HELIXATE NEXGEN 1000 UI
- Fattore VIII della coagulazione ricombinante, 1000 UI/flaconcino INN:
octocog alfa Il fattore VIII della coagulazione ricombinante viene prodotto con tecniche di ingegneria genetica da cellule renali di criceti neonati contenenti il gene del fattore VIII umano.
Solvente:
acqua per preparazioni iniettabili.
Il prodotto ricostituito con i 2,5 ml di acqua per preparazioni iniettabili che lo accompagnano contiene approssimativamente 400 UI di octocog alfa/ml.
La potenza (UI) viene determinata utilizzando il saggio di coagulazione ad uno stadio con lo standard FDA Mega che è stato calibrato con lo standard WHO in UI.
L’attività specifica è approssimativamente di 4000 UI/mg di proteina.
Per gli eccipienti, vedere 6.1
Polvere e solvente per soluzione iniettabile.
Trattamento e profilassi dell‘emorragia nei pazienti con emofilia A (carenza congenita di fattore VIII). Questa preparazione non contiene il fattore di von Willebrand e perciò non è indicata nella malattia di von Willebrand.
Il trattamento
dovrà essere iniziato sotto il controllo di un
medico esperto nel trattamento dell’emofilia. Posologia: Il numero
di unità di fattore VIII somministrate
viene espresso
in Unità Internazionali
(UI), chesono riferite allo standard attuale
dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) per i prodotti a base di
fattore VIII.
L’attività del
fattore VIII nel plasma si esprime
o come percentuale (riferita
al plasma umano
normale) o in Unità Internazionali (riferita ad uno standard internazionale
per ilfattore VIII nel plasma).
Un’Unità Internazionale (UI) di
attività
di fattore VIII è equivalente
alla quantità di fattore VIII
presente in un ml di plasma
umano normale.
Il calcolo del dosaggio necessario di
fattore VIII si basa sull’osservazione
empirica che 1 Unità Internazionale
(UI) di fattore VIII per Kg di peso corporeo eleva l’attività plasmatica del fattore VIII dall’1,5%
al 2,5%dell’attività normale.
Il dosaggio necessario è determinato
utilizzando le seguenti formule: I. UI necessarie = peso
corporeo (kg) x aumento desiderato
di fattore VIII (% della norma) x 0,5 II. Aumento
di fattore VIII
atteso (% della norma)
= 2 x UI somministrate peso corporeo (kg) Il dosaggio
e la durata della terapia
sostitutiva devono essere regolati in
base alle necessità individuali
del paziente (peso, gravità dell'alterazione
della funzione emostatica, localizzazione
ed entità dell'emorragia, titolo
degli inibitori e livello desiderato
di fattore VIII). La tabella seguente
fornisce una guida per i livelli
ematici
minimi
di fattore VIII.
Nel caso deglieventi emorragici
sottoelencati l'attività
del fattore VIII non
dovrebbe scendere al di
sotto del livello
indicato (in % della norma) nel periodo corrispondente:
| Grado dell’emorragia/ Tipo di procedura chirurgica | Livello di fattoreVIII necessario(%) (UI/dl) | Frequenza di somministrazione (ore)/ Durata della terapia (giorni) |
| Emorragia Emartri o emorragie muscolari iniziali, o emorragie della cavità orale | 20 - 40 |
Ripetere ogni 12-24 ore. Per almeno 1 giorno, fino a quando si è risolto l’episodioemorragico come indicato dal dolore o si è raggiunta la guarigione |
| Emartri o emorragie muscolari più estesi, o ematomi | 30 - 60 | Ripetere l’infusione ogni 12-24 ore per 3-4 giorni o più fino a scomparsa del dolore e dell’invalidità |
| Emorragie pericolose per la vita come emorragie intracraniche, emorragie della gola, gravi emorragie addominali | 60 - 100 | Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore fino a scomparsa del pericolo |
| Chirurgia Minoreinclusa l’estrazione dentaria | 30 - 60 | Ogni 24 ore, per almeno 1 giorno fino a raggiungimento della guarigione |
Maggiore
80 - 100 (pre- e post- operatorio)
Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore fino
a guarigione adeguata della ferita, quindi terapia per almeno
altri 7 giorni permantenere
l’attività di fattore VIII al 30-60% La quantità da somministrare
e la frequenza di somministrazione
devono sempre essere regolati inbase all'efficacia
clinica nel singolo
caso.
