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Actira
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

INDICE

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina.

Actira 400 mg compresse

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina.

Una compressa film-rivestita contiene: moxifloxacina cloridrato 436,8 mg, equivalenti a moxifloxacina 400 mg.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina.

Compresse film-rivestite

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina.

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina.

Actira 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche: - Riacutizzazione di bronchite cronica - Polmonite acquisita in comunità, con l’esclusione delle forme gravi - Sinusite acuta batterica (adeguatamente diagnosticata) Actira 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle infezioni di cui sopra, qualora siano sostenute da batteri sensibili alla moxifloxacina. Nel prescrivere una terapia antibiotica si dovrebbe fare riferimento alle linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina.

Posologia (adulti) Una compressa film-rivestita da 400 mg una volta al giorno. Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio negli anziani, nei pazienti con basso peso corporeo o nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min/1,73 m2) (cfr.
paragrafo 5.2 per maggiori dettagli). Non vi sono dati per supportare l’uso della moxifloxacina nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m2 oppure in dialisi renale e i dati nei pazienti con ridotta funzionalità epatica sono insufficienti (cfr.
paragrafo 4.3). Modo di somministrazione La compressa film-rivestita deve essere deglutita intera con una sufficiente quantità di liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti. Durata della somministrazione Actira 400 mg compresse deve essere assunto per i seguenti periodi di trattamento: - Riacutizzazione di bronchite cronica 5.10 giorni 2 - Polmonite acquisita in comunità 10 giorni. - Sinusite acuta 7 giorni. Actira 400 mg compresse film-rivestite è stato studiato, in fase di sperimentazione clinica, per periodi di trattamento della durata massima di 14 giorni. Si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato (400 mg una volta al giorno), né la durata della terapia per la specifica indicazione.

04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina.

- Ipersensibilità alla moxifloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti. - Gravidanza e allattamento (cfr.
paragrafo 4.6). - Bambini e adolescenti in fase di crescita. - Pazienti con un’anamnesi di malattia/disturbo dei tendini correlata al trattamento con chinoloni. Sia nelle sperimentazioni precliniche che nell’uomo, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni nell’elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell’intervallo QT.
Per ragioni di sicurezza, Actira è pertanto controindicato nei pazienti con: -   Documentato prolungamento del QT congenito o acquisito -   Alterazioni elettrolitiche, in particolare ipokaliemia non corretta -   Bradicardia clinicamente rilevante -   Insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra, clinicamente rilevante -   Anamnesi di aritmie sintomatiche Actira non deve essere impiegato contemporaneamente ad altri farmaci che prolungano l’intervallo QT (cfr.
anche paragrafo 4.5). Per insufficienza di dati Actira è controindicato anche nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (Child Pugh C) e nei pazienti con incremento delle transaminasi > 5 x il limite superiore di normalità, come pure nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m2 (creatinina sierica > 265 µmol/l) o sottoposti a dialisi renale.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina.

