IPNOVEL
- Ogni ml contiene 5 mg di midazolam (come midazolam cloridrato).
Una fiala da 1 ml contiene 5 mg di midazolam.
Una fiala da 3 ml contiene 15 mg di midazolam.
Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile.
Soluzione chiara e incolore.
Ipnovel è un farmaco ipno-inducente a breve durata d’azione indicato in:
Adulti:
Sedazione conscia prima e durante procedure diagnostiche o terapeutiche con o senza anestesia locale; Anestesia.
Premedicazione prima dell’induzione dell'anestesia.
Induzione dell'anestesia.
Come componente sedativo nell'anestesia combinata.
Sedazione in terapia intensiva.
Bambini:
Sedazione conscia prima e durante procedure diagnostiche o terapeutiche con o senza anestesia locale.
Anestesia.
Premedicazione prima dell’induzione dell'anestesia.
Sedazione in terapia intensiva.
Dosaggio standard: Il
midazolam è un potente agente
sedativo che richiede un aggiustamento
del dosaggio e una somministrazione lenta.
L’aggiustamento
del dosaggio è fortemente
raccomandato per ottenere con
sicurezza il livello di sedazione
desiderato in base alla
necessità
clinica,
lo stato fisico, l’età e concomitante
somministrazione
di farmaci.
In adulti sopra i
60 anni, debilitati
o in pazienti
con malattie croniche
e pazienti pediatrici,
la dose
deve essere
determinata
con cautela e devono essere considerati
i fattori
di rischio
per ciascun paziente. I dosaggi standard sono riportati nella
tabella seguente. Ulteriori informazioni
sono riportate successivamente
alla tabella.
| Indicazioni | Adulti < 60 anni | Adulti ≥60 anni / debilitati o con malattie croniche | Bambini |
| Sedazione conscia | i.v. Dose iniziale: 2-2,5 mg Dosi aggiuntive: 1 mg Dose totale: 3,5-7,5 mg | i.v. Dose iniziale: 0,5-1 mg Dosi aggiuntive: 0,5-1mg Dose totale: <3,5 mg |
i.v. in pazienti di età compresa fra 6 mesi e5 anni Dose iniziale: 0,05.0,1mg/kg Dose totale: <6 mg i.v. in pazienti di età compresa fra 6 e 12 anni Dose iniziale: 0,025-0,05 mg/kg Dose totale: <10 mg |
|
rettale
> 6 mesi 0,3-0,5
mg/kg i.m. 1-15 anni 0,05.0,15 mg/kg |
|||
| Premedicazione in Anestesia | i.m. 0,07.0,1 mg/kg | i.m. 0,025-0,05 mg/kg |
rettale
> 6 mesi 0,3-0,5
mg/kg i.m. 1-15 anni 0,08.0,2 mg/kg |
| Induzione dell’anestesia | i.v. 0,15-0,2 mg/kg (0,3-0,35senza premedicazione) | i.v. 0,1-0,2 mg/kg (0,15-0,3senza premedicazione) | |
| Componente sedativo in anestesiacombinata | i.v. Dosi intermittenti di 0,03.0,1mg/kg o infusione continua di 0,03.0,1 mg/kg/h | i.v. Dosi inferiori a quelle consigliate per adulti< 60 anni | Sedazione in terapia intensiva. |
| Sedazione in terapia intensiva | i.v. Dose di carico: 0,03.0,3 mg/kg con incrementi di 1-2,5 mg Dose di mantenimento: 0,03.0,2 mg/kg/h |
i.v. in neonati < 32 settimane di età gestazionale 0,03 mg/kg/h i.v. in neonati > 32 settimane e bambini fino a 6 mesi 0,06 mg/kg/h i.v. in pazienti di età >6 mesi Dose di carico: 0,05.0,2 mg/kg Dose di mantenimento:0,06.0,12 mg/kg/h |
|
Dosaggio in sedazione conscia: Nella sedazione conscia il
midazolam
è somministrato per via endovenosa
prima dell’intervento diagnostico o
chirurgico.
La dose deve essere
personalizzata con un aggiustamento
del dosaggio e non deve essere somministrata
in iniezione rapida o in singolo bolo.
L’inizio
della sedazione può variare individualmente
a seconda dello stato fisico del
paziente e delle particolari condizioni deldosaggio (es.
velocità di somministrazione,
quantità della dose).
Se necessario, in base allenecessità individuali, possono
essere somministrate dosi ulteriori.
La sedazione inizia circa 2
minuti dopo l’iniezione.
Il
massimo effetto si ottiene dopo circa 5 - 10 minuti. Adulti: Il
midazolam deve essere somministrato
lentamente per via endovenosa ad una velocità di circa 1mg ogni 30 secondi. Negli adulti di età inferiore ai 60 anni la dose iniziale è di circa
2-2,5 mg somministrati
da 5 a 10minuti
prima dell’inizio dell’intervento.
Ulteriori dosi di 1 mg possono
essere somministrate in casodi necessità.
La dose totale media è
risultata essere compresa
tra 3,5 e 7,5
mg.
Generalmente
non è necessaria una dose totale superiore ai 5
mg.
Negli
adulti di età superiore ai 60 anni,
debilitati o con malattie croniche,
si consiglia
di iniziare somministrando una dose
di 0,5-1 mg.
Successive dosi
di0,5-1mg
possono essere somministrate in caso
di necessità.
