JURNISTA 8 mg compresse a rilascio prolungato JURNISTA 16 mg compresse a rilascio prolungato JURNISTA 32 mg compresse a rilascio prolungato
Ogni compressa a rilascio prolungato di JURNISTA 8 mg contiene 8,7 mg di idromorfone cloridrato e ne rilascia 8 mg equivalente a 7,1 mg di idromorfone base.
Ogni compressa a rilascio prolungato di JURNISTA 16 mg contiene 16,4 mg di idromorfone cloridrato e ne rilascia 16 mg equivalente a 14,2 mg di idromorfone base.
Ogni compressa a rilascio prolungato di JURNISTA 32 mg contiene e rilascia 32 mg di idromorfone cloridrato, equivalente a 28,5 mg di idromorfone base.
Eccipienti:
contiene lattosio monoidrato.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
JURNISTA 8 mg compresse a rilascio prolungato: compressa rossa, rotonda, biconvessa, con “HM 8” stampato su un lato con inchiostro nero. JURNISTA 16 mg compresse a rilascio prolungato: compressa gialla, rotonda, biconvessa, con “HM 16” stampato su un lato con inchiostro nero. JURNISTA 32 mg compresse a rilascio prolungato: compressa bianca, rotonda, biconvessa, con “HM 32” stampato su un lato con inchiostro nero.
Trattamento del dolore severo.
Analogamente agli altri analgesici oppiacei, una somministrazione sicura ed efficace di JURNISTA ai pazienti
che
lamentano
dolore,
dipende
dalla
valutazione
complessiva
del
paziente.
La
natura
del dolore, nonché la condizione clinica concomitante del paziente incideranno sulla scelta del dosaggio.A causa delle differenti risposte agli oppiacei, osservate fra i diversi individui, si raccomanda che a tutti i pazienti venga somministrata una dose conservativa della terapia con oppiacei, successivamente
titolata fino al raggiungimento di un adeguato livello di analgesia, bilanciato da un grado accettabile di effetti collaterali. È
necessario avvertire
i
pazienti
che
devono inghiottire
la
compressa
di
JURNISTA
intera, accompagnata
da
un
bicchiere
d’acqua,
ogni
giorno all’incirca
alla
stessa
ora
senza
mai
masticarla,
dividerla o frantumarla. Pazienti non attualmente in terapia con
oppiacei:La dose
iniziale di JURNISTA deve essere di 8 mg ogni 24 ore.1Poiché
è
possibile
che
con
una
preparazione
oppiacea
a
rilascio
controllato
occorra
far
passare
più tempo
prima
di
titolare
la
dose
di
un
paziente
per
ottenere
un’adeguata
analgesia,
è
consigliabile iniziare il trattamento con preparazioni convenzionali a rilascio immediato (ad esempio, idromorfone a rilascio immediato,
o
morfina
a
rilascio
immediato),
per
poi
passare
a
una
dose
giornaliera
totale appropriata
di
JURNISTA.
Per
la
conversione
del
dosaggio,
utilizzare
la
relativa
tabella
di conversione. Come con qualsiasi altro oppiaceo forte, all’inizio della terapia deve essere istituita una appropriata profilassi per le reazioni avverse note (ad esempio
la stipsi). Pazienti attualmente in terapia con
oppiacei:Nei pazienti attualmente in terapia con analgesici oppiacei, la dose iniziale di JURNISTA deve basarsisul precedente dosaggio giornaliero di oppiacei, adottando dosi equianalgesiche standard.
Per quanto concerne gli
oppiacei
diversi
dalla
morfina,
deve
essere
valutata
in
primo
luogo
la
dose
totale giornaliera
equivalente
di
morfina,
quindi
deve
essere
usata
la
tabella di
seguito
riportata
per determinare
la dose totale giornaliera di JURNISTA. Tabella di conversione:
fattori di moltiplicazione per la conversione
della dose giornaliera di oppiacei somministrati in precedenza, nella dose
giornaliera di JURNISTA(mg/die di oppiacei
precedenti x fattore = mg/die
di JURNISTA)
| Oppiacei precedenti | Oppiacei precedenti per via orale(fattore) | Oppiacei precedenti per viaparenterale(fattore) |
| Morfina | 0,2 | 0,6 |
| Idromorfone | 1 | 4 |
I dosaggi
devono
essere
arrotondati
per
difetto
alla
dose
più
vicina
di
JURNISTA,
disponibile
aincrementi
di 8 mg (compresse da 8, 16, 32
mg),
come indicato dal punto di vista
clinico. Quando
si
inizia
la
terapia
con
JURNISTA,
devono
essere
sospesi
tutti
gli
altri
farmaci
analgesici oppiacei assunti durante
il giorno. JURNISTA può inoltre essere impiegato in modo sicuro con le dosi convenzionali di analgesici non oppiacei e di
adiuvanti analgesici. Analgesia supplementare:Oltre
alla
somministrazione
giornaliera
di
un’unica
dose
di
JURNISTA, è
possibile
mettere
a disposizione di tutti i pazienti affetti da dolore cronico, un farmaco antidolorifico supplementare per il dolore episodico, sotto forma di preparazione a rilascio immediato (ad esempio, idromorfone a rilascio immediato o morfina a rilascio immediato).
