CARBOPLATINO TEVA
Flaconi contenenti 50 mg, 150 mg, 450 mg e 600 mg di carboplatino (cis-diamino (1,1.
ciclobutandicarbossilato)platino) in soluzione da 10 mg/ml.
Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1.
Concentrato per soluzione per infusione.
Carboplatino 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione è una soluzione chiara, da incolore a leggermente gialla, libera da particelle.
Carboplatino è indicato nel trattamento di:
Carcinoma epiteliale dell’ovaio in fase avanzata in:
primascelta secondascelta, dopo il fallimento d’altri chemioterapici; Carcinoma del polmone a piccole cellule, in associazione ad altri agenti chemioterapici.
Carboplatino deve essere somministrato
solo per via endovenosa.
In pazienti adulti non pre-trattati e con funzionalità
renale normale, il dosaggio di Carboplatino consigliato è di 400 mg/m2
in unica dose per infusione endovenosa lenta (da 15 a 60 minuti).
Ulteriori cicli non devono essere
ripetuti prima di quattro settimane.
Una riduzione del dosaggio iniziale
pari a 20-25% è consigliabile nei pazienti con fattori di rischio quali
precedenti trattamenti mielosoppressori o precario stato generale (ECOG-Zubrod
2-4 o Karnofsky inferiore a 80).
Durante i cicli iniziali di trattamento
con Carboplatino, al fine di effettuare i successivi adeguamenti di dosaggio,
si consiglia di determinare il nadir ematologico con controlli settimanali della
crasi ematica.
Funzionalità renale compromessaI pazienti con valori di clearance
della creatinina inferiori a 60 ml/min.
sono a maggior rischio di grave
mielosoppressione.
Per il miglior uso di carboplatino in
pazienti con funzionalità renale compromessa occorre effettuare adeguati
aggiustamenti del dosaggio e frequente monitoraggio dei nadir ematologici,
degli elettroliti e della funzionalità renale.
L’insorgenza di grave leucopenia,
neutropenia o trombocitopenia può essere controllata con il seguente schema
posologico: 250 mg/m2 e.v., in 1^
giornata, in pazienti con valori basali di clearance della creatinina fra 41 e
59 ml/min.
200 mg/m2 e.v., in 1^
giornata, in pazienti con valori basali di clearance della creatinina fra 16 e
40 ml/min.
Carboplatino non deve essere
somministrato a pazienti con valori della clearance della creatinina = 20
ml/min.
Dosaggio consigliato in relazione
all’AUC
Alternativamente la dose iniziale può
essere calcolata usando la formula di Calvert.
Questa è basata sulla funzionalità renale (Percentuale di Filtrazione
Glomerulare - GFR).
Di conseguenza si riduce il rischio di sottodosaggio o
sovradosaggio dovuto a differenze individuali della funzionalità renale.
Formula di Calvert: Dose totale (mg) =
(target AUC*) x (GFR + 25).
Nota: Con la formula di Calvert la dose
totale di carboplatino è calcolata in mg e non in mg/m2- * target AUC chemioterapia
proposta stato di pre-trattamento
| 5-7 mg/ml min. Carboplatino in monoterapia | nessuna terapia precedente |
| 4-6 mg/ml min. Carboplatino in monoterapia | terapia precedente |
| 4-6 mg/ml min. Carboplatino+ciclofosfamide | nessuna terapia precedente |
> La formula di Calvert non deve essere
usata in pazienti precedentemente trattati con uno dei seguenti schemi
terapeutici: mitomicina C nitrosourea doxorubicina/ciclofosfamide/cisplatino
in polichemioterapia polichemioterapia che includa 5 o più
agenti citostatici radioterapia maggiore o uguale a 5000
rad su un’area di 20 x 20 cm o più.
Diminuzione della conta piastrinica e
neutrofilaLa terapia può essere aumentata del 25%
neipazienti che non hanno evidenziato tossicità ematologica (cioè conta
piastrinica e neutrofila al di sopra di 100.000 e 2-000/mm3,
rispettivamente) con la precedente dose di carboplatino in monoterapia o in
associazione (per es.
Ciclofosfamide).
Non si richiede aggiustamento del
dosaggio in regime di monoterapia o in associazione nei pazienti che hanno
manifestato solo una tossicità ematologica da lieve a moderata (cioè conta
piastrinica o neutrofila di 50.000-100.000 o 500-2-000/mm3,
rispettivamente).
