AVANDAMET 1 mg/500 mg compresse rivestite con film.
Ciascuna compressa contiene 1 mg di rosiglitazone (come rosiglitazone maleato) e 500 mg di
metformina cloridrato (corrispondenti a 390 mg di metformina base libera).
Per gli eccipienti, vedere sezione 6.1.
Compresse rivestite con film.
Compresse rivestite con film di colore giallo, contrassegnate con “gsk” da un lato e “1/500” dall’altro.
AVANDAMET è indicato nel trattamento di pazienti con diabete mellito di tipo 2 particolarmente in pazienti sovrappeso che non sono in grado di ottenere un sufficiente controllo glicemico con le dosi massime tollerate della sola metformina orale.
La normale dose iniziale di AVANDAMET è di 4 mg/die di rosiglitazone più 2000 mg/die di
metformina cloridrato (somministrati mediante due compresse di AVANDAMET da 1 mg/500 mg,
due volte al giorno).
Il rosiglitazone può essere aumentato ad 8 mg/die dopo 8 settimane se sia necessario un maggiore
controllo glicemico.
La massima dose giornaliera raccomandata è di 8 mg/2000 mg (questo dosaggio è ottenibile con
AVANDAMET da 2 mg/500 mg, somministrando 2 compresse, due volte al giorno).
Può essere presa in considerazione la titolazione della dose di rosiglitazone (aggiunto alla dose
ottimale di metformina) prima di trasferire il paziente al trattamento con AVANDAMET.
Qualora sia clinicamente appropriato, può essere preso in considerazione direttamente il trasferimento
dalla monoterapia con metformina al trattamento con AVANDAMET.
Assumere AVANDAMET con il cibo, oppure immediatamente dopo il pasto, può ridurre i sintomi
gastrointestinali associati con la metformina.
Anziani
Si deve sottoporre a controllo regolare la funzione renale dei pazienti anziani che assumono
AVANDAMET in quanto la metformina è escreta per via renale, ed i pazienti anziani hanno la
tendenza a presentare una riduzione nella funzione renale stessa (vedere sezioni 4.3 e 4.4).
2
Pazienti con insufficienza renale
AVANDAMET non deve essere usato in pazienti con insufficienza renale o disfunzione renale, ad es.
livelli di creatinina sierica >135 micromoli/l nei maschi e >110 micromoli/l nelle femmine e/o
clearance della creatinina < 70 ml/min (vedere sezioni 4.3 e 4.4).
Bambini ed adolescenti
Non vi sono dati disponibili sull’uso di rosiglitazone in pazienti di età inferiore ai 18 anni, e pertanto
l’impiego di AVANDAMET non è raccomandato in questo gruppo di età.
AVANDAMET è controindicato in pazienti con:
-
ipersensibilità al rosiglitazone, alla metformina cloridrato o ad uno qualsiasi degli eccipienti
-
insufficienza cardiaca o precedenti di insufficienza cardiaca (stadi da I a IV della classificazione
NYHA)
-
patologie acute o croniche che possono causare ipossia tissutale, come:
-insufficienza cardiaca o respiratoria
-
infarto del miocardio recente
-
shock
-
insufficienza epatica
-
intossicazione alcolica acuta, alcolismo (vedere sezione 4.4)
-
chetoacidosi diabetica o pre-coma diabetico
-
insufficienza renale o disfunzione renale, ad es.
livelli di creatinina sierica
>135 micromoli/l nei
maschi e >110 micromoli/l nelle femmine e/o clearance della creatinina < 70 ml/min (vedere
sezione 4.4)
-
condizioni acute potenzialmente in grado di alterare la funzione renale, come:
-disidratazione
-infezione grave
-shock
-somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati (vedere sezione 4.4)
-
allattamento.
AVANDAMET è anche controindicato all’uso con insulina (vedere sezione 4.4).
Non esiste esperienza clinica relativa ad altri agenti ipoglicemizzanti orali somministrati in
concomitanza con AVANDAMET o con metformina e rosiglitazone somministrati assieme.
Acidosi lattica
L’acidosi lattica è una complicazione metabolica molto rara, ma grave, che si verifica a causa
dell’accumulo di metformina.
I casi segnalati di acidosi lattica in pazienti in trattamento con
metformina si sono verificati principalmente in pazienti diabetici con significativa insufficienza renale.
L’incidenza di acidosi lattica può e deve essere ridotta anche verificando altri fattori di rischio
associati come diabete scarsamente controllato, chetosi, digiuno prolungato, eccessiva assunzione di
alcool, insufficienza epatica e qualsiasi condizione associata con ipossia.
