Kepivance 6,25 mg polvere per soluzione iniettabile.
Ogni flaconcino contiene 6,25 mg di palifermin.
Palifermin è un fattore di crescita dei cheratinociti (KGF) umano, prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in Escherichia coli.
Kepivance ricostituito contiene 5 mg/ml di palifermin.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Polvere per soluzione iniettabile (polvere per preparazione iniettabile).
Polvere liofilizzata bianca.
Kepivance è indicato per ridurre l’incidenza, la durata e la gravità della mucosite orale in pazienti con neoplasie ematologiche che ricevono una terapia mieloablativa associata ad un’alta incidenza di mucosite grave e richiedente supporto di cellule staminali ematopoietiche autologhe.
Il trattamento con Kepivance deve essere seguito da un medico che abbia esperienza nell’utilizzo di farmaci antitumorali.
Adulti Il dosaggio di Kepivance raccomandato è pari a 60 microgrammi/kg/die, somministrati mediante iniezione endovenosa in bolo per tre giorni consecutivi prima della terapia mieloablativa e tre giorni consecutivi dopo di essa, per un totale di sei dosi (vedere sotto).
Kepivance non deve essere somministrato per via sottocutanea a causa della scarsa tollerabilità locale.
Dopo ricostituzione Kepivance non deve essere lasciato a temperatura ambiente per più di un’ora e deve essere protetto dalla luce.
Prima della somministrazione, controllare visivamente la soluzione per verificare l’assenza di alterazioni del colore e particelle visibili, vedere paragrafo 6.6.
2 Prima della terapia mieloablativa:
le prime tre dosi devono essere somministrate prima della terapia mieloablativa, somministrando la terza dose 24 - 48 ore prima della terapia mieloablativa.
Dopo la terapia mieloablativa:
le ultime tre dosi devono essere somministrate dopo la terapia mieloablativa; la prima di queste dosi deve essere somministrata nello stesso giorno dell'infusione di cellule staminali ematopoietiche, ma successivamente ad essa e almeno quattro giorni dopo l'ultima somministrazione di Kepivance.
Vedere paragrafo 4.4.
Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di Kepivance nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora stabilite.
Kepivance non deve essere usato in queste fasce d’età fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati.
Insufficienza renale Non sono richiesti aggiustamenti della dose nei pazienti affetti da insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2).
Insufficienza epatica Nei pazienti con insufficienza epatica non sono state valutate la sicurezza e l’efficacia (vedere paragrafo 5.2).
Anziani Nei pazienti anziani non sono state valutate la sicurezza e l’efficacia (vedere paragrafo 5.2).
Ipersensibilità a palifermin o a uno qualsiasi degli eccipienti, oppure ipersensibilità alle proteine derivate da Escherichia coli.
Kepivance non deve essere somministrato nelle 24 ore che precedono la somministrazione della chemioterapia citotossica, durante l'infusione della stessa e nelle 24 ore successive alla somministrazione della chemioterapia.
In uno studio clinico la somministrazione di Kepivance entro 24 ore dalla chemioterapia ha aumentato la gravità e la durata della mucosite orale.
Se si usa eparina per mantenere la pervietà del catetere endovenoso, è necessario usare una soluzione di cloruro di sodio per lavare il catetere prima e dopo la somministrazione di Kepivance, vedere paragrafo 6.2.
È noto che i recettori per il KGF vengono espressi nel cristallino.
Non sono state finora raccolte evidenze di un aumento dell'opacità del cristallino in pazienti trattati con Kepivance negli studi clinici.
Non sono ancora conosciuti gli effetti a lungo termine.
3 La sicurezza a lungo termine di Kepivance non è stata ancora pienamente valutata in rapporto alla sopravvivenza complessiva, alla sopravvivenza libera da progressione e alle neoplasie secondarie.
Kepivance è un fattore di crescita che stimola la proliferazione delle cellule epiteliali che esprimono il recettore per il KGF.
Non sono state ancora determinate la sicurezza e l'efficacia di Kepivance in pazienti con neoplasie non ematologiche che esprimono il recettore per il KGF.
Non sono stati effettuati studi di interazione con Kepivance.
Dal momento che si tratta di un agente terapeutico a struttura proteica, il rischio che Kepivance interagisca con altri medicinali è basso.