Generalmente
non è necessaria una dose
totale superiore ai 3,5 mg. Bambini: Somministrazione
endovenosa: il dosaggio del midazolam deve essere regolato lentamente
fino al raggiungimento
dell’effetto clinico desiderato.
La dose iniziale
deve essere
somministrata in 2-3
minuti.
Bisogna attendere 2-5 minuti
per valutare pienamente
l’effetto sedativo prima di ripetere
la dose.
Se si rende necessaria un’ulteriore sedazione,
continuare la regolazione del dosaggio conpiccoli incrementi
fino a raggiungere il giusto grado
di sedazione. Bambini
di età inferiore ai 5 anni possono
richiedere dosi sostanzialmente più
elevate (mg/kg) di altri bambini e
adolescenti. Pazienti pediatrici di età
inferiore ai 6 mesi: i pazienti
pediatrici di età inferiore ai 6
mesi sono particolarmente
suscettibili alle ostruzioni delle
vie
aeree e all’ipoventilazione.
Per
questo motivo, deve essere evitato
l’uso nella sedazione conscia in bambini
di età inferiore ai 6
mesi. Pazienti pediatrici da 6
mesi a 5 anni di età: la dose
iniziale è di 0,05.0,1 mg/kg.
Una dose totale fino a 0,6 mg/kg può essere necessaria per raggiungere l’effetto desiderato, ma la
dose totale non deve superare i 6 mg.
Sedazione prolungata e rischio
di ipoventilazione possono essere associate con le dosi più elevate. Pazienti pediatrici da 6 a 12 anni di
età: la dose iniziale è di 0,025-0,05
mg/kg.
Può esserenecessaria una dose totale fino a 0,4
mg/kg , fino ad un
massimo di 10
mg.
Sedazione prolungata e rischio di ipoventilazione possono essere associate con le dosi più
elevate.Pazienti pediatrici da 12 a 16
anni di età: deve essere adottato
il dosaggio per gli adulti.
Somministrazione
rettale: la dose totale di
midazolam generalmente varia da 0,3 a
0,5 mg/kg.
Lasomministrazione rettale della soluzione
in fiala viene effettuata per mezzo di un applicatore in
plastica fissato alla fine della siringa.
Se il volume
da somministrare è troppo piccolo,
può essereaggiunta acqua fino ad un volume
totale di 10 ml.
La dose totale deve essere somministrata
una sola volta ed evitata la somministrazione
rettale
ripetuta. La somministrazione
per via rettale in bambini di età inferiore ai 6 mesi deve
essere evitata in quanto i dati disponibili in questa
popolazione sono limitati.Somministrazione
intramuscolare: la dose utilizzata
varia fra 0,05 e 0,15 mg/kg.
Una dose totale superiore a 10
mg non è generalmente
necessaria.
Questa via di somministrazione
deve essere utilizzata solo
in casi eccezionali.
La somministrazione rettale
deve essere preferita in quanto la
somministrazione i.m.
è dolorosa. In bambini
con peso corporeo inferiore ai 15
kg, le soluzioni di midazolam
con concentrazioni maggiori di 1
mg/ml
devono essere evitate.
Le concentrazioni
più alte devono essere diluite a 1 mg/ml. Dosaggio in anestesia: Premedicazione:La premedicazione
con midazolam somministrato poco prima di un intervento
produce sedazione(induzione di sonnolenza o assopimento
e diminuzione
dell’apprensione) e riduzione preoperativa della memoria.
Midazolam può anche essere somministrato in combinazione
con anticolinergici.
Per questa indicazione midazolam deve essere somministrato per via intramuscolare,
nella massa muscolare profonda, da 20
a 60 minuti
prima dell’induzione dell’anestesia, o preferibilmente
pervia rettale nel bambino
(vedere sopra).
E’ obbligatoria
un’adeguata osservazione del paziente
dopola somministrazione
della premedicazione a causa
della sensibilità
individuale e per la possibilità che si verifichino sintomi
da sovradosaggio. Adulti: Per la sedazione preoperativa e per diminuire
la memoria
della fase preoperativa, la dose
raccomandata per gli adulti
del ASA Physical
Status
I e II e di età inferiore ai 60 anni è compresatra 0,07 e 0,1
mg/kg somministrati per via intramuscolare.
La dose deve essere ridotta e personalizzata quando midazolam è somministrato
in adulti al di sopra dei 60 anni di
età, debilitatio in pazienti con
malattie croniche.
La dose raccomandata
va da 0,025 a 0,05 mg/kg somministrata per via intramuscolare.
La dose usuale è 2 - 3 mg. Bambini: Somministrazione
rettale: la dose totale di
midazolam,
generalmente compresa
fra 0,3 e 0,5 mg/kg, deve essere
somministrata 15-30 minuti
prima dell’induzione dell’anestesia.
La somministrazione
rettale della soluzione
in fiala viene effettuata per
mezzo di un applicatore in plastica fissato
allafine della siringa.
Se il volume
da somministrare è troppo piccolo,
può essere aggiunta acqua finoad un volume totale di 10
ml. Somministrazione
intramuscolare:
poiché l’iniezione
intramuscolare è dolorosa, questa via
di somministrazione deve essere utilizzata
soltanto in casi eccezionali.
