KEPPRA 500
- Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di levetiracetam.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Compressa rivestita con film. Gialla, di forma ovale, incisa e con la scritta “ucb” e “500” impressa su un lato.
Keppra è indicato come monoterapia nel trattamento delle crisi parziali con o senza generalizzazione secondaria in pazienti a partire dai 16 anni di età con epilessia di nuova diagnosi.
Keppra è indicato quale terapia aggiuntiva nel trattamento delle crisi parziali con o senza secondaria generalizzazione in adulti e bambini a partire dai 4 anni di età con epilessia.
nel trattamento delle crisi miocloniche in adulti ed adolescenti a partire dai 12 anni di età con Epilessia Mioclonica Giovanile.
Le compresse
rivestite con film devono essere somministrate
per via orale, inghiottite con una sufficiente quantità d'acqua
e possono essere assunte con o senza
cibo.
La dose giornaliera va
somministrata in parti uguali suddivise
in due volte al giorno. MonoterapiaAdulti ed adolescenti
a partire dai
16 anni di età La dose iniziale raccomandata
è di 250
mg due volte al giorno
che dovrebbe essere incrementatafino ad una dose terapeutica iniziale
di 500 mg due volte al giorno dopo
due settimane.
La dose può essere
ulteriormente aumentata
di 250 mg due volte al giorno ogni due settimane
sulla base della risposta clinica.
La dose massima è di 1500 mg due volte al
giorno. Terapia aggiuntiva Adulti
(≥18 anni) ed adolescenti (da 12 a 17 anni) di 50 kg o di peso superiore: La dose terapeutica iniziale è di 500
mg due volte al giorno.
Questa dose può essere iniziata dal primo
giorno di trattamento. Sulla base
della risposta
clinica e della
tollerabilità,
la dose giornaliera può essere aumentata
fino adun massimo
di 1-500 mg due volte al giorno.
Gli aggiustamenti
posologici possono essere fatti con aumenti
o diminuzioni
di 500 mg due volte al giorno ogni due fino a quattro settimane. Anziani (dai 65 anni in poi): Si raccomanda
un aggiustamento
della posologia nei pazienti anziani
con ridotta funzionalità renale(vedere “Pazienti con ridotta
funzionalità renale” più sotto). Bambini da 4 a 11 anni di età e
adolescenti (da 12 a 17 anni) di peso inferiore ai 50 kg:
La dose terapeutica
iniziale è di 10 mg/kg due volte al giorno.Sulla base
della risposta
clinica e della
tollerabilità, la dose può essere aumentata fino a 30
mg/kgdue volte al giorno.
Gli aggiustamenti
posologici non devono superare aumenti
o diminuzioni
di 10mg/kg due volte al giorno ogni due
settimane.
Deve essere usata la più bassa
dose efficace.
La dose in bambini di
50 kg o più è la stessa degli adulti.Il
medico deve prescrivere la forma
farmaceutica e il dosaggio più appropriati in base al
peso e alla posologia. Dose raccomandata
per i bambini e gli adolescenti:
| Peso | Dose iniziale: 10 mg/kg due volte al giorno | Dose massima: 30 mg/kg due volte al giorno |
| 15 kg(1) | 150 mg due volte al giorno | 450 mg due volte al giorno |
| 20 kg(1) | 200 mg due volte al giorno | 600 mg due volte al giorno |
| 25 kg | 250 mg due volte al giorno | 750 mg due volte al giorno |
| Da 50 kg (2) | 500 mg due volte al giorno | 1-500 mg due volte al giorno |
(1) I
bambini di 20 kg o di peso inferiore devono preferibilmente
iniziare il trattamento
con Keppra100
mg/ml
soluzione orale. (2) La
dose in bambini e adolescenti di 50
kg o di peso superiore è la stessa
degli adulti.Neonati e bambini al di sotto dei 4
anni L’uso di Keppra non è raccomandato
nei bambini al di sotto dei 4 anni di età a causa
della insufficienza dei dati sulla sicurezza e sull’efficacia (vedere
paragrafo 5-2). Pazienti con ridotta funzionalità renale La dose giornaliera deve essere personalizzata
in base alla funzionalità renale. Per i pazienti adulti, fare riferimento
alla successiva
tabella e modificare la posologia comeindicato.
