simili dopo somministrazione endovenosa di insulina glargine e insulina umana sia in volontari sani che in pazienti con diabete di tipo 1.
Nei soggetti sani e nei pazienti diabetici le concentrazioni sieriche di insulina indicavano un assorbimento più lento e molto più prolungato e mostravano la mancanza di un picco dopo iniezione sottocutanea di insulina glargine rispetto all'insulina umana NPH.
Le concentrazioni erano quindi conformi al profilo temporale dell'attività farmacodinamica dell'insulina glargine.
Il grafico sopra riportato mostra i profili temporali dell'attività dell'insulina glargine e dell'insulina NPH.
Insulina glargine somministrata per via iniettiva una volta al giorno raggiungerà i livelli di steady state in 2.4 giorni dopo la prima dose.
Se somministrate per via endovenosa, l'emivita di eliminazione dell'insulina glargine e dell'insulina umana sono risultate comparabili.
Nell'uomo l'insulina glargine è in parte degradata nel tessuto sottocutaneo nel carbossile terminale della catena Beta con formazione dei metaboliti attivi 21A-Gly-insulina e 21A-Gly-des-30B-Thr- insulina.
L’insulina glargine non metabolizzata ed i prodotti della sua degradazione sono presenti anche nel plasma.
Negli studi clinici l'analisi dei sottogruppi in base all'età ed al sesso non ha mostrato alcuna differenza nella sicurezza ed efficacia nei pazienti trattati con insulina glargine rispetto all'intera popolazione dello studio.
I dati non clinici rivelano assenza di rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazioni ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.
Zinco cloruro, m-cresolo, glicerolo, acido cloridrico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.
Lantus non deve essere miscelato con altri medicinali.
3 anni.
Validità durante l’impiego della penna:
il prodotto può essere conservato per un massimo di 4 settimane ad una temperatura non superiore a 25°C.
La penna in uso non deve essere conservata in frigorifero.
Penne non in uso Conservare in frigorifero (2°C-8°C).
Conservare nell’imballaggio esterno.
Non congelare.
Occorre assicurarsi che la penna non sia a diretto contatto con il compartimento congelatore o con pacchi congelati.
Prima del primo utilizzo, la penna deve essere conservata a temperatura ambiente per 1.2 ore.
Penne in uso:
per le precauzioni per la conservazione, vedere paragrafo 6.3
3 ml di soluzione in una cartuccia (vetro incolore di tipo 1), con uno stantuffo nero (gomma bromobutilica), con una capsula (alluminio ghierata), con tappo (gomma bromobutilica o gomma bromobutilica con lamina di poliisoprene).
La cartuccia è inserita in una penna usa e getta.
Gli aghi non sono inclusi nella confezione.
Sono disponibili confezioni da 1, 3, 4, 5, 6, 8, 9 e 10 penne.
Cartucce in 3 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo Cartucce in 4 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo Cartucce in 5 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo Cartucce in 10 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo
Prima del primo utilizzo, la penna deve essere conservata a temperatura ambiente per 1.2 ore.
Controllare la cartuccia prima dell'uso.
Usare solo se la soluzione è limpida, incolore, senza particelle solide visibili e se ha una consistenza acquosa.
Poiché Lantus è una soluzione, non richiede risospensione prima dell'uso.
Le penne vuote non devono essere mai riutilizzate e devono essere correttamente eliminate.
Per prevenire la possibile trasmissione di malattie, ciascuna penna deve essere utilizzata da un solo paziente.
Manipolazione della penna:
È neccessario leggere attentamente le Istruzioni per l’uso inserito nel Foglio Illustrativo prima di utilizzare OptiSet.
Informazioni importanti per l’utilizzo di OptiSet:
Prima di ciascun uso un nuovo ago deve essere inserito e un test di sicurezza deve essere effettuato.
Il selettore del dosaggio non deve mai essere ruotato dopo che il pulsante d’iniezione è stato estratto.
In caso di problemi con OptiSet si deve fare riferimento al paragrafo “Ricerca dei problemi” nelle Istruzioni per l’uso.
Se OptiSet è danneggiato o non funziona correttamente (a causa di un difetto meccanico) esso deve essere eliminato e un nuovo OptiSet deve essere utilizzato.
Note Generali:
Il pulsante d’l’iniezione permette la verifica della dose effettivamente caricata:
il pulsante d’iniezione dovrebbe essere estratto.
Quando il pulsante viene estratto, l’ultima barretta spessa visibile (ne è visibile solo la parte superiore) mostra la quantità di insulina caricata.
Se è difficile vederla, la penna deve essere tenuta obliqua.
