Bondronat 2 mg concentrato per soluzione per infusione
Un flaconcino da 2 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 2 mg di acido ibandronico (pari a 2,25 mg di acido ibandronico, sale monosodico, monoidrato).
Eccipienti:
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Concentrato per soluzione per infusione.
Soluzione limpida e incolore
Bondronat è indicato per: - Prevenzione degli eventi scheletrici (fratture patologiche, complicanze ossee che richiedono l’uso della radioterapia o della chirurgia) in pazienti affette da tumore della mammella e metastasi ossee. - Trattamento dell’ipercalcemia indotta da tumori con o senza metastasi.
La terapia con Bondronat deve essere iniziata solamente da medici esperti nel trattamento dei tumori.
Per somministrazione endovenosa.
Solo per dose singola.
La soluzione deve essere usata solo se si presenta limpida e priva di particelle.
Prevenzione degli eventi scheletrici in pazienti affette da cancro alla mammella e metastasi ossee Il dosaggio raccomandato per la prevenzione degli eventi scheletrici in pazienti affette da cancro alla mammella e metastasi ossee è di 6 mg per iniezione endovenosa somministrati ogni 3.4 settimane.
La dose deve essere infusa nell’arco di almeno 15 minuti.
Per l’infusione, il contenuto del(dei) flaconcino(i) deve essere aggiunto solamente a 100 ml di soluzione fisiologica di cloruro di sodio o 100 ml di una soluzione al 5% di glucosio.
Un tempo di infusione inferiore (ad es.
15 minuti) deve essere utilizzato solamente in pazienti con una funzionalità renale normale o con insufficienza renale lieve.
Non vi sono dati disponibili che sostengano l’utilizzo di un tempo di infusione inferiore nei pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min.
I medici devono consultare il paragrafo Pazienti con insufficienza renale (paragrafo 4.2) per le raccomandazioni relative al dosaggio e alla somministrazione del farmaco in questa popolazione di pazienti.
Trattamento dell’ipercalcemia indotta da tumori Prima del trattamento con Bondronat il paziente deve essere adeguatamente reidratato con 9 mg/ml di cloruro di sodio (0,9%).
Vanno considerati sia la gravità dell’ipercalcemia sia il tipo di tumore.
In generale, pazienti con metastasi osteolitiche richiedono dosi inferiori rispetto ai pazienti con ipercalcemia di tipo umorale.
Nella maggior parte dei pazienti con grave ipercalcemia (calcemia corretta per i valori di albumina* 3 mmol/l o 12 mg/dl), 4 mg costituiscono una dose adeguata, come singola somministrazione.
Nei pazienti con moderata ipercalcemia (calcemia corretta per i valori di albumina
<3 mmol/l o <12 mg/dl), 2 mg costituiscono un dosaggio efficace.
La più alta dose usata negli studi clinici è stata di 6 mg, ma questo dosaggio non determina un ulteriore beneficio in termini di efficacia.
* Si noti che le concentrazioni di calcio plasmatiche corrette per i valori di albumina sono calcolate come segue:
Calcemia [mmol/l] corretta per i valori di albumina Calcemia [mg/dl] corretta per i valori di albumina = calcemia [mmol/l] - [0,02 × valori di albumina (g/l)] + 0,8 Oppure = calcemia [mg/dl] + 0,8 x [4 - valori di albumina (g/dl)] Per convertire i valori di calcemia corretta per i valori di albumina da mmol/l a mg/dl, moltiplicare per 4.
Nella maggior parte dei casi un’aumentata calcemia può venire riportata a valori normali entro 7 giorni.
Il tempo mediano della ricaduta (reincremento della calcemia corretta per i valori di albumina superiore a 3 mmol/l) è stato di 18.19 giorni per le dosi di 2 mg e 4 mg.
Per la dose di 6 mg il tempo mediano della ricaduta è stato di 26 giorni.
Un numero limitato di pazienti (50 pazienti) ha ricevuto una seconda infusione per il ripresentarsi dell’ipercalcemia.
Sono possibili trattamenti ripetuti in caso di ipercalcemia ricorrente o per insufficiente efficacia.