La via
rettale deve essere preferita. Comunque
un dosaggio compreso fra
0,08 e 0,2 mg/kg di
midazolam somministrato per via intramuscolare
si è dimostrato efficace e
sicuro.
Nei bambini
di età compresa fra 1 e 15 anni sono
richieste dosi proporzionalmente più
alte rispetto agli adulti in
relazione al peso corporeo. L’uso nei bambini di età inferiore ai 6 mesi deve essere evitata in quanto i dati disponibili
in questa popolazione sono limitati.In bambini
con peso corporeo inferiore ai 15
kg, le soluzioni di midazolam
con concentrazioni maggiori di 1
mg/ml
devono essere evitate.
Le concentrazioni
più alte devono essere diluite a 1 mg/ml. Induzione: Adulti: Se il
midazolam è utilizzato per l’induzione
dell’anestesia
prima
della somministrazione di altri
agenti anestetici la risposta individuale
è variabile.
La dose deve essere regolata al fine
diraggiungere l’effetto desiderato tenendo conto dell’età del
paziente ed il suo stato clinico.
Quando il midazolam è somministrato, per
l’induzione dell’anestesia, prima
o in combinazione con altrifarmaci
somministrati per via endovenosa o
inalatoria, la dose iniziale di
ciascun farmaco
deve essere significativamente
ridotta.
Il livello desiderato
di anestesia
è raggiunto attraverso
tappe successive.
La dose di midazolam per via endovenosa
per l’induzione dell’anestesia
deve essere aumentata lentamente.
Ciascun aumento di non più di 5
mg deve
essere iniettato in 20-30 secondi con un intervallo di almeno
2 minuti
fra due incrementi successivi. Negli adulti di età inferiore ai 60
anni una dose endovena da 0,15 a 0,2
mg/kg
è generalmente sufficiente.
Negli
adulti non premedicati
di età inferiore ai 60 anni la dose
potrebbe essere piùelevata (da 0,3 - 0,35
mg/kg
i.v.).
Se è richiesta l’induzione completa
possono essere somministrati dosaggi con aumenti
approssimativamente
del 25% rispetto
alla dose iniziale
del paziente.
In alternativa
l’induzione può essere completata con anestetici inalatori.
Nei
casi resistenti, una dose totale fino a 0,6
mg/kg può essere
somministrata per l’induzione,
ma dosi così elevate possono
prolungare il tempo di risveglio. In adulti di età superiore ai 60 anni, debilitati
o in pazienti
cronicamente
ammalati, la dose somministrata per via endovenosa varia da 0,1 a 0,2 mg/kg.
Negli adulti non
premedicati con età superiore ai 60
anni generalmente si richiedono dosi
maggiori di
midazolam
per l’induzione; una dose iniziale da 0,15 a 0,3
mg/kg è raccomandata.
Pazienti non premedicati
con gravi
malattie sistemiche
o altre affezioni debilitanti richiedono per l’induzione una dose minore
di midazolam.
Una dose iniziale da 0,15 a 0,25 mg/kg
è generalmente sufficiente. Componente
sedativo in anestesia combinata: Adulti: Midazolam può essere somministrato
come componente sedativo nell’anestesia
combinata sia con piccole dosi intermittenti
per via endovenosa (fra
0,03 e 0,1 mg/kg) sia per infusione
endovenosa continua di midazolam (fra 0,03 e 0,1 mg/kg/h) in combinazione con analgesici.
La dose e gli intervalli
fra le dosi variano a seconda della reazione individuale del paziente. In adulti di età superiore ai 60 anni,
debilitati
o in pazienti
cronicamente
ammalati sono richieste
dosi di mantenimento minori. Sedazione in terapia intensiva: Il livello di
sedazione
desiderato è raggiunto attraverso
tappe successive
del dosaggio
di midazolam
seguito da infusione
continua o boli intermittenti, a seconda
della richiesta
clinica, dello stato fisico,
dell’età e della concomitante somministrazione
di farmaci (vedere
4-5 Interazioni).Adulti: Dose da carico endovenosa: da 0,03 a
0,3 mg/kg deve essere aumentata
lentamente.
Ciascunaumento
da 1 a 2,5 mg deve essere iniettato
in 20-30 secondi con un intervallo di
almeno 2
minutifra due incrementi
successivi.
In pazienti ipovolemici,
vasocostretti o ipotermici la dose da carico deve essere ridotta o evitata. Quando il midazolam viene somministrato
con analgesici
maggiori, questi devono essere
somministrati per primi in
modo tale che l'effetto
sedativo del midazolam venga regolato con sicurezza sulla
base della massima
sedazione provocata dall’analgesico. Dose di
mantenimento
endovenosa: il dosaggio può oscillare
da 0,03 a 0,2 mg/kg/h.
In pazienti
ipovolemici, vasocostretti o ipotermici
la dose di mantenimento
deve essere ridotta.
Il livello di
sedazione deve essere controllato
regolarmente.
Per sedazioni prolungate, si può sviluppare tolleranza.
In questo caso la dose può
essere aumentata. Bambini di età superiore ai 6 mesi: In pazienti pediatrici intubati e
ventilati, una dose da carico da
0,05 a 0,2 mg/kg per via endovenosa
deve essere somministrata lentamente
per almeno
2 - 3 minuti
per stabilire
l’effetto
clinicodesiderato.
Il
midazolam
non deve essere somministrato rapidamente
per via endovenosa.