Per la fase di conversione, deve essere utilizzata la tabelladi conversione.
Le dosi supplementari individuali di idromorfone a rilascio immediato o della morfinaa rilascio immediato non devono superare, in linea di massima, il 10% - 25% della dose di JURNISTAsomministrata
nelle 24 ore (vedi la tabella di
seguito riportata). Dose iniziale
raccomandata per terapia analgesica supplementare
| Dosaggio giornaliero di JURNISTA(mg) | Idromorfone a rilascio immediatoDosaggio della compressa (mg) per dose | Morfina a rilascio immediato(mg) |
| 8 | 2 | 10 |
| 16 | 2 | 10-15 |
| 32 | 4 | 20-30 |
Personalizzazione del dosaggio e
mantenimento della terapia:Dopo l’inizio della terapia con JURNISTA, è possibile che occorra aggiustare il dosaggio per ottenereil migliore
equilibrio
per
il
paziente, fra
attenuazione
del
dolore
ed
effetti indesiderati
correlati all’assunzione
degli oppiacei.Se il dolore aumenta di intensità o l’analgesia risulta inadeguata, è possibile che occorra aumentare
gradualmente
il
dosaggio.
Per
consentire
la
stabilizzazione
degli
effetti
relativi
alla
modifica
del dosaggio, occorre aumentare la dose con una frequenza che non sia inferiore a due giorni d’intervallo.Di
norma,
gli
aumenti
dei
dosaggi
compresi
fra
il
25%
e
il
100%
dell’attuale
dose
giornaliera
diJURNISTA, devono essere presi in
considerazione per ogni fase di
titolazione del dosaggio. Una
volta
che
il
paziente
si
è
stabilizzato
con
una
terapia
giornaliera
di
JURNISTA
assunto
in un’unica
somministrazione,
è
possibile
continuare
con
quel
dosaggio
fino
a
che
non
si
renda necessaria
un’ulteriore
attenuazione
del
dolore.
La
necessità
di
una
terapia
continuativa
a
base
di oppiacei
per
tutto
il
giorno
e
gli
aggiustamenti
della
dose,
devono
essere
rivalutati
periodicamente,
secondo le necessità. Impiego
nei
bambini
ed
adolescenti:
l’uso
di
JURNISTA
non
è
raccomandato
nei
bambini
e
negli adolescenti al di sotto dei
18 anni a causa della insufficienza
di dati sulla sicurezza ed efficacia. Impiego nei pazienti anziani: il quadro clinico del paziente anziano è spesso complesso.
Il trattamento
con idromorfone
deve essere quindi somministrato con cautela e la dose iniziale deve essere ridotta. Compromissione renale ed epatica:Dopo
la
somministrazione
di
compresse
di
idromorfone
a
rilascio
immediato,
sono
stati
osservati
i seguenti risultati: nei
pazienti
affetti
da
insufficienza
epatica
di
grado
moderato
(punteggio
compreso
fra
7
e
9 secondo la scala Child-Pugh), i livelli ematici di idromorfone erano approssimativamente 4 volte più elevati rispetto a
quelli dei controlli sani, mentre l’emivita di eliminazione
è rimasta invariata. nei pazienti affetti da insufficienza renale moderata (clearance della creatinina di 40-60 ml/min), i livelli ematici
di
idromorfone
erano
2
volte
più
elevati
rispetto
a
quelli
dei
soggetti
con funzionalità renale nella norma,
mentre l’emivita
di eliminazione è rimasta
invariata. nei
pazienti
affetti
da
grave
insufficienza
renale
(clearance
della
creatinina
<30
ml/min),
l’esposizione all’idromorfone
è
stata
4
volte
più
elevata
di
quella
registrata
nei
soggetti
con funzionalità renale nella norma,
mentre l’emivita
di eliminazione è stata 3 volte più
lunga. Quindi,
i
pazienti
affetti
da
insufficienza
renale
o
epatica
di
grado
moderato
devono
iniziare
ad assumere una dose ridotta ed essere attentamente monitorati durante la fase di titolazione del dosaggio.