In determinate circostanze
possono essere necessarie quantità maggiori
di quelle calcolate, in particolare
per quanto riguarda la dose iniziale. Durante il trattamento,
si consiglia un‘adeguata determinazione
dei livelli di fattore VIII in modo
da stabilire la dose da somministrare
e la frequenza alla quale
ripetere le infusioni.
In particolare, nelcaso di interventi di chirurgia
maggiore è indispensabile l’attento
controllo della terapia
sostitutiva tramite
l’analisi
della coagulazione
(attività
plasmatica
del fattore VIII).
La risposta
al
fattore VIII
può variare nei singoli pazienti,
raggiungendo valori differenti di
recupero in vivo e dimostrando emivite
diverse. Per la profilassi programmata
contro sanguinamenti in pazienti affetti da grave emofilia
A, devono essere somministrate
ad intervalli
di 2-3 giorni
dosi da 20 a 60 UI di Helixate NexGen per kg dipeso corporeo.
In alcuni casi, specialmente
nei pazienti più giovani, possono essere necessari intervalli di dosaggio più
brevi o dosi più elevate.
I dati
sono stati ottenuti in 61 bambini sotto i 6 anni di età. Pazienti con inibitori: Nei pazienti
dev’essere controllato lo sviluppo degli inibitori del
fattore VIII.
Se non
si raggiungonogli
attesi
livelli di
attività plasmatica del fattore VIII, o se l’emorragia non
è controllata
da una dose idonea, dev’essere
condotta un’analisi per determinare
la presenza di inibitori del fattore VIII.
Sesono presenti inibitori a livelli inferiori a 10 Unità Bethesda (UB) per
ml,
una somministrazione aggiuntiva di
fattore VIII della coagulazione ricombinante può neutralizzare
l’inibitore
e permetterela continuazione di una terapia clinicamente
efficace con Helixate NexGen.
Tuttavia, in presenza di inibitori,
le dosi necessarie sono variabili e devono
essere aggiustate in base alla risposta
clinica e al controllo dell’attività
plasmatica
del fattore
VIII.
Nei pazienti con titoli
di inibitori
superiori
a10 UB o con elevata risposta anamnestica,
si deve considerare l'uso
di un concentrato (attivato) del complesso
della protrombina (PCC) o di preparazioni di fattore
VII ricombinante attivato
(rFVIIa).
Queste terapie devono essere condotte da
medici con esperienza nella cura dei pazienti conemofilia. Somministrazione: Dissolvere la preparazione come
descritto al paragrafo 6-6 Helixate NexGen
dev’essere iniettato per via
endovenosa per parecchi
minuti.
La velocità di somministrazione dev’essere determinata
in base al grado di benessere del
paziente (velocità massima
di infusione: 2 ml/min).
Ipersensibilità nota al principio attivo, alle proteine di topo o di criceto o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
I pazienti devono essere informati che la potenziale comparsa di senso di oppressione toracica, senso di instabilità, ipotensione lieve e nausea durante l’infusione possono essere segni precoci di reazioni di ipersensibilità e anafilattiche.
Devono essere istituiti un appropriato trattamento sintomatico e una terapia per l’ipersensibilità.
In caso si verifichino reazioni allergiche o anafilattiche l’iniezione/infusione dev’essere immediatamente sospesa.
In caso di shock, si devono osservare le attuali misure cliniche per il trattamento dello shock.
La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) il fattore VIII è una nota complicanza nel trattamento di soggetti con emofilia A.
Questi inibitori sono, invariabilmente, immunoglobuline IgG dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII, che sono quantificate in Unità Bethesda Modificate (UB) per ml di plasma.
Il rischio di sviluppo di inibitori è correlato all’esposizione al fattore VIII antiemofilico e questo rischio è massimo nei primi 20 giorni di esposizione.
Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni di esposizione.
I pazienti trattati con il fattore VIII della coagulazione ricombinante devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di inibitori attraverso appropriate osservazioni cliniche ed esami di laboratorio.