La doseda carico è seguita da un’infusione
endovenosa continua da 0,06 a 0,12
mg/kg/h (da 1 a 2 mg/kg/min).
La velocità di infusione può essere aumentata
o diminuita (generalmente
del 25% dell’iniziale o delle successive velocità di
infusione) come richiesto, o dosi
supplementari endovenose di
midazolam
possono essere somministrate
per aumentare o
mantenere l’effetto desiderato. Quando si inizia l’infusione di
midazolam in pazienti emodinamicamente
compromessi,
la dose da carico usuale deve essere regolata con piccoli incrementi
ed il paziente controllato
per l’instabilità
emodinamica,
es.
l’ipotensione.
Questi pazienti
sono anche
vulnerabili
agli effetti
depressivi
sul respiro del midazolam e richiedono un accurato controllo
della frequenza respiratoria e della
saturazione d’ossigeno. Neonati e bambini fino a 6 mesi di età: Il
midazolam deve essere somministrato
in infusione endovenosa continua partendo da 0,03 mg/kg/h (0,5
mg/kg/min)
in neonati di età gestazionale fino
a 32 settimane o 0,06 mg/kg/h (1
mg/kg/min)
in neonati di età superiore alle 32
settimane e bambini
fino a 6 mesi. Le dosi da carico endovenose devono
essere evitate nei prematuri, neonati
e bambini fino a 6
mesi, piuttosto, nelle prime
ore, può essere praticata un’infusione più veloce per
raggiungere i livelli plasmatici terapeutici. La velocità di infusione deve essere
accuratamente e frequentemente
reimpostata, sopattutto
dopo le prime 24 ore, per somministrare
la dose efficace più bassa possibile e ridurre
il rischio di potenziale accumulo del farmaco. E’ richiesto un attento controllo della
frequenza respiratoria e della
saturazione d’ossigeno.Nei prematuri,
neonati e bambini con peso corporeo inferiore ai 15 kg, le soluzioni di midazolam
con concentrazioni superiori ad 1 mg/ml
devono essere evitate.
Le
concentrazioni più alte devonoessere
diluite
a 1 mg/ml.
Somministrazione di midazolam in pazienti con conosciuta ipersensibilità alle benzodiazepine o agli altri componenti del prodotto. Sedazione conscia in pazienti con grave insufficienza respiratoria o depressione acuta respiratoria.
Il midazolam deve essere somministrato solo quando sono disponibili appropriate apparecchiature di rianimazione poiché la somministrazione endovenosa di midazolam può deprimere la contrattilità miocardica e causare apnea.
Gravi eventi avversi cardiorespiratori sono stati segnalati in rare occasioni.
Questi includono depressione respiratoria, apnea, arresto respiratorio e/o arresto cardiaco.
Tali effetti pericolosi per la vita sono più frequenti quando l’iniezione viene fatta troppo rapidamente o quando vengono somministrati alti dosaggi.
Pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 mesi sono particolarmente suscettibili alle ostruzioni delle vie aeree e all’ipoventilazione, pertanto sono essenziali piccoli incrementi del dosaggio per ottenere l’effetto clinico ed il controllo accurato della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno.
Quando il midazolam viene somministrato per la premedicazione, è obbligatorio un adeguato controllo del paziente dopo la somministrazione poiché la sensibilità individuale varia e possono verificarsi sintomi da sovradosaggio.
Speciali precauzioni devono essere prese quando midazolam viene somministrato a pazienti ad alto rischio:
- adulti con età superiore ai 60 anni;
- pazienti cronicamente ammalati o debilitati quali:
- pazienti con insufficienza respiratoria cronica;
- pazienti con insufficienza renale cronica, diminuita funzionalità epatica o con diminuita funzionalità cardiaca;
- pazienti pediatrici specialmente in quelli con instabilità cardiovascolare.
Questi pazienti ad alto rischio richiedono dosaggi più bassi (vedere 4.2 Posologia e modo di somministrazione) e devono essere continuamente controllati per riscontrare segni precoci di alterazione delle funzioni vitali.
Le benzodiazepine devono essere utilizzate con cautela in pazienti con precedenti di abuso di alcool o droga.
Come per ogni altra sostanza dotata di proprietà depressiva sul SNC e/o miorilassante, particolare attenzione è necessaria quando il midazolam viene somministrato a pazienti affetti da miastenia grave.
Tolleranza:
Una certa perdita di efficacia è stata riportata quando il midazolam è stato somministrato nella sedazione a lungo termine in terapia intensiva.
Dipendenza:
Quando il midazolam è somministrato in terapia intensiva nella sedazione a lungo termine, si deve ricordare che si può sviluppare dipendenza fisica al midazolam.
Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento Sintomi d’astinenza:
Durante il trattamento prolungato con midazolam in terapia intensiva, si può sviluppare dipendenza fisica, pertanto una brusca interruzione del trattamento sarà accompagnata da sintomi d’astinenza.
Possono verificarsi i seguenti sintomi:
mal di testa, dolore muscolare, ansietà, tensione, irrequietezza, confusione, irritabilità, insonnia di rimbalzo, cambiamenti d’umore, allucinazioni e convulsioni.
Poiché il rischio di sintomi d’astinenza è maggiore dopo l’interruzione brusca del trattamento, si raccomanda di diminuire il dosaggio gradualmente.