 È noto che i chinoloni possono provocare convulsioni.
Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi del SNC che possono predisporre alle convulsioni o abbassare la soglia convulsiva.  Se si constata un indebolimento della vista o qualsiasi altro effetto a carico degli occhi, consultare immediatamente un oculista.  In corso di terapia con chinoloni, compresa la moxifloxacina, possono verificarsi infiammazione e rottura dei tendini, in particolare nei pazienti anziani e in quelli in trattamento concomitante con corticosteroidi.
Al primo segno di dolore o infiammazione i pazienti devono interrompere il trattamento con Actira e mettere a riposo l’arto o gli arti interessati.  In alcuni pazienti la moxifloxacina ha determinato un prolungamento dell’intervallo QTc dell’elettrocardiogramma.
Nell’analisi degli ECG ottenuti nel programma di sperimentazione clinica, il prolungamento del QTc con moxifloxacina è stato pari a 6 msec, ± 26 msec, 1,4% rispetto al valore basale. Nei pazienti che ricevono moxifloxacina, i farmaci in grado di ridurre i livelli di potassio devono essere impiegati con cautela. A causa della limitata esperienza clinica, la moxifloxacina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti con condizioni in atto che possono favorire lo sviluppo di aritmie, quali l’ischemia acuta del miocardio. 3 Il prolungamento del QT può aumentare il rischio di aritmie ventricolari, compresa la torsione di punta.
L’entità del prolungamento del QT può aumentare con l’aumento delle concentrazioni del farmaco.
Pertanto, si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato. Il beneficio di un trattamento con moxifloxacina, specialmente nel caso di infezioni non particolarmente gravi, dovrebbe essere valutato in rapporto alle informazioni contenute nel paragrafo “Avvertenze e precauzioni”. Qualora si manifestino segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con Actira, interrompere il trattamento ed eseguire un ECG.  Qualora vi siano indicazioni di disfunzione epatica, si dovranno eseguire prove/indagini di funzionalità epatica.  Sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa associati all’impiego di antibiotici ad ampio spettro, compresa la moxifloxacina; pertanto, è importante che questa diagnosi venga presa in considerazione nei pazienti che sviluppino grave diarrea durante o dopo l’uso di Actira. In tale situazione devono essere instaurate immediatamente adeguate misure terapeutiche.
Sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi.  I pazienti con anamnesi familiare di deficit di glucosio-6.fosfato deidrogenasi, o che presentino essi stessi tale difetto, possono andare incontro a reazioni emolitiche se trattati con chinoloni.
Pertanto, Actira dovrebbe essere usato con cautela in questi pazienti.  I chinoloni hanno mostrato di provocare reazioni di fotosensibilità nei pazienti.
Tuttavia, dagli studi è emerso che la moxifloxacina presenta un rischio inferiore di indurre fotosensibilità.
Nonostante ciò, è opportuno consigliare ai pazienti di evitare, durante il trattamento con moxifloxacina, l’esposizione ai raggi UV e quella intensa e/o prolungata alla luce solare.  Molto raramente sono state segnalate reazioni allergiche e di ipersensibilità, anche dopo la prima somministrazione.
Le reazioni anafilattiche, in casi molto rari, talvolta in seguito alla prima somministrazione, possono progredire fino allo shock, che può mettere il paziente in pericolo di vita.
In questi casi è necessario interrompere la terapia con moxifloxacina ed istituire un adeguato trattamento (ad es.
il trattamento dello shock).

