FLEBOGAMMA 5%
-
| 50 ml | 100 ml | 200 ml | |
| Immunoglobulina umana normale (IgEV) | 2,5 g | 5 g | 10 g |
Le sottoclassi di IgG, determinate
per immunodiffusione radiale, sono
così ripartite: IgG1 :
68,7%; IgG2 :
25,9%; IgG3 :
3,7%; IgG4 :
1,78%. Il contenuto in proteine umane
è 50 g/l, di cui almeno il 97% è
costituito da IgG. Il contenuto in IgA
è inferiore a 0,05 mg/ml.
Per gli eccipienti,
vedere il punto 6-1-
Soluzione per infusione endovenosa.
FLEBOGAMMA 5% trova indicazione nella terapia sostitutiva di:
Sindromi da immunodeficienza primaria:
Agammaglobulinemia e Ipogammaglobulinemia congenite Immunodeficienza comune variabile Immunodeficienze combinate gravi Sindrome di Wiskott-Aldrich.
Forme di immunodeficienza secondaria, tra cui in particolare:
Bambini affetti da AIDS congenito ed infezioni ricorrenti Mieloma o Leucemia linfocitica cronica con ipogammaglobulinemia secondaria di grado severo ed infezioni ricorrenti.
FLEBOGAMMA 5% è inoltre indicato nella modulazione della risposta immune in caso di:
Porpora trombocitopenica idiopatica, in bambini o adulti ad alto rischio di emorragia o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica.
Sindrome di Guillain Barré.
Miastenia Gravis.
Polineurite Infiammatoria Cronica Demielinizzante, in pazienti con fattori di responsività alla terapia con IgEV e/o con controindicazione o refrattarietà ai trattamenti con plasmaferesi o altri immunosoppressori.
Malattia di Kawasaki.
FLEBOGAMMA 5% è infine indicato nel trapianto di midollo osseo allogenico.
Posologia. Il dosaggio e la frequenza di somministrazione
dipendono dall'indicazione. Nella terapia sostitutiva il dosaggio può essere adattato al singolo paziente,
a seconda della risposta farmacocinetica
e clinica. A titolo
di riferimento,
si veda il seguente schema
posologico. Terapia sostitutiva nelle sindromi
da immunodeficienza primaria Il dosaggio deve raggiungere un livello
di IgG (misurate prima
dell'infusione successiva) di almeno4 - 6 g/l.
Dopo l'inizio
della terapia, sono necessari tre -
sei mesi per raggiungere
l'equilibrio.
La dose iniziale raccomandata
è di 0,4 - 0,8 g/kg, seguita da almeno
0,2 g/kg ogni tre settimane. La dose necessaria per raggiungere un
livello minimo di 6 g/l è dell'ordine di 0,2
- 0,8 g/kg/mese.
Raggiunto lo stato
stazionario, l'intervallo di somministrazione varia tra 2 - 4 settimane.I livelli
minimi devono essere
misurati
per aggiustare il dosaggio e la
frequenza delle somministrazioni. Terapia sostitutiva in caso di: - mieloma- leucemia
linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia
secondaria ed infezioni ricorrenti - terapia
sostitutiva nei
pazienti
pediatrici con AIDS ed infezioni ricorrenti La dose raccomandata
è di 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane. Porpora trombocitopenica idiopatica Per il trattamento
di un episodio acuto, 0,8 - 1 g/kg al
primo giorno; si può ripetere una
volta entro itre giorni successivi, oppure somministrare
0,4 g/kg giornalmente per 2 - 5
giorni. In caso di ricaduta il trattamento
può essere ripetuto.
Sindrome di
Guillain Barré0,4 g/kg/die per 3 - 7 giorni. L'esperienza
in campo pediatrico è limitata. Miastenia
Gravis 0,4 g/kg/die per
5 giorni in singolo ciclo o cicli ripetuti ad intervalli
di 4-6 settimane in dipendenzadella risposta del paziente. Polineurite Infiammatoria Cronica
Demielinizzante 0,4 g/kg/die per
5 giorni in singolo ciclo o cicli ripetuti ad intervalli
di 4-6 settimane in dipendenzadella risposta del paziente.
