GAMMAGARD
- Principio attivo:
Immunoglobuline umane normali (IVIg) Gammagard può essere ricostituito con acqua per preparazioni iniettabili ad una soluzione al 5% (50 mg/ml) o al 10% (100 mg/ml) di proteine contenti almeno il 90% di IgG Distribuzione delle sottoclassi di IgG:
IgG1 > 56,9% IgG2 > 16,0% IgG3 > 3,3% IgG4 > 0,3% Contenuto massimo di IgA: < 3 µg/ml Per gli eccipienti, vedere al punto 6.1.
Polvere e solvente per soluzione per infusione.
Terapia sostitutiva in caso di: sindromi da immunodeficienza primaria;: agammaglobulinemia o ipogammaglobulinemia congenite; immunodeficienza comune variabile; immunodeficienza combinata grave; sindrome di Wiskott Aldrich; Mieloma o Leucemia Linfatica Cronica (LLC) con ipogammaglobulinemia secondaria severa ed infezioni ricorrenti; Bambini con AIDS congenita ed infezioni ricorrenti; Immunomodulazione Porpora trombocitopenica idiopatica (PTI) nei bambini o negli adulti ad alto rischio di emorragia o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica. Sindrome di Guillain-Barré Poliradicoloneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP); Neuropatia motoria multifocale (MMN); Sindrome di Kawasaki; Trapianto allogenico di midollo osseo.
Posologia: La dose e lo schema
terapeutico dipendono dall’indicazione
terapeutica. Nella terapia
sostitutiva può essere necessario personalizzare
il dosaggio per ciascun paziente
in relazione alla risposta farmacocinetica
e clinica.
Gli schemi
di trattamento
riportati di seguito sono forniti come
linea guida. Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza
primaria: Lo schema
di trattamento dovrebbe essere tale
da garantire un livello minimo
di IgG (misuratoprima
dell'infusione successiva) pari ad
almeno 4-6 g/l.
Dopo l'inizio
della terapia sono necessari da3 a 6
mesi prima
di ottenere l'equilibrio.
La dose di partenza raccomandata è di
0,4-0,8 g/kg seguitada almeno
0,2 g/kg ogni 3 settimane. La dose necessaria per ottenere un
livello minimo di 6 g/l è dell’ordine di
0,2-0,8 g/kg/mese.
Una volta
raggiunto un livello di equilibrio (stato stazionario),
l'intervallo
tra le somministrazioni
variada 2 a 4 settimane. Devono essere
misurati i livelli
minimi
plasmatici in
modo da aggiustare
la dose e l'intervallo tra le
infusioni.Terapia sostitutiva in caso di
mieloma
o di leucemia
linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia
secondaria e infezioni ricorrenti;
terapia sostitutiva nei bambini
con AIDS e infezioni ricorrenti: La dose raccomandata
è di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane
per ottenere un livello minimo
di IgG di almeno 4-6 g/l. Porpora trombocitopenica idiopatica
(PTI): Per il trattamento
di un episodio acuto, 0,8-1 g/kg al
primo giorno.
Il trattamento
può essere ripetuto per una volta entro 3 giorni, oppure possono essere somministrati
0,4 g/kg al giorno per 2-5 giorni.Il trattamento
può essere ripetuto in caso di
recidiva.
Sindrome di Guillain
Barré0,4 g/kg/die per 5 gg.
consecutivi.
L’esperienza d’impiego
nei bambini è limitata.
Poliradicoloneuropatia
cronica infiammatoria demielinizzante
(CIDP):Il trattamento
iniziale prevede uno schema terapeutico
basato sulla somministrazione
di 0,4 g/kg/die per 5 giorni in singolo ciclo o cicli ripetuti ad intervallo di 4-6 settimane in dipendenza
dellarisposta del paziente. Neuropatia motoria
multifocale
(MMN): Lo schema
terapeutico è basato sulla somministrazione
di 0,4 g/kg/die per 5 giorni in singolo ciclo, eventualmente
seguito da cicli ripetuti
ad intervalli stabiliti in base alla
risposta del paziente. Sindrome
di Kawasaki: 1,6-2,0 g/kg da somministrare
in dosi suddivise per 2-5 giorni, oppure 2,0 g/kg come
singola dose.
Ipazienti dovrebbero venire trattati
contemporaneamente
con acido acetilsalicilico.
Trapianto allogenico di midollo
osseo:Il trattamento
con immunoglobuline
umane normali può essere impiegato come
parte della terapiadi condizionamento
e dopo il trapianto. Per il trattamento
di infezioni e nella profilassi della
malattia da trapianto
verso l’ospite, il dosaggio viene adattato individualmente.