Bondronat concentrato per soluzione per infusione deve essere somministrato come infusione endovenosa.
A questo scopo, il contenuto dei flaconcini va aggiunto a 500 ml di soluzione fisiologica di cloruro di sodio (o 500 ml di una soluzione al 5% di destrosio) e infuso nell’arco di due ore.
Poichè una involontaria somministrazione endoarteriosa di preparati non espressamente raccomandati per questo scopo o una somministrazione paravenosa possono provocare danni tissutali, bisogna assicurarsi che Bondronat concentrato per soluzione per infusione venga somministrato per via endovenosa.
Pazienti con insufficienza epatica Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Pazienti con insufficienza renale Nelle pazienti con insufficienza renale di vari gradi non vi sono evidenze di una riduzione della tollerabilità associata ad una aumentata esposizione a ibandronato.
Inoltre, per la prevenzione degli eventi scheletrici in pazienti affette da tumore della mammella e metastasi ossee si raccomandano le seguenti modalità di somministrazione:
Clearance della creatinina (ml/min) Dosaggio/tempo di infusione1 Volume di infusione2 ≥ 50 6 mg/15 minuti 100 ml 30 ≤ CLcr
< 50 6 mg/1 ora 500 ml < 30 2 mg/1 ora 500 ml 1 Somministrazione ogni 3.4 settimane 2 Soluzione allo 0,9% di cloruro di sodio o soluzione al 5% di glucosio Il tempo di infusione di 15 minuti non è stato studiato in pazienti affette da tumore con una clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min.
Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose.
Bambini e adolescenti Bondronat non è raccomandato in pazienti di età inferiore ai 18 anni a causa di insufficienti dati sulla sicurezza e sull’efficacia.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Fare attenzione nel caso di pazienti con accertata ipersensibilità ad altri bifosfonati.
Bondronat non deve essere utilizzato nei bambini.
Gli studi clinici non hanno dimostrato evidenze di deterioramento della funzionalità renale durante la terapia a lungo termine con Bondronat.
Nondimeno, in accordo con la valutazione clinica del singolo paziente, si raccomanda che la funzionalità renale e i livelli serici di calcio, fosfato e magnesio siano controllati nei pazienti trattati con Bondronat.
Poichè non sono disponibili dati clinici, non possono essere raccomandati i dosaggi per pazienti con grave insufficienza epatica.
L’iperidratazione va evitata nei pazienti a rischio di insufficienza cardiaca.
L’ipocalcemia e gli altri disturbi del metabolismo osseo e minerale devono essere trattati efficacemente prima di iniziare la terapia con Bondronat per la malattia metastatica ossea.
È importante un’adeguata assunzione di calcio e vitamina D in tutti i pazienti.
I pazienti devono ricevere un supplemento di calcio e/o vitamina D se l’assunzione con gli alimenti è inadeguata.
L’osteonecrosi della mandibola, generalmente associata a estrazioni dentarie e/o infezioni locali (compresa l'osteomielite), è stata segnalata in pazienti con tumore trattati principalmente con bifosfonati somministrati per via endovenosa.
La maggior parte di questi pazienti era anche in trattamento con chemioterapia e corticosteroidi.
L’osteonecrosi della mandibola è stata riportata anche in pazienti con osteoporosi trattati con bifosfonati orali.
Si deve considerare una visita odontoiatrica con un'appropriata profilassi dentale prima del trattamento con bifosfonati in pazienti con concomitanti fattori di rischio (ad es.
tumore, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale).
Durante il trattamento, questi pazienti devono evitare, ove possibile, procedure odontoiatriche invasive.
Nei pazienti che sviluppano l’osteonecrosi della mandibola durante il trattamento con bifosfonati, la chirurgia dentale può peggiorare la condizione.
Per i pazienti che necessitano di cure dentistiche, non vi sono dati disponibili che indichino se la sospensione del trattamento con bifosfonati riduce il rischio di osteonecrosi della mandibola.
Il giudizio clinico del medico curante deve essere alla base della gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
Bondronat non deve essere miscelato con soluzioni contenenti calcio.