I dati in vitro suggeriscono che palifermin si leghi all’eparina.
La rilevanza clinica non è chiara.
Non vi sono dati adeguati provenienti dall'uso di Kepivance in donne in gravidanza.
Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva e sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per l'embrione o il feto umano non è noto.
Kepivance non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità.
Non è noto se Kepivance venga escreto nel latte materno, pertanto Kepivance non deve essere somministrato a donne che stanno allattando.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
I dati di sicurezza si riferiscono a 650 pazienti con neoplasie ematologiche arruolati in 3 studi clinici randomizzati e controllati verso placebo e in uno studio di farmacocinetica. I pazienti hanno ricevuto Kepivance (n = 409) o placebo (n = 241) prima, oppure prima e dopo la chemioterapia mielotossica con o senza irradiazione corporea totale e terapia di supporto con cellule progenitrici del sangue periferiche (PBPC). Le reazioni avverse erano compatibili con l'azione farmacologica di Kepivance sulla cute e sull'epitelio della cavità orale (vedere Tabella 1). Queste reazioni erano di entità prevalentemente lieve e moderata ed erano reversibili. Il tempo mediano all'insorgenza era di6 giorni dopo la prima delle tre dosi consecutive giornaliere di Kepivance, con una durata mediana di 5 giorni. Le reazioni avverse di dolore e artralgia erano coerenti con il fatto che i pazienti trattati con Kepivance hanno ricevuto meno analgesici oppioidi dei pazienti trattati con placebo (vedere Tabella 2). 4Tabella 1- Reazioni avverse verificatesi con un'incidenza più elevata (di almeno il 5%) nei pazienti trattati con Kepivance rispetto a quelli trattati con placebo.
| Classificazione sistemica organica | Effetto indesiderato |
| Molto comune (> 1/10) | |
| Alterazioni del sistema nervoso | Alterazione del gusto |
| Alterazioni dell’apparato gastrointestinale | Sensazione di spessore o alterazione del colore alivello di bocca e/o lingua |
| Alterazioni della cute e del tessutosottocutaneo | Rash, prurito ed eritema |
| Alterazioni dell’apparato muscoloscheletricoe tessuto connettivo | Artralgia |
| Disordini generali e alterazioni del sito disomministrazione | Edema, dolore e febbre |
Il recupero ematopoietico in seguito all'infusione di cellule progenitrici del sangue periferico erasimile
nei
pazienti
che
ricevevano
Kepivance
o
placebo
e
non
sono
state
osservate
differenze riguardo la progressione
della malattia
o la sopravvivenza. Kepivance può causare un aumento dei livelli di lipasi e amilasi in alcuni pazienti con o senza sintomi quali dolore addominale o lombalgia.
L'incidenza di queste alterazioni
con Kepivance rispetto al placebo è stata la seguente: lipasi (28% vs 23%) e amilasi (62% vs 54%).
Non sono stati
segnalati
casi
di
pancreatite
conclamata
in
questa
popolazione
di
pazienti.
L'analisi
delle
frazioni di amilasi nei casi di aumento della sua concentrazione ha messo in luce un prevalente incremento dell'amilasi
di origine salivare. Tossicità
limitanti
la
dose
sono
state
osservate
nel
36%
(5 su 14)
dei
pazienti che
avevano ricevuto
6 dosi
di
80
microgrammi/kg/die,
somministrate
per
via
endovenosa
in
un
periodo
di2 settimane
(3 dosi
prima
e
3
dosi
dopo
la
terapia
mieloablativa).
Questi
eventi
erano corrispondenti
a quelli osservati alla dose raccomandata, ma erano
di maggiore gravità.
Non esistono esperienze con dosi superiori a 80 microgrammi/kg/die, somministrati per via endovenosa in pazienti in un periodo di 2 settimane (3 dosi prima e 3 dosi dopo la terapia mieloablativa).
Per informazioni sulle tossicità limitanti la dose, vedere paragrafo 4.8.
Una dose singola di 250 microgrammi/kg è stata somministrata per via endovenosa a 8 volontari sani senza che si siano manifestati effetti avversi gravi o seri.