La dose iniziale è normalmente
di 0,5 g/kg/settimana, cominciando
sette giorni prima del trapianto e continuando
fino a 3 mesi dopo il trapianto. In caso di persistente deficit di produzione di anticorpi si consiglia il dosaggio di 0,5 g/kg/mese
finoal ripristino dei normali
livelli anticorpali. La tabella sotto
riportata riassume le raccomandazioni circa il
dosaggio:
| Indicazione | Dose | Frequenza dell’infusione |
| Terapia sostitutiva per la immunodeficienza primaria | dose iniziale: 0,4-0,8g/kg successivamente:0,2-0,8 g/kg | ogni 2-4 settimane per ottenere un livello di IgG di almeno 4,0-6,0 g/l |
Terapia
sostitutiva per laimmunodeficienza secondaria
0,2-0,4 g/kg
ogni 3-4 settimane
per ottenere un livello di IgG di almeno
4,0-6,0 g/lBambini
con AIDS 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimaneImmunomodulazione: Porpora trombocitopenica idiopatica
0,8-1,0 g/kg oppure 0,4g/kg/die
al giorno 1, possibilmente
da ripetere una sola volta entro 3 giorni per 2-5 giorniSindrome
di Guillain-Barré 0,4 g/kg/die per 5 gg.
consecutivi Poliradicoloneuropatia
cronica infiammatoria
demielinizzante(CIDP) Neuropatia motoria multifocale
0,4 g/kg/die
per 5 giorni in singolo ciclo o cicli
ripetuti ad intervallo
di
4-6
settimane in dipendenza della
risposta del paziente.per 5 giorni in singolo ciclo, eventualmente
seguito da cicli(MMN)
0,4 g/kg/die
ripetuti
ad intervalli
stabiliti in base
alla risposta del paziente. Sindrome
di Kawasaki 1,6-2,0 g/kg in
dosi suddivise per 2-5 giorni insieme
ad acido acetilsalicilico Trapianto allogenico di
midollo
osseo:trattamento
delle infezioni
e profilassi
della
malattia da trapianto verso l’ospitepersistente deficit di produzione
oppure 2,0
g/kg in una dose insieme
ad acido acetilsalicilico 0,5
g/kg ogni
settimana dal giorno -7 fino a 3mesi
dopo il trapianto ogni
mese fino
al ripristino deianticorpale
0,5
g/kg
normali
livelli anticorpali Metodo di somministrazione: Prima dell'infusione
è consigliabile
portare la soluzione a temperatura
corporea o a temperatura ambiente: GAMMAGARD 5% (50
mg/ml)
deve essere infuso per via endovenosa
alla velocità iniziale di 0,5ml/kg/h.
Se ben tollerata, la velocità di somministrazione
può essere aumentata
gradualmente
finoad arrivare ad un
massimo di 4
ml/kg/h. I pazienti che
tollerano bene GAMMAGARD in soluzione
al 5% alla velocità di 4 ml/kg/h
possono essere infusi con la soluzione ricostituita al 10% iniziando con la velocità
di 0,5 ml/kg/h. In assenza
di effetti avversi, la velocità
può essere aumentata
gradualmente fino ad arrivare ad un
massimo di 8 ml/kg/h.
Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti. Ipersensibilità alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei casi molto rari di deficit di IgA, quando il paziente ha anticorpi anti-IgA.
Alcune gravi reazioni avverse nei confronti del farmaco possono essere correlate alla velocità di infusione.
La velocità di infusione raccomandata, riportata al paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione deve essere rigorosamente rispettata.
I pazienti devono essere sottoposti ad un attento monitoraggio ed osservati attentamente per evidenziare l’eventuale comparsa di qualsiasi sintomo per l'intera durata dell'infusione.
Alcune reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza:
in caso di elevata velocità di infusione in pazienti con ipo- o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA in pazienti trattati con immunoglobuline umane normali per la prima volta oppure, raramente, in caso di sostituzione del prodotto a base di immunoglobuline normali umane, o quando sia trascorso un lungo intervallo dall’ infusione precedente.
Reazioni da ipersensibilità vere e proprie sono rare.
Queste possono verificarsi nei casi molto infrequenti di deficit di IgA con anticorpi anti-IgA.
In rari casi le immunoglobuline umane normali possono causare una caduta della pressione sanguigna con reazione anafilattica, anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline umane normali.