Malattia
di Kawasaki1,6 - 2 g/kg devono essere somministrati in dosi suddivise in 2 - 5
giorni, oppure 2 g/kg in dosesingola.
Il paziente
va trattato contemporaneamente
con acido acetilsalicilico.
Trapianto di
midollo osseo allogenicoIl trattamento
con IgEV può essere adottato prima
e dopo il trapianto. Per il trattamento
di infezioni e profilassi della
reazione di rigetto
al trapianto, il dosaggio è calcolato individualmente.
Tipicamente
la dose iniziale è di 0,5 g/kg/settimana,
cominciando
7 giorni prima
del trapianto e fino a 3
mesi dopo quest'ultimo. Se la produzione anticorpale resta
carente, si raccomanda un dosaggio
di 0,5 g/kg/mese, fino a che i
livelli anticorpali non siano
tornati alla normalità. I dosaggi raccomandati
sono schematizzati nella seguente
tabella:
| Indicazione | Dose | Frequenza |
| Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze primarie | iniziale: 0,4 - 0,8 g/kg |
| Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie AIDS pediatrico | successivamente: 0,2 - 0,8 g/kg 0,2 - 0,4 g/kg 0,2 - 0,4 g/kg | ogni 2 - 4 settimane, per ottenere un livello di IgG di almeno 4 - 6 g/l ogni 3 - 4 settimane, per ottenere un livello di IgG di almeno 4 - 6 g/l ogni 3 - 4 settimane |
| Immunomodulazione: Porpora trombocitopenica idiopatica Sindrome di Guillain Barré Miastenia gravis e Polineurite Infiammatoria Cronica Demielinizzante Malattia di Kawasaki | 0,8 - 1 g/kg oppure:0,4 g/kg/die 0,4 g/kg/die 0,4 g/kg/die 1,6 - 2 g/kg oppure:2 g/kg | il primo giorno, eventualmente da ripetere una volta entro 3 giorni per 2 - 5 giorni per 3 - 7 giorniper 5 giorni in singolo ciclo o cicli ripetuti ad intervalli di 4 – 6 settimane in dipendenza della risposta del paziente in varie dosi per 2 - 5 giorni, in associazione con acido acetilsalicilico. in dose singola, in associazione con acido acetilsalicilico |
| Trapianto di midollo osseo allogenico: - trattamento delle infezioni e profilassi della reazione di rigetto al trapianto - persistente carenza di produzione anticorpale | 0,5 g/kg 0,5 g/kg | ogni settimana, dal settimo giorno prima del trapianto e fino a 3 mesi dopo ogni mese, fino a che i livelli anticorpali non siano tornati alla normalità |
Metodo di
somministrazione.Prima
della somministrazione il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente
o corporea.
FLEBOGAMMA 5% deve essere infuso per via endovenosa ad una velocità iniziale di 0,01 - 0,02ml/kg/minuto
(corrispondenti a circa 2 - 4 gocce/10 kg/min)
per i primi 30
minuti.
Se ben tollerata,la velocità d'infusione
può essere aumentata sino ad un
massimo di 0,04
ml/kg/minuto
(circa 8gocce/10 Kg/min)
per il resto dell'infusione. Se appaiono effetti indesiderati, l'infusione
vadiminuita
di velocità o sospesa sino alla loro
scomparsa. L'infusione può poi
essere ripresa ad una velocità tollerata
dal paziente.
Intolleranza a qualcuno dei componenti (vedere anche le avvertenze sugli eccipienti, al punto 4.4).
Intolleranza alle immunoglobuline omologhe, in particolare nei casi molto rari di deficit selettivo di IgA con presenza di anticorpi anti-IgA.
Alcune reazioni avverse gravi possono
essere correlate alla velocità
di somministrazione.