04.5 Interazioni - Inizio Pagina.

Interazioni con specialità medicinali Per i seguenti farmaci, non è possibile escludere un effetto additivo con la moxifloxacina sul prolungamento dell’intervallo QT: antiaritmici di classe IA (ad es.
chinidina, idrochinidina, disopiramide), antiaritmici di classe III (ad es.
amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), neurolettici (ad es.
fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride), antidepressivi triciclici, alcuni antimicrobici (sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina) alcuni antistaminici (terfenadina, astemizolo, mizolastina), altri (cisapride, vincamina e.v., bepridile, difemanile).
Questo effetto può determinare un incremento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
La moxifloxacina è pertanto controindicata nei pazienti trattati con questi farmaci (cfr.
anche paragrafo 4.3). Dovrebbe trascorrere un intervallo di circa 6 ore fra la somministrazione di preparati contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es.
antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina compresse, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di Actira. La somministrazione concomitante di carbone vegetale con una dose orale di 400 mg di moxifloxacina ostacola sensibilmente l’assorbimento del farmaco e ne riduce la disponibilità sistemica di oltre l’80%.
L’uso concomitante di questi due farmaci è pertanto sconsigliato (salvo in caso di sovradosaggio, cfr.
anche paragrafo 4.9). 4 Dopo somministrazione ripetuta in volontari sani, la moxifloxacina ha provocato un incremento della Cmax della digossina pari a circa il 30%, senza influenzarne l’AUC o le concentrazioni di valle.
Non è necessaria alcuna precauzione per l’impiego con digossina. Negli studi condotti in volontari diabetici, la somministrazione concomitante di Actira e glibenclamide ha ridotto le concentrazioni plasmatiche di picco di glibenclamide del 21% circa.
L’associazione di glibenclamide e moxifloxacina potrebbe teoricamente dare luogo a lieve e transitoria iperglicemia.
Tuttavia, le modificazioni osservate nella farmacocinetica della glibenclamide non hanno determinato modificazioni dei parametri farmacodinamici (glicemia, insulinemia).
Pertanto non si è osservata un’interazione clinicamente rilevante tra moxifloxacina e glibenclamide. Alterazioni dell’INR Sono stati segnalati numerosi casi d’incremento dell’attività degli anticoagulanti orali in pazienti che ricevevano antibiotici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo ed alcune cefalosporine.
Lo stato infettivo ed infiammatorio, nonché l’età e le condizioni generali del paziente, sembrano costituire dei fattori di rischio.
In tali circostanze risulta difficile valutare se il disordine dell’INR (rapporto standardizzato internazionale) sia provocato dall’infezione o dalla terapia antibiotica.
Una misura precauzionale è rappresentata da un monitoraggio più frequente dell’INR.
Se necessario, il dosaggio dell’anticoagulante orale dovrebbe essere opportunamente adattato.
Sebbene uno studio d’interazione tra moxifloxacina e warfarin in volontari sani abbia dato risultati negativi, le misure precauzionali sopra citate valgono per warfarin, come per gli altri anticoagulanti. Non si sono verificate interazioni in seguito a somministrazione concomitante di moxifloxacina e: ranitidina, probenecid, contraccettivi orali, supplementi di calcio, morfina somministrata per via parenterale, teofillina o itraconazolo. Gli studi in vitro con enzimi del citocromo P-450 umani supportano questi dati.
Alla luce di questi risultati, un’interazione metabolica mediata dagli enzimi del citocromo P-450 è improbabile. Nota: Lo studio di interazione con teofillina è stato eseguito con un dosaggio di moxifloxacina di 2 x 200 mg. Interazione con il cibo La moxifloxacina non dà luogo a interazioni clinicamente rilevanti con il cibo, compresi latte e derivati.

04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina.

La sicurezza d’impiego della moxifloxacina in gravidanza non è stata valutata nell’uomo.
Gli studi sulla riproduzione condotti nei ratti e nelle scimmie non hanno fornito alcuna evidenza di teratogenicità o di compromissione della fertilità.
Tuttavia, come per altri chinoloni, è stato dimostrato che la moxifloxacina provoca lesioni nella cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento.
I dati preclinici indicano che la moxifloxacina passa nel latte.
L’uso della moxifloxacina in gravidanza e durante l’allattamento è controindicato.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina.

I fluorochinoloni possono provocare una compromissione della capacità del paziente di guidare o azionare macchinari, a causa delle reazioni a carico del SNC (ad es.
stordimento).
Dovrebbe essere consigliato ai pazienti di osservare le loro reazioni alla moxifloxacina prima di guidare o azionare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina.

 In seguito al trattamento con Actira sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati.5 Le frequenze sono riportate sotto: 

Comune: da ≥ 1 a <10%
Non comune: da ≥ 0,1 a <1%
Raro: da ≥ 0,01 a <0,1%
Molto raro:       <0,01%