Per quanto
riguarda
i
pazienti
affetti
da
grave
insufficienza
renale,
è
necessario
prendere
in considerazione un maggiore intervallo tra le dosi, oltre ad un monitoraggio attento durante la terapia dimantenimento. Interruzione della terapia:Nei pazienti fisicamente dipendenti dagli oppiacei e in terapia con una somministrazione giornaliera di idromorfone,
l’interruzione
improvvisa
del
trattamento
con
JURNISTA
darà
luogo
alla
cosiddetta sindrome
da
astinenza.
Nel
caso
in
cui
sia
indicata
l’interruzione
della
terapia
con
JURNISTA,
è necessario
somministrare
ai
pazienti
una
dose
di
JURNISTA
ridotta
del
50%
ogni
2
giorni,
fino
a raggiungere
la
dose
più
bassa
possibile
a
cui
la
terapia
può
essere
sospesa
in
modo
sicuro.
In
caso d’insorgenza dei sintomi da astinenza, è necessario interrompere la riduzione graduale del dosaggio.La dose deve essere aumentata lentamente fino alla scomparsa dei sintomi dell’astinenza da oppiacei.
Successivamente,
occorre
iniziare
di
nuovo
a
ridurre
gradualmente
la
dose,
ma
con
intervalli
più lunghi fra una diminuzione del dosaggio di idromorfone e quella successiva, oppure convertendolo in una dose
equianalgesica di un altro oppiaceo, per poi proseguire con la riduzione graduale.
Pazienti con ipersensibilità nota all’idromorfone o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Pazienti che sono stati sottoposti ad un intervento chirurgico e/o con patologia di base che porta a stenosi intestinale, o “anse cieche” a carico dell’intestino.
Pazienti con funzionalità epatica gravemente ridotta.
Pazienti affetti da insufficienza respiratoria.
Pazienti con dolore addominale acuto di origine sconosciuta.
Pazienti con stato asmatico.
Trattamento concomitante con inibitori della Monoamino Ossidasi (MAO) o entro 14 giorni dall’interruzione di tale terapia.
Trattamento concomitante con buprenorfina, nalbufina o pentazocina.
Pazienti in stato di coma.
Pazienti pediatrici, neonati pre-termine, oppure durante il travaglio del parto di neonati pre-termine.
Gli analgesici oppiacei, compreso l’idromorfone, possono causare una grave ipotensione nei pazienti la cui capacità di mantenimento della pressione sanguigna sia compromessa a causa della deplezione del volume ematico o della concomitante somministrazione di farmaci come le fenotiazine o gli anestetici generali.
JURNISTA non deve essere impiegato nel trattamento del dolore acuto.
JURNISTA non deve essere somministrato nelle 24 ore successive a un intervento chirurgico.
In seguito, JURNISTA deve essere impiegato con estrema cautela, soprattutto dopo un intervento di chirurgia addominale.
JURNISTA non deve essere somministrato nei casi in cui sussista il rischio di ileo paralitico.
Se, durante il trattamento, si verifichi il sospetto di ileo paralitico, è necessario interrompere la terapia.
Nel caso in cui siano programmati una cordotomia o altri interventi di attenuazione del dolore, i pazienti non devono essere trattati con JURNISTA nelle 24 ore successive a tali operazioni.
Quindi, deve essere somministrata una nuova dose, in base alla variazione delle necessità di attenuazione del dolore, se esistente.
Compromissione della respirazione:
La depressione respiratoria è il rischio più importante delle preparazioni a base di oppiacei, anche se è più frequente nei casi di sovradosaggio, nei pazienti anziani, nei pazienti debilitati e in quelli affetti da condizioni cliniche accompagnate da ipossia o ipercapnia, quando dosi anche moderate possono ridurre pericolosamente la respirazione.
JURNISTA, analogamente agli altri oppiacei, deve essere impiegato con estrema cautela nei pazienti con una riserva respiratoria sostanzialmente ridotta o affetti da una depressione respiratoria preesistente, nonché in pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica.
Il dolore severo antagonizza gli effetti depressivi degli oppiacei a carico della respirazione.
Tuttavia, se il dolore dovesse improvvisamente attenuarsi, tali effetti potrebbero manifestarsi rapidamente.