Amnesia:
Il midazolam causa amnesia anterograda (frequentemente questo è un effetto particolarmente desiderabile in situazioni quali:
prima e durante gli interventi chirurgici e diagnostici), la cui durata è direttamente proporzionale alla dose somministrata.
Una prolungata amnesia può presentare problemi nei pazienti ambulatoriali per i quali sono previste le dimissioni dopo l’intervento.
Dopo somministrazione di midazolam per via parenterale i pazienti devono essere dimessi dall’ospedale o dall’ambulatorio solo se accompagnati.
Reazioni paradosso:
Sono state riportate dopo somministrazione di midazolam reazioni paradosso quali agitazione, movimenti involontari (comprendenti convulsioni tonico/cloniche e tremori muscolari), iperattività, ostilità, reazioni colleriche, aggressività, eccitamento parossistico e aggressioni.
Queste reazioni possono verificarsi con alti dosaggi e/o quando l’iniezione è effettuata rapidamente.
La più alta incidenza di simili reazioni è stata segnalata nei bambini e negli anziani.
Ritardata eliminazione del midazolam:
L’eliminazione del midazolam può essere alterata in pazienti che ricevono farmaci inibenti o inducenti il CYP3A4 (vedere 4.5 Interazioni).
L’eliminazione del midazolam può essere anche ritardata in pazienti con disfunzione epatica, bassa gettata cardiaca e nei neonati (vedere 5.2 Farmacocinetica in speciali tipi di pazienti).
Bambini prematuri e neonati:
Estrema cautela è richiesta nella sedazione di bambini prematuri e bambini prematuri non sviluppati, dovuto ad un aumentato rischio di apnea.
E’ richiesto un accurato controllo della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno.
L’iniezione rapida deve essere evitata nella popolazione neonatale.
I neonati hanno funzionalità organica ridotta o immatura e sono anche suscettibili ai profondi e/o prolungati effetti respiratori del midazolam.
Eventi avversi emodinamici sono stati segnalati in pazienti pediatrici con instabilità cardiovascolare; la somministrazione rapida endovenosa in questa popolazione deve essere evitata.
Il metabolismo del midazolam è quasi esclusivamente mediato dall’isoenzima CYP3A4 del citocromo P450 (CYP450).
Gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego), ma anche altre sostanze attive (vedere oltre), possono portare a interazioni farmacologiche con il midazolam.
Poichè il midazolam subisce un significativo effetto di primo passaggio, la somministrazione parenterale dovrebbe essere teoricamente meno influenzata da interazioni metaboliche e le relative conseguenze cliniche dovrebbero essere limitate.
Itraconazolo, fluconazolo e ketoconazolo:
La contemporanea somministrazione di midazolam per via orale ed alcuni antifungini azolici (itraconazolo, fluconazolo e ketoconazolo) incrementano marcatamente i livelli plasmatici di midazolam e prolungano la sua emivita di eliminazione, portando ad una maggiore alterazione dei test psico-sedativi.
Le emivite di eliminazione sono aumentate approssimativamente da 3 a 8 ore.
Quando una dose di midazolam in singolo bolo viene somministrata per una sedazione a breve termine, l’effetto del midazolam non è aumentato o prolungato ad un grado clinicamente significativo dall’itraconazolo; non è pertanto richiesta la riduzione del dosaggio.
Comunque la somministrazione di alte dosi o infusioni a lungo termine di midazolam a pazienti riceventi itraconazolo, fluconazolo o ketoconazolo, es durante il trattamento in terapia intensiva, possono provocare effetti ipnotici di lunga durata, possibile ritardato risveglio e possibile depressione respiratoria; ciò richiede un aggiustamento della dose.
Verapamil e diltiazem:
Non sono disponibili studi di interazione in vivo con somministrazione endovenosa di midazolam e verapamil o diltiazem.
Comunque, come prevedibile, la farmacocinetica di midazolam orale varia clinicamente in modo significativo quando somministrato in combinazione con questi bloccanti dei canali del calcio, in particolare si verifica un aumento quasi doppio dell’emivita e del picco di livello plasmatico.
Questo determina una forte riduzione nella esecuzione dei test di coordinazione della funzione cognitiva e produzione di una profonda sedazione.
Quando midazolam è somministrato per via orale, si raccomanda solitamente un aggiustamento del dosaggio.
Sebbene non ci si aspettino interazioni clinicamente significative con midazolam per la sedazione a breve termine, bisogna prestare particolare attenzione per somministrazioni endovenose di midazolam in associazione a verapamil o diltiazem.
Antibiotici macrolidi Eritromicina e claritromicina:
La contemporanea somministrazione di midazolam orale ed eritromicina o claritromicina aumenta significativamente di circa quattro volte l’AUC di midazolam e più del doppio l’emivita di eliminazione del midazolam a seconda dello studio.
Sono state osservate marcate modifiche nei test psicomotori; pertanto si raccomanda di modificare le dosi del midazolam, se somministrato oralmente, a causa di significativi ritardi nel risveglio.
Quando una dose di midazolam in singolo bolo viene somministrata per la sedazione a breve termine, l’effetto del midazolam non viene aumentato o prolungato ad un livello clinicamente significativo dall’eritromicina, sebbene sia stata segnalata una significativa diminuzione nella clearance plasmatica.