Per utilizzare
questa tabella posologica è necessario
valutare la clearance della creatininadel paziente (CLcr) in
ml/min.
La CLcr in ml/min
può essere calcolata dalla determinazione
della creatinina sierica (mg/dl)
utilizzando la seguente formula: [140-età (anni)] x peso (kg) CLcr = -----------------------------------------
(x 0,85 nelle donne) 72 x creatinina sierica (mg/dl) Aggiustamento
posologico per pazienti
adulti con
ridotta funzionalità renale
| Gruppo | Clearance della creatinina(ml/min) | Dose e numero di somministrazioni |
| Normale Lieve Moderato GravePazienti con insufficienza renale allo stadio finale sottoposti a dialisi (1) | > 80 50-79 30-49 < 30 - | da 500 a 1-500 mg due volte aldì da 500 a 1-000 mg due volte al dìda 250 a 750 mg due volte al dì da 250 a 500 mg due volte al dì da 500 a 1-000 mg una volta aldì (2) |
(1) Una dose di carico
pari a 750
mg è raccomandata
nel primo giorno di trattamento conlevetiracetam. (2) Dopo la dialisi si raccomanda
una dose supplementare compresa tra
250 e 500 mg. Per i bambini
con ridotta funzionalità renale, la
dose di levetiracetam deve essere
adattata sulla base della funzionalità
renale dal momento
che la clearance del levetiracetam è correlata alla funzionalità renale.
Questa
raccomandazione
si basa su uno studio eseguito
con pazienti adulti
con ridotta funzionalità renale. Pazienti con insufficienza
epatica Non è richiesto adeguamento
posologico nei pazienti con insufficienza
epatica di grado
da lieve a moderato.
In pazienti con
grave insufficienza epatica, la
clearance della creatinina può farsottostimare
il grado di insufficienza renale.
Pertanto
quando la clearance della creatinina è <70
ml/min
si raccomanda una riduzione
del 50 % della dose
di mantenimento
giornaliera.
Ipersensibilità al levetiracetam o ad altri derivati pirrolidonici o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
In accordo con la pratica clinica corrente, se si deve interrompere il trattamento con Keppra si raccomanda una sospensione graduale (ad es.
negli adulti:
diminuzione di 500 mg due volte al giorno ad intervalli di tempo compresi tra due e quattro settimane; nei bambini:
le diminuzioni della dose non devono superare i 10 mg/kg due volte al giorno ogni due settimane).
In uno studio che riflette la pratica clinica, il trattamento antiepilettico concomitante ha potuto essere sospeso in un numero limitato di pazienti che avevano risposto alla terapia aggiuntiva con levetiracetam (36 pazienti adulti su 69).
Dai dati disponibili nei bambini non si evince una influenza sulla crescita e sulla pubertà.
Tuttavia, gli effetti a lungo termine sull’apprendimento, l’intelligenza, la crescita, la funzione endocrina, la pubertà e sul potenziale riproduttivo nei bambini non sono noti.
Un aumento della frequenza delle crisi superiore al 25 % è stato riportato nel 14 % dei pazienti adulti e pediatrici con crisi parziali trattati con levetiracetam, mentre è stato riportato nel 26 % e nel 21% dei pazienti adulti e pediatrici, rispettivamente, trattati con placebo.
La somministrazione di Keppra in pazienti con compromissione renale può richiedere un aggiustamento posologico.
In pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa si raccomanda di monitorare la funzionalità renale prima di stabilire la posologia (vedere paragrafo 4.2).
I dati provenienti da studi clinici pre-marketing, condotti negli adulti, indicano che Keppra non influenza le concentrazioni sieriche degli antiepilettici esistenti (fenitoina, carbamazepina, acido valproico, fenobarbital, lamotrigina, gabapentin e primidone) e che questi antiepilettici non influenzano la farmacocinetica di Keppra.
Come negli adulti, nei pazienti pediatrici a cui sono state somministrate dosi fino a 60 mg/kg/die di levetiracetam, non c'è evidenza di interazioni clinicamente significative con altri medicinali.