Spesso è possibile evitare potenziali complicanze assicurandosi:
che i pazienti non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali iniettando dapprima il prodotto lentamente (0,5 ml/kg/h); che i pazienti vengano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi per l'intera durata dell'infusione.
In particolare, i pazienti mai trattati in precedenza con immunoglobuline umane normali, i pazienti ai quali una specialità contenente immunoglobuline umane normali sia stata sostituita con un’altra o i pazienti in cui sia trascorso un lungo intervallo di tempo dalla infusione precedente dovrebbero essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, al fine di poter rilevare eventuali reazioni avverse.
Tutti gli altri pazienti dovrebbero essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione; che il contenuto di glucosio (0,4 g/g di IgG) sia tenuto in considerazione in caso di pazienti con diabete latente (nei quali potrebbe presentarsi una glicosuria transitoria), nei diabetici, o nei pazienti in dieta ipoglucidica.
Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra la somministrazione di IVIg e la comparsa di eventi tromboembolici (come infarto del miocardio, stroke, embolia polmonare e trombosi delle vene profonde), che si ritiene essere correlati ad un aumento relativo della viscosità plasmatica a causa dell’alto influsso di immunoglobulina in pazienti a rischio.
Deve essere pertanto esercitata cautela nella prescrizione ed impiego di IVIg negli obesi e nei pazienti con pre-esistenti fattori di rischio per eventi trombotici (quali l’età avanzata, ipertensione, diabete mellito e una storia di vasculopatie o episodi trombotici, soggetti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, quelli sottoposti a lunghi periodi di immobilizzazione, i pazienti gravemente ipovolemici e quelli affetti da patologie che aumentano l’emoviscosità.
In pazienti sottoposti a terapia con IVIg sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.
Nella maggior parte dei casi sono stati identificati i fattori di rischio, quali preesistente insufficienza renale, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici, o età superiore ai 65 anni.
In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento con IVIg.
Anche se segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all'uso di molte specialità a base di IVIg autorizzate, va considerato che quelle contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano una quota preponderante dell’intero numero.
Nei pazienti a rischio, pertanto, dovrebbe essere preso in considerazione l'uso di prodotti IVIg che, come GAMMAGARD, non contengono saccarosio.
In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta o di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IVIg devono essere somministrati alla velocità infusionale più bassa praticabile.
In tutti i pazienti la somministrazione di IVIg necessita di:
adeguata idratazione prima dell'inizio della infusione di IVIg; monitoraggio della produzione di urina; monitoraggio dei livelli sierici di creatinina; evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa.
In caso di reazioni avverse, è necessario ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l'infusione.
Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravità degli effetti collaterali.
In caso di shock è necessario seguire le attuali linee guida per la terapia dello shock.
GAMMAGARD viene prodotto da plasma umano.
Quando si somministrano specialità medicinali ottenute da sangue o plasma umano, non è possibile escludere completamente l'insorgenza di malattie infettive dovute alla trasmissione di agenti infettivi.
Questo vale anche per gli agenti patogeni di natura finora sconosciuta.
Il rischio di trasmissione di agenti infettivi viene comunque ridotto da:
selezione dei donatori mediante un esame medico e lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per lo HBsAg e gli anticorpi anti-HIV e anti-; effettuazione del test per la ricerca di materiale genomico di HCV, HBV e HIV-1 e –2 nel pool di plasma; procedure di inattivazione / rimozione incluse nel processo produttivo che siano state validate impiegando idonei modelli virali.
Tali procedure sono considerate efficaci per HIV, HCV e HBV.
Le procedure di inattivazione / rimozione virale potrebbero risultare di valore limitato nei confronti di virus privi di involucro, quali il virus dell’epatite A o il Parvovirus B19.
Ove possibile, nell'interesse dei pazienti si raccomanda, ogni volta che GAMMAGARD viene loro somministrato, di annotare il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto.
Vaccini da virus vivi attenuati:
La somministrazione di immunoglobuline umane normali può compromettere, per un periodo di almeno 6 settimane e fino ad un periodo massimo di 3 mesi, l'efficacia dei vaccini ottenuti da virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella.
Dopo la somministrazione di questo prodotto è necessario osservare un intervallo di 3 mesi prima di procedere a vaccinazioni con vaccini ottenuti da virus vivi attenuati.
Nel caso del morbillo, questa compromissione può persistere fino ad 1 anno.
Pertanto è necessario controllare il titolo anticorpale dei pazienti sottoposti a vaccinazione per il morbillo.