Si deve prendere in considerazione
l’eventualità di ridurre del 25% il dosaggio di carboplatino in monoterapia o
in associazione nei pazienti che hanno evidenziato tossicità ematologica da
moderata a grave (cioè conta piastrinica o neutrofila al di sotto di 50.000 o
500/mm3, rispettivamente).
La seguente tabella riporta un
riassunto di questi aggiustamenti di dosaggio.
Piastrine Neutrofili
Aggiustamento del dosaggio (dal precedente trattamento)
| Maggiore di 100.000 | Maggiore di 2-000 | 125% |
| 50.000-100.000 | 500-2-000 | Nessun cambiamento |
| Meno di 50.000 | Meno di 500 | 75% |
Terapia d’associazionePer il miglior uso di Carboplatino in
associazione ad altri farmaci mielosoppressori occorre effettuare adeguamenti
di dosaggio in base allo schema polichemioterapico adottato.
Uso in pediatriaNon sono disponibili sufficienti dati
per consigliare dosi specifiche di Carboplatino in campo pediatrico.
Uso in geriatria (più di 65 anni)In base alle condizioni fisiche del
paziente possono rendersi necessari adeguamenti del dosaggio sia inizialmente
sia nel proseguimento della terapia.
DiluizioneIl prodotto può
essere diluito con glucosio al 5% o con sodio cloruro allo 0,9% in acqua per
preparazioni iniettabili a concentrazioni di 0,5 mg/ml (500 mcg/ml).
Carboplatino è controindicato in pazienti con grave insufficienza renale pre-esistente (clearance della creatinina = 20 ml/minuto).
Carboplatino non deve essere somministrato a pazienti con grave mielosoppresione.
E’ inoltre controindicato nei pazienti che abbiano manifestato gravi reazioni allergiche al carboplatino o ad altri farmaci contenenti platino, o al mannitolo.
Carboplatino è controindicato in pazienti con tumori emorragici.
Carboplatino deve essere somministrato da personale specializzato nell’uso di farmaci citotossici.
La mielosoppressione di Carboplatino è strettamente correlata alla sua clearance renale:
i pazienti con alterata funzionalità renale o in terapia concomitante con altri farmaci potenzialmente nefrotossici possono presentare una mielotossicità più grave e prolungata.
Pertanto, prima e durante la terapia con questo farmaco occorre valutare accuratamente la funzionalità renale.
I cicli con Carboplatino, normalmente, non devono essere ripetuti più di una volta al mese.
La somministrazione di Carboplatino può causare trombocitopenia, leucopenia ed anemia.
Un frequente controllo della crasi ematica è consigliato, quindi, durante e dopo la terapia.
In polichemioterapia, l’associazione di Carboplatino con altri farmaci mielosoppressori deve essere valutata attentamente, in particolare per quanto riguarda i dosaggi ed i tempi di somministrazione, al fine di minimizzare gli effetti tossici cumulativi.
Nei casi di grave mielosoppressione può rendersi necessaria una trasfusione di sangue di supporto.
Carboplatino può causare nausea e vomito.
Il trattamento profilattico con antiemetici e la somministrazione più lenta del farmaco si sono dimostrati efficaci nella riduzione dell’incidenza e della gravità di questi sintomi.
Carboplatino può determinare alterazione della funzionalità renale.
Pur non essendo stata sufficientemente documentata l’evidenza di nefrotossicità, si sconsiglia di effettuare trattamenti concomitanti con aminoglucosidi o altri composti nefrotossici.
Come per gli altri composti a base di platino, sono state riportate reazioni allergiche dovute a carboplatino.
Queste possono insorgere entro alcuni minuti dalla somministrazione del farmaco e, in tal caso, devono essere trattate con terapia idonea.
Possono anche verificarsi reazioni simil-anafilattiche come per gli altri composti a base di platino.
Sono stati riportati effetti neurotossici, specialmente in pazienti con più di 65 anni e/o pazienti trattati precedentemente con cisplatino.
E’ stata pure evidenziata una relazione tra disturbi visivi transitori e dosaggi molto alti in pazienti con funzionalità renale compromessa.
La potenziale attività cancerogena di Carboplatino non è stata accertata, ma composti con meccanismo d’azione e mutagenesi simili si sono dimostrati cancerogeni.