Una valutazione retrospettiva di interazioni farmacocinetiche, in bambini ed adolescenti affetti da epilessia (da 4 a 17 anni), ha confermato che la terapia aggiuntiva con levetiracetam somministrato per via orale non aveva influenzato le concentrazioni sieriche allo steady-state di carbamazepina e valproato somministrati contemporaneamente.
Tuttavia i dati hanno suggerito una clearance del levetiracetam del 22% più elevata nei bambini che assumono medicinali antiepilettici con un effetto di induzione enzimatica.
Non è richiesto un adattamento della dose.
Probenecid (500 mg quattro volte al giorno), un agente bloccante della secrezione tubulare renale, ha mostrato di inibire la clearance renale del metabolita primario ma non di levetiracetam.
Tuttavia, la concentrazione di questo metabolita rimane bassa.
E’ prevedibile che altri medicinali escreti con secrezione tubulare attiva possano ridurre la clearance renale del metabolita.
L’effetto di levetiracetam sul probenecid non è stato studiato e l'effetto di levetiracetam su altri medicinali secreti con meccanismo attivo, ad es.
FANS, sulfamidici e metotrexato, è sconosciuto.
Levetiracetam 1.000 mg al giorno non ha influenzato la farmacocinetica dei contraccettivi orali (etinilestradiolo e levonorgestrel); i parametri endocrini (ormone luteinizzante e progesterone) non sono stati modificati.
Levetiracetam 2.000 mg al giorno non ha influenzato la farmacocinetica di digossina e warfarin; i tempi di protrombina non sono stati modificati.
La somministrazione concomitante di digossina, contraccettivi orali e warfarin non ha influenzato la farmacocinetica di levetiracetam.
Non sono disponibili dati sull'influenza degli antiacidi sull'assorbimento di levetiracetam.
Il grado di assorbimento di levetiracetam non è stato modificato dal cibo, ma la quota di assorbimento era lievemente ridotta.
Non sono disponibili dati sulle interazioni di levetiracetam con alcol.
Non ci sono dati adeguati sull'utilizzo di Keppra in donne gravide.
Studi su animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per l'uomo non è noto.
Keppra non deve essere utilizzato durante la gravidanza se non strettamente necessario.
L’interruzione dei trattamenti antiepilettici può comportare una esacerbazione della malattia che può essere nociva per la madre e per il feto.
Levetiracetam è escreto nel latte materno umano.
Pertanto, l’allattamento non è raccomandato.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Data la possibile differente sensibilità individuale, alcuni pazienti possono manifestare sonnolenza o altri sintomi legati all’azione sul sistema nervoso centrale, specialmente all’inizio del trattamento o in seguito ad un incremento della dose.
Si raccomanda pertanto cautela nei pazienti che sono impegnati in attività che richiedono elevata concentrazione, quali guidare autoveicoli o azionare macchinari.
I pazienti devono essere avvertiti di non guidare o utilizzare macchinari finchè non è accertato che la loro abilità ad eseguire queste attività non è influenzata.
I dati globali di sicurezza tratti dagli studi clinici condotti con le formulazioni orali di Keppra in pazienti adulti con crisi parziali hanno evidenziato che il 46,4 % dei pazienti nel gruppo Keppra ed il 42,2 % dei pazienti nel gruppo placebo hanno manifestato effetti indesiderati.
Effetti indesiderati gravi si sono manifestati nel 2,4 % dei pazienti nel gruppo Keppra e nel 2,0 % dei pazienti nel gruppo placebo.
Gli effetti indesiderati più comunemente riportati sono stati:
sonnolenza, astenia e capogiri.
Nell’analisi globale della sicurezza non si è evidenziata una chiara relazione dose-risposta ma l’incidenza e la gravità degli effetti indesiderati correlati al sistema nervoso centrale diminuiscono nel tempo.
In monoterapia il 49,8% dei soggetti ha manifestato almeno un effetto indesiderato correlato al farmaco.
Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati sono stati affaticamento e sonnolenza.
Uno studio condotto in pazienti pediatrici (da 4 a 16 anni) con crisi parziali ha mostrato che il 55,4% dei pazienti nel gruppo Keppra e il 40,2% dei pazienti nel gruppo placebo ha manifestato effetti indesiderati.