I pazienti per i quali sono state programmate procedure di anestesia locale o un altro genere di interruzione delle vie di trasmissione del dolore, non devono essere trattati con JURNISTA dalle 24 ore precedenti la procedura.
La concomitante somministrazione di idromorfone con altri analgesici oppiacei è associata ad un incremento del rischio di insufficienza respiratoria.
È quindi importante ridurre la dose di idromorfone, in caso di cosomministrazione con altri analgesici.
Trauma cranico e aumento della pressione intracranica:
Gli effetti depressivi degli oppiacei a carico della respirazione, con ritenzione di anidride carbonica e aumento secondario della pressione del fluido cerebrospinale, possono essere marcatamente esacerbati in presenza di trauma cranico o di aumento della pressione intracranica.
Gli oppiacei producono effetti che possono nascondere i segni neurologici di ulteriori aumenti di pressione in pazienti con trauma cranico.
JURNISTA deve essere somministrato solo in circostanze in cui è ritenuto essenziale, ma sempre con estrema cautela.
Tratto gastrointestinale e muscolatura liscia:
Analogamente agli altri oppiacei, l’idromorfone provoca una riduzione della motilità gastrointestinale associata a un aumento del tono della muscolatura liscia.
La stipsi è un effetto indesiderato frequentemente segnalato in presenza di trattamento con gli oppiacei.
È necessario raccomandare ai pazienti le misure da adottare per impedire la stipsi, oltre a considerare l’impiego di lassativi a scopo profilattico.
Occorre porre estrema cautela nei pazienti con stipsi cronica.
Condizioni cliniche e prodotti medicinali che causano un’improvvisa ed apprezzabile diminuzione del tempo di transito gastrointestinale, possono portare ad una diminuzione dell’assorbimento di idromorfone con JURNISTA e possono potenzialmente condurre a sintomi di astinenza in pazienti con dipendenza fisica dagli oppioidi.
La somministrazione di oppiacei può oscurare la diagnosi o il decorso clinico di condizioni acute addominali.
Perciò è importante assicurarsi che il paziente non sia affetto da occlusione intestinale, in particolare di ileo, prima di iniziare il trattamento.
L’idromorfone può inoltre provocare un aumento della pressione nel tratto biliare, a seguito dello spasmo nello sfintere di Oddi.
Prestare quindi attenzione durante la somministrazione di JURNISTA in pazienti affetti da disturbi infiammatori od ostruttivi dell’intestino, da pancreatite acuta secondaria a patologia del tratto biliare e nei pazienti che si apprestano ad affrontare un intervento di chirurgia biliare.
La compressa di JURNISTA è indeformabile e la sua forma non cambia in modo apprezzabile nel tratto gastrointestinale.
Si sono verificati rari casi di sintomi ostruttivi in pazienti con stenosi note, in seguito all’ingestione di farmaci in formulazioni a rilascio controllato indeformabili (vedere paragrafo 4.3).
È necessario avvisare i pazienti di non allarmarsi nel caso in cui dovessero notare nelle feci la compressa di JURNISTA, poiché si tratta solo dell’involucro indissolubile.
Pazienti con rischi particolari:
JURNISTA, analogamente agli altri analgesici oppiacei, deve essere somministrato con cautela e a dosaggi ridotti nei pazienti affetti da insufficienza renale o insufficienza epatica da lieve a moderata, insufficienza adrenocorticale, mixedema, ipotiroidismo, ipertrofia prostatica o stenosi uretrale.
Deve essere inoltre prestata molta attenzione nella somministrazione di JURNISTA nei pazienti affetti da depressione del SNC, cifoscoliosi, psicosi tossica, alcolismo acuto, delirium tremens o disturbi convulsivi.
Impiego nei pazienti anziani:
I pazienti anziani sono maggiormente predisposti a manifestare reazioni avverse a carico del sistema nervoso centrale (SNC) (confusione) e disturbi gastrointestinali, nonché riduzione fisiologica della funzionalità renale.
Occorre quindi prestare molta attenzione, oltre a somministrare una dose iniziale ridotta.
L’uso concomitante di altri farmaci, in particolare di antidepressivi triciclici, aumenta il rischio di confusione e stipsi.
Nei pazienti anziani sono spesso presenti patologie a carico della ghiandola prostatica e del tratto urinario, il che contribuisce ad aumentare il rischio di ritenzione urinaria.