Non si è osservata alcuna interazione quando Bondronat è stato somministrato contemporaneamente a melfalan/prednisolone in pazienti affetti da mieloma multiplo.
Altri studi di interazione in donne in postmenopausa hanno dimostrato l’assenza di ogni potenziale interazione con tamoxifen o terapia ormonale sostitutiva (estrogeni).
Per quanto riguarda l’eliminazione, non sono probabili interazioni farmacologiche di rilevanza clinica.
L’acido ibandronico è eliminato solamente per secrezione renale e non soggiace ad alcuna biotrasformazione.
La via secretoria non sembra comprendere sistemi di trasporto acidi o basici noti coinvolti nell’escrezione di altre sostanze attive.
Inoltre, l’acido ibandronico non inibisce i principali isoenzimi P450 epatici umani e non induce il sistema del citocromo P450 epatico nei ratti.
Il legame alle proteine plasmatiche è basso alle concentrazioni terapeutiche ed è perciò improbabile che l’acido ibandronico possa spiazzare altre sostanze attive.
È necessario essere prudenti quando si somministrano bifosfonati assieme ad aminoglicosidi perché ambedue i principi attivi possono abbassare la calcemia per periodi di tempo prolungati.
Bisogna anche tenere conto di un’eventuale contemporanea ipomagnesemia.
Negli studi clinici, Bondronat è stato somministrato contemporaneamente a farmaci antitumorali, diuretici, antibiotici e analgesici comunemente utilizzati, senza che si manifestassero interazioni di significato clinico.
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.
Non vi sono dati sufficienti sull’uso di acido ibandronico nelle donne in gravidanza.
Studi condotti nei ratti hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per l’uomo è sconosciuto.
Di conseguenza, Bondronat non deve essere somministrato durante la gravidanza.
Non è noto se l’acido ibandronico venga escreto nel latte materno.
Studi condotti nei ratti in fase di allattamento hanno dimostrato la presenza di bassi livelli di acido ibandronico nel latte dopo somministrazione endovenosa.
Bondronat non deve essere usato durante l’allattamento.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Le reazioni avverse sono
raggruppate in base alla loro frequenza, ponendo come prima la più
frequente e utilizzando la seguente convenzione: molto comune ( 10%), comune ( 1% e
<10%),
non comune ( 0,1% e
<1%), rara ( 0,01% e <0,1%) e molto rara ( 0,01%). Trattamento
dell’ipercalcemia indotta da tumoriIl profilo di sicurezza per Bondronat
nell’ipercalcemia indotta da tumori si basa su studi clinici controllati condotti nell’ambito di questa indicazione e dopo somministrazione endovenosa di Bondronat alle
dosi raccomandate.
Il trattamento è stato generalmente associato ad un aumento della temperatura corporea.
Occasionalmente è stata osservata una sindrome simil-influenzale con febbre,
brividi e dolori ossei e/o muscolari.
Nella maggior parte dei casi, non è stato richiesto alcuntrattamento specifico e i sintomi sono scomparsi entro qualche ora/giorno.La tabella 1 elenca le reazioni avverse registrate negli studi (gli eventi sono stati registrati indipendentemente da una determinazione di causalità). Tabella
1 Numero (percentuale) di pazienti che hanno riportato reazioni avverse negli studi clinici controllati condotti nell’ambito dell’ipercalcemia indotta da tumori, dopo
trattamento con Bondronat
| Classificazione sistemica organica/Reazione avversa | Numero e frequenza (%) (n="3"52) |
| Alterazioni del metabolismo e della nutrizioneComune: ipocalcemia | 10 (2,8) |
| Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivoComune: dolore osseoNon comune: mialgia | 6 (1,7)1 (0,3) |
| Disordini generali e alterazioni del sito disomministrazioneMolto comune: piressiaNon comune: sindrome simil-influenzaleRigidità | 39 (11,1)2 (0,6)1 (0,3) |
Nota: sono stati
raggruppati
i risultati ottenuti sia
con la dose di acido
ibandronico
da 2 mg che con quella da 4 mg.Gli eventi
sono stati registrati indipendentemente
dalla determinazione o meno della causalità. Spesso, una
diminuzione
dell’escrezione renale del calcio viene accompagnata da una riduzione dei livelli serici del fosfato che, comunque, non richiede
interventi terapeutici.