Diagnosi:
L’acidosi lattica è caratterizzata da dispnea acidotica, dolore addominale e ipotermia seguita da coma.
I rilievi di laboratorio di valore diagnostico sono: diminuito pH ematico, livelli di lattato plasmatico
superiori alle 5 millimoli/l ed un aumento del gap anionico e del rapporto lattato/piruvato.
Se si
sospetta acidosi metabolica, deve essere sospeso il trattamento con il medicinale ed il paziente deve
essere immediatamente ospedalizzato (vedere sezione 4.9).
Funzione renale
3
Poiché la metformina è escreta dal rene, devono essere verificate con regolarità le concentrazioni della
creatinina nel siero:
-
almeno una volta all’anno in pazienti con normale funzione renale
-
almeno da due a quattro volte all’anno in pazienti con livelli della creatinina sierica ai limiti
superiori della norma e nei pazienti anziani.
La diminuzione della funzione renale è un fenomeno frequente e asintomatico nei pazienti anziani.
Deve essere esercitata particolare cautela in situazioni in cui la funzione renale possa divenire
insufficiente, per esempio quando si instaura una terapia antiipertensiva o con diuretici oppure quando
si inizi un trattamento con FANS.
Ritenzione di liquidi e insufficienza cardiaca
Il rosiglitazone può causare ritenzione di liquidi che possono aggravare o precipitare una insufficienza
cardiaca.
Devono essere posti sotto controllo i segni e sintomi di una ritenzione di liquidi, incluso
l’aumento di peso.
Il possibile contributo della ritenzione di liquidi all’aumento di peso deve essere
verificato individualmente.
Molto raramente è stato segnalato un aumento di peso rapido ed eccessivo,
come segnale di ritenzione di liquidi.
I pazienti debbono essere controllati per verificare la presenza di
segni e sintomi di insufficienza cardiaca, particolarmente quelli con riduzione della riserva cardiaca.
AVANDAMET deve essere interrotto se si verifica un qualsiasi deterioramento dello stato cardiaco.
E’ stato osservato un aumento dell’incidenza di insufficienza cardiaca in studi clinici nei quali
rosiglitazone veniva impiegato in combinazione con insulina.
Pertanto AVANDAMET è
controindicato in combinazione con insulina.
E’ stata segnalata inoltre con maggior frequenza
insufficienza cardiaca in pazienti con una storia di insufficienza cardiaca, in pazienti anziani e in
pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata.
Poiché i FANS ed il rosiglitazone sono associati
con la ritenzione di liquidi, la somministrazione concomitante di tali farmaci può aumentare il rischio
di edema.
Monitoraggio della funzione epatica
Durante l’esperienza successiva alla commercializzazione di rosiglitazone vi sono state rare
segnalazioni di disfunzione epatocellulare (vedere sezione 4.8).
Esiste una esperienza limitata con
rosiglitazone in pazienti con elevati valori degli enzimi epatici (ALT > 2,5 volte il limite normale
superiore).
Pertanto, in tutti i pazienti, gli enzimi epatici devono essere controllati prima di iniziare la
terapia con AVANDAMET e controllati in seguito di volta in volta in base al giudizio clinico.
La
terapia con AVANDAMET non deve essere iniziata in pazienti con innalzamento basale dei livelli
degli enzimi epatici (ALT >2,5 volte il limite superiore del valore normale) o con qualsiasi altra
evidenza di malattia epatica.
Se i livelli di ALT sono aumentati di oltre 3 volte rispetto i limiti
superiori della norma durante la terapia con AVANDAMET, gli enzimi epatici devono essere
riverificati non appena possibile.
Se i livelli di ALT rimangono superiori di 3 volte rispetto ai valori
massimi della norma, la terapia deve essere interrotta.
Qualora il paziente sviluppi sintomi suggestivi
di disfunzione epatica, che possono includere nausea di origine non nota, vomito, dolore addominale,
affaticamento, anoressia e/o urine ipercromiche, devono essere controllati gli enzimi epatici.
La
decisione se continuare la terapia con AVANDAMET deve essere guidata dalla valutazione clinica
fino a che non sono disponibili i risultati delle analisi di laboratorio.
Se si osserva ittero, la terapia
deve essere interrotta.
Aumento di peso
Negli studi clinici con rosiglitazone è stato osservato aumento di peso, pertanto il peso del paziente
deve essere controllato attentamente.