Interferenza con i test sierologici:
Dopo l'iniezione di immunoglobuline umane normali, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può determinare dei risultati positivi fuorvianti nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es.
A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli allo-anticorpi dei globuli rossi (es.
test di Coombs), per la conta dei reticolociti e l'aptoglobina.
La sicurezza di GAMMAGARD per il suo impiego in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati, pertanto il prodotto deve essere somministrato con cautela alle donne gravide e alle madri che allattano.
L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti dannosi sul corso della gravidanza o sul feto e sul neonato.
Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.
Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari.
Occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, mal di testa, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderato dolore lombare.
Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare una improvvisa caduta della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche in pazienti che non hanno mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.
Dopo somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica / emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie.
Sono stati osservati aumento della creatininemia e/o insufficienza renale acuta (vedi anche il paragrafo "4.4").
Molto raramente sono stati riportate reazioni di natura tromboembolica, come infarto del miocardio, “stroke”, embolia polmonare, trombosi delle vene profonde.
Per informazioni sulla sicurezza virale, vedere il paragrafo 4.4.
Il sovradosaggio può causare un sovraccarico di liquidi e iperviscosità, soprattutto in pazienti a rischio, inclusi i pazienti anziani o quelli con compromissione renale.
Gruppo farmacoterapeutico:
sieri immuni e immunoglobuline:
immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa, codice ATC:
J06BA02.
Le immunoglobuline umane normali contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro gli agenti infettivi.
Le immunoglobuline umane normali contengono gli anticorpi IGg presenti nella normale popolazione.
Vengono generalmente preparate da pool di plasma provenienti da non meno di 1000 donazioni.
Hanno una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G strettamente proporzionale a quella presente nel plasma umano nativo.
Dosi adeguate di questa specialità medicinale possono riportare a valori normali i livelli di immunoglobuline G patologicamente ridotti.
Il meccanismo di azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è del tutto chiaro, ma include effetti immunomodulatori.
Dopo somministrazione endovenosa le immunoglobuline umane normali sono immediatamente e completamente biodisponibili nella circolazione del ricevente.
Esse si distribuiscono in maniera relativamente rapida fra il plasma e il liquido extravascolare, l'equilibrio fra i compartimenti intra- e extravascolari viene raggiunto dopo circa 3.5 giorni.
L'emivita di GAMMAGARD è di circa 24 giorni.
Questa emivita può variare da paziente a paziente, in particolare nella immunodeficienza primaria.
Le IgG ed i complessi di IgG vengono degradati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.
Nell’animale la prova della tossicità per somministrazione singola non ha alcun rilievo poiché il sovradosaggio avviene a dosi elevate.
Le prove di tossicità ripetute e la tossicità embrio-fetale risultano impraticabili a causa dell’induzione e delle interferenze con gli anticorpi.
Non sono stati effettuati studi sugli effetti del preparato sul sistema immunitario del neonato.
Poiché l’esperienza clinica ha dimostrato che le immunoglobuline umane normali non causano effetti cancerogeni o mutagenici non è stata considerata necessaria l’esecuzione di studi sperimentali nell’animale.
Albumina umana, glicina, sodio cloruro, glucosio monoidrato, poliossietilenglicole, acqua per preparazioni iniettabili.
Gammagard non deve essere miscelato con altri farmaci ma deve essere somministrato separatamente.
2 anni a temperatura ambiente non superiore ai 25°C. Dopo ricostituzione la somministrazione deve essere iniziata entro 2 ore.
Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.
Non refrigerare dopo ricostituzione.
Non congelare perché potrebbe rompersi il flacone del solvente.
Non utilizzare dopo la data di scadenza.
Scartare la soluzione eventualmente non utilizzata.
Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.
Sia il flacone contenente la polvere liofila che il flacone contenente il solvente sono di vetro chiaro, tipo I, munito di tappo in gomma e capsula in alluminio con parte centrale asportabile.
Gammagard è disponibile in flaconi contenenti 05 g; 2,5 g; 5 g; e 10g di immunoglobuline umane liofilizzate.
Ciascun flacone è confezionato in astucci di cartone unitamente al flacone del solvente (contenente rispettivamente 10 ml, 50 ml; 96 ml e 192 ml di Acqua per preparazioni iniettabili) ed agli accessori per la ricostituzione e la somministrazione.
Ogni qualvolta il contenitore lo permetta, i medicinali per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente, prima della loro somministrazione, per evidenziare particelle o colorazione anomala.
I prodotti non limpidi o con sedimento non devono essere usati.