Particolare cautela deve essere prestata se il midazolam venisse somministrato per via endovenosa contemporaneamente a eritromicina o claritromicina.
Non sono state segnalate interazioni cliniche significative tra midazolam ed altri antibiotici macrolidi.
Cimetidina e ranitidina:
La contemporanea somministrazione di cimetidina (a dosi uguali o superiori a 800 mg/die) e midazolam per via endovenosa aumenta leggermente la concentrazione plasmatica di midazolam allo steady-state; questo, potrebbe portare ad un ritardo del risveglio.
Al contrario la contemporanea somministrazione di ranitidina non ha alcun effetto.
La cimetidina e la ranitidina non influenzano la farmacocinetica del midazolam per via orale.
Questi dati indicano che midazolam per via endovenosa può essere somministrato utilizzando le dosi usuali di cimetidina (400 mg/die) e della ranitidina senza nessun aggiustamento del dosaggio.
Saquinavir:
La contemporanea somministrazione di una singola dose endovenosa di midazolam 0,05 mg/kg dopo 3 o 5 giorni di trattamento con saquinavir (1200 mg t.i.d.) a 12 volontari sani diminuisce la clearance del midazolam del 56% ed aumenta l’emivita di eliminazione da 4,1 a 9,5 h.
Solo gli effetti soggettivi al midazolam (scale analogiche visive relative al parametro “effetti globali del farmaco”) erano aumentati dal saquinavir.
Pertanto una dose endovenosa di midazolam in singolo bolo può essere somministrata in associazione con saquinavir.
Tuttavia durante un’infusione prolungata di midazolam, deve essere ridotta la dose totale per evitare ritardati risvegli (vedere 4.4).
Altri inibitori delle proteasi:
ritonavir, indinavir, nelfinavir e amprenavir.
Non sono disponibili studi in vivo di interazione fra midazolam somministrato per via endovenosa ed altri inibitori delle proteasi.
Considerando che il saquinavir, tra tutti gli inibitori delle proteasi, ha la più debole potenza inibitoria sul CYP3A4, il midazolam deve essere sistematicamente ridotto durante l’infusione prolungata quando somministrato in combinazione con inibitori delle proteasi diversi dal saquinavir.
Depressivi del sistema nervoso centrale:
Altri farmaci sedativi possono potenziare gli effetti del midazolam.
La classe farmacologica dei depressivi del sistema nervoso centrale include gli oppiacei (quando questi sono usati come analgesici, antitussivi o per trattamenti sostitutivi), antipsicotici, altre benzodiazepine usate come ansiolitici o ipnotici, fenobarbital, antidepressivi sedativi, antiistaminici ed antiipertensivi agenti a livello centrale.
Deve essere considerata una sedazione aggiuntiva quando il midazolam è somministrato in associazione con altri sedativi.
Inoltre un ulteriore aumento della depressione respiratoria deve essere particolarmente controllato in caso di trattamento concomitante con oppiacei, fenobarbital o benzodiazepine.
L’alcool può aumentare significativamente l’effetto sedativo del midazolam.
Il consumo di alcool dovrebbe essere assolutamente evitato in caso di somministrazione di midazolam.
Altre interazioni:
La somministrazione endovenosa di midazolam riduce la concentrazione alveolare minima (MAC) degli anestetici inalatori richiesti per l’anestesia generale.
I dati disponibili su midazolam sono insufficienti per valutare la sua sicurezza d’impiego in gravidanza. Studi condotti sull’animale non hanno mostrato effetti teratogeni, mentre è stata osservata, come per altre benzodiazepine, fetotossicità. Non sono disponibili dati su gravidanze esposte a midazolam durante i primi due trimestri di gravidanza. La somministrazione di midazolam ad alte dosi, nell’ultimo trimestre di gravidanza, durante il travaglio o per l’induzione dell’anestesia per parto cesareo, ha provocato effetti avversi per la madre e per il feto (rischio di aspirazione per la madre, irregolarità nelle frequenza cardiaca fetale, debole suzione, ipotonia, ipotermia e depressione respiratoria per il neonato) . Inoltre, neonati da madri che hanno assunto cronicamente benzodiazepine durante l’ultima fase della gravidanza, possono sviluppare dipendenza fisica ed essere soggetti a manifestare sintomi di astinenza durante la fase postnatale. Conseguentemente midazolam non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario. E’ preferibile evitarne l’uso nel parto cesareo. Deve essere tenuto in considerazione il rischio per il neonato in caso di somministrazione di midazolam per interventi chirurgici in prossimità del termine della gravidanza. Midazolam viene escreto in piccole quantità nel latte materno. Le madri che allattano devono essere avvisate di interrompere l’allattamento durante le 24 ore successive alla somministrazione di midazolam.
Sedazione, amnesia, riduzione dell’attenzione e della funzione muscolare possono compromettere la capacità di guidare o di utilizzare macchine. Prima di ricevere midazolam, i pazienti devono essere avvisati di non guidare auto o operare con macchine prima di essersi completamente ristabiliti. Il medico deve decidere quando è possibile per il paziente tornare a queste attività. Si raccomanda al paziente di farsi accompagnare a casa dopo la dimissione.
Per midazolam somministrato per iniezione, sono stati riportati (molto raramente) i seguenti effetti indesiderati:
Disturbi della cute e degli annessi:
rash cutanei, orticaria, prurito.