5
Categoria
farmacoterapeutica:
Sostanze
disintossicanti
per
trattamenti
citostatici,
Codice
ATC: V03A F08 Palifermin è una proteina di 140
aminoacidi con un peso molecolare di 16,3 kilodalton.
Differisce dal KGF endogeno umano
per l’eliminazione dei primi 23 aminoacidi all'estremità N-terminaleal fine di
migliorare
la stabilità della proteina.
Meccanismo
d'azioneIl KGF è una proteina il cui
bersaglio
è costituito dalle cellule epiteliali, delle quali, attraverso il legame
con specifici
recettori nella
superficie
della
cellula,
stimola
la proliferazione
e
la differenziazione
e
aumenta i
meccanismi
citoprotettivi
(per
es.
l'induzione
di
enzimi antiossidanti).
Il KGF endogeno è un fattore di crescita specifico per le cellule epiteliali, prodottodalle
cellule
mesenchimali,
la
cui
espressione
viene
aumentata
naturalmente
in
risposta
a
unalesione del tessuto epiteliale.
FarmacologiaLa proliferazione
delle
cellule
epiteliali
è
stata
valutata
mediante
colorazione
con
metodo
immunoistochimico (anticorpo Ki67) in volontari sani.
Nelle biopsie buccali è stato osservato un aumento
di
3 volte
o
più
della
colorazione
Ki67
in 3 dei
6 volontari
sani,
ai
quali
era
stato somministrato per 3 giorni palifermin alla dose di 40 microgrammi/kg/die per via endovenosa; la misurazione
è stata effettuata 24 ore dopo la terza dose.
In volontari sani è stata osservata
una proliferazione dose dipendente delle cellule epiteliali 48 ore dopo il trattamento con una singola
somministrazione
endovenosa
di una
dose compresa
fra 120 e 250 microgrammi/kg. Studi clinici Il programma clinico di palifermin in ambito di terapia mielotossica che richiede una terapia disupporto con cellule staminali ematopoietiche (HSC), ha incluso 650 pazienti affetti da neoplasie ematologiche, arruolati in 3 studi clinici randomizzati e controllati verso placebo e in uno studiodi farmacocinetica. L'efficacia
e
la
sicurezza
di
palifermin
sono
state
determinate
in
uno
studio
randomizzato,
in doppio cieco e controllato verso placebo, in cui i pazienti hanno ricevuto una terapia citotossicaad
alte
dosi
comprendente
irradiazione
totale
del
corpo
frazionata
(dose
totale
pari
a
12 Gy),
etoposide ad alte dosi (60 mg/kg) e ciclofosfamide ad alte dosi (100 mg/kg), seguita da supporto con
cellule
progenitrici
del
sangue
periferico
(PBPC).
La
terapia
citotossica
era
finalizzata
al trattamento
di
neoplasie
ematologiche
quali
il
linfoma
non-Hodgkin
(NHL),
la
malattia
di Hodgkin,
la
leucemia
mieloide
acuta
(AML),
la
leucemia
linfocitica
acuta
(ALL),
la
leucemia mieloide cronica (CML), la leucemia linfocitica cronica (CLL) o il mieloma multiplo.
In questostudio
212 pazienti
sono
stati
randomizzati
al
trattamento
con
palifermin
o
con
placebo.Palifermin
è
stato
somministrato
come
iniezione endovenosa
giornaliera
di
60 microgrammi/kg per 3 giorni consecutivi prima dell'inizio della terapia citotossica e per 3 giorni consecutivi dopo l'infusione
di cellule progenitrici del sangue periferico.6 L'endpoint
primario
di
efficacia
dello
studio
era
il
numero
di
giorni
durante
i
quali
i
pazientihanno
manifestato
mucosite
orale
grave
(grado
3/4 della
scala
dell’Organizzazione
Mondiale della
Sanità
(OMS).
Altri
endpoint
comprendevano
l'incidenza,
la
durata
e
la
gravità
della
mucosite orale nonché la necessità di un ricorso a terapia analgesica con oppioidi.
Non è stato evidenziato alcun ritardo nel tempo di recupero ematopoietico nei pazienti trattati con palifermin rispetto
ai
pazienti
che
ricevevano
il
placebo.