 Con  l’eccezione  della  nausea  e  della  diarrea,  tutte  le  reazioni  avverse  da  farmaco  sono  stateosservate con frequenze inferiori al 3%.Generali:Comune:       Dolore addominale, cefaleaNon comune: Astenia, dolore, mal di schiena, malessere,dolore toracico, reazione allergica, dolore alle gambeMolto raro:  Ipersensibilità: reazione anafilattica, shock anafilattico(eventualmente pericoloso per la vita) Sistema nervoso:Comune:       StordimentoNon comune: Insonnia, vertigine, nervosismo, sonnolenza, ansia, tremore, parestesia, confusione, depressioneRaro: Allucinazione, depersonalizzazione, incoordinazione, agitazione, disturbi del sonno, alterazione dell’attività onirica, convulsioneMolto raro   Reazione psicotica Apparato digerente:Comune:       Nausea, diarrea, vomito, dispepsiaNon comune: Secchezza delle fauci, nausea e vomito, flatulenza, costipazione, moniliasi orale, anoressia, stomatite, glossiteMolto raro:  Colite pseudomembranosa, epatite (prevalentemente colestatica) Apparato cardiovascolare:Comune:       In pazienti con concomitante ipokaliemia:prolungamento  dell’intervallo QTNon comune: Tachicardia, edema periferico, ipertensione, palpitazione, fibrillazione atriale, angina pectoris; in pazienti normokaliemici: prolungamento dell’intervallo QTRaro: Vasodilatazione, ipotensione, sincopeMolto raro:  Aritmia ventricolare, torsione di punta (cfr.
paragrafo 4-4) Apparato respiratorio:Non comune: Dispnea Apparato muscolo-scheletrico:Non comune: Artralgia, mialgiaRaro: TendiniteMolto raro:  Rottura di tendine Cute:Non comune: Eruzione cutanea, prurito, sudorazione, orticariaRaro: Secchezza della cuteMolto raro   Sindrome di Stevens-Johnson Organi di senso:Comune:       DisgeusiaNon comune: AmbliopiaRaro: Tinnito, alterazione della visione in corso di reazioni a carico del SNC (ad6  es.
vertigini o confusione), parosmia (che comprende la perversionedell’olfatto, la riduzione dell’olfatto e, in rari casi, la perdita dell’olfatto e/o del gusto) Apparato uro-genitale:Non comune: Moniliasi vaginale, vaginite Parametri di laboratorio:Comune:       Anomalia dei test di funzionalità epatica (generalmente incremento moderato di AST / ALT e/o bilirubina)Non comune: Incremento delle gamma-GT, incremento dell’amilasi, leucopenia, diminuzione della protrombina, eosinofilia, trombocitemia, trombocitopenia, anemiaRaro: Iperglicemia, iperlipidemia, incremento della protrombina, ittero(prevalentemente colestatico), incremento dell’LDH (in relazione ad alterazione della funzionalità epatica), incremento della creatinina o dell’urea L’attuale esperienza clinica con Actira non ne consente una valutazione definitiva del profilo delle reazioni avverse da farmaco.
Casi isolati dei seguenti effetti indesiderati, che non si può escludere possano   verificarsi   anche   durante   il   trattamento   con   Actira,   sono   stati   segnalati   con   altri fluorochinoloni:  calo  transitorio  della  vista,  disturbi  dell’equilibrio  compresa  l’atassia,  ipernatremia, ipercalcemia, neutropenia, emolisi.  

04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina.

Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale.
Si deve istituire una terapia generale sintomatica.
La somministrazione concomitante di carbone con una dose di 400 mg di moxifloxacina orale riduce la biodisponibilità sistemica del farmaco di oltre l’80%.
L’impiego di carbone in fase precoce di assorbimento può essere utile per impedire un eccessivo incremento nell’esposizione sistemica alla moxifloxacina nei casi di sovradosaggio orale.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina.

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina.