Le considerazioni sopra citate servono a sottolineare l’importanza di prestare cautela nell’uso, piuttosto che implicare una limitazione d’uso degli oppiacei nei pazienti anziani.
Anche se il dosaggio è elevato, l’aumento della dose non corrisponde a uno sviluppo di tolleranza.
Dipendenza farmacologica:
JURNISTA deve essere somministrato con cautela nei pazienti alcolizzati o con dipendenza farmacologia di altro genere, a causa dell’aumento della frequenza a sviluppare tolleranza agli oppiacei e dipendenza psicologica riscontrata in questa popolazione di pazienti.
Con l’abuso per via parenterale, gli eccipienti della compressa potrebbero causare complicazioni letali.
L’uso continuato di oppiacei, JURNISTA compreso, può generare lo sviluppo di tolleranza e di dipendenza fisica.
È possibile che si verifichi un abuso volontario di JURNISTA, come accade con gli altri oppiacei, caratterizzato da modifiche comportamentali, non riscontrate nei pazienti il cui dolore viene opportunamente trattato con JURNISTA.
Si ritiene che solo nei pazienti in un certo qual modo predisposti possa svilupparsi una dipendenza psicologica o un effetto che determina assuefazione, pur non essendo una risposta normale o prevista alla somministrazione appropriata degli oppiacei per il trattamento del dolore.
Tuttavia, anche se un paziente ha abusato di oppiacei in passato, l’idromorfone o gli altri oppiacei possono essere ancora indicati nel trattamento del dolore severo del paziente.
La necessità di aumentare il dosaggio può essere dovuta ad una patologia sottostante e deve quindi essere rivalutata.
Nella maggior parte dei casi, la richiesta riflette l’esigenza reale di attenuazione del dolore e non deve essere confusa con un uso inappropriato del farmaco.
L’impiego di idromorfone da parte di chi svolge attività sportiva a livello agonistico comporta la squalifica.
Il farmaco contiene lattosio.
I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, come il deficit di Lapp-lattasi o la sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco.
L’uso concomitante di JURNISTA con alcool o con altri farmaci che lo contengono, deve essere evitato in quanto l’alcool aumenta l’effetto sedativo dell’idromorfone.
Gli inibitori delle Monoamino Ossidasi (IMAO) possono provocare un’eccitazione del SNC o depressione, ipotensione o ipertensione, se somministrati unitamente agli oppiacei.
JURNISTA è controindicato nei pazienti in terapia con gli IMAO.
La somministrazione concomitante di idromorfone con gli agonisti/antagonisti della morfina (buprenorfina, nalbufina, pentazocina) può comportare una riduzione dell’effetto analgesico mediante il blocco competitivo dei recettori, con il rischio d’insorgenza dei sintomi da astinenza.
Questa associazione è pertanto controindicata.
La somministrazione concomitante di depressori del sistema nervoso centrale come ipnotici, sedativi, anestetici generali, antipsicotici e alcool, può causare effetti depressivi additivi e possono insorgere depressione respiratoria, ipotensione, sedazione profonda o coma.
Nel caso in cui sia indicata questa associazione, è necessario ridurre il dosaggio di uno o di entrambi gli agenti.
JURNISTA, analogamente agli altri oppiacei, può potenziare l’azione di blocco neuromuscolare dei miorilassanti e provocare un aumento del grado di depressione respiratoria.
Occorre evitare l’uso concomitante di alcool; quest’ultimo infatti aumenta l’effetto sedativo dell’idromorfone.
Gravidanza Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso dell’idromorfone in donne in gravidanza.
Mentre gli studi nell’animale (vedere paragrafo 5.3) non hanno rivelato effetti teratogeni, è stata osservata tossicità riproduttiva.
Nelle sperimentazioni condotte sull’animale, l’idromorfone ha dimostrato di attraversare la barriera placentare.
Non è noto il rischio potenziale per l’uomo derivante dall’uso di oppiacei durante la gravidanza.
JURNISTA non deve essere somministrato in gravidanza e durante il travaglio a causa di un indebolimento della contrattilità uterina e del rischio di depressione respiratoria nel neonato.
Sintomi da astinenza potrebbero essere osservati nei neonati di madri sottoposte a trattamento cronico.
Allattamento Non sono disponibili dati clinici sull’uso dell’idromorfone durante l’allattamento.
Basse concentrazioni di altri oppiacei sono state riscontrate nel latte materno.
Studi preclinici hanno dimostrato che l’idromorfone può essere trovato nel latte dei ratti che allattano.
JURNISTA non deve essere usato durante l’allattamento.
