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Dufaston
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

INDICE

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina.

DUFASTON 10 mg compresse rivestite con film.

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina.

Una compressa rivestita con film contiene:

Principio attivo: didrogesterone 10 mg.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1

03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina.

Compressa rivestita con film di colore bianco, rotonda, biconvessa, con linea di frattura, con impresso '' su un lato e '155' sull'altro lato da entrambe le parti della linea di frattura (dimensione 7 mm e 144 mg).

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina.

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina.

Terapia ormonale sostitutiva

Per bilanciare gli effetti degli estrogeni sull'endometrio in donne con utero intatto sottoposte a terapia ormonale sostitutiva per i sintomi da carenza estrogenica inclusi quelli conseguenti a menopausa fisiologica o chirurgica.

Insufficienza di progesterone

Trattamento dei casi di insufficienza di progesterone che si possono verificare in:

04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina.

Terapia ormonale sostitutiva

In associazione ad una terapia continuativa con estrogeni, 10 mg di Dufaston al giorno dal 15° al 28° giorno di un ciclo di 28 giorni.

In associazione ad una terapia ciclica con estrogeni, 10 mg di Dufaston al giorno durante gli ultimi 12-14 giorni di un ciclo di estrogeni.

Nel caso in cui la biopsia endometriale o l'ecografia transvaginale mostrino una inadeguata risposta al progestinico, possono essere prescritti 20 mg di didrogesterone.

Minaccia d'aborto: dose iniziale 40 mg in una sola volta seguiti da 10 - 5 mg ogni otto ore. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata. Se i sintomi non scompaiono o ritornano durante il trattamento si deve aumentare la dose di 10 mg ogni otto ore. La dose efficace deve essere continuata per una settimana dopo la scomparsa dei sintomi, poi può essere gradualmente ridotta.

Aborto abituale: si deve iniziare il trattamento il più presto possibile, preferibilmente prima del concepimento alla posologia di 10 - 5 mg due volte al giorno dal 14° al 25° giorno del ciclo poi in modo continuativo dopo il concepimento. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata. Il trattamento deve essere continuato fino alla ventesima settimana della gravidanza, poi la dose può essere gradatamente ridotta. Il dosaggio può anche essere valutato in base ai risultati dell'esame citologico vaginale. Se durante il trattamento si riscontrano segni di minaccia d'aborto, la terapia deve essere quella indicata sotto questa indicazione.

Infertilità da insufficienza del corpo luteo: 10 mg al giorno dal 14° al 25° giorno del ciclo. Continuare il trattamento per almeno sei cicli consecutivi. E' consigliabile continuare questa terapia nei primi mesi di gravidanza alle dosi raccomandate per l'aborto abituale. Poiché il didrogesterone non è termogenico è possibile, misurando la temperatura basale, controllare se l'ovulazione ha avuto luogo. In questo modo si può individuare la gravidanza durante il trattamento non solo per la mancata mestruazione, ma anche in base alla temperatura basale. Dato che il didrogesterone ha un effetto progestativo sull'epitelio della vagina, si possono valutare il dosaggio e la durata del trattamento per mezzo della citologia vaginale.

Dismenorrea: 10 - 5 mg due volte al giorno dal 5° al 25° giorno del ciclo. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata.

Endometriosi: 10 - 5 mg due o tre volte al giorno dal 5° al 25° giorno del ciclo o in modo continuativo. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata.

Cicli irregolari: 10 - 5 mg due volte al giorno dall'11° al 25° giorno dopo l'inizio della mestruazione. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata

Amenorrea: dal 1° al 25° giorno 17Beta-estradiolo a cui si aggiungono 10 - 5 mg di Dufaston due volte al giorno aggiunti dall'11° giorno. Cinque giorni dopo l'emorragia da privazione ormonale ripetere lo stesso schema.

Menometrorragie funzionali: per arrestare l'emorragia: 10 - 5 mg di Dufaston associati ad una terapia con 17Beta-estradiolo due volte al giorno per 5 - 7 giorni. Si consiglia di iniziare la terapia con la dose più alta indicata. Per prevenire forti emorragie successive: 10

- 5 mg di Dufaston due volte al giorno dall'11° al 25° giorno del ciclo. Se necessario aggiungere quotidianamente 17Beta-estradiolo dall'11° al 25° giorno.

Dufaston non deve essere utilizzato nelle bambine al di sotto dei 18 anni, poiché non sono disponibili dati sufficienti di sicurezza ed efficacia in tale popolazione.

04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina.

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, emorragie vaginali di origine non accertata, processi tromboembolici in atto o recenti, insufficienza epatica grave, cancro mammario sospetto o accertato, neoplasie progestinico-dipendenti accertate o sospette.

Se utilizzato nella prevenzione dell'iperplasia endometriale (in donne utilizzatrici di estrogeni): controindicazioni per l'utilizzo degli estrogeni in combinazione con progestinici come il didrogesterone

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina.

Prima di iniziare il trattamento di sanguinamenti anomali con didrogesterone, l'eziologia del sanguinamento deve essere chiarita.