La moxifloxacina è un antibatterico fluorochinolonico (codice ATC J01MA 14). Meccanismo d’azione In vitro, la moxifloxacina si è dimostrata attiva nei confronti di un’ampia gamma di patogeni Gram- positivi e Gram-negativi. L’azione battericida è il risultato dell’interferenza con le topoisomerasi II (DNA girasi) e IV.
Le topoisomerasi sono enzimi essenziali, che hanno un ruolo chiave nella replicazione, trascrizione e riparazione del DNA batterico.
La topoisomerasi IV influenza anche la divisione cromosomiale nei batteri. Studi di cinetica hanno dimostrato che la moxifloxacina presenta un tasso di batteriocidia dipendente dalla concentrazione.
Le concentrazioni minime battericide (MBC) rientrano nell’intervallo delle concentrazioni minime inibenti (MIC). Interferenza con gli esami colturali: La terapia con moxifloxacina può dare risultati falsamente negativi per Mycobacterium spp., per soppressione della crescita dei micobatteri. 7 Effetto sulla flora intestinale nell’uomo Le seguenti modificazioni della flora intestinale sono state osservate in volontari in seguito alla somministrazione di moxifloxacina: E.
coli, Bacillus spp., Enterococci e Klebsiella spp.
erano diminuiti, come pure gli anaerobi Bacteroides vulgatus, Bifidobacterium, Eubacterium e Peptostreptococcus.
Per B.
fragilis c’era un incremento.
Queste modificazioni sono rientrate nella norma entro due settimane.
Durante la somministrazione di moxifloxacina non si è verificata selezione del Clostridium difficile (MIC90 2 mg/l) e della sua tossina.
La moxifloxacina non è indicata per il trattamento del Clostridium difficile. Si suggeriscono i seguenti “breakpoint” per separare, sulla base delle MIC, gli organismi sensibili da quelli resistenti. Dati di sensibilità in vitro “Breakpoint” di sensibilità S < 1 mg/l, R > 2 mg/l La prevalenza di resistenza acquisita, per specie selezionate, può variare sia nelle diverse aree geografiche che nel tempo.
Pertanto è opportuno conoscere i dati locali di resistenza, in particolare per il trattamento di infezioni gravi.
Queste informazioni forniscono solo una guida approssimativa sulle probabilità che i microrganismi siano sensibili alla moxifloxacina.
Nella tabella seguente sono riportati i dati di prevalenza di resistenza acquisita per le specie per le quali è noto che questa varia all’interno dell’Unione Europea. 8 Microrganismo Prevalenza di resistenza acquisita Sensibili: Batteri Gram-positivi Staphylococcus aureus (meticillino-sensibile)* Streptococcus agalactiae Streptococcus milleri Streptococcus mitior Streptococcus pneumoniae (compresi ceppi resistenti a penicilline e macrolidi)* Streptococcus pyogenes (gruppo A)* < 1% Batteri Gram-negativi Branhamella (Moraxella) catarrhalis (compresi ceppi -lattamasi negativi e positivi)* Enterobacter cloacae * 0-13% Escherichia coli * 0-10% Haemophilus influenzae (compresi ceppi -lattamasi negativi e positivi)* Haemophilus.
parainfluenzae * < 1% Klebsiella oxytoca 0-10% Klebsiella pneumoniae * Anaerobi Fusobacterium spp.
Peptostreptococcus spp.
Prevotella spp. Altri Chlamydia pneumoniae * Coxiella burnetii Legionella pneumophila Mycoplasma pneumoniae * Resistenti: Batteri Gram-positivi Staphylococcus aureus (meticillino-resistente) Batteri Gram-negativi Burkholderia cepacia Pseudomonas aeruginosa Pseudomonas fluorescens Stenotrophomonas maltophilia 2.13% * L’efficacia clinica è stata dimostrata per gli isolati sensibili nelle indicazioni cliniche approvate. Resistenza I meccanismi di resistenza che inattivano penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, macrolidi e tetracicline non interferiscono con l’attività antibatterica della moxifloxacina.
Altri meccanismi di resistenza, quali barriere alla penetrazione (comuni, ad esempio, nello Pseudomonas aeruginosa) e meccanismi di efflusso, possono tuttavia influenzare anche la sensibilità dei corrispondenti batteri alla moxifloxacina.
A parte questo, non c’è resistenza crociata tra la moxifloxacina e le classi sopra citate di composti.
Non è stata osservata resistenza mediata da plasmidi.
Le prove di laboratorio sullo sviluppo di resistenza nei confronti della moxifloxacina nei batteri Gram-positivi hanno rivelato 9 che la resistenza si sviluppa lentamente per stadi successivi (tipo “multi-step”) ed è mediata da modificazioni a livello del sito bersaglio (cioè topoisomerasi II e IV) e da meccanismi di efflusso.
La frequenza di sviluppo di resistenza è bassa (tasso 10.7 - 10.10). Si osserva resistenza parallela con altri chinoloni.
Tuttavia, poiché nei batteri Gram-positivi la moxifloxacina inibisce entrambe le topoisomerasi (II e IV), alcuni Gram-positivi ed anaerobi, che sono resistenti ad altri chinoloni, possono essere sensibili alla moxifloxacina.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina.