Pertanto, si raccomanda
di attenersi alla velocità indicata
al punto
"4-2- Metodo disomministrazione". La velocità d'infusione
deve essere strettamente
monitorata ed il paziente
controllato rigorosamente,
per l'eventuale comparsa
di qualsiasi sintomo durante l'infusione. Alcune reazioni avverse possono
verificarsi più frequentemente: per un'alta
velocità d'infusione; in soggetti con ipo- o agammaglobulinemia,
con o senza deficit selettivo di
IgA; in soggetti al primo
trattamento o, raramente, quando si cambia prodotto o
quando è passato molto tempo
dall'ultima
infusione. Vere reazioni d'ipersensibilità
sono rare; possono aversi nei rari
casi di deficit selettivo di IgA con
anticorpi anti-IgA. Raramente,
le immunoglobuline
possono indurre ipotensione con
reazione anafilattica anche in soggetti che avevano tollerato
un precedente trattamento. Potenziali complicazioni
spesso possono essere evitate assicurandosi che: i pazienti non
siano sensibili alle immunoglobuline
iniettando il prodotto lentamente
(0,01 - 0,02ml/kg/min); i pazienti siano
attentamente
monitorati
per qualsiasi
sintomo, durante l'infusione.
In particolare, i soggetti
mai trattati con immunoglobuline,
quelli che assumevano un altro
prodotto, o quando è passato molto tempo
dall'ultima
infusione, devono
essere monitorati
durante
la prima
infusione enell'ora
successiva a questa. Tutti gli
altri soggetti devono essere tenuti
in osservazione per almeno20
minuti dopo la somministrazione. Casi di insufficienza renale acuta sono stati descritti in
pazienti sotto terapia con immunoglobuline endovenose (IgEV).Nella
maggior parte dei casi, i fattori di
rischio sono stati identificati come insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia,
sovrappeso, concomitante
assunzione di
medicinali
nefrotossici, età superiore a 65 anni. In tutti i pazienti,
la somministrazione di IgEV richiede:
adeguata idratazione,
prima
d'iniziare
l'infusione;
monitoraggio delle urine;monitoraggio dei livelli di creatinina sierica; evitare l'uso
concomitante di diuretici dell'ansa. In caso di danno renale, il trattamento
con IgEV andrebbe sospeso. I casi di disfunzione renale e d'insufficienza
renale acuta
sono stati associati
nella maggior parte dei casi all'uso
di specialità a base di IgEV,
contenenti saccarosio come
stabilizzante. Nei soggetti a
rischio, si raccomanda l'uso di IgEV
che non contengono saccarosio.
Inoltre, la specialità va somministrata alla
minima
concentrazione e velocità. In caso di reazioni avverse va ridotta
la velocità d'infusione o sospesa
la somministrazione, fino alla scomparsa
dei sintomi. Il trattamento
da intraprendere dipende
dalla natura
e dalla
gravità
degli
effetti collaterali. In caso di shock, si deve intraprendere
la terapia d'urgenza adatta. Quando vengono somministrati
farmaci preparati a partire da sangue o plasma
umano, non si può escludere in
maniera assoluta la possibilità d'insorgenza di malattie
infettive dovuta alla trasmissione di agenti infettivi.
Ciò
vale anche per patogeni di natura
sconosciuta. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi viene comunque
ridotto tramite: Selezione dei donatori con
intervista medica e screening
delle singole donazioni e dei plasma
pool, per HBsAg e anticorpi di HIV e HCV. Analisi sui pool di plasma per
la ricerca dell’RNA di HCV. Processi d'inattivazione/rimozione
virale inclusi nel processo di
produzione, convalidati usando virus modello.