L'uso dei progestinici nella minaccia d'aborto è consentito soltanto dopo prescrizione e sotto accurato controllo medico, in cui detto impiego sia assolutamente indispensabile in

rapporto all'eziologia dello specifico quadro patologico (infertilità da insufficienza della seconda fase, minaccia d'aborto da insufficiente attività del corpo luteo gravidico, deficit ormonale).

Il trattamento con didrogesterone è stato raramente associato ad alterazioni della funzionalità epatica talvolta accompagnate da sintomi clinici.

Il didrogesterone deve perciò essere somministrato con cautela a pazienti con epatite acuta o storia di disordini epatici fintanto che i test di funzionalità epatica risultano alterati. Nei casi di insufficienza epatica grave si deve interrompere il trattamento.

Può accadere che in qualche paziente si verifichino sanguinamenti interciclo. Ciò si può comunque prevenire aumentando il dosaggio di didrogesterone.

Se durante il trattamento compaiono sintomi di perdita parziale o totale della vista, o diplopia, interrompere il trattamento stesso ove si accertino edema papillare o lesioni dei vasi della retina.

Condizioni che richiedono una supervisione

Le pazienti in postmenopausa trattate con estrogeni e didrogesterone dovrebbero essere strettamente controllate se con storia familiare di neoplasie mammarie e se soffrono o hanno sofferto delle patologie che seguono:

Altre condizioni

Le pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Terapia ormonale sostitutiva (TOS)

Avvertenze e precauzioni quando il didrogesterone è utilizzato nella prevenzione dell'iperplasia endometriale in donne utilizzatrici di estrogeni: vedere anche le seguenti avvertenze riportate per i prodotti a base di estrogeni.

Per il trattamento dei sintomi da carenza estrogenica in donne in postmenopausa, la TOS deve essere iniziata solo in presenza di sintomi che influiscano negativamente sulla qualità di vita. Si deve comunque effettuare periodicamente, almeno ogni anno, una accurata valutazione dei rischi e dei benefici e la terapia deve proseguire solo nel caso in cui i benefici superino i rischi.

04.5 Interazioni - Inizio Pagina.

Non sono stati effettuati studi di interazione.

04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina.

Si stima che circa 35 milioni di donne siano state trattate con il didrogesterone.

Sebbene risulti difficile fare una stima precisa, si può assumere approssimativamente che circa 9 milioni di gravidanze abbiano comportato l'esposizione del feto al trattamento con didrogesterone1.

1 Questo elevato utilizzo in gravidanza è dovuto al fatto che il didrogesterone possiede indicazioni d'uso in gravidanza nella maggior parte del mondo.

I dati finora disponibili derivanti dalla sorveglianza spontanea suggeriscono che il didrogesterone può essere impiegato in gravidanza. Non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo sul didrogesterone.

Tuttavia, un recente studio statunitense caso-controllo su 502 pazienti affetti da ipospadia e 1286 controlli sani ha evidenziato un rischio almeno 2 volte maggiore di ipospadia di secondo/terzo grado nei soggetti maschi nati da madri che hanno assunto progestinici (in particolare progesterone) per un breve periodo antecedente la gravidanza o nelle prime fasi della gravidanza (OR 2.2, 95% IC 1.0-5.0). La relazione di causalità non è chiara dal momento che l'indicazione per l'uso del progesterone in gravidanza può essere un potenziale fattore di rischio per l'ipospadia. Per quanto concerne il didrogesterone, non è noto il rischio di ipospadia.

Studi condotti sull'animale indicano assenza di effetti indesiderati diretti o indiretti sulla gravidanza o sullo sviluppo embrionale/fetale o postnatale.

Sono disponibili dati di sicurezza limitati sull'animale in relazione agli effetti sul parto (vedi sezione 5.3).

Il didrogesterone è secreto nel latte materno: un rischio per il neonato allattato al seno non può pertanto essere escluso. Il didrogesterone non deve essere impiegato durante l'allattamento.

Non vi è evidenza che il didrogesterone diminuisca la fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina.

Il didrogesterone induce effetti nulli o insignificanti sulla capacità di guidare o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina.

Nel corso di studi clinici e/o dopo la commercializzazione sono stati osservati gli effetti indesiderati di seguito riportati.

Classificazione Organo Sistema (MedDRA) Comuni >1/100, < 1/10 Non comuni >1/1.000, < 1/100 Rari > 1/10.000, < 1/1.000 Molto rari <1/10.000 incluse segnalazioni isolate
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità
Patologie del sistema nervoso Emicrania/ cefalea
Patologie epatobiliari Alterazioni nella funzionalità epatica (con ittero, astenia o malessere, e dolore addominale)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni allergiche cutanee (ad es. rash, prurito, orticaria) Angioedema
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Sanguinamenti interciclo Dolore /tensione mammaria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Edema

Altre reazioni avverse segnalate dopo la commercializzazione, associate al trattamento con didrogesterone di frequenza non nota:

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

- aumento della dimensione delle neoplasie progestinico-dipendenti (ad es.meningioma)

(vedi sezione 4.3 Controindicazioni)

Disturbi psichiatrici

Effetti indesiderati associati ad un trattamento estro-progestinico (vedi anche sezione 4.4 "Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego"):

- Iperplasia e carcinoma endometriale

04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina.

