Actira 400 mg compresse
Una compressa film-rivestita contiene: moxifloxacina cloridrato 436,8 mg, equivalenti a moxifloxacina 400 mg.
Compresse film-rivestite
Actira 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche: - Riacutizzazione di bronchite cronica - Polmonite acquisita in comunità, con l’esclusione delle forme gravi - Sinusite acuta batterica (adeguatamente diagnosticata) Actira 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle infezioni di cui sopra, qualora siano sostenute da batteri sensibili alla moxifloxacina. Nel prescrivere una terapia antibiotica si dovrebbe fare riferimento alle linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.
Posologia (adulti) Una compressa film-rivestita da 400 mg una volta al giorno.
Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio negli anziani, nei pazienti con basso peso corporeo o nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min/1,73 m2) (cfr.
paragrafo 5.2 per maggiori dettagli).
Non vi sono dati per supportare l’uso della moxifloxacina nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m2 oppure in dialisi renale e i dati nei pazienti con ridotta funzionalità epatica sono insufficienti (cfr.
paragrafo 4.3).
Modo di somministrazione La compressa film-rivestita deve essere deglutita intera con una sufficiente quantità di liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti.
Durata della somministrazione Actira 400 mg compresse deve essere assunto per i seguenti periodi di trattamento:
- Riacutizzazione di bronchite cronica 5.10 giorni 2 - Polmonite acquisita in comunità 10 giorni.
- Sinusite acuta 7 giorni.
Actira 400 mg compresse film-rivestite è stato studiato, in fase di sperimentazione clinica, per periodi di trattamento della durata massima di 14 giorni.
Si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato (400 mg una volta al giorno), né la durata della terapia per la specifica indicazione.
- Ipersensibilità alla moxifloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Gravidanza e allattamento (cfr.
paragrafo 4.6).
- Bambini e adolescenti in fase di crescita.
- Pazienti con un’anamnesi di malattia/disturbo dei tendini correlata al trattamento con chinoloni.
Sia nelle sperimentazioni precliniche che nell’uomo, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni nell’elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell’intervallo QT.
Per ragioni di sicurezza, Actira è pertanto controindicato nei pazienti con:
- Documentato prolungamento del QT congenito o acquisito
- Alterazioni elettrolitiche, in particolare ipokaliemia non corretta
- Bradicardia clinicamente rilevante
- Insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra, clinicamente rilevante
- Anamnesi di aritmie sintomatiche Actira non deve essere impiegato contemporaneamente ad altri farmaci che prolungano l’intervallo QT (cfr.
anche paragrafo 4.5).
Per insufficienza di dati Actira è controindicato anche nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (Child Pugh C) e nei pazienti con incremento delle transaminasi
> 5 x il limite superiore di normalità, come pure nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m2 (creatinina sierica
> 265 µmol/l) o sottoposti a dialisi renale.
È noto che i chinoloni possono provocare convulsioni.
Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi del SNC che possono predisporre alle convulsioni o abbassare la soglia convulsiva.
Se si constata un indebolimento della vista o qualsiasi altro effetto a carico degli occhi, consultare immediatamente un oculista.
In corso di terapia con chinoloni, compresa la moxifloxacina, possono verificarsi infiammazione e rottura dei tendini, in particolare nei pazienti anziani e in quelli in trattamento concomitante con corticosteroidi.
Al primo segno di dolore o infiammazione i pazienti devono interrompere il trattamento con Actira e mettere a riposo l’arto o gli arti interessati.
In alcuni pazienti la moxifloxacina ha determinato un prolungamento dell’intervallo QTc dell’elettrocardiogramma.
Nell’analisi degli ECG ottenuti nel programma di sperimentazione clinica, il prolungamento del QTc con moxifloxacina è stato pari a 6 msec, ± 26 msec, 1,4% rispetto al valore basale.
Nei pazienti che ricevono moxifloxacina, i farmaci in grado di ridurre i livelli di potassio devono essere impiegati con cautela.
A causa della limitata esperienza clinica, la moxifloxacina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti con condizioni in atto che possono favorire lo sviluppo di aritmie, quali l’ischemia acuta del miocardio.
3 Il prolungamento del QT può aumentare il rischio di aritmie ventricolari, compresa la torsione di punta.
L’entità del prolungamento del QT può aumentare con l’aumento delle concentrazioni del farmaco.
Pertanto, si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato.
