"100 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 6 capsule "100 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 56 capsule "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 3 capsule "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 28 capsule M01AE03 - Ketoprofene
EUKETOS " 100 mg capsule rigide a rilascio prolungato" Ogni capsula rigida contiene: Principio attivo: ketoprofene 100 mg EUKETOS "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato" Ogni capsula rigida contiene: Principio attivo : ketoprofene 200 mg
Capsule rigide a rilascio prolungato.
Artrite reumatoide, spondilite anchilosante, gotta acuta, osteoartrosi a varia localizzazione, sciatalgie, radicoliti, mialgie, borsiti, tendiniti, tenosinoviti, sinoviti, capsuliti, contusioni, distorsioni, lussazioni, strappi muscolari, flebiti, tromboflebiti superficiali, linfangiti, affezioni flogistiche dolorose in odontoiatria, otorinolaringoiatria, urologia e pneumologia.
1.2 capsule di EUKETOS da 100 mg oppure 1 capsula da 200 mg al giorno.
La posologia deve essere adattata in base alla severità della sintomatologia.
Si consiglia di assumere la capsula con un po’ d’acqua durante il pasto.
Nel trattamento di pazienti anziani e di pazienti con insufficienza renale la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati.
Il ketoprofene è controindicato nei seguenti casi: - Ipersensibilità verso i componenti o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. In particolare verso altri farmaci antinfiammatori non steroidei (vedere oltre) - in corso di terapia diuretica intensiva; - ulcera peptica, dispepsia cronica, gastrite; - grave insufficienza renale; - leucopenia e piastrinopenia, soggetti con emorragie in atto e diatesi emorragica; - in corso di trattamento con anticoagulanti, in quanto ne sinergizza l’azione; - insufficienza cardiaca; - grave insufficienza epatica (cirrosi epatica o epatiti gravi) Il ketoprofene è inoltre generalmente controindicato in gravidanza, durante l’allattamento ed in età pediatrica (vedere al punto 4.6). Esiste la possibilità di ipersensibilità crociata con acido acetilsalicilico o altri farmaci antinfiammatori non steroidei; pertanto il ketoprofene non deve essere somministrato ai pazienti nei quali acido acetilsalicilico o altri farmaci antinfiammatori non steroidei abbiano provocato sintomi di asma, rinite, orticaria.
L’uso
di
EUKETOS,
come
di
qualsiasi
farmaco
inibitore
della
sintesi
delle
prostaglandine
e
della cicloossigenasi è sconsigliato
nelle donne che intendano iniziare
una gravidanza.La somministrazione di EUKETOS dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilitào che sono sottoposte a indagini
sulla fertilità. AvvertenzePer
l’interazione
del
farmaco
con
il
metabolismo
dell’acido
arachidonico,
in
asmatici
e
soggetti
predisposti
può insorgere crisi
di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri
fenomeni
allergici.Il
prodotto,
come
tutti
i
farmaci
antinfiammatori
non
steroidei,
interferisce
con
la
sintesi
delle
prostaglandine e di loro importanti
intermedi che sono partecipi di funzioni fisiologiche.
Il farmaco,
pertanto,
richiede
particolari
precauzioni,
o
se
ne
impone
l’esclusione
dall’uso,
allorché
nel
paziente
siano
presenti
le
seguenti
condizioni
:
stati
di
ipoperfusione
del
rene,
malattie
renali,
insufficienza
cardiaca, insufficienza epatica
da lieve a moderata, età avanzata.
| L’uso di EUKETOS deve essere evitato in concomitanza di FANS inibitori selettivi della COX-2- | ||||||||
| Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di | ||||||||
| trattamento più breve possibile che occorre per controllare i sintomi. | ||||||||
| Anziani: i pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, | ||||||||
| specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedi sezione 4-2). | ||||||||
| Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS inqualsiasi momento con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventigastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione che | ||||||||
| possono essere fatali. | ||||||||
|
Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione(vedi
sezione
4-3),
il
rischio
di
emorragia
gastrointestinale,
ulcerazione
o
perforazione
è
più
alto
condosi
aumentate
di
FANS.