 Assorbimento  e  biodisponibilità :  Dopo  somministrazione  orale  la  moxifloxacina  viene  assorbitarapidamente  e  quasi  completamente.  La  biodisponibilità  assoluta  è  approssimativamente  pari  al91%. La farmacocinetica è lineare nell’intervallo fra 50 e 800 mg in dose singola e fino a 600 mg una voltaal giorno per 10 giorni.
Dopo una dose orale di 400 mg concentrazioni di picco di 3,1 mg/l vengono raggiunte entro 0,5 - 4 h dalla somministrazione.
Le concentrazioni plasmatiche di picco e di valle allo stato stazionario (400 mg una volta al giorno) sono rispettivamente pari a   3,2 e 0,6 mg/l.
Allo stato stazionario, l’esposizione nell’intervallo fra le somministrazioni è approssimativamente del 30% superiore rispetto a quella successiva alla prima dose. Distribuzione : la moxifloxacina si distribuisce rapidamente negli spazi extravascolari; dopo una dosedi 400 mg si osserva una AUC di 35 mg*h/l.
Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) è pari a circa 2 l/kg.
Gli esperimenti  in vitro ed ex vivo hanno dimostrato un legame proteico di circa il40-42% indipendentemente dalla concentrazione del farmaco.
La moxifloxacina si lega soprattutto all’albumina sierica. In  seguito  a  somministrazione  orale  di  una  dose  singola  di  400  mg  di  moxifloxacina  sono  state osservate le seguenti concentrazioni di picco (media geometrica): 

Tessuto Concentrazione   rapporto tessuto/plasma
Plasma 3,1 mg/L --
Saliva 3,6 mg/L 0,75 - 1,3
Essudato (fluido di bolla) 1,61 mg/L 1,71
Mucosa bronchiale 5,4 mg/kg 1,7 - 2,1
Macrofagi alveolari 56,7 mg/kg 18,6 - 70,0
Fluido di rivestimento epiteliale 20,7 mg/L 5 - 7
Seno mascellare 7,5 mg/kg 2,0
Seno etmoidale 8,2 mg/kg 2,1
Polipi nasali 9,1 mg/kg 2,6
Liquido interstiziale 1,02 mg/L 0,8-1,42,3
1  10 h dopo somministrazione      
2   concentrazione libera3  da 3 h a 36 h dopo somministrazi  one    