I livelli serici di calcio
possono scendere a valori di ipocalcemia. Altre reazioni
riportate con minore frequenza sono le seguenti: Alterazioni del sistema immunitario:Molto raro:
ipersensibilità Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:Molto raro:
edema angioneurotico Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino:Molto raro:
broncospasmo La somministrazione di altri bifosfonati è stata
associata a broncocostrizione in pazienti
asmatici
sensibili all’acido acetilsalicilico. Prevenzione degli
eventi scheletrici
in pazienti affette da
cancro alla mammella e metastasi
osseeIl profilo di sicurezza per Bondronat endovena
in pazienti affette da cancro alla mammella e metastasi
ossee si basa su uno studio clinico controllato condotto nell’ambito di questa indicazione e
dopo somministrazione endovenosa di
Bondronat alla dose raccomandata. La tabella 2 elenca le reazioni avverse del principale studio di fase III (152 pazienti trattati conBondronat 6 mg), in
particolare gli eventi avversi con una remota, possibile o probabile correlazione al farmaco in studio, verificatisi comunemente e con maggiore frequenza nel gruppo del trattamentoattivo rispetto al gruppo trattato con placebo.Tabella
2 Reazioni avverse verificatesi comunemente e con maggiore
frequenza che nelgruppo
trattato con placebo nei pazienti affetti da malattia metastatica ossea indotta
dal tumore della mammella e trattati con Bondronat 6 mg somministrato per via
endovenosa
| Reazione avversa | Placebo (n = 157) No. (%) |
Bondronat 6 mg(n = 152) No. (%) |
| Infezioni e infestazioni:Infezioni | 1 (0,6) | 2 (1,3) |
| Alterazioni del sistema endocrino:Disturbi delle paratiroidi | 1 (0,6) | 2 (1,3) |
| Alterazioni del sistema nervoso:CefaleaVertiginiDisgeusia (alterazioni del gusto) | 4 (2,5)2 (1,3)0 (0,0) | 9 (5,9)4 (2,6)2 (1,3) |
| Disturbi oculari:Cataratta | 1 (0,6) | 2 (1,3) |
| Alterazioni cardiache:Blocco di branca | 1 (0,6) | 2 (1,3) |
| Alterazioni dell’apparato respiratorio, del toracee del mediastino:Mal di gola | 0 (0,0) | 3 (2,0) |
| Alterazioni dell’apparato gastrointestinale:Diarrea Dispepsia VomitoDolore gastrointestinaleDisordini dentari | 1 (0,6)5 (3,2)2 (1,3)2 (1,3)0 (0,0) | 8 (5,3)6 (3,9)5 (3,3)4 (2,6)3 (2,0) |
| Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:Disturbi cutaneiEcchimosi | 0 (0,0)0 (0,0) | 2 (1,3)2 (1,3) |
| Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo:MialgiaArtralgiaDisturbi articolariArtrosi | 6 (3,8)1 (0,6)0 (0,0)0 (0,0) | 8 (5,3)2 (1,3)2 (1,3)2 (1,3) |
| Disordini generali:AsteniaSindrome simil-influenzaleEdemi perifericiSete eccessiva | 8 (5,1)2 (1,3)2 (1,3)0 (0,0) | 10 (6,6)8 (5,3)3 (2,0)2 (1,3) |
| Indagini diagnostiche:Aumento delle gamma-GT Aumento della creatinina | 1 (0,6)1 (0,6) | 4 (2,6)3 (2,0) |
Altre reazioni avverse che si sono verificate con una frequenza minore sono le seguenti: Non comuni:Infezioni e infestazioni: cistite, vaginite, candidiasi oraleNeoplasie benigne e maligne (compresi cisti e polipi): neoplasia benigna della cuteSangue e sistema linfatico: anemia, discrasia ematica
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione: ipofosfatemia
Disturbi psichiatrici: disturbi del sonno, ansia, labilità affettivaAlterazioni del sistema nervoso: disturbi cerebrovascolari, lesione delle
radici nervose, amnesia,
emicrania, nevralgia, ipertonia, iperestesie, parestesie periorali, parosmiaAlterazioni dell’apparato uditivo e vestibolare: sorditàAlterazioni cardiache: ischemia del miocardio, disturbi cardiovascolari, palpitazioniAlterazioni del sistema vascolare: ipertensione, linfedema, vene varicoseAlterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino: edema polmonare, stridore Alterazioni dell’apparato gastrointestinale: gastroenterite, disfagia, gastrite, ulcerazioni del cavo
orale, cheiliteAlterazioni del sistema epatobiliare: colelitiasiAlterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzione
cutanea,
alopecia
Alterazioni renali e delle vie urinarie: ritenzione urinaria, cisti renale Disordini del sistema riproduttivo
e della mammella: dolore
pelvico
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione:
ipotermiaIndagini diagnostiche: aumento delle fosfatasi alcaline plasmatiche, riduzione del peso corporeo Lesioni, avvelenamento e complicazioni di procedure terapeutiche: trauma, dolore al sito di
iniezione L’osteonecrosi della mandibola è stata segnalata in pazienti in trattamento con bifosfonati.