Questi
pazienti
devono
iniziare
il
trattamento
con
la
più
bassa
dosedisponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deveessere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri |
||||||||
| farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedi sotto e sezione 4-5). | ||||||||
| Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomogastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del | ||||||||
| trattamento. | ||||||||
| Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentareil rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori | ||||||||
| selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedi sezione 4-5). | ||||||||
| Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono EUKETOS il | ||||||||
| trattamento deve essere sospeso. | ||||||||
| I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattiagastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate | ||||||||
| (vedi sezione 4-8 – effetti indesiderati). | ||||||||
Occorre cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché, inassociazione alla terapia con FANS, sono state riportate ritenzione idrica ed edema. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’usodei FANS (vedi 4-8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio:l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.EUKETOS deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasialtro segno di ipersensibilità.
Corticosteroidi:
aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedi sezione 4.4).
Anticoagulanti:
i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin (vedi sezione 4.4.).
Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs):
aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedi sezione 4.4).
Poiché il legame proteico del ketoprofene è elevato, può essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente.
In corso di terapia con farmaci a base di litio la contemporanea somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei provoca un aumento dei livelli plasmatici del litio stesso.
E’ opportuno non associare EUKETOS con acido acetilsalicilico o con altri farmaci antinfiammatori non steroidei.
La somministrazione di ketoprofene, anche se sperimentalmente non ha fatto osservare tossicità embriofetale per posologie rapportabili a quelle previste per l’uso clinico, non è consigliabile in gravidanza, durante l’allattamento e nell’infanzia. L’uso del farmaco in prossimità del parto determina il ritardo del parto stesso; inoltre, se somministrato in tale periodo, può provocare alterazioni dell’emodinamica del piccolo circolo del nascituro con gravi conseguenze per la respirazione.
Se a seguito di somministrazione di ketoprofene dovessero insorgere stordimento, sonnolenza o vertigini, il paziente dovrebbe evitare di guidare o di svolgere attività che richiedano particolare vigilanza.
Come per altri antinfiammatori non steroidei si possono riscontrare emorragie gastrointestinali ed altri disturbi di solito transitori a carico del tratto gastroenterico, quali dispepsia, gastralgia, nausea, vomito, diarrea e flatulenza.
Più raramente sono state segnalate ulcera gastroduodenale, gastrite, disuria transitoria, astenia, cefalea, sensazione di vertigine, sonnolenza, esantema cutaneo, edema e trombocitopenia; reazioni di fotosensibilità, rare in caso di somministrazione sistemica.
Seppure estremamente rari, sono possibili severe reazioni sistemiche di ipersensibilità, come edema della laringe, edema della glottide, dispnea, palpitazione, sino allo shock anafilattico.
In questi casi è necessaria l’immediata assistenza medica.
Sintomi da sovradosaggio possono comprendere:
disturbi a carico del sistema nervoso centrale, come mal di testa, vertigine, confusione e perdita di coscienza, così come dolore, nausea e vomito.
Si possono verificare anche ipotensione, depressione respiratoria e cianosi.
Non esistono antidoti specifici.
Sovradosaggio e ingestione accidentale o volontaria, devono essere trattati sintomaticamente.
Ketoprofene è un farmaco ad attività antinfiammatoria ed analgesica appartenente alla categoria farmacoterapeutica dei FANS. L’attività antinfiammatoria è da porre in relazione a quattro ben documentati meccanismi d’azione: stabilizzazione della membrana lisosomiale; inibizione della sintesi delle prostaglandine; attività antibradichininica; attività antiaggregante piastrinica. Studi di farmacologia condotti sugli animali ed in parte anche su volontari sani fanno ritenere che l’attività analgesica sia doppiamente articolata. E’ infatti probabile che accanto alla ormai nota attività periferica mediata principalmente dall’effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine, ketoprofene esplichi la propria attività analgesica anche attraverso un meccanismo di tipo centrale non-oppioide in cui sono coinvolte strutture sovraspinali quali i recettori glutamato tipo NMDA inducenti la sensibilizzazione centrale in cui sono implicati diversi mediatori biochimici, quali la sostanza P, la 5.HT, oltre alle stesse prostaglandine presenti a livello del SNC. Questo peculiare profilo analgesico spiegherebbe la rapidità dell’effetto antalgico del ketoprofene osservato in clinica in diverse condizioni dolorose acute, altrimenti non spiegabile con il solo meccanismo periferico fino ad oggi noto.