  Metabolismo :  La  moxifloxacina  va  incontro a biotrasformazione di fase II e viene escreta per viarenale e biliare/fecale sia come farmaco immodificato che in forma di un solfo-composto (M1) e di un glucuronide  (M2).  M1  ed  M2  sono  gli  unici  metaboliti  importanti  nell’uomo,  ed  entrambi  sono microbiologicamente inattivi. Negli studi clinici di Fase I e negli studi in vitro non sono state osservate interazioni farmacocinetichedi tipo metabolico con farmaci soggetti a biotrasformazione di fase I dipendente dal Citocromo P-450.
Non c’è indicazione di un metabolismo ossidativo.10  Eliminazione : La moxifloxacina viene eliminata dal plasma e dalla saliva con un’emivita terminale media di circa 12 ore.
La clearance corporea totale media apparente dopo una dose di 400 mg è compresa  tra  179  e  246  ml/min.  La  clearance  renale  è  di  circa  24  -  53  ml/min,  suggerendo  un parziale riassorbimento tubulare del farmaco.
Dopo una dose di 400 mg, la quantità ritrovata nelle urine (circa il 19% per il farmaco immodificato, circa il 2,5% per M1 e circa il 14% per M2) e nelle feci(circa  il  25%  per  il  farmaco  immodificato,  circa  il  36%  per  M1,  assente  M2)  ammonta  in  totale approssimativamente al 96%. La  somministrazione  concomitante  di  moxifloxacina  e  ranitidina  o  probenecid  non  modifica  la clearance renale del farmaco immodificato. Concentrazioni  plasmatiche  più  elevate  si  osservano  nei  volontari  sani  con  peso  corporeo  basso(come le donne) e nei volontari anziani. Le  caratteristiche  farmacocinetiche  della  moxifloxacina  non  sono  significativamente  diverse  nei pazienti  con  insufficienza  renale  (fino  ad  una  clearance  della  creatinina  >  20  ml/min/1,73  m2).  Al decrescere della funzionalità renale, le concentrazioni del metabolita M2 (glucuronide) aumentano fino  ad  un  fattore  di  2,5  (con  una  clearance  della  creatinina  <  30  ml/min/1,73  m2   ).  Non  sono disponibili informazioni sull’uso della moxifloxacina in pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m2 ed in pazienti in dialisi renale. Sulla  base  degli  studi  farmacocinetici  condotti  fino  ad  oggi  nei  pazienti  con  insufficienza  epatica(Child  Pugh  A,  B)  non  è  possibile  stabilire  se  vi  siano  differenze  rispetto  ai  volontari  sani.  La compromissione della funzionalità epatica era associata ad una più elevata esposizione ad M1 nel plasma,  mentre  l’esposizione  al  farmaco  immodificato  era  paragonabile  a  quella  osservata  nei volontari  sani.  Non  si  ha  sufficiente  esperienza  nell’impiego  clinico  della  moxifloxacina  in  pazienti con ridotta funzionalità epatica.  

05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina.