JURNISTA può compromettere in misura rilevante la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Questa è più probabile all’inizio della terapia, a seguito di un incremento della dose o di una modifica della preparazione.
Negli studi clinici in cui è stato utilizzato JURNISTA (n="6"47), le reazioni avverse più comunemente
riportate sono state stipsi, nausea e vomito.
Solitamente possono essere gestite con una riduzione del dosaggio, tramite l’utilizzo di lassativi (vedere paragrafo 4-2) o antiemetici secondo il metodo che si ritiene essere il
più appropriato. La tabella di seguito riportata mostra le reazioni avverse (ADRs) osservate durante gli studi clinici con JURNISTA e quelle che sono state riportate con altre formulazioni di idromorfone cloridrato.
Se le frequenze di
JURNISTA
e
delle
altre
formulazioni
a
base
di
idromorfone
cloridrato
erano
diverse, venivano utilizzate
quelle del database più ampio
di idromorfone
cloridrato.
| Classificazione sistemica- organica | Reazioni avverse | ||||
| Frequenza | |||||
| Comuni(1/100; <1/10) | Non comuni(1/1000; <1/100) | Rari(1/10,000; <1/1000) | Molto rari(<1/10,000) | ||
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | anoressia | aumento dell’appetito | |||
| Disturbi psichiatrici | insonnia, stato confusionale,incubi, depressione, alterazioni dell’umore | irritabilità, diminuzione della libido, paranoia, aggressività, crisi di pianto, apatia, tolleranza al farmaco, disforia, euforia,allucinazioni | dipendenza, ansia, agitazione | ||
| Patologie del sistema nervoso | problemi della memoria, disartria, vertigini, sonnolenza | disturbi dell’attenzione, tremori o contrazioni muscolari involontarie/mioclo no, coordinazioneanomala, parestesia, disgeusia,discinesia, sincope, cefalea | crisi epilettiche, convulsioni | ||
| Patologie dell’occhio | miosi, disturbi della vista come offuscamento della visione | ||||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | vertigini, tinnito | ||||
| Patologie cardiache | tachicardia | bradicardia, palpitazioni | |||
| Patologie vascolari | ipotensione, rossore | ||||
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | dispnea, distress respiratorio | depressione respiratoria, broncospasmo | |||
| Patologie gastrointestinali | secchezza delle fauci, diarrea, stipsi, nausea, vomito | distensione addominale, flatulenza, emorroidi, dolore addominale, dispepsia | aumento degli enzimi pancreatici | ileo paralitico | |
| Patologie epatobiliari | coliche biliari | ||||
| Patologie della cute edel tessuto sottocutaneo | iperidrosi, prurito, rash | eczema, orticaria | rossore al volto, eritema | ||
| Patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo | spasmi muscolari | artralgia, gonfiore delle articolazioni | |||
| Classificazione sistemica- organica | Reazioni avverse | ||||
| Frequenza | |||||
| Comuni(1/100; <1/10) | Non comuni(1/1000; <1/100) | Rari(1/10,000; <1/1000) | Molto rari(<1/10,000) | ||
| Patologie renali ed urinarie | ritenzione urinaria, urgenza urinaria | disuria, disturbi urinari, ritardo nell’urinare, cromaturia, pollachiuria, odore anomalo delle urine | |||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | disfunzione erettile/impotenza | ||||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | astenia, edema, sindrome da sospensione del farmaco | brividi, sensazione anomala, piressia, malessere, oppressionetoracica, difficoltà a camminare, sindrome simil- influenzale, dolore | |||
| Esami diagnostici | calo ponderale, aumento della frequenza cardiaca | ||||
| Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura | sovradosaggio | ||||
I seguenti eventi di cui non si conosce la frequenza, sono stati riportati in letteratura: ipertensione,insufficienza respiratoria, delirio, amenorrea e diminuzione del testosterone. La depressione respiratoria può essere più probabile in alcuni sottogruppi di pazienti (vedere paragrafo4.4).
Il sovradosaggio con idromorfone è caratterizzato da depressione respiratoria, sonnolenza che evolve fino a stato di stupore e coma, flaccidità muscolo-scheletrica, cute fredda, contrazione delle pupille e a volte, tachicardia e ipotensione.
In caso di grave sovradosaggio, in particolare immediatamente dopo la somministrazione endovenosa, possono insorgere apnea, arresto cardiaco e morte.
Nel trattamento del sovradosaggio, è necessario prestare attenzione innanzitutto a ristabilire un adeguato scambio respiratorio, mantenendo le vie respiratorie pervie ed istituendo una ventilazione assistita e controllata.