Ci sono pochi dati disponibili relativi al sovradosaggio nell'uomo. Il didrogesterone risulta ben tollerato dopo somministrazione orale ( il massimo dosaggio somministrato equivale a 360 mg). Non sono mai stati segnalati sintomi anche in caso di sovradosaggio. Se venisse identificato un notevole sovradosaggio durante le prime due-tre ore e un trattamento risultasse opportuno, si può procedere con la lavanda gastrica. Non esistono specifici antidoti e il trattamento deve essere di tipo sintomatico.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina.

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina.

Categoria farmacoterapeutica: Sistema genito-urinario ed ormoni sessuali.

Codice ATC: G03DB01

Il didrogesterone è un progestinico (orale) selettivo che appartiene agli steroidi con 21 atomi di carbonio.

Gli effetti progestinici del didrogesterone si esercitano quasi esclusivamente sull'endometrio, la vagina e la mucosa cervicale.

A differenza del progesterone il Dufaston alle posologie raccomandate non blocca l'ovulazione, non deprime la secrezione follicolinica né quella del corpo luteo.

Il didrogesterone e i suoi metaboliti non sono termogenici.

Il didrogesterone non ha attività androgenica (non presenta alcun rischio di mascolinizzazione sul feto femmina e non sono mai stati evidenziati segni di virilizzazione nelle donne trattate), estrogenica, anabolizzante o corticoide.

Nelle donne nel periodo peri e postmenopausale, la terapia sostitutiva con estrogeni porta ad una continua stimolazione dell'endometrio. Il didrogesterone, quando somministrato ciclicamente in un utero precedentemente stimolato da estrogeni, produce una trasformazione secretoria dell'endometrio, proteggendo così l'endometrio dall'aumento di rischio di iperplasia e/o di carcinoma endometriale provocato dagli estrogeni. A differenza dei progestinici con spiccata attività androgenica, il didrogesterone non influenza le concentrazioni plasmatiche di lipidi e lipoproteine, mantenendo inalterati gli effetti positivi indotti dagli estrogeni su tali parametri.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina.

Dopo la somministrazione orale di didrogesterone marcato, in media il 63% della dose è eliminata con l'urina. L'escrezione è completa entro le 72 ore.

Il didrogesterone è completamente metabolizzato. Il principale metabolita del didrogesterone è il 20 alfa-didro-didrogesterone (DHD) ed è rintracciabile nell'urina per lo più sotto forma di glucuronide. Una caratteristica comune di tutti i metaboliti individuati è la ritenzione della configurazione 4,6 diene-3-one del componente originale e l'assenza di 17alfa-idrossilazione. Questo spiega la mancanza di attività estrogenica ed androgenica del didrogesterone.

Dopo la somministrazione orale del didrogesterone, le concentrazioni plasmatiche del DHD sono sostanzialmente più alte, se rapportate al farmaco di partenza. L'AUC e il Cmax del DHD rispetto al didrogesterone sono nell'ordine di 40 e 25 volte rispettivamente.

Il didrogesterone è assorbito rapidamente. I valori del Tmax di didrogesterone e DHD variano tra le 0,5 e 2,5 ore. La durata media dell'emivita di eliminazione del didrogesterone e del DHD varia rispettivamente dalle 5 alle 7, e dalle 14 alle 17 ore.

Diversamente dal progesterone naturale, il didrogesterone non è escreto nell'urina sotto forma di pregnandiolo. Rimane quindi possibile analizzare la produzione endogena di progesterone basandosi sull'escrezione urinaria del pregnandiolo. Non ci sono interazioni farmacocinetiche tra estradiolo e didrogesterone.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina.

Studi condotti sull'animale indicano assenza di effetti indesiderati diretti o indiretti sulla gravidanza o sullo sviluppo embrionale/fetale o postnatale.

Dati limitati di sicurezza sull'animale, suggeriscono che il didrogesterone ritarda il parto, effetto in linea con la sua attività progestinica.

Il didrogesterone è stato utilizzato in diversi modelli animali dimostrando di possedere una bassa tossicità e di non avere proprietà mutagene o cancerogene.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina.

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina.

Nucleo:

lattosio, ipromellosa, amido di mais, silice colloidale, magnesio stearato.

Film di rivestimento: Opadry bianco Y-1-7000 [ipromellosa, Macrogol 400, biossido di titanio (E171)].

06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina.

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina.

5 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina.

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina.

Blister, astuccio da 14 o da 42 compresse rivestite con film da 10 mg.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina.

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina.

Solvay Pharmaceuticals B.V. Weesp - Paesi Bassi.

Rappresentante per la vendita per l'Italia:

SOLVAY PHARMA SpA, via della Libertà n. 30 - 10095 Grugliasco (TO).

08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina.

14 compresse rivestite con film da 10 mg. AIC n. 020008052.

42 compresse rivestite con film da 10 mg. AIC n. 020008049.

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina.

20-12-88 / 31-05-2005

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina.

Gennaio 2008

 

 

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Ultimo aggiornamento: 07/05/2012.
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