I
risultati
di
efficacia
vengono
illustrati
nella Tabella 2- Tabella 2- Mucosite orale e
conseguenze cliniche correlate - HSC Transplant Study
| Placebo Palifermin Valore P*n = 106 (60 microgrammi/kg/die)n = 106 |
| Numero mediano (25°, 75° percentile) di 9 (6, 13) 3 (0, 6) < 0,001giorni con mucosite orale di grado 3/4secondo l’OMS** |
| Incidenza di mucosite orale di grado 3/4 98% 63% < 0,001secondo l’OMS |
| Numero mediano (25°, 75° percentile) di 9 (6, 13) 6 (3, 8)giorni con mucosite orale di grado 3/4 (n = 104) (n = 67)secondo l’OMS nei pazienti che ne sono stati affetti |
| Incidenza di mucosite orale di grado 4 62% 20% < 0,001secondo l’OMS |
| Numero di giorni mediano (25°, 75° 14 (11, 19) 8 (4, 12) < 0,001percentile) di mucosite orale di grado2/3/4 secondo l’OMS |
| Terapia analgesica con oppioidi per 11 (8, 14) 7 (1, 10) < 0,001mucosite orale:Numero di giorni mediano (25°, 75°percentile)Dose cumulativa mediana (25°, 75°percentile) in mg equivalenti di 535 (269, 212 (3, 558) < 0,001morfina 1429) |
| Incidenza di nutrizione parenterale totale 55% 31% < 0,001 |
| Incidenza di neutropenia febbrile 92% 75% < 0,001 |
* Con l'uso del test Cochran-Mantel-Haenszel (CMH)
stratificato per centro dello studio.** Scala della mucosite orale dell’OMS: Grado 1 = dolore/eritema; grado 2 = eritema, ulcere, possibilità di mangiare alimenti solidi; grado 3 = ulcere, necessità di una dieta liquida; grado4 = alimentazione
impossibile In
questo studio
clinico
di
fase 3,
nei
pazienti
trattati
con
palifermin
si sono
dimostratisignificativi
benefici in termini di autovalutazione del dolore nel cavo orale e faringeo e del suo impatto sulla capacità di deglutire, bere, mangiare e parlare.
Queste
autovalutazioni dei pazienti presentavano un elevato grado di correlazione con la valutazione della mucosite orale fatta dai medici sulla base della scala
OMS.
7
La farmacocinetica di palifermin è stata studiata in volontari sani e in pazienti con neoplasie ematologiche.
Dopo somministrazione endovenosa di dosi da 20 a 250 microgrammi/kg (volontari sani) e 60 microgrammi/kg (pazienti oncologici), palifermin ha mostrato una rapida distribuzione extravascolare.
Nei pazienti con neoplasie ematologiche il Vss medio era di 5 l/kg e la clearance media di circa 1300 ml/ora/kg, con una emivita terminale media di circa 4,5 ore.
Nei volontari sani è stata osservata una farmacocinetica approssimativamente dose-lineare dopo somministrazione di una dose singola fino a 250 microgrammi/kg.
Dopo somministrazione di 3 dosi giornaliere consecutive pari a 20 e 40 microgrammi/kg di palifermin (in volontari sani) o 60 microgrammi/kg (in pazienti oncologici) non è stato osservato alcun accumulo.
La variabilità tra soggetti è elevata con CV% è di circa il 50% per CL e il 60% per Vss.
La farmacocinetica di palifermin non ha mostrato differenze correlate al sesso.
La farmacocinetica di palifermin non è stata influenzata da una lieve o moderata insufficienza renale (clearance della creatinina 30-80 ml/min).
In pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina
<30 ml/min), si è osservata una riduzione della clearance del 22% (n="5").
In pazienti con malattia renale allo stadio terminale (richiedente dialisi) la clearance di palifermin si è ridotta del 10% (n="6").
Non è stato ancora valutato il profilo farmacocinetico nelle popolazioni pediatriche e geriatriche (età superiore a 70 anni), o in pazienti con insufficienza epatica.
I risultati salienti degli studi tossicologici nel ratto e nella scimmia erano generalmente attribuibili all'attività farmacologica di palifermin e, più in particolare, alla proliferazione dei tessuti epiteliali.