Anemia
Il trattamento con rosiglitazone è associato ad una riduzione dei livelli di emoglobina.
In pazienti che
presentino bassi livelli di emoglobina prima di iniziare la terapia, sussiste un rischio maggiore di
anemia durante il trattamento con AVANDAMET.
4
Chirurgia
Poiché AVANDAMET contiene metformina cloridrato, il trattamento deve essere interrotto 48 ore
prima di un intervento di chirurgia elettiva in anestesia generale e non deve normalmente essere
ripreso prima delle 48 ore successive all’intervento.
Somministrazione di agenti di contrasto iodati
La somministrazione di agenti di contrasto iodati in esami radiologici può portare a insufficienza
renale.
Pertanto, a causa della presenza del principio attivo metformina, il trattamento con
AVANDAMET deve essere interrotto prima o al momento dell’esecuzione dell’esame radiologico e
non deve essere ripreso prima delle 48 ore successive e solo dopo che la funzione renale sia stata
rivalutata e riscontrata normale (vedere sezione 4.5).
Altre precauzioni
Durante gli studi clinici sono state trattate con rosiglitazone donne in condizioni di pre-menopausa.
Sebbene negli studi pre-clinici sia stato osservato uno sbilanciamento ormonale (vedere sezione 5.3),
non sono stati osservati effetti indesiderati significativi associati con i disturbi mestruali.
Come
conseguenza di una migliorata sensibilità all’insulina si può osservare una ripresa dell’ovulazione in
pazienti anovulatorie in seguito alla resistenza all’insulina.
Le pazienti devono essere consapevoli del
rischio di gravidanza (vedere sezione 4.6).
Rosiglitazone deve essere usato con cautela durante la somministrazione concomitante di inibitori (es.
gemfibrozil) o induttori (es.
rifampicina) dell’isoenzima CYP2C8.
Il controllo glicemico deve essere
monitorato attentamente.
Va preso in considerazioni un aggiustamento della dose di rosiglitazone
nell’ambito della posologia raccomandata o una modifica della terapia del diabete (vedere sezione
4.5).
Tutti i pazienti debbono proseguire la loro dieta con distribuzione regolare dell’assunzione di
carboidrati durante il giorno.
I pazienti sovrappeso debbono proseguire la loro dieta con ridotto
apporto calorico.
Debbono essere eseguiti con regolarità i normali esami di laboratorio per il controllo del diabete.
AVANDAMET compresse contiene lattosio e pertanto non deve essere somministrato ai pazienti con
rare condizioni ereditarie di intolleranza al galattosio, di insufficienza dell’enzima Lapp lattasi o di
malassorbimento glucosio-galattosio.
Non sono stati condotti studi formali di interazione con AVANDAMET, tuttavia l’impiego
concomitante di altri principi attivi in pazienti durante gli studi clinici e nell’esteso impiego clinico
non ha dato luogo ad alcuna interazione inattesa.
I dati seguenti riflettono l’informazione disponibile
sui singoli principi attivi (rosiglitazone e metformina).
La presenza del principio attivo metformina in AVANDAMET è causa di aumentato rischio di acidosi
lattica nell’intossicazione acuta da alcool (particolarmente nei casi di digiuno, malnutrizione o
insufficienza epatica) (vedere sezione 4.4).
Si deve evitare il consumo di alcool o di prodotti
medicinali contenenti alcool.
Studi in vitro dimostrano che rosiglitazone è principalmente metabolizzato dal sistema enzimatico
CYP2C8 mentre il CYP2C9 rappresenta solo una via metabolica secondaria.
La co-somministrazione di rosiglitazone con gemfibrozil (un inibitore del CYP2C8) ha comportato un
raddoppio delle concentrazioni plasmatiche di rosiglitazone.
Poiché esiste una possibilità di aumentato
rischio di reazioni avverse correlate alla dose, può rendersi necessaria una diminuzione della dose.
Va
preso in considerazione un attento controllo della glicemia (vedere sezione 4.4).
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La co-somministrazione di rosiglitazone con rifampicina (un induttore del CYP2C8) ha comportato
una riduzione del 66% delle concentrazioni plasmatiche di rosiglitazone.
Non si può escludere che altri
induttori (es.
fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, Hypericum Perforatum) possano influenzare
l’esposizione al rosiglitazone.
Può essere necessario incrementare la dose di rosiglitazone.
Va preso in
considerazione un attento controllo della glicemia (vedere sezione 4.4).
Non si attendono interazioni clinicamente significative con substrati o inibitori del sistema enzimatico
CYP2C9.