Disturbi psichiatrici e del Sistema Nervoso Centrale e Periferico:
sonnolenza e sedazione prolungata, ridotto stato di allerta, confusione, euforia, allucinazioni, affaticamento, cefalea, senso di vertigine, atassia, sedazione postoperatoria, amnesia, anterograda la cui durata è direttamente proporzionale alla dose somministrata.
L’amnesia anterograda può essere ancora presente alla fine della procedura ed in casi isolati è stata evidenziata amnesia prolungata.
Reazioni paradosso quali agitazione, movimenti involontari (inclusi movimenti tonico/clonici e tremori muscolari), iperattività, ostilità, reazioni colleriche, aggressività, eccitazione parossistica e aggressività, sono stati evidenziati soprattutto nei bambini e negli anziani.
Convulsioni sono state evidenziate più frequentemente nei bambini prematuri e nei neonati.
L’uso di midazolam – anche a dosi terapeutiche – può portare allo sviluppo di dipendenza fisica dopo somministrazioni i.v.
prolungate, l’interruzione improvvisa può essere accompagnata da sintomi d’astinenza incluse convulsioni.
Disturbi Gastrointestinali:
nausea, vomito, singhiozzo, costipazione, secchezza delle fauci.
Disturbi Cardiorespiratori:
eventi avversi cardiorespiratori gravi:
depressione respiratoria, apnea, arresto respiratorio e/o cardiaco, ipotensione, alterazioni della frequenza cardiaca, effetti di vasodilatazione, dispnea, laringospasmo.
Eventi letali sono più probabili negli adulti al di sopra dei 60 anni e in pazienti con preesistente insufficienza respiratoria o alterata funzionalità cardiaca, in particolare quando l’iniezione è effettuata troppo rapidamente o quando è somministrato un dosaggio elevato (vedere al punto 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).
Disturbi generali:
reazioni generalizzate di ipersensibilità:
reazioni cutanee, reazioni cardiovascolari, broncospasmo, shock anafilattico.
Disturbi nel sito di applicazione:
eritema e dolore alla sede d’iniezione, tromboflebite, trombosi.
Sintomi:
I sintomi da sovradosaggio sono rappresentati principalmente da un aumento degli effetti farmacologici; sonnolenza, confusione mentale, letargia e rilasciamento muscolare o eccitazione paradossa.
Sintomi più seri sono:
areflessia, ipotensione, depressione cardiorespiratoria, apnea e coma.
Trattamento:
Nella maggior parte dei casi è sufficiente un attento controllo delle funzioni vitali.
In caso di sovradosaggio bisogna prestare particolare attenzione alle funzioni respiratoria e cardiovascolare in terapia intensiva.
Il flumazenil, antagonista delle benzodiazepine, è indicato in caso di intossicazione grave accompagnata da coma o depressione respiratoria.
Molta attenzione deve essere prestata nell’uso di flumazenil in caso di iperdosaggio da miscela di farmaci e in pazienti con epilessia già trattati con benzodiazepine.
Flumazenil non deve essere usato in pazienti trattati con antidepressivi triciclici, farmaci epilettogeni, o pazienti con anormalità nel tracciato ECG (prolungamento del tratto QRS o QT).
Categoria farmacoterapeutica:
Ipnotici e sedativi:
Derivati benzodiazepinici, codice ATC:
N05CD08.
Midazolam è un derivato appartenente al gruppo delle imidazo-benzodiazepine.
La base libera è una sostanza lipofila con bassa solubilità in acqua.
L’azoto basico in posizione 2 dell’anello imidazo-benzodiazepinico consente alla porzione attiva di midazolam di formare con gli acidi sali solubili in acqua.
Questo consente di produrre una soluzione iniettabile stabile e ben tollerata.
L’azione farmacologica di midazolam è caratterizzata da una breve durata d’azione dovuta ad un rapido metabolismo.
Midazolam produce un effetto sedativo e ipnotico di pronunciata intensità.
E’ dotato inoltre di effetto ansiolitico, anticonvulsivante e miorilassante.
Dopo somministrazione i.m.
o i.v.
si manifesta amnesia anterograda di breve durata (il paziente non ricorda gli eventi accaduti durante la fase di massima attività del composto).
Assorbimento dopo iniezione intramuscolare L’assorbimento di midazolam dal tessuto muscolare è rapido e completo.
La massima concentrazione plasmatica è raggiunta in 30 minuti.
La biodisponibilità assoluta dopo iniezione i.m.
è superiore al 90%.
Assorbimento dopo somministrazione rettale Dopo somministrazione rettale, midazolam è assorbito rapidamente.
La massima concentrazione plasmatica è raggiunta in circa 30 minuti.
La biodisponibilità assoluta è di circa il 50%.
Distribuzione Quando midazolam è somministrato per via endovenosa, la curva plasmatica concentrazione-tempo mostra una o due distinte fasi di distribuzione.
Il volume di distribuzione allo steady state è 0.7.1.2 l/kg.
Il legame di midazolam alle proteine plasmatiche è di 96.98%.
La frazione maggiore del legame alle proteine plasmatiche è dovuto all’albumina.
C’è un basso e non significativo passaggio di midazolam nel liquido cerebrospinale.
Nell’uomo, midazolam attraversa la placenta ed entra nella circolazione fetale.
Piccole quantità di midazolam sono escrete nel latte umano.