La maggior
parte dei
casi si
riferisce a pazienti con
tumore, ma alcuni casi si sono manifestati anche in pazienti
trattati per l’osteoporosi.
L'osteonecrosi della mandibola è generalmente associata a estrazioni dentarie
e/o infezioni locali (compresa l'osteomielite).
Anche la diagnosi di tumore, la chemioterapia, la radioterapia, i corticosteroidi e la scarsa igiene orale sono ritenuti fattori di rischio (vedere paragrafo4.4).
Fino ad ora non si è venuti a conoscenza di casi di intossicazione acuta con Bondronat concentrato per soluzione per infusione.
Poichè, durante gli studi preclinici, effettuati con dosaggi elevati, sia i reni che il fegato sono risultati essere organi bersaglio per la tossicità, devono essere controllate la funzionalità renale e quella epatica.
L’ipocalcemia rilevante dal punto di vista clinico deve venire corretta tramite la somministrazione endovenosa di gluconato di calcio.
Categoria farmacoterapeutica: bifosfonati, codice ATC: M05B A 06 L’acido ibandronico appartiene al gruppo dei bifosfonati, una categoria di farmaci che agisce in
maniera specifica
sulla
sostanza ossea.
La loro selettività nei
confronti del tessuto osseo è dovuta all’elevata affinità dei bifosfonati nei confronti dei componenti minerali.
Il meccanismo d’azione
dei bifosfonati si basa sull’inibizione dell’attività osteoclastica, anche se il meccanismo preciso non è ancora stato
chiarito. In vivo, l'acido ibandronico previene la distruzione ossea indotta sperimentalmente attraverso
l’interruzione della funzione delle gonadi, retinoidi, tumori o estratti di tumori.
L’inibizione
dell’assorbimento di sostanza
ossea endogena è
anche stata documentata
attraverso studi cinetici
con45Ca e con la liberazione di tetracicline radioattive precedentemente incorporate nello scheletro. A dosaggi considerevolmente più elevati rispetto a quelli farmacologicamente efficaci, l'acido
ibandronico non ha evidenziato alcun effetto sulla mineralizzazione ossea. Il riassorbimento osseo dovuto alla malattia maligna è caratterizzato da un eccesso di riassorbimento
osseo non bilanciato da un’appropriata deposizione di osso.
L’acido
ibandronico inibisce
selettivamente l’attività osteoclastica, riducendo il riassorbimento
osseo e riducendo perciò le complicazioni scheletriche della malattia maligna.Studi clinici
nel trattamento
dell’ipercalcemia
indotta da tumoriStudi clinici condotti sull’ipercalcemia da neoplasie hanno dimostrato che l’effetto inibitore dell’acido
ibandronico nei confronti dell’osteolisi indotta da tumori e specificatamente nell’ipercalcemia indottada tumori è caratterizzato da una
diminuzione dei livelli sierici e dell’escrezione urinaria del calcio. Durante gli studi clinici, nell’intervallo di dosaggi raccomandati per il trattamento, sono stateosservate, in pazienti con un valore basale di
calcemia corretta per i valori di albumina 3,0 mmol/l,dopo adeguata reidratazione, le seguenti percentuali di risposta con i rispettivi intervalli di confidenza.88 86
78 76
64 80 70
63 6054 50 40 30 20 10
62 44 4 mg
6mgacido ibandronico
dose 0 2 mg limite
superiore
dell'intervallodi confidenza al 90%
percentuale dirisposta
limite
inferiore
dell'intervallodi confidenza al
90% Per questi pazienti e a
queste dosi, il tempo mediano per raggiungere la
normocalcemia è stato di 4-7giorni.