La somministrazione concomitante di rosiglitazone con i farmaci ipoglicemizzanti orali glibenclamide
ed acarbosio non ha dato luogo ad alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa.
A seguito di somministrazione concomitante con rosiglitazone non sono state osservate interazioni
clinicamente rilevanti con digossina, con il substrato del CYP2C9 warfarin, con i substrati del
CYP3A4 nifedipina, etinilestradiolo o noretindrone.
La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati può portare a insufficienza renale, con
conseguente accumulo di metformina ed il rischio di acidosi lattica.
Il trattamento con metformina
deve essere interrotto prima o al momento dell’esecuzione dell’esame radiologico e non deve essere
ripreso prima delle 48 ore successive, e solo dopo che la funzione renale sia stata rivalutata e
riscontrata normale.
Associazioni di farmaci che richiedono precauzioni per l’uso
I glucocorticoidi (somministrati sia per via sistemica che per vie locali), i beta-2-agonisti ed i diuretici
possiedono attività iperglicemizzante intrinseca.
I pazienti ne devono essere informati e devono essere
effettuati con maggiore frequenza i controlli del glucosio ematico, particolarmente all’inizio del
trattamento.
Se necessario, il dosaggio del farmaco ipoglicemizzante deve essere regolato durante la
terapia con l’altro prodotto medicinale assunto in concomitanza ed al momento della sua interruzione.
Gli ACE-inibitori possono diminuire i livelli ematici di glucosio.
Se necessario, il dosaggio del
farmaco ipoglicemizzante deve essere regolato durante la terapia con l’altro prodotto medicinale
assunto in concomitanza ed al momento della sua interruzione.
Non sono disponibili dati da studi preclinici o dall’esposizione clinica ad AVANDAMET durante la
gravidanza o l’allattamento.
Non vi sono dati adeguati provenienti dall’uso del rosiglitazone in donne in gravidanza.
Gli studi
condotti su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere 5.3).
Il rischio potenziale per gli
esseri umani non è noto.
Pertanto, AVANDAMET non deve essere usato in gravidanza.
Se una paziente desidera iniziare una
gravidanza oppure se la gravidanza si verifica, il trattamento con AVANDAMET deve essere
interrotto a meno che il beneficio atteso per la madre superi il rischio potenziale per il feto.
Sia il rosiglitazone che la metformina sono stati trovati nel latte di animali da esperimento.
Non è noto
se l’allattamento al seno possa esporre il bambino al prodotto medicinale.
Pertanto AVANDAMET non deve essere usato in donne che stiano allattando al seno (vedere sezione
4.3).
AVANDAMET non influisce o influisce in modo trascurabile sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Non sono stati condotti studi clinici a scopo terapeutico con AVANDAMET compresse, tuttavia è
stata dimostrata la bioequivalenza di AVANDAMET con la somministrazione concomitante di
rosiglitazone e metformina (vedere sezione 5.2).
I dati di seguito presentati si riferiscono alla
somministrazione concomitante di rosiglitazone e metformina, nei casi in cui rosiglitazone è stato
aggiunto a metformina.
Non sono stati condotti studi in cui metformina sia stata aggiunta a
rosiglitazone.
Le frequenze delle reazioni avverse sono elencate di seguito, organizzate secondo la classe d’organo o
di sistema e sono definite come segue: molto comune (= 1/10) comune (= 1/100, < 1/10); non comune
(= 1/1.000, < 1/100), raro (= 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000).
Rosiglitazone in combinazione con metformina
Sono elencate di seguito le reazioni avverse (con nesso di sospetta/probabile causalità con il
trattamento, riportate più di una singola volta) osservate più frequentemente in pazienti che hanno
ricevuto rosiglitazone in combinazione con metformina rispetto a quelli che hanno ricevuto la sola
metformina, nel corso di studi in doppio.
Alterazioni del sangue e sistema linfatico
Comuni: anemia.
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione
Comuni: ipoglicemia.
Non comuni: iperlipemia, aggravamento del diabete mellito, ipercolesterolemia, aumento di peso,
anoressia.
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale
Comuni: flatulenza, nausea, gastrite, vomito.
Non comuni: stipsi.
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione
Non comuni: edemi declivi.
In studi in doppio cieco, l’edema si è verificato nel 5,2% e l’ipercolesterolemia nel 2,1% dei pazienti
trattati con rosiglitazone e metformina.
L’incidenza di anemia è risultata superiore quando
rosiglitazone veniva impiegato in combinazione con metformina.