Il beneficio di un trattamento con moxifloxacina, specialmente nel caso di infezioni non particolarmente gravi, dovrebbe essere valutato in rapporto alle informazioni contenute nel paragrafo “Avvertenze e precauzioni”.
Qualora si manifestino segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con Actira, interrompere il trattamento ed eseguire un ECG.
Qualora vi siano indicazioni di disfunzione epatica, si dovranno eseguire prove/indagini di funzionalità epatica.
Sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa associati all’impiego di antibiotici ad ampio spettro, compresa la moxifloxacina; pertanto, è importante che questa diagnosi venga presa in considerazione nei pazienti che sviluppino grave diarrea durante o dopo l’uso di Actira.
In tale situazione devono essere instaurate immediatamente adeguate misure terapeutiche.
Sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi.
I pazienti con anamnesi familiare di deficit di glucosio-6.fosfato deidrogenasi, o che presentino essi stessi tale difetto, possono andare incontro a reazioni emolitiche se trattati con chinoloni.
Pertanto, Actira dovrebbe essere usato con cautela in questi pazienti.
I chinoloni hanno mostrato di provocare reazioni di fotosensibilità nei pazienti.
Tuttavia, dagli studi è emerso che la moxifloxacina presenta un rischio inferiore di indurre fotosensibilità.
Nonostante ciò, è opportuno consigliare ai pazienti di evitare, durante il trattamento con moxifloxacina, l’esposizione ai raggi UV e quella intensa e/o prolungata alla luce solare.
Molto raramente sono state segnalate reazioni allergiche e di ipersensibilità, anche dopo la prima somministrazione.
Le reazioni anafilattiche, in casi molto rari, talvolta in seguito alla prima somministrazione, possono progredire fino allo shock, che può mettere il paziente in pericolo di vita.
In questi casi è necessario interrompere la terapia con moxifloxacina ed istituire un adeguato trattamento (ad es.
il trattamento dello shock).
Interazioni con specialità medicinali Per i seguenti farmaci, non è possibile escludere un effetto additivo con la moxifloxacina sul prolungamento dell’intervallo QT:
antiaritmici di classe IA (ad es.
chinidina, idrochinidina, disopiramide), antiaritmici di classe III (ad es.
amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), neurolettici (ad es.
fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride), antidepressivi triciclici, alcuni antimicrobici (sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina) alcuni antistaminici (terfenadina, astemizolo, mizolastina), altri (cisapride, vincamina e.v., bepridile, difemanile).
Questo effetto può determinare un incremento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
La moxifloxacina è pertanto controindicata nei pazienti trattati con questi farmaci (cfr.
anche paragrafo 4.3).
Dovrebbe trascorrere un intervallo di circa 6 ore fra la somministrazione di preparati contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es.
antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina compresse, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di Actira.
La somministrazione concomitante di carbone vegetale con una dose orale di 400 mg di moxifloxacina ostacola sensibilmente l’assorbimento del farmaco e ne riduce la disponibilità sistemica di oltre l’80%.
L’uso concomitante di questi due farmaci è pertanto sconsigliato (salvo in caso di sovradosaggio, cfr.
anche paragrafo 4.9).
4 Dopo somministrazione ripetuta in volontari sani, la moxifloxacina ha provocato un incremento della Cmax della digossina pari a circa il 30%, senza influenzarne l’AUC o le concentrazioni di valle.
Non è necessaria alcuna precauzione per l’impiego con digossina.
Negli studi condotti in volontari diabetici, la somministrazione concomitante di Actira e glibenclamide ha ridotto le concentrazioni plasmatiche di picco di glibenclamide del 21% circa.
L’associazione di glibenclamide e moxifloxacina potrebbe teoricamente dare luogo a lieve e transitoria iperglicemia.
Tuttavia, le modificazioni osservate nella farmacocinetica della glibenclamide non hanno determinato modificazioni dei parametri farmacodinamici (glicemia, insulinemia).
Pertanto non si è osservata un’interazione clinicamente rilevante tra moxifloxacina e glibenclamide.
Alterazioni dell’INR Sono stati segnalati numerosi casi d’incremento dell’attività degli anticoagulanti orali in pazienti che ricevevano antibiotici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo ed alcune cefalosporine.
Lo stato infettivo ed infiammatorio, nonché l’età e le condizioni generali del paziente, sembrano costituire dei fattori di rischio.