Tali processi sono considerati
efficaci per HIV, HCV, HBV e HAV. Le procedure d'inattivazione/rimozione
virale possono essere di valore
limitato contro virus senza
involucro lipidico, come il
parvovirus B19 ed altri agenti
infettivi trasmissibili. Riduzione della carica virale
| Virus Þ | HIV | Rinotracheite InfettivaBovina | Pseudorabbia | Diarrea Virale Bovina | Sindbis | Encefalomio- cardite (virus senza | ParvovirusPorcino (virus senza |
| involucro lipidico) | involucro lipidico) | ||||||
| Virus Modello Þ | VirusAIDS | Epatite B | Epatite B | Epatite C | EpatiteC | Epatite A | ParvovirusB19 |
| Pastorizzazione | >5,86 | 5,78 | >4,28 | >3,29 | >6,56 | 5,04 | 2,30 |
| PEG 8% | 3,70 | 4,32 | >2,94 | 3,78 | 3,95 | ||
| Totale | >9,56 | 10,10 | >4,28 | >6,23 | >6,56 | 8,82 | 6,25 |
Nell'interesse
dei pazienti, ogni volta che un preparato di IgEV viene somministrato ad un
paziente,si raccomanda
di registrarne il nome ed il numero di lotto, se
possibile.
Avvertenze sugli eccipienti.Il prodotto
contiene sorbitolo al 5% come
eccipiente. Non usare in pazienti
con intolleranza ereditaria al fruttosio.
I preparati di IgEV non devono essere mescolati con altri farmaci o soluzioni per uso endovenoso.
Vaccini a virus vivo attenuato.
La somministrazione di IgEV può attenuare per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi l'efficacia dei vaccini a virus vivo attenuato, come morbillo, rosolia, parotite e varicella.
Dopo la somministrazione del prodotto, prima di una vaccinazione con virus vivi attenuati deve passare un intervallo di 3 mesi.
Nel caso del morbillo, quest'attenuazione può persistere fino a 1 anno.
Pertanto, i soggetti che ricevono un vaccino del morbillo dovrebbero essere controllati sul loro stato anticorpale.
Interferenza con test sierologici.
Dopo somministrazione di IgEV, l'aumento transitorio di anticorpi può dare falsi positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi agli antigeni eritrocitari (es.
A, B, D) può interferire con alcuni test sierologici per gli allo-anticorpi delle emazie (es., il test di Coombs), la conta reticolocitaria e l'aptoglobina.
La sicurezza d'uso di questo farmaco durante la gravidanza non è stata provata durante studi clinici controllati, perciò alle gravide ed alle puerpere andrebbe somministrato solo se necessario ed a giudizio del medico curante. La lunga esperienza con immunoglobuline mostra che queste non esercitano effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto o sul neonato. Le immunoglobuline passano nel latte materno e possono contribuire alla trasmissione di anticorpi immunizzanti al neonato.
Non ci sono prove che le immunoglobuline possano pregiudicare la capacità di guidare o di usare macchine.
Si possono occasionalmente verificare reazioni avverse come:
brividi, vertigini, cefalea, febbre, vomito, arrossamento al volto, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione, lievi dolori lombari.
Raramente le IgEV causano una caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico; si sono osservati tali effetti anche in pazienti che non avevano mostrato ipersensibilità in precedenti infusioni.
Con l'uso di IgEV, sono stati osservati:
- Casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica reversibile / emolisi e rari casi di reazioni cutanee transitorie.
- Aumento nei livelli di creatinina sierica e/o insufficienza renale acuta.
- Eventi trombotici in soggetti anziani, in pazienti con segni d'ischemia cerebrale o cardiaca, in pazienti sovrappeso e gravemente ipovolemici.
Per ciò che attiene alla sicurezza virale, vedere il punto 4.4.
Il sovradosaggio può apportare un eccesso di fluidi ed iperviscosità, particolarmente nei soggetti a rischio, come pazienti anziani o con danno renale.
Gruppo farmacoterapeutico:
sieri immuni ed immunoglobuline:
immunoglobuline umane normali per uso endovenoso, codice ATC:
J06BA02.
Le immunoglobuline umane normali contengono principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro gli agenti infettivi.
Contengono gli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale.
Sono preparate da pool di plasma di almeno 1000 donatori.
Presentano una ripartizione nelle 4 sottoclassi G del tutto simile a quella del plasma umano originale.
Questo prodotto in dosi adeguate può riportare alla normalità livelli di IgG abnormemente bassi.