Vedere anche 4.8 “Effetti indesiderati”.
Non sono note interazioni di Helixate NexGen con altri medicinali.
Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con Helixate NexGen.
A causa della scarsa incidenza dell'emofilia A nelle donne, non sono disponibili informazioni sull'uso di Helixate NexGen durante la gravidanza e l’allattamento.
Quindi durante la gravidanza e l’allattamento Helixate NexGen dev’essere usato solo se chiaramente indicato.
Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine.
Dopo somministrazione di Helixate NexGen, in rari casi sono stati osservati eventi avversi da lievi a moderati.
Questi comprendono eruzione cutanea/prurito, reazioni locali nel sito d’iniezione (ad es.
bruciore, eritema transitorio), reazioni di ipersensibilità (ad es.
senso di instabilità, nausea, dolore/malessere toracico, lieve riduzione della pressione sanguigna), alterazione del gusto e febbre.
Inoltre non può essere esclusa completamente la possibilità di shock anafilattico.
Lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti nei confronti del fattore VIII (inibitori) è una complicanza nota nel trattamento dei pazienti con emofilia A.
In studi con preparazioni di FVIII ricombinante, lo sviluppo di inibitori è stato prevalentemente osservato in emofilici precedentemente non trattati.
I pazienti devono essere attentamente controllati per lo sviluppo di inibitori mediante idonee osservazioni cliniche e indagini di laboratorio.
Nel corso di studi clinici, condotti in pazienti precedentemente non trattati o minimamente trattati, hanno sviluppato inibitori 9 pazienti su 60 (15%) trattati con Helixate NexGen, 6 dei quali (10%) con un titolo superiore a 10 UB e 3 (5%) con un titolo inferiore a 10 UB.
In questi pazienti, la mediana dei giorni di trattamento al momento del riscontro degli inibitori era di 9 giorni (intervallo 3 - 18 giorni).
Durante gli studi, nessun paziente ha sviluppato titoli anticorpali clinicamente rilevanti nei confronti delle quantità in tracce di proteine murine e proteine di criceto presenti nella preparazione.
Sussiste tuttavia, in pazienti particolarmente predisposti, la possibilità di reazioni allergiche ai componenti, ad es.
alle quantità in tracce di proteine murine e di criceto presenti nella preparazione.
(vedere 4.3.
e 4.4.)
Non sono stati riportati sintomi di sovradosaggio con il fattore VIII della coagulazione ricombinante.
Categoria farmacoterapeutica:
fattore VIII della coagulazione del sangue, Codice ATC:
B02B D02.
Il complesso fattore VIII/fattore di von Willebrand (FvW) è costituito da due molecole (fattore VIII e FvW) con differenti funzioni fisiologiche.
Quando viene infuso in un paziente emofilico, il fattore VIII si lega al FvW nella circolazione del paziente.
Il fattore VIII attivato agisce come cofattore per il fattore IX attivato, accelerando la conversione del fattore X a fattore X attivato.
Il fattore X attivato converte la protrombina in trombina.
Quindi la trombina converte il fibrinogeno in fibrina e si può formare il coagulo.
L’emofilia A è un disordine della coagulazione ematica ereditario legato al sesso dovuto a diminuiti livelli di fattore VIII:
C e si manifesta con emorragie diffuse nelle articolazioni, nei muscoli o negli organi interni, sia spontaneamente sia come risultato di un trauma accidentale o chirurgico.
Con la terapia sostitutiva si elevano i livelli plasmatici di fattore VIII, permettendo quindi una temporanea correzione della carenza del fattore stesso e una correzione della tendenza al sanguinamento.
La determinazione del tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) è un metodo analitico convenzionale in vitro per l'attività biologica del fattore VIII.
L'aPTT è allungato in tutti gli emofilici.
Il grado e la durata di normalizzazione dell'aPTT osservati dopo somministrazione di Helixate NexGen sono simili a quelli raggiunti con il fattore VIII derivato dal plasma.
L’analisi di tutti i recuperi registrati in vivo nei pazienti precedentemente trattati ha dimostrato un innalzamento medio del 2% per UI/kg di peso corporeo per Helixate NexGen.