Metabolismo Midazolam è quasi interamente eliminato per biotrasformazione e la frazione di dose estratta dal fegato è stata stimata essere del 30-60%.
Midazolam è idrossilato dal citocromo P4503A4 isoenzima ed il maggior metabolita urinario plasmatico è l’alfa-idrossimidazolam.
Le concentrazioni plasmatiche dell’alfa-idrossimidazolam sono al 12% di quelle del composto originario.
L’alfa-idrossimidazolam è farmacologicamente attivo, ma contribuisce soltanto in minima parte (circa il 10%), agli effetti del midazolam somministrato per via endovenosa.
Eliminazione Nei volontari sani, l’emivita di eliminazione del midazolam è compresa tra 1,5.2,5 ore.
La clearance plasmatica è compresa nel range di 300-500 ml/min.
Midazolam è escreto principalmente per via renale (60-80% della dose iniettata) e recuperato come alfa-idrossimidazolam glucuroconiugato.
Meno dell’1% della dose è recuperata nelle urine come farmaco immodificato.
L’emivita di eliminazione dell’alfa-idrossimidazolam è inferiore a 1 ora.
Quando il midazolam è dato per infusione endovenosa, la sua cinetica di eliminazione non differisce da quella successiva ad una iniezione in bolo.
Farmacocinetica in speciali tipologie di pazienti Anziani Negli adulti di età superiore a 60 anni l’emivita di eliminazione può essere prolungata fino a 4 volte Bambini La velocità di assorbimento per via rettale nei bambini è simile a quella degli adulti ma la biodisponibilità è inferiore (5.18%).
L’emivita di eliminazione dopo somministrazione endovenosa e rettale è inferiore nei bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni (1.1,5 ore) in confronto a quella nell’adulto.
La differenza consiste in una aumentata clearance metabolica nei bambini.
Neonati Nei neonati l’emivita di eliminazione è in media 6.12 ore, dovuta probabilmente ad una immaturità epatica e la clearance è ridotta (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego).
Obesi L’emivita media è superiore negli obesi rispetto ai pazienti non obesi (5,9 vs 2,3 ore).
Questo è dovuto ad un incremento di approssimativamente 50% del volume di distribuzione corretto per il totale peso corporeo.
La clearance non differisce significativamente tra i pazienti obesi e non.
Pazienti con alterata funzionalità epatica L’emivita di eliminazione nei pazienti cirrotici può essere più lunga e la clearance più bassa in confronto a quella nei volontari sani (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego).
Pazienti con alterata funzionalità renale L’emivita di eliminazione in pazienti con insufficienza renale cronica è simile a quella dei volontari sani.
Pazienti critici L’emivita di eliminazione del midazolam è prolungata fino a 6 volte nei pazienti critici.
Pazienti con insufficienza cardiaca L’emivita di eliminazione in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia è più lunga rispetto a quella dei soggetti sani (vedere 4.4).
Non ci sono dati preclinici di rilevante importanza per il medico che non siano già stati riportati in altre sezioni dell’ RCP.
Sodio cloruro, acido cloridrico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.
Non diluire il contenuto delle fiale di Ipnovel con macrodex al 6% in destrosio.
Non miscelare il contenuto delle fiale di Ipnovel con soluzioni iniettabili alcaline.
Il midazolam precipita in presenza di sodio bicarbonato.
Il contenuto delle fiale di Ipnovel non deve essere miscelato con altre soluzioni ad eccezione di quelle menzionate nel paragrafo 6.6.
5 anni.
La soluzione diluita è chimicamente e fisicamente stabile per 24 ore a temperatura ambiente o per 3 giorni a 5°C.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.
Nel caso in cui l'utilizzo non fosse immediato, l'utente è da ritenersi responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione, che normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la diluizione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate (per la diluizione, vedere anche paragrafo 6.6).
Tenere le fiale nella confezione esterna per proteggerle dalla luce.
Fiale in vetro incolore.
Confezioni:
Fiale in vetro da 1 ml:
confezione da 1, 5, 6, 10, 25.
Fiale in vetro da 3 ml:
confezione da 1, 2, 5, 6.
Fiale in vetro da 10 ml:
confezione da 1, 5, 6.
glucosio 5% glucosio 10% levulosio 5% soluzione di Ringer soluzione di Hartmann Chimicamente e fisicamente stabile per 24 ore a temperatura ambiente o per 3 giorni a 5°C.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.
Nel caso in cui l'utilizzo non fosse immediato, l'utente è da ritenersi responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione, che normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la diluizione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
Per evitare la possibile incompatibilità con altre soluzioni, il contenuto delle fiale di Ipnovel non deve essere miscelato con altre soluzioni ad eccezione di quelle sopra menzionate (vedere paragrafo 6.2 Incompatibilità).
Le fiale di Ipnovel sono solo per dose singola.
Eliminare la soluzione non utilizzata.
La soluzione deve essere visivamente controllata prima dell’uso.
Utilizzare solo soluzioni limpide senza particelle in sospensione.
Roche S.p.A.
- Piazza Durante 11 - Milano
“5 mg/ml soluzione iniettabile” 1 fiala da 1 ml AIC n°026
7/M “15 mg/3 ml soluzione iniettabile” 1 fiala da 3 ml AIC n°026109049/M 090 -----
Rinnovo: giugno 2003.
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01/11/2006
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