Il tempo medio della ricaduta (reincremento della calcemia sierica corretta per i valori di albumina superiore a 3,0 mmol/l) è stato di 18-26 giorni. Studi clinici
nella prevenzione
degli
eventi scheletrici in pazienti affette
da cancro alla
mammella emetastasi osseeStudi clinici condotti su pazienti affette da cancro alla mammella e metastasi ossee hanno dimostrato
che esiste un effetto inibitorio dose-dipendente sull’osteolisi dell’osso, espressa
dai marcatori del
riassorbimento osseo, e un effetto dose-dipendente sugli eventi scheletrici. La prevenzione degli eventi scheletrici in pazienti affette da cancro alla mammella e metastasi ossee
con Bondronat 6 mg somministrato per via endovenosa è stata valutata
in uno studio di fase III
randomizzato e controllato verso placebo della durata di 96 settimane.
Le pazienti affette da tumore
della mammella e metastasi ossee confermate radiologicamente sono state randomizzate a ricevere
placebo (158 pazienti) o Bondronat 6 mg (154
pazienti).
I risultati di questo studio sono riassunti più
sotto. Endpoint principali di efficaciaL’endpoint principale dello studio è stato il tasso di morbilità scheletrica per periodo (SMPR).
Questoè un endpoint composito
che ha i seguenti eventi scheletrici correlati (SRE) come sotto-componenti: - radioterapia dell’osso per il trattamento/prevenzione di fratture- chirurgia ossea per il trattamento di fratture-
fratture vertebrali- fratture non vertebrali L’analisi del SMPR è stata aggiustata per il tempo e ha considerato che uno o più eventi
verificatisi inun singolo periodo di 12 settimane
potessero essere potenzialmente correlati.
Ai fini dell’analisi,
eventi multipli sono stati perciò contati una volta sola.
I dati ottenuti da questo studio hannodimostrato un vantaggio significativo per Bondronat 6 mg per via endovenosa rispetto a placebo nella riduzione degli SRE misurati con il SMPR aggiustato per il tempo (p=0,004).
Anche il numero di SREè stato significativamente ridotto dal trattamento
con Bondronat 6 mg e vi è stata
una riduzione del40% del rischio di un SRE rispetto a placebo (rischio relativo 0,6; p=0,003).
I risultati di efficacia sono
riassunti nella tabella 3- Tabella
3 Risultati di efficacia
(pazienti affette da tumore della mammella con malattia
metastatica ossea)
| Tutti gli eventi scheletrici correlati (SRE) | |||
| Placebon=158 | Bondronat 6 mgn=154 | valore di p | |
| SMPR (per paziente-anno) | 1,48 | 1,19 | p=0,004 |
| Numero di eventi (per paziente) | 3,64 | 2,65 | p=0,025 |
| Rischio relativo SRE | - | 0,60 | p=0,003 |
Endpoint secondari di efficaciaÈ stato dimostrato un miglioramento statisticamente significativo nel punteggio del dolore osseo per
Bondronat 6 mg per via endovenosa nei confronti del placebo.
La riduzione del dolore è stata
consistentemente inferiore al valore basale per tutta la durata dello studio e
accompagnata da una
riduzione significativa nell’uso
di analgesici.
Il deterioramento della qualità della vita è stato
significativamente inferiore nei pazienti trattati con Bondronat rispetto al placebo.