Questo risultato è simile ai valori riportati per il fattore VIII derivato dal plasma umano.
Dopo somministrazione di Helixate NexGen, l’attività di picco del fattore VIII diminuisce, secondo un decadimento esponenziale a due fasi con un'emivita terminale media di circa 15 ore.
Questa è simile a quella del fattore VIII derivato dal plasma che ha un’emivita di circa 13 ore.
Ulteriori parametri farmacocinetici per Helixate NexGen sono:
tempo medio di permanenza [MRT (0 - 48)] di circa 22 ore e clearance di circa 160 ml/h.
Anche dosi diverse volte più elevate della dose clinica raccomandata (riferita al peso corporeo) non hanno dimostrato alcun effetto tossico acuto o subacuto per Helixate NexGen negli animali di laboratorio (topo, ratto, coniglio e cane). Con octocog alfa non sono stati condotti studi specifici per somministrazione ripetuta come la tossicità sulla riproduzione, la tossicità cronica e la carcinogenesi a causa della risposta immunitaria alle proteine eterologhe in tutte le specie non-umane di mammifero. Non sono stati condotti studi sul potenziale mutageno di Helixate NexGen, dal momento che non è stato possibile rilevare alcun potenziale mutageno in vitro o in vivo per il prodotto predecessore di Helixate NexGen.
Polvere Glicina Sodio cloruro Calcio cloruro Istidina Polisorbato 80 Saccarosio Solvente Acqua per preparazioni iniettabili
Questo medicinale non dev’essere miscelato con altri medicinali o solventi. Possono essere utilizzati solo i set di somministrazione forniti poiché si possono verificare fallimenti del trattamento legati all’adsorbimento del fattore VIII della coagulazione umano alle superfici interne di alcuni dispositivi per infusione.
23 mesi.
La stabilità fisica e chimica del prodotto dopo la ricostituzione è stata dimostrata per 4 ore a 25°C.
Dal punto di vista microbiologico, sebbene il metodo di ricostituzione escluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto dovrebbe essere usato immediatamente.
Qualora non venga impiegato subito dopo, l’utilizzatore si assume la responsabilità dei tempi e delle condizioni di conservazione del prodotto dopo ricostituzione.
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Tenere i flaconcini nell'imballaggio esterno per tenerli al riparo dalla luce.
Il prodotto confezionato può essere mantenuto a temperatura ambiente (fino a 25°C) per un periodo limitato di 2 mesi.
In questo caso la validità del prodotto termina alla fine del periodo di 2 mesi; la nuova data di scadenza dev’essere, quindi, annotata sulla parte superiore della confezione.
Non refrigerare dopo ricostituzione.
Da utilizzarsi una volta sola.
La soluzione non utilizzata dev’essere eliminata.
Ogni confezione di Helixate NexGen contiene: un flaconcino di polvere (flaconcino da 10 ml di vetro trasparente di tipo 1 con tappo grigio di miscela di gomma bromobutilica priva di lattice e sigillo in alluminio) un flaconcino di solvente (flaconcino da 10 ml di vetro trasparente di tipo 2 con tappo grigio di miscela di gomma clorobutilica priva di lattice e sigillo in alluminio) un’ulteriore confezione contenente: - 1 dispositivo di collegamento - 1 ago-filtro - 1 set per l'iniezione in vena - 1 siringa di plastica (5 ml) - 2 tamponi alcolici sterili monouso
Le istruzioni dettagliate per la preparazione e la somministrazione sono contenute nel foglio illustrativo fornito con Helixate NexGen.
La polvere di Helixate NexGen dev’essere ricostituita solo con il solvente fornito (2,5 ml di acqua per preparazioni iniettabili) utilizzando il dispositivo di collegamento sterile inserito.
Ruotare delicatamente il flaconcino fino a completa dissoluzione della polvere.
Non utilizzare Helixate NexGen se si riscontrano particelle visibili o torbidità.
Dopo ricostituzione, la soluzione viene trasferita attraverso l’ago-filtro sterile nella siringa sterile monouso (entrambi forniti con la confezione).
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali.
Bayer AG D-51368 Leverkusen Germania
EU/1/00/144/003 A.I.C.
N.
034956033
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04/08/2000
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01/11/2004
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