Effetti indesiderati gravi si sono manifestati nello 0,0% dei pazienti nel gruppo Keppra e nell’1,0% dei pazienti nel gruppo placebo.
Gli effetti indesiderati più comunemente riportati nella popolazione pediatrica sono stati sonnolenza, ostilità, nervosismo, labilità emotiva, agitazione, anoressia, astenia e cefalea.
I risultati sulla sicurezza nei pazienti pediatrici sono stati coerenti con il profilo di sicurezza del levetiracetam negli adulti eccetto per gli eventi avversi comportamentali e psichiatrici che sono stati più comuni nei bambini rispetto agli adulti (38,6% contro 18,6%).
Tuttavia, il rischio relativo è stato simile nei bambini e negli adulti.
Uno studio condotto in adulti ed adolescenti con crisi miocloniche (da 12 a 65 anni) ha dimostrato che il 33,3 % dei pazienti nel gruppo Keppra e il 30,0 % dei pazienti nel gruppo placebo ha manifestato effetti indesiderati che sono stati giudicati correlati al trattamento.
Gli effetti indesiderati più comunemente riportati sono stati cefalea e sonnolenza.
L’incidenza degli effetti indesiderati nei pazienti con crisi miocloniche è stata inferiore a quella nei pazienti adulti con crisi parziali (33,3 % contro 46,4 %).
Gli effetti indesiderati segnalati nel corso di studi clinici (adulti e bambini) o nell’esperienza post- marketing sono elencati nella tabella seguente per classificazione sistemica organica e per frequenza.
Per gli studi clinici, la frequenza è così definita:
molto comune (≥1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1.000, ≤1/100); raro (>1/10.000, ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000), comprese segnalazioni isolate.
I dati disponibili dall’esperienza post-marketing non sono sufficienti ad avvalorare una stima della loro incidenza nella popolazione da trattare.
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione:
Molto comune:
astenia/affaticamento Alterazioni del sistema nervoso:
Molto comune:
sonnolenza Comuni:
amnesia, atassia, convulsioni, capogiri, cefalea, ipercinesia, tremore, disturbi dell'equilibrio, disturbi dell'attenzione, deterioramento della memoria.
Disturbi psichiatrici:
Comuni:
agitazione, depressione, labilità emotiva, ostilità/aggressività, insonnia, nervosismo/irritabilità, disturbi della personalità, pensieri anomali Esperienza post-marketing:
comportamento anomalo, collera, ansia, confusione, allucinazioni, disturbi psicotici, suicidio, tentativo di suicidio e ideazione suicidaria Alterazioni dell'apparato gastrointestinale:
Comuni:
dolore addominale, diarrea, dispepsia, nausea, vomito Alterazione del metabolismo e della nutrizione:
Comune:
anoressia, aumento di peso.
Il rischio di anoressia è più elevato quando il topiramato è somministrato contemporaneamente al levetiracetam.
Alterazioni dell'apparato uditivo e vestibolare:
Comune:
vertigine Disturbi oculari:
Comune:
diplopia, visione offuscata Alterazioni dell'apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo:
Comune:
mialgia Lesioni, avvelenamento e complicazioni di procedure terapeutiche:
Comune:
lesioni accidentali Infezioni e infestazioni:
Comune:
infezione, rinofaringite Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino:
Comune:
aumento della tosse Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
Comune:
rash, eczema, prurito Esperienza post-marketing:
alopecia:
in parecchi casi è stata osservata guarigione a seguito dell’interruzione della somministrazione di Keppra.
Alterazioni del sangue e sistema linfatico:
Comune:
trombocitopenia.
Esperienza post-marketing:
leucopenia, neutropenia, pancitopenia.
Sintomi:
Sonnolenza, agitazione, aggressività, ridotto livello di coscienza, depressione respiratoria e coma sono stati osservati con overdosi di Keppra.
Trattamento del sovradosaggio:
Dopo un sovradosaggio acuto lo stomaco può essere svuotato mediante lavanda gastrica o induzione del vomito.
Non esiste un antidoto specifico per levetiracetam.
Il trattamento del sovradosaggio di levetiracetam dovrà essere sintomatico e può includere l’emodialisi.