In tali circostanze risulta difficile valutare se il disordine dell’INR (rapporto standardizzato internazionale) sia provocato dall’infezione o dalla terapia antibiotica.
Una misura precauzionale è rappresentata da un monitoraggio più frequente dell’INR.
Se necessario, il dosaggio dell’anticoagulante orale dovrebbe essere opportunamente adattato.
Sebbene uno studio d’interazione tra moxifloxacina e warfarin in volontari sani abbia dato risultati negativi, le misure precauzionali sopra citate valgono per warfarin, come per gli altri anticoagulanti.
Non si sono verificate interazioni in seguito a somministrazione concomitante di moxifloxacina e:
ranitidina, probenecid, contraccettivi orali, supplementi di calcio, morfina somministrata per via parenterale, teofillina o itraconazolo.
Gli studi in vitro con enzimi del citocromo P-450 umani supportano questi dati.
Alla luce di questi risultati, un’interazione metabolica mediata dagli enzimi del citocromo P-450 è improbabile.
Nota:
Lo studio di interazione con teofillina è stato eseguito con un dosaggio di moxifloxacina di 2 x 200 mg.
Interazione con il cibo La moxifloxacina non dà luogo a interazioni clinicamente rilevanti con il cibo, compresi latte e derivati.
La sicurezza d’impiego della moxifloxacina in gravidanza non è stata valutata nell’uomo.
Gli studi sulla riproduzione condotti nei ratti e nelle scimmie non hanno fornito alcuna evidenza di teratogenicità o di compromissione della fertilità.
Tuttavia, come per altri chinoloni, è stato dimostrato che la moxifloxacina provoca lesioni nella cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento.
I dati preclinici indicano che la moxifloxacina passa nel latte.
L’uso della moxifloxacina in gravidanza e durante l’allattamento è controindicato.
I fluorochinoloni possono provocare una compromissione della capacità del paziente di guidare o azionare macchinari, a causa delle reazioni a carico del SNC (ad es.
stordimento).
Dovrebbe essere consigliato ai pazienti di osservare le loro reazioni alla moxifloxacina prima di guidare o azionare macchinari.
In seguito al trattamento con Actira sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati.5 Le frequenze sono riportate sotto:
| Comune: | da | ≥ 1 | a | <10% |
| Non comune: | da | ≥ 0,1 | a | <1% |
| Raro: | da | ≥ 0,01 | a | <0,1% |
| Molto raro: | <0,01% |
Con
l’eccezione
della
nausea
e
della
diarrea,
tutte
le
reazioni
avverse
da
farmaco
sono
stateosservate con frequenze inferiori al
3%.Generali:Comune: Dolore addominale,
cefaleaNon comune: Astenia, dolore, mal di
schiena, malessere,dolore toracico, reazione allergica,
dolore alle gambeMolto raro: Ipersensibilità: reazione
anafilattica, shock anafilattico(eventualmente pericoloso per la vita) Sistema nervoso:Comune: StordimentoNon comune: Insonnia, vertigine,
nervosismo, sonnolenza, ansia,
tremore, parestesia, confusione, depressioneRaro: Allucinazione, depersonalizzazione,
incoordinazione, agitazione, disturbi del sonno, alterazione dell’attività
onirica, convulsioneMolto raro Reazione psicotica Apparato digerente:Comune: Nausea, diarrea, vomito,
dispepsiaNon comune: Secchezza delle fauci,
nausea e vomito, flatulenza,
costipazione, moniliasi orale, anoressia, stomatite, glossiteMolto raro: Colite pseudomembranosa,
epatite (prevalentemente colestatica) Apparato cardiovascolare:Comune: In pazienti con
concomitante ipokaliemia:prolungamento
dell’intervallo QTNon comune: Tachicardia, edema periferico,
ipertensione, palpitazione, fibrillazione atriale, angina pectoris; in pazienti
normokaliemici: prolungamento dell’intervallo QTRaro: Vasodilatazione, ipotensione,
sincopeMolto raro: Aritmia ventricolare, torsione di punta (cfr.
paragrafo 4-4) Apparato respiratorio:Non comune: Dispnea Apparato muscolo-scheletrico:Non comune: Artralgia, mialgiaRaro: TendiniteMolto raro: Rottura di tendine Cute:Non comune: Eruzione cutanea, prurito,
sudorazione, orticariaRaro: Secchezza della cuteMolto raro Sindrome di
Stevens-Johnson Organi di senso:Comune: DisgeusiaNon comune: AmbliopiaRaro: Tinnito, alterazione della
visione in corso di reazioni a carico del SNC (ad6 es.