Devono essere monitorati attentamente la conta delle cellule periferiche, la funzionalità renale ed epatica e gli elettroliti sierici.
Non sono state accertate la sicurezza e l’efficacia di carboplatino in pediatria.
Precauzioni:
La crasi ematica e la funzionalità renale debbono essere monitorate accuratamente.
Si consiglia di effettuare un controllo dei valori ematici all’inizio della terapia e poi settimanalmente, per stabilire il nadir ematologico in base al quale saranno modificate le dosi successive.
Occorre inoltre eseguire regolarmente controlli neurologici.
In caso di ripristino prolungato di leucociti e piastrine, la terapia con Carboplatino non deve ricominciare fino a quando non siano state raggiunte una conta leucocitaria = 2.000/ml ed una conta piastrinica = 100.000/ml.
La somministrazione di farmaci nefrotossici e/o ototossici (cioè aminoglucosidi e diuretici dell’ansa) durante il trattamento con carboplatino può aumentare la tossicità del farmaco dell’organo bersaglio.
La somministrazione concomitante di carboplatino e composti che possono formare complessi deve essere evitata, in quanto teoricamente l’effetto antineoplastico del carboplatino potrebbe risultare diminuito.
Comunque, sia negli animali che nell’uomo, gli effetti antineoplastici del carboplatino non sono stati influenzati dal dietiltiocarbamato.
E’ stato riportato un abbassamento del livello sierico della fenitoina a seguito di somministrazione concomitante di carboplatino e fenitoina.
Carboplatino può causare danni fetali/embrionali se somministrato a donne gravide.
In molti modelli sperimentali, Carboplatino ha mostrato potere teratogeno, embriotossico e mutageno.
Di conseguenza, si deve consigliare a tutte le pazienti in età fertile l’impiego, durante la terapia, di un metodo contraccettivo per se stesse e/o per il proprio partner.
I pazienti maschi devono continuare a far uso del contraccettivo per almeno sei mesi dopo la terapia.
Le donne che sono incinte o restano incinte durante la terapia, devono essere informate circa le conseguenze genetiche.
Non è noto se Carboplatino sia escreto con il latte materno.
Non potendo escludere la possibilità di tossicità nei bambini in allattamento, derivante dal trattamento con carboplatino della madre, si consiglia di interrompere l’allattamento al seno.
Carboplatino può causare nausea e vomito, compromettendo quindi indirettamente la capacità di guidare e l’uso di macchinari.
L’incidenza degli effetti collaterali, riportata di seguito, è basata su dati cumulativi e riferita ad un elevato numero di pazienti con diverse caratteristiche prognostiche prima del trattamento.
Tossicità ematologica:
La mielosoppressione rappresenta l’effetto tossico dose-limitante.
La somministrazione di Carboplatino, in monoterapia, ai massimi dosaggi consentiti, ha determinato trombocitopenia in circa un terzo dei pazienti con valori di piastrine inferiori a 50 x 109/l.Il nadir si è generalmente verificato tra il 14° e il 21° giorno, con regressione entro 35 giorni dall’inizio della terapia.
In circa il 20% dei pazienti si è osservata anche leucopenia (< 2.000/ml), ma la sua regressione dal giorno del nadir (tra il 14° e il 28°) può essere più lenta ed in genere avviene entro 42 giorni dall’inizio della terapia.
Una diminuzione dell’emoglobina è stata osservata molto comunemente (> 1 in 10).
Nei pazienti con funzionalità renale alterata, precario stato fisico generale, età superiore ai 65 anni e già pre-trattati con chemioterapia intensiva, la mielosoppressione può essere più grave e può protrarsi per un periodo di tempo più prolungato.
La mielosoppressione può inoltre essere aggravata dall’associazione di carboplatino con altri farmaci mielotossici.
Somministrando Carboplatino in monochemioterapia, ai dosaggi e con le modalità consigliate, la mielosoppressione è generalmente reversibile e non cumulativa.
Occasionalmente sono state anche riportate complicanze di tipo infettivo ed emorragico in genere di lieve intensità.
Si sono verificati singoli casi di neutropenia febbrile, infezioni ed emorragie di particolare gravità.