Se l’ingestione orale è recente, è possibile effettuare una lavanda gastrica.
Nei pazienti con perdita di coscienza e vie respiratorie pervie, è necessario instillare carbone attivo (30-100 g negli adulti, 1.2 g/kg nei bambini), per via nasogastrica.
Alla prima dose di carbone attivo, è possibile aggiungere sorbitolo.
Per gestire lo shock e l’edema polmonare, che può seguire al sovradosaggio, è necessario adottare misure di supporto (ossigeno, vasopressori).
L’arresto cardiaco e le aritmie possono richiedere un massaggio cardiaco o la defibrillazione.
Nei casi di grave sovradosaggio, occorre somministrare per via endovenosa 0,8 mg di naloxone.
Se necessario, ripetere dopo 2.3 minuti.
In alternativa, somministrare per infusione 2 mg di naloxone in 500 ml di soluzione di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o in una soluzione di glucosio al 5% (0,004 mg/ml).
L’infusione deve essere regolata in base alla risposta del paziente.
L’effetto del naloxone è relativamente breve, perciò il paziente deve essere attentamente monitorato fino alla stabilizzazione della respirazione.
JURNISTA rilascia l’idromorfone per circa 24 ore.
È necessario tenerne conto nella pianificazione del trattamento.
In caso di sovradosaggio meno grave, è possibile la somministrazione per via endovenosa di 0,2 mg di naloxone e, se necessario, ripetere tale somministrazione.
Il naloxone non deve essere somministrato in assenza di depressione respiratoria clinicamente significativa o depressione circolatoria dovuta all’assunzione di oppiacei.
Il naloxone deve essere somministrato con cautela nei pazienti in cui è presente una sospetta dipendenza fisica da idromorfone, poiché la reversibilità rapida da un oppiaceo, idromorfone compreso, può far precipitare i sintomi da astinenza.
Categoria farmacoterapeutica:
analgesici; alcaloidi naturali dell’oppio, codice ATC:
N02AA03.
L’idromorfone è un derivato semisintetico della morfina.
Analogamente agli altri oppiacei, l’idromorfone esercita i suoi effetti farmacologici principali sul SNC e sulla muscolatura liscia.
Tali effetti sono espressi e modulati dal legame con specifici recettori per gli oppiacei.
L’idromorfone è in primo luogo un agonista dei recettori μ, che mostra una debole affinità per i recettori κ.
L’analgesia si verifica come conseguenza del legame dell’idromorfone ai recettori μ del SNC.
Benché le stime varino (da 2 a 10 volte), sembra che l’idromorfone assunto per via orale sia circa 5 volte più potente (per peso) della morfina e abbia una durata d’azione inferiore.
La depressione respiratoria insorge principalmente per azione diretta sui centri di controllo cerebrali della respirazione.
Gli oppiacei possono provocare nausea e vomito, a causa della stimolazione diretta dei chemiorecettori per l’emesi, nella regione posteriore del midollo.
Dopo la somministrazione orale delle compresse a rilascio prolungato di JURNISTA, le concentrazioni plasmatiche raggiungono un ampio plateau che si mantiene relativamente costante entro 6.8 ore dalla somministrazione della dose e restano in tale plateau per le 24 ore successive circa.
Ciò dimostra che, come desiderato, l’idromorfone viene rilasciato in modo costante dalla formulazione del farmaco, con un assorbimento continuato attraverso tutto il tratto intestinale per circa le 24 ore conseguenti alla monosomministrazione giornaliera.
La biodisponibilità media assoluta dell’idromorfone attraverso l’assunzione di JURNISTA è compresa fra il 22% e il 26%.
Il legame alle proteine plasmatiche è basso (<30%).
La glucoronidazione è il percorso metabolico principale e il metabolita primario è l’idromorfone-3.glucoronide, che ha un tempo di rilascio nel plasma analogo a quello dell’idromorfone.
Diversamente da quanto accade per la morfina, non viene prodotto il 6.glucoronide.
Per la compressa a rilascio controllato è stata dimostrata una farmacocinetica lineare nell’intervallo di dosaggio 8.64 mg, con un aumento proporzionale della dose nelle concentrazioni plasmatiche (Cmax) e dell’esposizione complessiva (AUC).
L’effetto esercitato dall’età sul profilo farmacocinetico dell’idromorfone è stato una riduzione del 14% del Cmax e un modesto aumento (11%) dell’AUC nei pazienti anziani, rispetto a quelli giovani.