vertigini o confusione), parosmia (che comprende la perversionedell’olfatto, la riduzione dell’olfatto e, in rari casi, la perdita dell’olfatto e/o del gusto) Apparato uro-genitale:Non comune: Moniliasi vaginale,
vaginite Parametri di laboratorio:Comune: Anomalia dei test di funzionalità
epatica (generalmente incremento moderato di AST / ALT e/o bilirubina)Non comune: Incremento delle gamma-GT,
incremento dell’amilasi, leucopenia, diminuzione della protrombina, eosinofilia,
trombocitemia, trombocitopenia, anemiaRaro: Iperglicemia, iperlipidemia, incremento
della protrombina, ittero(prevalentemente colestatico),
incremento dell’LDH (in relazione ad alterazione della funzionalità epatica),
incremento della creatinina o dell’urea L’attuale esperienza clinica con Actira non ne consente una valutazione definitiva del profilo delle reazioni avverse da farmaco.
Casi isolati dei seguenti effetti indesiderati, che non si può escludere possano verificarsi
anche
durante
il
trattamento
con
Actira,
sono
stati
segnalati
con
altri fluorochinoloni:
calo
transitorio
della
vista,
disturbi
dell’equilibrio
compresa
l’atassia,
ipernatremia, ipercalcemia,
neutropenia, emolisi.
Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale.
Si deve istituire una terapia generale sintomatica.
La somministrazione concomitante di carbone con una dose di 400 mg di moxifloxacina orale riduce la biodisponibilità sistemica del farmaco di oltre l’80%.
L’impiego di carbone in fase precoce di assorbimento può essere utile per impedire un eccessivo incremento nell’esposizione sistemica alla moxifloxacina nei casi di sovradosaggio orale.
La moxifloxacina è un antibatterico fluorochinolonico (codice ATC J01MA 14).
Meccanismo d’azione In vitro, la moxifloxacina si è dimostrata attiva nei confronti di un’ampia gamma di patogeni Gram- positivi e Gram-negativi.
L’azione battericida è il risultato dell’interferenza con le topoisomerasi II (DNA girasi) e IV.
Le topoisomerasi sono enzimi essenziali, che hanno un ruolo chiave nella replicazione, trascrizione e riparazione del DNA batterico.
La topoisomerasi IV influenza anche la divisione cromosomiale nei batteri.
Studi di cinetica hanno dimostrato che la moxifloxacina presenta un tasso di batteriocidia dipendente dalla concentrazione.
Le concentrazioni minime battericide (MBC) rientrano nell’intervallo delle concentrazioni minime inibenti (MIC).
Interferenza con gli esami colturali:
La terapia con moxifloxacina può dare risultati falsamente negativi per Mycobacterium spp., per soppressione della crescita dei micobatteri.
7 Effetto sulla flora intestinale nell’uomo Le seguenti modificazioni della flora intestinale sono state osservate in volontari in seguito alla somministrazione di moxifloxacina:
E.
coli, Bacillus spp., Enterococci e Klebsiella spp.
erano diminuiti, come pure gli anaerobi Bacteroides vulgatus, Bifidobacterium, Eubacterium e Peptostreptococcus.
Per B.
fragilis c’era un incremento.
Queste modificazioni sono rientrate nella norma entro due settimane.
Durante la somministrazione di moxifloxacina non si è verificata selezione del Clostridium difficile (MIC90 2 mg/l) e della sua tossina.
La moxifloxacina non è indicata per il trattamento del Clostridium difficile.
Si suggeriscono i seguenti “breakpoint” per separare, sulla base delle MIC, gli organismi sensibili da quelli resistenti.
Dati di sensibilità in vitro “Breakpoint” di sensibilità S < 1 mg/l, R > 2 mg/l La prevalenza di resistenza acquisita, per specie selezionate, può variare sia nelle diverse aree geografiche che nel tempo.
Pertanto è opportuno conoscere i dati locali di resistenza, in particolare per il trattamento di infezioni gravi.
Queste informazioni forniscono solo una guida approssimativa sulle probabilità che i microrganismi siano sensibili alla moxifloxacina.