Un riassunto di questi risultati secondari di efficacia è presentato nella tabella 4- Tabella 4 Risultati
secondari di efficacia
(pazienti affette da tumore della mammella con
malattia metastatica ossea)
| Placebon=158 | Bondronat 6 mgn=154 | valore di p | |
| Dolore osseo* | 0,21 | -0,28 | p<0,001 |
| Utilizzo di analgesici* | 0,90 | 0,51 | p=0,083 |
| Qualità della vita* | -45,4 | -10,3 | p=0,004 |
* Media della variazione dal basale all’ultima valutazione. I pazienti trattati con Bondronat hanno presentato una marcata riduzione dei markers urinari di riassorbimento osseo (piridinolina e deossipiridinolina) che è risultata statisticamente significativa
rispetto a placebo. La sicurezza di Bondronat infuso nell’arco di tempo di 1 ora o di 15 minuti è stata confrontata in uno
studio con 130 pazienti affette da carcinoma mammario metastatico.
Non è stata osservata nessuna
differenza negli indicatori della funzionalità renale.
Il profilo globale delle reazioni avverse di acido ibandronico dopo un tempo di infusione di 15 minuti è risultato essere in accordo con il profilo di sicurezza conosciuto con tempi di infusione più lunghi e nessun nuovo problema di sicurezza è stato identificato relativamente all’utilizzo di un tempo di infusione di 15 minuti.Il tempo di infusione di 15 minuti non è stato studiato in pazienti affette da tumore con una clearance della
creatinina inferiore a 50 ml/min.
Dopo un’infusione di 2 ore di 2, 4 e 6 mg di acido ibandronico, i parametri farmacocinetici sono risultati proporzionali alla dose.
Distribuzione Dopo l’esposizione sistemica iniziale, l’acido ibandronico si lega rapidamente all’osso o è escreto nelle urine.
Nell’uomo, il volume apparente terminale di distribuzione è di almeno 90 l e la percentuale della dose che raggiunge l’osso è stimata essere il 40-50% della dose circolante.
Il legame alle proteine plasmatiche nell’uomo è approssimativamente dell’87% a concentrazioni terapeutiche e perciò sono improbabili interazioni tra farmaci dovute a fenomeni di spiazzamento.
Metabolismo Non vi sono evidenze che l’acido ibandronico venga metabolizzato, sia negli animali che nell’uomo.
Eliminazione L’intervallo nelle emivite apparenti osservate è ampio e dipendente dalla dose e dalla sensibilità del test, ma il valore dell’emivita terminale apparente è generalmente nell’intervallo compreso tra 10 e 60 ore.
I livelli plasmatici iniziali, comunque, scendono rapidamente, raggiungendo il 10% del valore al picco entro 3 e 8 ore dalla somministrazione endovenosa o orale, rispettivamente.
Non è stato osservato alcun accumulo sistemico quando l’acido ibandronico è stato somministrato per via endovenosa una volta ogni 4 settimane per 48 settimane a pazienti affetti da malattia metastatica ossea.
La clearance totale dell’acido ibandronico è bassa con valori medi compresi tra 84 e 160 ml/min.
La clearance renale (circa 60 ml/min in donne sane in postmenopausa) rappresenta il 50-60% della clearance totale ed è correlata alla clearance della creatinina.
La differenza tra la clearance totale apparente e quella renale si pensa rifletta la captazione da parte dell’osso.
Farmacocinetica in popolazioni speciali Sesso La biodisponibilità e la farmacocinetica dell’acido ibandronico sono simili in uomini e donne.
Razza Non vi sono evidenze di differenze interetniche clinicamente rilevanti tra asiatici e caucasici nella disponibilità di acido ibandronico.
Vi sono solo pochi dati disponibili su pazienti di origine africana.
Pazienti affetti da insufficienza renale L’esposizione ad acido ibandronico in pazienti affette da insufficienza renale di vari gradi presenta una relazione con la clearance della creatinina (CLcr).
Nello studio di farmacologia clinica WP18551, dopo somministrazione endovenosa di una dose singola di 6 mg (tempo di infusione di 15 minuti), l’AUC0-24 media è aumentata del 14% e dell’86%, rispettivamente, in soggetti affetti da insufficienza renale lieve (CLcr media stimata="6"8,1 ml/min) e moderata (CLcr media stimata="4"1,2 ml/min) in confronto a quella di volontari sani (CLcr media stimata=120 ml/min).