Nefrotossicità:
Nei pazienti trattati con Carboplatino generalmente la tossicità renale non è dose-limitante, nè necessita d’accorgimenti preventivi come l’idratazione o la diuresi forzata.
Possono comunque verificarsi aumento dell’azotemia o della creatininemia in circa il 15% dei pazienti senza un programma di idratazione o di diuresi forzata.
Si può altresì verificare un’alterata funzionalità renale con una diminuzione della clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min.
In pazienti con funzionalità renale alterata prima del trattamento con Carboplatino, l’incidenza e la gravità della nefrotossicità possono aumentare.
Benché non sia stato chiarito se un adeguato schema d’idratazione possa ovviare a tali effetti, è necessaria la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento, in presenza di funzionalità renale moderatamente compromessa (clearance della creatinina da 41 a 59 ml/min) o di un’alterazione grave (21.40 ml/min).
Carboplatino è controindicato in pazienti con una clearance della creatinina uguale o inferiore a 20 ml/min.
Dopo trattamento con Carboplatino è stata riportata una diminuzione degli elettroliti plasmatici (magnesio, potassio, sodio e raramente calcio), d’intensità tale da non provocare sintomi clinicamente rilevabili.
Iperuricemia E’ stata osservata in circa un quarto dei pazienti.
I livelli sierici di acido urico possono essere diminuiti con allopurinolo.
Tossicità gastrointestinale:
In circa un quarto dei pazienti trattati con Carboplatino si è osservata nausea senza emesi; l’emesi invece si è manifestata in circa la metà dei pazienti.
In circa un terzo dei casi, l’emesi è risultata d’intensità severa.
Nausea ed emesi generalmente scompaiono entro 24 ore dal trattamento e normalmente rispondono o possono essere prevenute dai farmaci antiemetici.
Un quarto dei pazienti non ha manifestato né nausea né emesi.
Dolori gastrointestinali, diarrea e costipazione sono stati riportati, rispettivamente nel 17%, 6% e 4% dei pazienti.
Sono stati riportati alcuni casi di anoressia.
Reazioni allergiche:
Raramente si sono osservate reazioni allergiche al Carboplatino.
Analogamente a quanto osservato dopo somministrazione d’altri composti contenenti platino, si sono manifestati:
rash eritematoso, febbre senza causa apparente e prurito; si sono verificati singoli casi di broncospasmo, ipotensione e shock anafilattico che hanno richiesto trattamenti adeguati (epinefrina, antistaminici, corticosteroidi).
Ototossicità:
Benché nel 15% dei pazienti trattati con Carboplatino sia stata osservata una diminuzione subclinica dell’udito, con perdita della percezione delle alte frequenze (4000-8000 Hz) documentata dall’audiogramma, solo l’1% dei pazienti ha presentato una sintomatologia clinica costituita nella maggior parte dei casi da tinnitus.
In pazienti con alterazioni dell’udito conseguente a un precedente trattamento con Cisplatino può verificarsi una persistenza o peggioramento del disturbo dopo il trattamento con Carboplatino.
Si è verificata una consistente perdita dell’udito in bambini trattati con Carboplatino ad alte dosi e in associazione ad altri farmaci ototossici.
Neurotossicità:
L’incidenza delle neuropatie periferiche dopo trattamento con Carboplatino è del 6%.
Nella maggior parte dei casi la neurotossicità è limitata a parestesie e diminuzione dei riflessi tendinei profondi.
La frequenza e l’intensità di questi effetti collaterali aumenta nei pazienti al di sopra dei 65 anni precedentemente trattati con Cisplatino.
Le parestesie presenti prima dell’inizio del trattamento con Carboplatino, in particolare se correlate al precedente uso di Cisplatino, possono persistere o aggravarsi in corso di terapia con Carboplatino.
Tossicità Oculare:
A seguito della terapia con derivati del platino sono stati riportati rari casi di disturbi transitori della vista e transitoria perdita della visione.
Essi si manifestano più frequentemente in pazienti con insufficienza renale, trattati con alti dosaggi.
Altre reazioni:
In circa un terzo dei pazienti con valori basali normali l’uso di Carboplatino ha indotto alterazione dei test di funzionalità epatica (di gravità da lieve a moderata).
Aumenti dei valori di fosfatasi alcalina sono stati osservati più frequentemente rispetto ad alterazioni dei valori di SGPT, SGOT e bilirubinemia totale.