Nella tabella seguente sono riportati i dati di prevalenza di resistenza acquisita per le specie per le quali è noto che questa varia all’interno dell’Unione Europea.
8 Microrganismo Prevalenza di resistenza acquisita Sensibili:
Batteri Gram-positivi Staphylococcus aureus (meticillino-sensibile)* Streptococcus agalactiae Streptococcus milleri Streptococcus mitior Streptococcus pneumoniae (compresi ceppi resistenti a penicilline e macrolidi)* Streptococcus pyogenes (gruppo A)*
< 1% Batteri Gram-negativi Branhamella (Moraxella) catarrhalis (compresi ceppi -lattamasi negativi e positivi)* Enterobacter cloacae * 0-13% Escherichia coli * 0-10% Haemophilus influenzae (compresi ceppi -lattamasi negativi e positivi)* Haemophilus.
parainfluenzae *
< 1% Klebsiella oxytoca 0-10% Klebsiella pneumoniae * Anaerobi Fusobacterium spp.
Peptostreptococcus spp.
Prevotella spp.
Altri Chlamydia pneumoniae * Coxiella burnetii Legionella pneumophila Mycoplasma pneumoniae * Resistenti:
Batteri Gram-positivi Staphylococcus aureus (meticillino-resistente) Batteri Gram-negativi Burkholderia cepacia Pseudomonas aeruginosa Pseudomonas fluorescens Stenotrophomonas maltophilia
2.13% * L’efficacia clinica è stata dimostrata per gli isolati sensibili nelle indicazioni cliniche approvate.
Resistenza I meccanismi di resistenza che inattivano penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, macrolidi e tetracicline non interferiscono con l’attività antibatterica della moxifloxacina.
Altri meccanismi di resistenza, quali barriere alla penetrazione (comuni, ad esempio, nello Pseudomonas aeruginosa) e meccanismi di efflusso, possono tuttavia influenzare anche la sensibilità dei corrispondenti batteri alla moxifloxacina.
A parte questo, non c’è resistenza crociata tra la moxifloxacina e le classi sopra citate di composti.
Non è stata osservata resistenza mediata da plasmidi.
Le prove di laboratorio sullo sviluppo di resistenza nei confronti della moxifloxacina nei batteri Gram-positivi hanno rivelato 9 che la resistenza si sviluppa lentamente per stadi successivi (tipo “multi-step”) ed è mediata da modificazioni a livello del sito bersaglio (cioè topoisomerasi II e IV) e da meccanismi di efflusso.
La frequenza di sviluppo di resistenza è bassa (tasso 10.7 - 10.10).
Si osserva resistenza parallela con altri chinoloni.
Tuttavia, poiché nei batteri Gram-positivi la moxifloxacina inibisce entrambe le topoisomerasi (II e IV), alcuni Gram-positivi ed anaerobi, che sono resistenti ad altri chinoloni, possono essere sensibili alla moxifloxacina.
Assorbimento
e biodisponibilità
: Dopo
somministrazione
orale
la
moxifloxacina
viene
assorbitarapidamente
e
quasi
completamente.
La
biodisponibilità
assoluta
è
approssimativamente
pari
al91%. La farmacocinetica è lineare nell’intervallo fra 50 e 800 mg in dose singola e fino a 600 mg una voltaal giorno per 10 giorni.
Dopo una dose orale di 400 mg concentrazioni di picco di 3,1 mg/l vengono raggiunte entro 0,5 - 4 h dalla somministrazione.
Le concentrazioni plasmatiche di picco e di valle allo stato stazionario (400 mg una volta al giorno) sono rispettivamente pari a 3,2 e 0,6 mg/l.
Allo stato stazionario, l’esposizione nell’intervallo fra le somministrazioni è approssimativamente del 30% superiore rispetto a
quella successiva alla prima dose. Distribuzione
: la moxifloxacina si distribuisce rapidamente negli
spazi extravascolari; dopo una dosedi 400 mg si osserva una AUC di 35 mg*h/l.
Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) è pari a circa 2 l/kg.
Gli esperimenti in vitro ed ex vivo hanno dimostrato un legame proteico di circa il40-42% indipendentemente dalla concentrazione del farmaco.