L’efficienza di estrazione mediante dialisi è del 60 % per levetiracetam e del 74 % per il metabolita primario.
Categoria farmacoterapeutica:
antiepilettici, codice ATC:
N03AX14.
La sostanza attiva, levetiracetam, è un derivato pirrolidonico (S-enantiomero dell’a-etil-2.oxo-1.
pirrolidin acetamide), non correlato chimicamente con sostanze ad attività antiepilettica esistenti.
Meccanismo d’azione Il meccanismo d’azione di levetiracetam non è stato ancora del tutto spiegato, ma sembra essere diverso dai meccanismi degli attuali medicinali antiepilettici.
Esperimenti in vitro ed in vivo suggeriscono che levetiracetam non altera le caratteristiche cellulari di base e la normale neurotrasmissione.
Studi in vitro dimostrano che levetiracetam agisce sui livelli intraneuronali di Ca2+ attraverso la parziale inibizione delle correnti di Ca2+ di tipo N e riducendo il rilascio di Ca2+ dai siti intraneuronali di deposito.
In aggiunta inverte parzialmente la riduzione, indotta da zinco e b- carboline, delle correnti indotte da GABA e glicina.
Studi in vitro hanno inoltre evidenziato che levetiracetam si lega ad uno specifico sito nel tessuto cerebrale dei roditori.
Questo sito di legame è la proteina 2A della vescicola sinaptica, che si ritiene sia coinvolta nella fusione della vescicola e nell’esocitosi del neurotrasmettitore.
Levetiracetam e i relativi analoghi mostrano un grado di affinità per il legame alla proteina 2A della vescicola sinaptica che è correlato con la potenza della loro protezione antiepilettica nel modello audiogenico di epilessia nel topo.
Questa scoperta suggerisce che l’interazione tra levetiracetam e la proteina 2A della vescicola sinaptica sembra aver parte nel meccanismo d’azione antiepilettica del medicinale.
Effetti farmacodinamici Levetiracetam induce un’azione di protezione in un ampio spettro di modelli animali di epilessia parziale e generalizzata primaria, senza avere un effetto pro-convulsivante.
Il metabolita primario è inattivo.
Nell’uomo l’attività in condizioni di epilessia sia parziale che generalizzata (scarica epilettiforme/risposta fotoparossistica) ha confermato l’ampio spettro del profilo farmacologico preclinico.
Levetiracetam è un composto altamente solubile e permeabile.
Il profilo farmacocinetico è lineare con una scarsa variabilità intra- ed inter-individuale.
Non c'è modificazione della clearance dopo somministrazioni ripetute.
Non c’è evidenza di alcuna rilevante variabilità circadiana e per sesso e razza.
Il profilo farmacocinetico è comparabile nei volontari sani e nei pazienti con epilessia.
Dato il suo completo e lineare assorbimento, i livelli plasmatici di levetiracetam possono essere predetti dalla dose orale espressa come mg/kg di peso corporeo.
Perciò non c'è bisogno di monitorare i livelli plasmatici di levetiracetam.
E’ stata evidenziata negli adulti e nei bambini una significativa correlazione tra le concentrazioni nella saliva e nel plasma (il rapporto delle concentrazioni saliva/plasma variava in un intervallo da 1 a 1,7 per la formulazione orale in compresse e, dopo 4 ore dall’assunzione, per la formulazione orale in soluzione).
Adulti e adolescenti Assorbimento Levetiracetam è assorbito rapidamente dopo somministrazione orale.
La biodisponibilità orale è prossima al 100 %.
Le concentrazioni al picco plasmatico (Cmax) sono raggiunte 1,3 ore dopo l’assunzione.
Lo steady- state è raggiunto dopo due giorni di somministrazione di due dosi quotidiane.
Le concentrazioni al picco plasmatico (Cmax) sono tipicamente di 31 e 43 mcg/ml in seguito rispettivamente ad una singola dose di 1.000 mg ed a una dose di 1.000 mg ripetuta due volte al giorno.
L’entità di assorbimento non è dose dipendente e non è influenzata dal cibo.
Distribuzione Non sono disponibili dati sulla distribuzione tissutale nell’uomo.