Negli studi di tossicità sulla fertilità e sulla funzione riproduttiva generale condotti nel ratto il trattamento con palifermin era associato a tossicità sistemica (segni clinici e/o variazioni di peso corporeo) e a effetti avversi sui parametri relativi alla funzione riproduttiva e alla fertilità maschile e femminile a dosi pari o superiori a 300 microgrammi/kg/die.
Non sono stati osservati effetti avversi sui parametri relativi alla funzione riproduttiva e alla fertilità fino a dosi di 100 microgrammi/kg/die.
Questi livelli di dose senza effetti avversi osservati (NOAEL) erano associati a esposizioni sistemiche superiori fino a 2,5 volte all'esposizione clinica prevista.
In studi di tossicità sullo sviluppo embrionale e fetale nel ratto e nel coniglio, il trattamento con palifermin era associato a tossicità sullo sviluppo (aumento delle perdite post-impianto, ridotte dimensioni della nidiata e/o ridotto peso fetale) rispettivamente a dosi di 500 e 150 microgrammi/kg/die.
Il trattamento con queste dosi era associato anche a effetti sulla madre (segni clinici e/o variazioni del peso corporeo/assunzione di alimenti), suggerendo che in entrambe le specie il palifermin non abbia esercitato selettivi effetti tossici sullo sviluppo.
Non sono stati osservati effetti avversi sullo sviluppo nel ratto e nel coniglio rispettivamente fino a dosi di 300 e di 60 microgrammi/kg/die.
Questi livelli di dose senza effetti avversi osservati sono stati associati a esposizioni sistemiche (in base alla AUC) rispettivamente fino a 9,7 e, fino a 2,1 volte l'esposizione clinica prevista.
Non è stato studiato lo sviluppo perinatale e postnatale.
Palifermin è un fattore di crescita che stimola primariamente le cellule epiteliali tramite il recettore per il KGF.
Le neoplasie ematologiche non esprimono il recettore per il KGF.
I pazienti trattati con chemioterapia e/o radioterapia hanno tuttavia un rischio più elevato di sviluppare tumori secondari, alcuni dei quali potrebbero esprimere i recettori per il KGF e, in teoria, potrebbero essere stimolati dai ligandi del recettore per il KGF.
In uno studio condotto in topi 8 transgenici di tipo rasH2 per valutare la potenziale carcinogenicità, non si è osservato nessun aumento di lesioni neoplastiche correlate al trattamento con palifermin.
L-istidina Mannitolo Saccarosio Polisorbato 20 Acido cloridrico diluito
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali. Se si usa eparina per mantenere la pervietà del catetere endovenoso, è necessario utilizzare una soluzione di cloruro di sodio per lavare il catetere prima e dopo la somministrazione di Kepivance, poiché è stato osservato che palifermin lega l'eparina in vitro.
2 anni. Dopo la ricostituzione: 24 ore a 2°C e 8°C, al riparo dalla luce.
Conservare in frigorifero a temperature comprese fra 2 °C e 8°C.
Non congelare.
Conservare il medicinale nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce.
6,25 mg di polvere in flaconcino (vetro di tipo I) con tappo di gomma, sigillo di alluminio e capsula di chiusura di plastica. Astuccio di cartone contenente 6 flaconcini.
Kepivance è un prodotto sterile, ma senza conservanti ed è monouso.
9 Kepivance deve essere ricostituito con 1,2 ml di acqua per preparazioni iniettabili.
Il diluente deve essere iniettato lentamente nel flaconcino di Kepivance.
La polvere deve essere sciolta ruotando delicatamente il flaconcino.
Non scuotere né agitare energicamente il flaconcino.
La dissoluzione di Kepivance richiede in genere meno di 5 minuti.
Prima della somministrazione, controllare visivamente la soluzione per verificare l’assenza di alterazioni del colore e particelle visibili.
Kepivance non deve essere somministrato nel caso in cui si osservino alterazioni del colore o particelle visibili.
Prima dell'iniezione Kepivance può essere tenuto a temperatura ambiente per non più di 1 ora, ma deve essere protetto dalla luce.
Kepivance lasciato a temperatura ambiente per più di 1 ora deve essere eliminato.
Il prodotto non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali.
Amgen Europe B.V.
Minervum 7061 4817 ZK Breda Paesi Bassi
EU/1/05/314/001
25/10/2005
28/2/2007 I
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