La moxifloxacina si lega soprattutto all’albumina
sierica. In
seguito a
somministrazione
orale
di
una
dose
singola
di
400
mg
di
moxifloxacina
sono
state osservate le seguenti
concentrazioni di picco (media
geometrica):
| Tessuto | Concentrazione | rapporto tessuto/plasma | |
| Plasma | 3,1 | mg/L | -- |
| Saliva | 3,6 | mg/L | 0,75 - 1,3 |
| Essudato (fluido di bolla) | 1,61 | mg/L | 1,71 |
| Mucosa bronchiale | 5,4 | mg/kg | 1,7 - 2,1 |
| Macrofagi alveolari | 56,7 | mg/kg | 18,6 - 70,0 |
| Fluido di rivestimento epiteliale | 20,7 | mg/L | 5 - 7 |
| Seno mascellare | 7,5 | mg/kg | 2,0 |
| Seno etmoidale | 8,2 | mg/kg | 2,1 |
| Polipi nasali | 9,1 | mg/kg | 2,6 |
| Liquido interstiziale | 1,02 | mg/L | 0,8-1,42,3 |
| 1 10 h dopo somministrazione | |||
| 2 concentrazione libera3 da 3 h a 36 h dopo somministrazi | one |
Metabolismo
: La
moxifloxacina
va
incontro a biotrasformazione di fase II e viene escreta per viarenale e biliare/fecale sia come farmaco immodificato che in forma di un solfo-composto (M1) e di un glucuronide
(M2).
M1
ed
M2
sono
gli
unici
metaboliti
importanti
nell’uomo,
ed
entrambi sono
microbiologicamente inattivi. Negli studi clinici di Fase I e negli studi in
vitro non sono state osservate
interazioni farmacocinetichedi tipo metabolico con farmaci soggetti a biotrasformazione di fase I dipendente dal Citocromo P-450.
Non c’è indicazione di un
metabolismo ossidativo.10 Eliminazione
: La moxifloxacina viene eliminata dal plasma e dalla saliva con un’emivita terminale media di circa 12 ore.
La clearance corporea totale media apparente dopo una dose di 400 mg è compresa tra
179
e
246
ml/min.
La
clearance
renale
è
di
circa
24
-
53
ml/min,
suggerendo
un parziale riassorbimento tubulare del farmaco.
Dopo una dose di 400 mg, la quantità ritrovata nelle urine (circa il 19% per il farmaco immodificato, circa il 2,5% per M1 e circa il 14% per M2) e nelle feci(circa
il
25%
per
il
farmaco
immodificato,
circa
il
36%
per
M1,
assente
M2)
ammonta
in
totale approssimativamente al 96%. La somministrazione
concomitante
di
moxifloxacina
e
ranitidina o
probenecid
non
modifica
la clearance renale del farmaco
immodificato. Concentrazioni
plasmatiche
più
elevate
si
osservano
nei
volontari
sani
con
peso
corporeo
basso(come le donne) e nei volontari
anziani. Le
caratteristiche farmacocinetiche
della
moxifloxacina
non
sono
significativamente
diverse
nei pazienti
con
insufficienza
renale
(fino
ad
una
clearance
della
creatinina
>
20
ml/min/1,73
m2).
Al decrescere della funzionalità renale, le concentrazioni del metabolita M2 (glucuronide) aumentano fino
ad
un
fattore
di
2,5
(con
una
clearance
della
creatinina
<
30
ml/min/1,73
m2
).
Non
sono disponibili informazioni sull’uso della moxifloxacina in pazienti con clearance della creatinina
< 30 ml/min/1,73 m2 ed
in pazienti in dialisi renale. Sulla
base
degli
studi
farmacocinetici
condotti
fino
ad
oggi
nei
pazienti
con
insufficienza
epatica(Child
Pugh
A,
B)
non
è
possibile
stabilire
se
vi
siano
differenze
rispetto
ai
volontari
sani.
La compromissione della funzionalità epatica era associata ad una più elevata esposizione ad M1 nel plasma, mentre l’esposizione al
farmaco
immodificato
era
paragonabile
a
quella
osservata
nei volontari
sani.
Non
si
ha
sufficiente
esperienza
nell’impiego
clinico
della
moxifloxacina
in
pazienti con ridotta funzionalità
epatica.
Sono stati osservati effetti sul sistema emopoietico (lieve diminuzione nel numero di eritrociti e piastrine) nei ratti e nelle scimmie.
Come con altri chinoloni, è stata osservata epatotossicità (enzimi epatici elevati e degenerazione vacuolare) nei ratti, nelle scimmie e nei cani.