Non è stata riscontrata alcuna differenza nel Tmax.
Si considera non verosimile che questi effetti risultino clinicamente significativi.
Negli studi clinici in cui sono state impiegate compresse convenzionali somministrate per via orale, la compromissione epatica ha ridotto il metabolismo di primo passaggio dell’idromorfone, comportando un aumento dei livelli plasmatici di idromorfone quattro volte superiori nei soggetti con disfunzione epatica di grado moderato.
La compromissione renale ha inciso sul profilo farmacocinetico dell’idromorfone e dei suoi metaboliti, l’idromorfone-3.glucoronide e il 3.solfato.
Gli effetti della compromissione renale sulla farmacocinetica dell’idromorfone erano rappresentati da incrementi due e quattro volte superiori nella biodisponibilità dell’idromorfone, rispettivamente con un’alterazione di grado moderato e grave.
Sono stati osservati anche cambiamenti sostanziali nella cinetica dell’eliminazione dell’idromorfone-3.glucoronide, per il gruppo con grave compromissione, nonostante l’efficacia dell’emodialisi nella riduzione dei livelli plasmatici sia dell’idromorfone che dei suoi metaboliti.
Per i dosaggi raccomandati, fare riferimento al paragrafo 4.2.
In uno studio in cui è stato confrontato l’assorbimento dell’ idromorfone dopo somministrazione di JURNISTA in associazione con 240 ml di alcool al 4, 20 e 40%, la Cmax è aumentata mediamente del 16, 31 e 28% rispettivamente in condizioni di digiuno mentre tale assorbimento è stato meno condizionato dopo il pasto con aumenti rispettivamente del 14, 14 e 9%.
Il Tmax medio dopo assunzione di alcool al 4, 20 e 40% è stato di 12.16 ore e con lo 0% di alcool è stato di 16 ore.
Non si sono visti effetti sui valori dell’AUC in entrambi i casi a digiuno e dopo il pasto.
I dati non clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.
Nei ratti è stata osservata una lieve ma significativa riduzione nell’impianto ad una dose di 6,25 mg/kg/die, una dose che produce tossicità nella madre durante il periodo dell’accoppiamento.
L’esposizione plasmatica (AUC) all’idromorfone a questo dosaggio è stata di 135 ng/ora/ml, fornendo un fattore di sicurezza 1,5 volte superiore rispetto all’esposizione nell’uomo (AUC) basato sulla dose media giornaliera.
La vitalità e la sopravvivenza neonatale si sono ridotte nei ratti in pre-svezzamento, alla dose orale giornaliera per la madre di 6,25 mg/kg.
Quest’ultimo sembra essere un effetto di classe degli analgesici oppiacei.
Non sono stati eseguiti studi di carcinogenesi a lungo termine.
Nucleo della compressa rivestita: Ossido di polietilene 200K Povidone K29.32 Magnesio stearato Ossido di ferro giallo E172 (solo per le compresse da 32 mg) Butilidrossitoluene E321 Ossido di polietilene 2000K Sodio cloruro Ipromellosa Ossido di ferro nero E172 Lattosio anidro Cellulosa acetato Macrogol 3350 Rivestimento colorato: Lattosio monoidrato, ipromellosa, titanio diossido E171, glicerolo triacetato, ossido di ferro rosso E172 (8 mg) / ossido di ferro giallo E172 (16 mg). Rivestimento trasparente: Ipromellosa Macrogol 400 Inchiostro di stampa: Ossido di ferro nero E172 Glicole propilenico Ipromellosa
Non pertinente.
2 anni.
Non conservare a temperatura superiore ai 25C.
Blister di PVC/Aclar con pellicola di alluminio.
Confezioni da 14 o 28 compresse.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione particolare.
JANSSEN-CILAG SpA Via M.
Buonarroti, 23 20093 COLOGNO MONZESE (MI)
JURNISTA® 8 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse A.I.C.
n.
037396037/M
JURNISTA® 8 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse A.I.C.
n.
037396052/M
JURNISTA® 16 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse A.I.C.
n.
037396153/M
JURNISTA® 16 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse A.I.C.
n.
037396177/M
JURNISTA® 32 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse A.I.C.
n.
037396278/M
JURNISTA® 32 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse A.I.C.
n.
037396292/M
23 Luglio 2007
Luglio 2007
|
|||||
Prontuariofarmaci. - Copyright © 2002-2010 - Tutti i diritti riservati. |