La penna di insulina non deve cadere o subire urti; altrimenti la cartuccia di insulina presente nel serbatoio trasparente può rompersi e la penna non funzionare.
Se ciò dovesse accadere, deve essere utilizzata una nuova penna.
Controllo dell’insulina:
Dopo aver rimosso il cappuccio della penna, l’etichetta sulla penna e sul serbatoio di insulina devono essere controllate per assicurarsi che contenga l’insulina corretta.
É da controllare anche l’aspetto della soluzione di insulina:
deve essere limpida, incolore, senza particelle visibili e deve avere una consistenza acquosa.
Inserimento dell’ago:
Devono essere utilizzati esclusivamente aghi che sono stati approvati per l’utilizzo con OptiSet.
Dopo aver rimosso il cappuccio della penna, inserire l’ago direttamente sulla penna.
Test di sicurezza:
Prima di ogni iniezione deve essere effettuato un test di sicurezza.
Per un Optiset nuovo e mai utilizzato la freccia del dosaggio deve essere puntata sul numero 8, come già predisposto dal produttore.
Altrimenti, ruotare il selettore del dosaggio in avanti fino a quando la freccia sarà puntata sul numero 2.
Poi estrarre il pulsante d’iniezione fino a fine corsa.
Rimuovere il cappuccio interno ed esterno dell’ago.
Mantenendo la penna in posizione verticale e con l’ago rivolto verso l’alto, picchiettare leggermente con il dito il serbatoio di insulina in modo che eventuali bolle d’aria salgano verso l’ago.
A questo punto premere il pulsante d’iniezione fino in fondo.
Se l’insulina è fuoriuscita sulla punta dell’ago, la penna e l’ago funzionano correttamente.
Se invece l’insulina non fuoriuscisse sulla punta dell’ago, ripetere le operazioni del punto 3 fino alla comparsa dell’insulina sulla punta dell’ago.
Selezione e caricamento del dosaggio di insulina:
La dose può essere selezionata ad intervalli di 2 unità, da un minimo di 2 unità fino ad un massimo di 40 unità.
Se fosse necessaria una dose superiore alle 40 unità, deve essere somministrata mediante due o più iniezioni.
Ruotare il selettore del dosaggio in avanti fino a che la freccia raggiunge la dose richiesta.
Estrarre il pulsante d’iniezione fino a fine corsa per permettere il caricamento della dose nella penna.
Iniezione della dose di insulina:
Il paziente deve essere istruito dal personale sanitario sulla tecnica dell’iniezione.
L’ago deve essere inserito nella pelle.
Premere il pulsante d’iniezione fino in fondo.
É necessario mantenere premuto il pulsante di iniezione per 10 secondi prima dell’estrazione dell’ago.
Questo assicura che la dose completa di insulina sia stata iniettata.
Rimozione dell’ago:
L’ago deve essere rimosso ed eliminato dopo ciascuna iniezione.
Questo previene contaminazioni così come perdite di liquido, ingresso di aria e potenziali ostruzioni dell’ago.
Gli aghi non devono essere riutilizzati.
Il cappuccio della penna deve essere riposizionato sulla penna.
Controllo del serbatoio per la quantità di insulina residua:
La scala graduata dell’insulina residua sul serbatoio trasparente dell’insulina, mostra approssimativamente la quantità di insulina rimanente nell’OptiSet.
Questa scala graduata non deve essere utilizzata per la selezione del dosaggio.
La dose effettivamente caricata deve essere controllata come descritto nelle “Note Generali”.
Se il paziente non fosse sicuro della disponibilità di insulina a sufficienza nel serbatoio, l’OptiSet deve essere eliminato.
Esempio:
se avete selezionato una dose pari a 30 unità ed il pulsante d’iniezione può essere estratto solo fino a 12 unità, allora con questa penna saranno iniettate solamente 12 unità.
In questo esempio le restanti 18 unità andranno iniettate utilizzando una nuova penna o l’intera dose di 30 unità andrà iniettata utilizzando una nuova penna.
Sanofi-Aventis Deutschland GmbH, D-65926 Frankfurt am Main, Germania Rappresentante locale del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:
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EU/1/00/134/008.011 EU/1/00/134/018.021 In Italia cartucce in 3 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo - AIC n.
035724083/E cartucce in 4 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo - AIC n.
035724095/E cartucce in 5 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo - AIC n.
035724107/E cartucce in 10 penne monouso 3 ml uso sottocutaneo - AIC n.
035724119/E
Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica.
Data prima autorizzazione: 9 Giugno 2000 Data ultimo rinnovo: 9 Giugno 2005
Non soggetto.
01/09/2006
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