Nell’uomo l’assorbimento di ketoprofene è molto elevato.
Dopo somministrazione orale singola di una capsula di Euketos 200 mg, l’AUC calcolata da 0 a 36 ore è di 35 g/ml h e la concentrazione ematica massima, che viene raggiunta dopo circa 7 ore, è pari a 3,1 g/ml con un t½ di circa 5 ore.
Tali parametri non subiscono modificazioni significative in caso di somministrazione delle capsule dopo i pasti.
La somministrazione di una capsula di EUKETOS 200 mg al giorno determina, allo stato stazionario, concentrazioni ematiche comprese tra 0,75 e 3,1 g/ml; l’AUC calcolata nell’arco delle 24 ore è di circa 36 g/ml h.
Particolarmente interessante appare la farmacocinetica del ketoprofene nel liquido sinoviale; in questa sede infatti si raggiungono concentrazioni inferiori a quelle ematiche, ma di gran lunga più persistenti e questa caratteristica può spiegare l’effetto prolungato del farmaco sulla componente dolorosa articolare.
Il ketoprofene attraversa rapidamente la barriera ematoencefalica raggiungendo concentrazioni in equilibrio con quelle plasmatiche, già a 15 minuti dalla sua somministrazione per via intramuscolare alla dose di 100 mg.
A livello del fluido cerebrospinale è possibile raggiungere quote relativamente importanti di ketoprofene libero anche quando i livelli plasmatici di ketoprofene sono ancora al di sotto dei valori di picco.
L’eliminazione di ketoprofene avviene essenzialmente attraverso le urine (> 50% sotto forma di metaboliti) ed in minima parte attraverso le feci (1%).
Le prove tossicologiche hanno dimostrato la bassa tossicità e l’alto indice terapeutico di ketoprofene.
La DL50 nel ratto, per os, è di 165 mg/kg; nel topo, per varie vie di somministrazione, è compresa tra 365 e 662 mg/kg.
Dopo somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei, in femmine di ratto gravide, è stata osservata una restrizione del dotto arterioso fetale.
EUKETOS capsule rigide da 100 mg e 200 mg Microgranuli di saccarosio e amido di mais , povidone K30, ammonio metacrilato copolimero (Eudragit RS 100), talco. Costituenti della capsula: gelatina, titanio biossido (E171).
Non pertinente.
EUKETOS 100 mg e 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato: 3 anni a confezionamento integro.
EUKETOS 100 mg e 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato: Conservare a temperatura non superiore a 25°C e protetto dall’umidità.
EUKETOS "100 mg capsule rigide a rilascio prolungato": Blister accoppiato PVC/PVDC/alluminio Astuccio contenente 6 capsule rigide da 100 mg Astuccio contenente 56 capsule rigide da 100 mg EUKETOS "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato": Blister accoppiato PVC/PVDC/alluminio Astuccio contenente 3 capsule rigide da 200 mg Astuccio contenente 28 capsule rigide da 200 mg
Nessuna in particolare.
LABORATORIO FARMACEUTICO C.T.
S.r.l.
- Strada Solaro n.
75/77 - SANREMO (IM)
"100 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 6 capsule A.I.C.
N.
034393 013 "100 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 56 capsule A.I.C.
N.
034393 025 "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 3 capsule A.I.C.
N.
034393 037 "200 mg capsule rigide a rilascio prolungato" 28 capsule A.I.C.
N.
034393 049
17/04/2001
12/2005
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