La Cmax media non è aumentata nelle pazienti affette da insufficienza renale lieve ed è aumentata del 12% in quelle con insufficienza renale moderata.
Non vi sono evidenze di una riduzione della tollerabilità associata all’aumento dell’esposizione.
Comunque, un aggiustamento della dose o del tempo di infusione è raccomandato nelle pazienti trattate per la prevenzione degli eventi scheletrici e affette da tumore della mammella e metastasi ossee (vedere paragrafo 4.2).
Pazienti affetti da insufficienza epatica Non vi sono dati di farmacocinetica per l’acido ibandronico in pazienti affetti da insufficienza epatica.
Il fegato non ha un ruolo rilevante nella clearance dell’acido ibandronico, dato che non è metabolizzato ma eliminato tramite escrezione renale e con la captazione da parte dell’osso.
Non sono perciò necessari aggiustamenti di dose nei pazienti affetti da insufficienza epatica.
Inoltre, dato che il legame alle proteine plasmatiche dell’acido ibandronico è approssimativamente dell’87% a concentrazioni terapeutiche, è improbabile che l’ipoproteinemia dell’insufficienza epatica grave porti ad aumenti clinicamente significativi delle concentrazioni plasmatiche libere.
Anziani Mediante un’analisi multivariata, l’età non si è dimostrata un fattore indipendente per alcuno dei parametri farmacocinetici valutati.
Dato che la funzionalità renale diminuisce con l’età, questo è l’unico fattore che deve essere considerato (vedere sezione sull’insufficienza renale).
Bambini e adolescenti Non vi sono dati sull’utilizzo di Bondronat in pazienti di età inferiore ai 18 anni.
In studi non-clinici sono stati osservati effetti solo con esposizioni sufficientemente in eccesso rispetto alla massima esposizione umana, indicando una scarsa rilevanza per la pratica clinica.
Come con altri bifosfonati, il rene è stato identificato come il principale organo bersaglio della tossicità sistemica.
Mutagenicità/Cancerogenicità:
Non è stata osservata alcuna indicazione di potenziale cancerogeno.
I test di genotossicità non hanno evidenziato effetti dell’acido ibandronico sull’attività genetica.
Tossicità riproduttiva:
Non sono state riscontrate evidenze di tossicità fetale diretta o effetti teratogeni per l’acido ibandronico in ratti e conigli trattati per via endovenosa.
Gli effetti avversi dell’acido ibandronico negli studi di tossicità riproduttiva condotti sul ratto sono stati quelli attesi per questa classe di farmaci (bifosfonati).
Essi comprendono un ridotto numero di siti d’impianto, interferenza con il parto naturale (distocia), un aumento delle modificazioni viscerali (sindrome nefro-pelvico-ureterale) e anomalie dentarie nella prole F1 dei ratti.
Cloruro di sodio Acido acetico (99%) Sodio acetato Acqua per preparazioni iniettabili
Onde evitare eventuali incompatibilità, Bondronat concentrato per soluzione per infusione deve venire diluito esclusivamente in soluzione isotonica di cloruro di sodio o in soluzione di glucosio al 5%. Bondronat non deve essere miscelato con soluzioni contenenti calcio.
5 anni Dopo ricostituzione: 24 ore.
Nessuna speciale precauzione per la conservazione prima della ricostituzione.
Dopo ricostituzione:
conservare a temperatura compresa tra 2°C e 8°C (in frigorifero).
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente.
Se non viene usato immediatamente, il periodo e le condizioni di conservazione durante l’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e non si dovrebbero superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la ricostituzione sia avvenuta in condizioni di asepsi controllate e validate.
Bondronat viene fornito in confezioni contenenti 1 flaconcino (flaconcino da 2 ml in vetro tipo I).
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locale.
Roche Registration Limited 6 Falcon Way Shire Park Welwyn Garden City AL7 1TW Regno Unito
EU/1/96/012/004
Data della prima autorizzazione: 25 giugno 1996 Data dell’ultimo rinnovo: 25 giugno 2006
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