Nella maggior parte dei casi queste alterazioni regrediscono spontaneamente durante il trattamento.
Sono stati riportati danni epatici gravi (inclusa la necrosi epatica acuta) dopo somministrazione di dosi di Carboplatino maggiori di quelle consigliate.
In rari casi sono stati osservati alterazione del gusto, alopecia, febbre e brividi senza evidenza d’infezione.
Sono stati riportati rari casi di metastasi maligne in seguito a somministrazione di carboplatino in monoterapia o in politerapia (non è stata comprovata la relazione causale).
Sono stati pure riportati rari casi di sindrome uremica emolitica.
Sono stati riportati rari casi di effetti collaterali a livello cardiovascolare (attacco cardiaco, embolia) e a livello cerebrovascolare (apoplessia) di cui non è stata comprovata la relazione causale.
Sono stati pure riportati singoli casi di ipertensione.
Sono state riportate reazioni nel sito dell’iniezione, quali dolore, eritema, edema e necrosi, orticaria.
Si possono verificare anche casi di anormalità elettrolitica.
Non sono noti antidoti per il sovradosaggio da Carboplatino; ogni cautela possibile deve essere presa per evitare un sovradosaggio.
Nessun sovradosaggio si è verificato durante gli studi clinici.
Le complicazioni dovute al sovradosaggio potrebbero essere correlate a mielosoppressione ed insufficienza renale e/o epatica.
Un sovradosaggio eventuale di Carboplatino potrà essere associato a danno renale.
Nel caso in cui si dovessero verificare fenomeni di tossicità dovuta al farmaco dovranno essere assunti immediatamente adeguati provvedimenti sintomatici.
L01XA 02:
Citostatici - antineoplastici ed immunosoppressori, composti di platino.
Il Carboplatino ha proprietà biochimiche simili a quelle del Cisplatino determinando prevalentemente legami crociati interelicoidali e intraelicoidali del DNA.
Nell’uomo si osserva dopo somministrazione di Carboplatino, un rapporto lineare tra dose e concentrazione plasmatica del Platino totale e di quello libero ultra filtrabile.
Analoga linearità è stata dimostrata tra le concentrazioni plasmatiche verso l’ AUC/tempo del Platino totale.
Dosi ripetute per 4 giorni consecutivi non hanno prodotto accumulo plasmatico di platino.
Nell’uomo la somministrazione di Carboplatino ha determinato valori di emivita terminale del platino libero ultrafiltrabile e del Carboplatino, rispettivamente di circa 6 e 1,5 ore.
Durante la fase iniziale, la maggior parte del platino libero ultrafiltrabile è presente come Carboplatino.
L’emivita terminale del platino totale nel plasma è di 24 ore.
Circa l’87% del Platino plasmatico si lega alle proteine entro 24 ore dalla somministrazione.
Il Carboplatino è escreto principalmente con le urine con un recupero approssimativamente del 70% della dose di Carboplatino somministrata entro le 24 ore.
La maggior parte del farmaco è escreto nelle prime 6 ore.
La clearance corporea totale e la clearance renale del platino libero ultrafiltrabile sono in rapporto con la filtrazione glomerulare ma non con la secrezione tubulare.
Negli animali si sono verificati sintomi di tossicità acuta consistenti in emesi, anoressia, adipsia, cambiamenti posturali, difficoltà respiratoria e diarrea.
Si sono verificati inoltre sintomi di tossicità a lungo termine includendo mielosoppressione, depressione del sistema immunitario, necrosi della mucosa del sistema gastrointestinale, riduzione del peso corporeo, innalzamento dei livelli degli enzimi del fegato e del sangue, azotemia, sanguinamento, infezioni batteriche, bronchiti, danni della retina, moderata ototossicità e danni renali.
Carboplatino induce effetti citogenetici con probabile attività mutagena/carcinogena.
Riproduzione e teratologia:
tossicità dose dipendente è statao sservata nella madre e nel feto.
Sono state osservate alterazioni fetali comprendenti alterazioni del peso e della lunghezza del corpo, aumenti dell’incidenza e della gravità delle anomalie allo scheletro e agli organi interni.
A dosi maggiori di 4 mg/kg/die, sono stati osservati numerosi aborti spontanei e gravi malformazioni dello scheletro nei feti sopravvissuti.