Né levetiracetam né il suo metabolita primario si legano significativamente alle proteine plasmatiche (< 10 %).
Il volume di distribuzione di levetiracetam va approssimativamente da 0,5 a 0,7 l/kg, ed è un valore prossimo al volume totale corporeo di acqua.
Biotrasformazione Levetiracetam non è ampiamente metabolizzato nell’uomo.
La principale via metabolica (24 % della dose) è l’idrolisi enzimatica del gruppo acetamide.
La produzione del metabolita primario, ucb L057 non è supportata dalle isoforme del citocromo P450 epatico.
L’idrolisi del gruppo acetamide è stata misurabile in numerosi tessuti comprese le cellule ematiche.
Il metabolita ucb L057 è farmacologicamente inattivo.
Sono stati inoltre identificati due metaboliti minori.
Uno è stato ottenuto dall’idrossilazione dell’anello pirrolidonico (1,6 % della dose) e l’altro dall’apertura dell’anello pirrolidonico (0,9 % della dose).
Altri componenti non noti erano responsabili soltanto dello 0,6 % della dose.
In vivo non sono state evidenziate interconversioni enantiomeriche né per levetiracetam né per il suo metabolita primario.
In vitro, levetiracetam ed il suo metabolita primario hanno mostrato di non inibire le attività delle principali isoforme del citocromo P450 epatico umano (CYP3A4, 2A6, 2C8/9/10, 2C19, 2D6, 2E1 e 1A2), della glucuronil transferasi (UGT1*6, UGT1*1 e UGT [pl6.2]) e dell’epossido idrossilasi.
Inoltre, levetiracetam non influenza la glucuronidazione in vitro dell'acido valproico.
In colture di epatociti umani, levetiracetam non provoca induzione enzimatica.
Quindi, l’interazione di Keppra con altre sostanze, o vice versa, è improbabile.
Eliminazione L’emivita plasmatica negli adulti è di 7±1 ore e non si modifica in relazione alla dose, alla via di somministrazione o alla somministrazione ripetuta.
La clearance totale corporea media è di 0,96 ml/min/kg.
La principale via di escrezione è la via urinaria, responsabile in media dell’eliminazione del 95 % della dose somministrata (approssimativamente il 93 % della dose viene escreta nelle 48 ore).
L’eliminazione fecale rappresenta solo lo 0,3 % della dose.
L’escrezione cumulativa urinaria di levetiracetam e del suo metabolita primario è responsabile rispettivamente dell'eliminazione del 66 % e del 24 % della dose, nell’arco delle prime 48 ore.
La clearance renale di levetiracetam e di ucb L057 è rispettivamente di 0,6 e 4,2 ml/min/kg, indicando che levetiracetam è escreto mediante filtrazione glomerulare con successivo riassorbimento tubulare e che il metabolita primario è escreto anche mediante secrezione tubulare attiva oltre che con filtrazione glomerulare.
L’eliminazione di levetiracetam è correlata alla clearance della creatinina.
Anziani Nell’anziano l’emivita è aumentata di circa il 40 % (da 10 a 11 ore).
Ciò è dovuto alla riduzione della funzionalità renale in questa popolazione (vedere paragrafo 4.2).
Bambini (dai 4 ai 12 anni) In seguito ad una singola somministrazione orale (20 mg/kg) in bambini (da 6 a 12 anni) con epilessia, l’emivita di levetiracetam è risultata di 6 ore.
La clearance apparente corretta in funzione del peso corporeo è risultata approssimativamente più alta del 30 % rispetto agli adulti con epilessia.
In seguito a somministrazione orale per dosi ripetute (da 20 a 60 mg/kg/die) a bambini epilettici (da 4 a 12 anni), il levetiracetam è stato rapidamente assorbito.
Il picco di concentrazione plasmatica è stato osservato da 0,5 a 1,0 ore dopo il dosaggio.
Sono stati osservati aumenti lineari e proporzionali alla dose per il picco delle concentrazioni plasmatiche e per l’area sotto la curva.
L’emivita di eliminazione è risultata pari a circa 5 ore.
La clearance corporea apparente è stata di 1,1 ml/min/kg.