Il meccanismo d'azione nelle indicazioni diverse dalla terapia di ripristino non è del tutto chiarito, ma include effetti immunomodulatori.
Il metodo di produzione di FLEBOGAMMA 5% avviene senza modificazioni enzimatiche, mantenendo intatta strutturalmente e funzionalmente la parte Fc e Fab della molecola, garantendo attività opsonica analoga alle IgG native.
FLEBOGAMMA 5% è virtualmente privo di attività anticomplementare spontanea (<1 CH50/mg Ig).
Il contenuto in IgA è sempre inferiore al limite di specifica (<0,05 mg/ml).
Studi di caratterizzazione dimostrano che il contenuto in IgM (<0,011 mg/ml) è inferiore al limite di sensibilità dei test identificativi.
La presenza di callicreina (PKA) è pure estremamente bassa (<10 UI/ml).
Non sono state osservate presenze di frammenti ed il contenuto in aggregati/polimeri è assolutamente trascurabile (>93% di monomeri e dimeri di IgG).
Le IgG umane, dopo somministrazione per via venosa, sono subito e completamente biodisponibili nel paziente.
Si distribuiscono con una certa rapidità tra il plasma ed il fluido extravascolare, raggiungendo l'equilibrio tra i compartimenti intra- ed extravascolari in circa 3.5 giorni.
FLEBOGAMMA 5% ha un tempo di emivita di circa 36.65 giorni:
l'emivita può variare da un paziente a un altro, soprattutto nei casi di immunodeficienza primaria.
Le IgG e i loro complessi sono catabolizzati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.
Le immunoglobuline sono costituenti normali dell'organismo.
Negli animali, la prova di tossicità acuta non ha rilevanza, dato che dosi più elevate provocano un sovraccarico in circolo.
Gli studi di tossicità ripetuta e quelli di tossicità embrio - fetale non sono fattibili, vista la conseguente produzione ed interferenza di anticorpi.
Non sono noti gli effetti del prodotto sul sistema immunitario del neonato.
Dall'esperienza clinica non sono prevedibili effetti mutageni o oncogeni delle immunoglobuline, pertanto non è stato ritenuto necessario effettuare studi sperimentali, soprattutto in specie eterologhe.
ND
FLEBOGAMMA 5% non deve essere mescolato con altri farmaci o liquidi per uso endovenoso.
Deve essere somministrato tramite un set d'infusione esclusivamente dedicato.
FLEBOGAMMA 5% ha una validità di 24 mesi. La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto integro e correttamente conservato.
Conservare a temperatura non superiore a 25°C.
Non congelare.
Non usare dopo la data di scadenza.
Non conservare residui della soluzione.
Flaconi di vetro di tipo II, contenenti 50, 100 e 200 ml di soluzione.
FLEBOGAMMA 5% è fornito con un set infusionale, in confezione a parte.
Prima dell'infusione, portare il prodotto a temperatura ambientale o corporea.
La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente.
Non usare soluzioni torbide o con sedimento.
Il prodotto inutilizzato o il materiale di scarto deve essere eliminato in accordo alle norme vigenti.
INSTITUTO GRIFOLS, S.A.
Poligono Levante, c/Can Guasch, 2 08150 - Parets Del Vallès (Barcelona) - Spagna.
Prodotto da:
INSTITUTO GRIFOLS, S.A.
- Poligono Levante, c/Can Guasch, 2 - 08150 - Parets del Vallès - (Barcelona) - Spagna.
Distribuito da:
GRIFOLS ITALIA S.p.A.
- Via Carducci, 62d - 56010 Ghezzano - Pisa - ITALIA
AIC n°: 029249048 Flebogamma 5% - 1 flacone da 50 ml di soluzione AIC n°: 029249051 Flebogamma 5% - 1 flacone da 100 ml di soluzione AIC n°: 029249063 Flebogamma 5% - 1 flacone da 200 ml di soluzione
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22 Dicembre 1994 / 28 Ottobre 1999.
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12 Luglio 2002
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