Gammagard deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa dopo ricostituzione con l’appropriato volume di Acqua per preparazioni iniettabili (solvente).
Ricostituzione – Usare una tecnica asettica:
A) Ricostituzione del prodotto come soluzione al 5%:
Portare i flaconi del liofilizzato e del solvente, ancora chiusi, a temperatura ambiente (20-30°C) mantenendoli a questa temperatura durante la ricostituzione e l’infusione; Rimuovere la parte centrale delle capsule di alluminio da ambedue i flaconi in modo da scoprire la parte centrale del tappo in gomma; Disinfettare il tappo; Rimuovere la protezione da una delle estremità del dispositivo di trasferimento (oppure del doppio ago incluso nella confezione da 0,5 g) evitando di toccare la parte scoperta.
Inserire la punta nel centro del tappo del solvente esercitando, nel caso del dispositivo di trasferimento, una leggera torsione per connetterlo saldamente al flacone.
Sempre con tecnica asettica, rimuovere la protezione dall’altra estremità del dispositivo di trasferimento o del doppio ago, tenendo ben fermo il flacone del solvente; tenendo capovolto il flacone del liofilizzato, inserire rapidamente l’estremità libera del dispositivo di trasferimento o del doppio ago nel centro del tappo del flacone di liofilizzato.
Capovolgere l’insieme dei due flaconi ora connessi dal dispositivo di trasferimento o dal doppio ago.
Il solvente fluirà nel flacone del liofilizzato.
Completato il trasferimento del solvente, separare il flacone del prodotto ormai ricostituito e gettare il flacone del solvente ed il dispositivo di trasferimento o l’ago doppio.
Agitare dolcemente invertire più volte il flacone assicurandosi che tutto il prodotto sia completamente disciolto altrimenti parte del principio attivo sarà trattenuto dal filtro.
Non sbattere.
Evitare la formazione di schiuma.
B) Ricostituzione del prodotto come soluzione al 10% Quando è richiesta una soluzione al 10%, la ricostituzione deve essere effettuata con siringa ed ago ipodermico.
Seguire le istruzioni dal punto 1 al punto 3 riportate nel paragrafo A) Ricostituire il concentrato con l’appropriato volume di solvente usando una siringa con ago ipodermico.
La quantità di solvente necessaria per una soluzione al 10% è la seguente:
5 ml per la confezione da 0,5 g; 25 ml per la confezione da 2,5 g; 48 ml per la confezione da 5 g e 96 ml per la confezione da 10 g.
Principio attivo ed eccipiente saranno presenti in concentrazione doppia rispetto alla soluzione al 5%.
Scartare il solvente inutilizzato e gettare il dispositivo utilizzato (ago e siringa).
Agitare dolcemente o invertire più volte il flacone assicurandosi che tutto il prodotto sia completamente sciolto altrimenti parte del principio attivo sarà trattenuto dal filtro.
Non sbattere.
Evitare la formazione di schiuma.
Somministrazione Iniezione endovenosa (confezione da 0,5 g).
Usare una tecnica asettica.
Aprire la confezione contenente l’ago filtro.
Applicare l’ago filtro ad una siringa di plastica sterile, esercitando una leggera torsione per assicurarlo saldamente; Scoprire la punta dell’ago filtro e tirare indietro il pistone per aspirare aria nella siringa.
Inserire l’ago filtro nel centro del tappo del flacone contenente la soluzione già ricostituita (vedere sopra), tenendo saldamente il flacone su di una superficie piana.
Iniettare l’aria nel flacone ed aspirare la soluzione nella siringa.
Staccare e gettare l’ago filtro.
Aprire la confezione contenente il set per infusione; connetterlo alla siringa ed iniettare per via endovenosa.
Infusione endovenosa (confezioni da 2,5; 5 e 10 g) Infondere la soluzione ricostituita con il set sterile da 15 µ incluso in ogni confezione.
Baxter S.p.A.
– Viale Tiziano, 25 – 00196 ROMA
GAMMAGARD 0,5 g / 10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: 033240019 1 flacone polvere + 1 flacone solvente da 10 ml + set infusionale GAMMAGARD 2,5 g / 50 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: 033240021 1 flacone polvere + 1 flacone solvente da 50 ml + set infusionale GAMMAGARD 5,0 g / 100 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: 033240033 1 flacone polvere + 1 flacone solvente da 96 ml + set infusionale GAMMAGARD 10,0 g / 200 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: 033240045 1 flacone polvere + 1 flacone solvente da 192 ml + set infusionale
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01/01/1998
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01/06/2005
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