Lattanti e bambini (da 1 mese a 4 anni) A seguito di somministrazione di una dose singola (20 mg/kg) di soluzione orale 100 mg/ml a bambini epilettici (da 1 mese a 4 anni), il levetiracetam è stato rapidamente assorbito e le concentrazioni plasmatiche di picco sono state osservate circa 1 ora dopo la somministrazione.
I risultati farmacocinetici hanno indicato che l’emivita è più breve (5,3 ore) che negli adulti (7,2 ore) e la clearance apparente è risultata più veloce (1,5 ml/min/kg) rispetto agli adulti (0,96 ml/min/kg).
Ridotta funzionalità renale La clearance corporea apparente sia di levetiracetam che del suo metabolita primario è correlata con la clearance della creatinina.
Nei pazienti con insufficienza renale di grado moderato e grave si raccomanda pertanto di aggiustare la dose giornaliera di mantenimento di Keppra, basandosi sulla clearance della creatinina (vedere paragrafo 4.2).
Nei soggetti adulti anurici con insufficienza renale allo stadio terminale l’emivita è risultata approssimativamente pari a 25 e 3,1 ore, rispettivamente nei periodi tra le dialisi e durante la dialisi.
La frazione di levetiracetam rimossa era del 51 % nel corso di una dialisi tipica di 4 ore.
Insufficienza epatica In soggetti con insufficienza epatica lieve e moderata non è stata rilevata una significativa modificazione della clearance del levetiracetam.
Nella maggioranza dei soggetti con insufficienza epatica grave, la clearance di levetiracetam è stata ridotta di oltre il 50 % a causa della concomitante insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2).
I dati non-clinici rivelano assenza di rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, genotossicità e potenziale cancerogeno.
Gli eventi avversi non osservati negli studi clinici, ma visti nel ratto e in minore entità nel topo, a livelli di esposizione simili ai livelli di esposizione nell'uomo e con possibile rilevanza per l'uso clinico, sono stati delle variazioni epatiche indici di risposta adattativa, quali aumento ponderale ed ipertrofia centrolobulare, infiltrazione adiposa ed innalzamento degli enzimi epatici nel plasma.
In studi di tossicità riproduttiva nei ratti, levetiracetam ha indotto una tossicità sullo sviluppo (aumento di variazioni scheletriche/anomalie minori, crescita ritardata, aumento di mortalità nei piccoli) a livelli di esposizione simili o più elevati rispetto ai livelli di esposizione nell'uomo.
Nel coniglio sono stati osservati, in presenza di tossicità materna, effetti sul feto (morte embrionale, aumento di anomalie scheletriche ed aumento di malformazioni).
Nel coniglio i livelli di esposizione sistemica a cui non sono stati osservati effetti sono stati 4 o 5 volte superiori ai livelli di esposizione nell’uomo.
Studi in ratti e cani, nell’animale neonato e giovane, hanno dimostrato che non si manifestano effetti avversi in alcuno degli end-point standard di sviluppo o di maturazione a dosi fino a 1800 mg/kg/die, corrispondenti a 30 volte la dose massima raccomandata nell’uomo.
Nucleo: Croscarmellosa sodica; Macrogol 6000; Silice colloidale anidra; Magnesio stearato. Rivestimento Opadry 85F32004: Alcool polivinilico parzialmente idrolizzato; Titanio diossido (E 171); Macrogol 3350; Talco; Ossido di ferro giallo (E 172).
Non pertinente.
3 anni.
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.
Le compresse rivestite con film di Keppra 500 mg sono confezionate in blisters di alluminio/PVC inseriti in scatole di cartone contenenti 10, 20, 30, 50, 60, 100, 120, 200 compresse rivestite con film.
Nessuna istruzione particolare.
UCB S.A. Allée de la Recherche 60 B – 1070 Bruxelles Belgio
EU/1/00/146/006 EU/1/00/146/007 EU/1/00/146/008 EU/1/00/146/009 EU/1/00/146/010 EU/1/00/146/011 EU/1/00/146/012 EU/1/00/146/013 A.I.C.
N.
035039104
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Data della prima autorizzazione: 29 Settembre 2000 Data dell’ultimo rinnovo: 8 Luglio 2005
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07/08/2006 0
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