Nelle scimmie si è manifestata tossicità a carico del SNC (convulsioni).
Questi effetti sono stati osservati solo dopo trattamento con alte dosi di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato.
La moxifloxacina, come altri chinoloni, è risultata genotossica nei test in vitro che utilizzano batteri o cellule di mammifero.
Poiché questi effetti possono essere spiegati da un’interazione con la girasi nei batteri e – a concentrazioni maggiori – con la topoisomerasi II nelle cellule di mammifero, si può postulare una concentrazione soglia per la genotossicità.
Nei test in vivo, non si sono avute prove di genotossicità, nonostante il fatto che siano state impiegate dosi di moxifloxacina molto alte.
Può così essere garantito un sufficiente margine di sicurezza rispetto alla dose terapeutica nell’uomo.
La moxifloxacina non è risultata cancerogena in uno studio di iniziazione-promozione nel ratto.
Molti chinoloni sono fotoreattivi e possono indurre fototossicità, effetti fotomutageni e fotocancerogeni.
Al contrario la moxifloxacina, sottoposta ad un completo programma di studi in vitro ed in vivo, si è dimostrata priva di proprietà fototossiche e fotogenotossiche.
Nelle stesse condizioni altri chinoloni hanno provocato effetti.
Ad alte concentrazioni, la moxifloxacina è un inibitore della componente rapida della corrente rettificatrice ritardata del potassio nel cuore e può quindi provocare prolungamenti dell’intervallo QT.
Studi tossicologici eseguiti nel cane con dosi orali ≥ 90 mg/kg, che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 16 mg/l, hanno causato prolungamenti del QT ma non aritmie.
Solo dopo somministrazione endovenosa cumulativa molto alta di oltre 50 volte la dose umana (> 300 mg/kg), che ha prodotto concentrazioni plasmatiche ≥ 200 mg/l (più di 40 volte il livello terapeutico), sono state osservate aritmie ventricolari non fatali reversibili.
11 È noto che i chinoloni inducono lesioni nella cartilagine delle articolazioni sinoviali maggiori negli animali in accrescimento.
La più bassa dose orale di moxifloxacina che ha causato tossicità articolare nei cani giovani era quattro volte la massima dose terapeutica raccomandata di 400 mg (assumendo un peso corporeo di 50 kg) in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle che si raggiungono alla dose terapeutica massima.
Dalle prove tossicologiche nel ratto e nella scimmia (somministrazioni ripetute fino a 6 mesi) non è emerso un rischio di tossicità oculare.
Nel cane, alte dosi orali (≥ 60 mg/kg), che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 20 mg/l, hanno provocato modificazioni dell’elettroretinogramma e, in casi isolati, atrofia della retina.
Gli studi sulla riproduzione eseguiti nel ratto, nel coniglio e nella scimmia indicano che si verifica un passaggio di moxifloxacina attraverso la placenta.
Gli studi nel ratto (p.o.
ed e.v.) e nella scimmia (p.o.) non hanno fornito prove di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di moxifloxacina.
Nei feti di coniglio, si è osservato un modesto aumento di incidenza di malformazioni vertebrali e costali, ma solo a un dosaggio (20 mg/kg e.v.) che era associato a grave tossicità materna.
Si è riscontrato un aumento nell’incidenza di aborti nella scimmia, a concentrazioni plasmatiche corrispondenti a quelle terapeutiche nell’uomo.
Nel ratto, a dosi pari a 63 volte la dose massima raccomandata in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche nell’intervallo della dose terapeutica per l’uomo, sono stati osservati riduzione del peso fetale, incremento della perdita prenatale, lieve incremento della durata della gravidanza ed aumento dell’attività spontanea in alcuni discendenti di entrambi i sessi.
Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, lattosio monoidrato, magnesio stearato. Le compresse sono laccate con una miscela di ipromellosa, macrogol 4000, ferro ossido giallo (E172) e titanio diossido (E171).
Nessuna nota.
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Blister di polipropilene incolore o bianco opaco/alluminio in astuccio di cartone. Sono disponibili confezioni da 5, 7 e 10 compresse film-rivestite. Confezioni da 25 (5x5), 50 (5x10), 70 (7x10), 80 (5x16), o 100 (10x10) compresse film-rivestite. 12 5 compresse film-rivestite da 400 mg € 21,67
Nessuna.
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13 giugno 2000
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