Mannitolo, acqua per preparazioni iniettabili.
Il Carboplatino non deve essere miscelato con altri prodotti ad eccezione di quelli specificati al punto 4.2 “Diluizione”.
Il prodotto non deve essere somministrato con set di perfusione, siringhe e/o aghi contenenti alluminio.
L’attività antineoplastica ne risulterebbe ridotta.
2 anni.
Dopo la prima apertura La soluzione deve essere usata immediatamente e in dose singola.
Dopo ricostituzione, diluizione Se la ricostituzione/diluizione è condotta in condizioni asettiche convalidate e in casi giustificati, il prodotto può essere conservato al massimo per 24 ore (2° - 8° C).
Conservare a temperatura non superiore ai 25° C.
Conservare nella confezione originale.
Diluizione:
il prodotto può essere diluito con soluzione p.p.i.
di glucosio al 5%, oppure con soluzione p.p.i.
di cloruro di sodio allo 0,9% fino a concentrazioni di 0,5 mg/ml (500 mcg/ml).
Se diluito correttamente, la soluzione di Carboplatino deve essere usata entro 3 ore se conservata a temperatura ambiente (15°- 25° C) ed al riparo dalla luce, o entro 24 ore, se conservata alla temperatura tra 2°-8° C e se la diluizione è stata effettuata in condizioni asettiche convalidate.
Poiché la formulazione non contiene conservanti antibatterici si raccomanda di eliminare la soluzione di Carboplatino dopo 3 ore dal momento della diluizione, se conservata a temperatura ambiente e protetta dalla luce, o dopo 24 ore, se conservata refrigerata (2° - 8° C).
Il prodotto è in dose singola.
Flaconcino in vetro ambrato (USP tipo I), con tappo grigio in clorobutile rivestito di teflon nero e ghiera di alluminio.
Flaconi da 5 ml, 15 ml, 45 ml e 60 ml contenenti 10 mg/ml di Carboplatino.
Confezioni:
1 e 10 flaconcini da 5 ml 1 e 10 flaconcini da 15 ml 1 flaconcino da 45 ml 1 flaconcino da 60 ml
La soluzione deve essere controllata visivamente prima dell’uso.
Linee guida per una corretta manipolazione di agenti anti-neoplastici:
1.
Il farmaco deve essere manipolato da personale qualificato.
2.
La manipolazione deve essere effettuata in un’area dedicata.
3.
Devono essere usati guanti protettivi.
4.
Precauzioni devono essere prese al fine di evitare che il farmaco venga accidentalmente a contatto con gli occhi.
Nel caso questo accadesse, lavare con acqua e/o soluzione salina.
5.
I farmaci citotossici non devono essere manipolati da personale in stato di gravidanza accertata o presunta.
6.
Si devono osservare precauzioni particolari nell’eliminare siringhe, aghi etc.
usati per la ricostituzione di farmaci citotossici.
L’eccesso di materiale solido di scarto deve essere smaltito mettendolo in sacchi di polietilene doppiamente sigillati e posti nell’inceneritore a temperatura di 1000° C.
Il materiale di scarto liquido deve essere risciacquato con quantità abbondante di acqua.
Diluizione:
ND
Aghi a foro largo vengono raccomandati per ridurre al minimo la pressione e la possibile formazione di aria.
Quest’ultima può essere anche ridotta con l’uso di aghi a tiraggio.
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO Teva Pharma BV - Industrieweg 23, P.O.
Box 217, 3640 AE Mijdrecht (Olanda) Rappresentante Esclusivo per la vendita in Italia Teva Pharma Italia S.r.l.
– Viale G.
Richard, 7 – 20143 Milano 08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO Carboplatino Teva 1 flaconcino 50 mg/5 ml - A.I.C.
034347017/M Carboplatino Teva 10 flaconcini 50 mg/5 ml - A.I.C.
034347029/M Carboplatino Teva 1 flaconcino 150 mg/15 ml - A.I.C.
034347031/M Carboplatino Teva 10 flaconcini 150 mg/15 ml - A.I.C.
034347043/M Carboplatino Teva 1 flaconcino 450 mg/45 ml - A.I.C.
034347056/M Carboplatino Teva 1 flaconcino 600 mg/60 ml - A.I.C.
034347068/M
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22.07.1999
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01/04/2005
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