Sono stati osservati effetti sul sistema emopoietico (lieve diminuzione nel numero di eritrociti e piastrine) nei ratti e nelle scimmie.
Come con altri chinoloni, è stata osservata epatotossicità (enzimi epatici elevati e degenerazione vacuolare) nei ratti, nelle scimmie e nei cani.
Nelle scimmie si è manifestata tossicità a carico del SNC (convulsioni).
Questi effetti sono stati osservati solo dopo trattamento con alte dosi di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato. La moxifloxacina, come altri chinoloni, è risultata genotossica nei test in vitro che utilizzano batteri o cellule di mammifero.
Poiché questi effetti possono essere spiegati da un’interazione con la girasi nei batteri e – a concentrazioni maggiori – con la topoisomerasi II nelle cellule di mammifero, si può postulare una concentrazione soglia per la genotossicità.
Nei test in vivo, non si sono avute prove di genotossicità, nonostante il fatto che siano state impiegate dosi di moxifloxacina molto alte.
Può così essere garantito un sufficiente margine di sicurezza rispetto alla dose terapeutica nell’uomo.
La moxifloxacina non è risultata cancerogena in uno studio di iniziazione-promozione nel ratto. Molti chinoloni sono fotoreattivi e possono indurre fototossicità, effetti fotomutageni e fotocancerogeni.
Al contrario la moxifloxacina, sottoposta ad un completo programma di studi in vitro ed in vivo, si è dimostrata priva di proprietà fototossiche e fotogenotossiche.
Nelle stesse condizioni altri chinoloni hanno provocato effetti. Ad alte concentrazioni, la moxifloxacina è un inibitore della componente rapida della corrente rettificatrice ritardata del potassio nel cuore e può quindi provocare prolungamenti dell’intervallo QT.
Studi tossicologici eseguiti nel cane con dosi orali ≥ 90 mg/kg, che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 16 mg/l, hanno causato prolungamenti del QT ma non aritmie.
Solo dopo somministrazione endovenosa cumulativa molto alta di oltre 50 volte la dose umana (> 300 mg/kg), che ha prodotto concentrazioni plasmatiche ≥ 200 mg/l (più di 40 volte il livello terapeutico), sono state osservate aritmie ventricolari non fatali reversibili. 11 È noto che i chinoloni inducono lesioni nella cartilagine delle articolazioni sinoviali maggiori negli animali in accrescimento.
La più bassa dose orale di moxifloxacina che ha causato tossicità articolare nei cani giovani era quattro volte la massima dose terapeutica raccomandata di 400 mg (assumendo un peso corporeo di 50 kg) in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle che si raggiungono alla dose terapeutica massima. Dalle prove tossicologiche nel ratto e nella scimmia (somministrazioni ripetute fino a 6 mesi) non è emerso un rischio di tossicità oculare.
Nel cane, alte dosi orali (≥ 60 mg/kg), che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 20 mg/l, hanno provocato modificazioni dell’elettroretinogramma e, in casi isolati, atrofia della retina. Gli studi sulla riproduzione eseguiti nel ratto, nel coniglio e nella scimmia indicano che si verifica un passaggio di moxifloxacina attraverso la placenta.
Gli studi nel ratto (p.o.
ed e.v.) e nella scimmia (p.o.) non hanno fornito prove di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di moxifloxacina.
Nei feti di coniglio, si è osservato un modesto aumento di incidenza di malformazioni vertebrali e costali, ma solo a un dosaggio (20 mg/kg e.v.) che era associato a grave tossicità materna.
Si è riscontrato un aumento nell’incidenza di aborti nella scimmia, a concentrazioni plasmatiche corrispondenti a quelle terapeutiche nell’uomo.
Nel ratto, a dosi pari a 63 volte la dose massima raccomandata in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche nell’intervallo della dose terapeutica per l’uomo, sono stati osservati riduzione del peso fetale, incremento della perdita prenatale, lieve incremento della durata della gravidanza ed aumento dell’attività spontanea in alcuni discendenti di entrambi i sessi.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina.

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina.

Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, lattosio monoidrato, magnesio stearato. Le compresse sono laccate con una miscela di ipromellosa, macrogol 4000, ferro ossido giallo (E172) e titanio diossido (E171).

06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina.

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina.

5 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina.

Blister di polipropilene/alluminio: Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.
Conservare nella confezione originale. Blister di alluminio/alluminio: Nessuna particolare modalità di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina.

Blister di polipropilene incolore o bianco opaco/alluminio in astuccio di cartone. Sono disponibili confezioni da 5, 7 e 10 compresse film-rivestite. Confezioni da 25 (5x5), 50 (5x10), 70 (7x10), 80 (5x16), o 100 (10x10) compresse film-rivestite. 12 5 compresse film-rivestite da 400 mg € 21,67

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina.

Nessuna.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina.

Baycare S.r.l.
Viale Certosa 130, Milano Concessionaria per la vendita: SIGMA-TAU Industrie Farmaceutiche Riunite S.p.A.
Viale Shakespeare, 47 – 00144 Roma

08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina.

5 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566012/M 7 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566024/M 10 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566036/M 25 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566048/M 50 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566051/M 70 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566063/M 80 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566075/M 100 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034566087/M

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina.

13 giugno 2000

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 07/05/2012.
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