Gli elevati livelli di colesterolo totale
sono risultati associati ad un aumento sia delle LDL che delle HDL, ma il rapporto del colesterolo
totale rispetto al HDL era immodificato o migliorato negli studi a lungo termine.
Complessivamente
questi aumenti sono stati generalmente lievi-moderati e normalmente non hanno richiesto
l’interruzione del trattamento.
In studi in doppio cieco, l’incidenza di tutti gli eventi avversi correlati al fegato ed al sistema biliare è
risultata pari all’1,1% per il rosiglitazone e la metformina, confrontati con un’incidenza dell’1,1% per
la metformina da sola.
Durante gli studi clinici in doppio cieco di rosiglitazone in combinazione con metformina,
l’insufficienza cardiaca si è verificata come effetto non comune (0,2%) ma era stata segnalata con
un’incidenza superiore durante gli studi di combinazione di rosiglitazone con insulina (2,5%).
Negli studi della durata di 24 mesi, il trattamento di rosiglitazone in combinazione con metformina era
associato ad un aumento medio del peso dei pazienti pari al 4.5%.
7
Informazioni aggiuntive circa i singoli principi attivi contenuti nella combinazione fissa
Rosiglitazone
Negli studi clinici in doppio cieco con rosiglitazone, l’incidenza di aumenti della ALT superiori a tre
volte il valore massimo normale è risultato uguale al placebo (0,2%).
Sono stati segnalati rari casi di aumento degli enzimi epatici e di disfunzione epatocellulare
nell’esperienza successiva alla commercializzazione.
Sebbene in casi molto rari sia stato segnalato un
esito fatale, la relazione causale non è stata stabilita.
Nell’esperienza successiva alla commercializzazione sono stati segnalati rari casi di insufficienza
cardiaca congestizia e di edema polmonare.
Nell’esperienza successiva alla commercializzazione sono stati segnalati casi molto rari di angioedema
ed orticaria.
Nell’esperienza successiva alla commercializzazione sono stati segnalati casi molto rari di aumento di
peso rapido ed eccessivo.
Metformina
Sono molto comuni sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e
perdita di appetito.
Questi si verificano più frequentemente durante l’inizio della terapia e si risolvono
spontaneamente nella maggior parte dei casi.
E’ comune il sapore metallico.
In alcuni individui ipersensibili è stato segnalato molto raramente eritema lieve.
In pazienti trattati per lungo tempo con metformina è stata osservata molto raramente una diminuzione
dell’assorbimento della vitamina B12 con diminuzione dei livelli sierici, generalmente priva di
significato clinico.
La acidosi lattica è molto rara (0,03 casi / 1.000 anni-paziente) (vedere sezione 4.4).
Non sono disponibili dati relativi al sovradosaggio con AVANDAMET.
Sono disponibili dati limitati circa il sovradosaggio di rosiglitazone nell’uomo.
Negli studi clinici in
volontari, il rosiglitazone è stato somministrato in dosi orali singole fino a 20 mg ed è risultato ben
tollerato.
Un grave sovradosaggio di metformina (od il coesistente rischio di acidosi lattica) può portare ad
acidosi lattica che costituisce una condizione medica di emergenza e deve essere trattata in ospedale.
Nel caso si verifichi un sovradosaggio, si raccomanda di instaurare il trattamento di supporto adeguato,
come suggerito dalle condizioni cliniche del paziente.
Il metodo più efficace di rimuovere il lattato e la
metformina è l’emodialisi, comunque il rosiglitazone, essendo altamente legato alle proteine, non può
essere eliminato per emodialisi.
Categoria farmacoterapeutica: Associazioni di farmaci ipoglicemizzanti orali, codice ATC: A10BD03
AVANDAMET è una combinazione di due agenti ipoglicemizzanti con meccanismo di azione
complementare per migliorare il controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 2: rosiglitazone
maleato, un componente della classe dei tiazolidindioni e la metformina cloridrato, un componente
della classe delle biguanidi.
I tiazolidindioni agiscono principalmente riducendo la resistenza all’insulina e le biguanidi agiscono
principalmente diminuendo la produzione endogena di glucosio da parte del fegato.
Rosiglitazone
Il rosiglitazone è un agonista selettivo del recettore nucleare PPAR.
(peroxisomal proliferator
activated receptor gamma), appartenente ai farmaci ipoglicemizzanti della classe dei tiazolidindioni.
Il
rosiglitazone riduce la glicemia mediante riduzione dell’insulino-resistenza a livello di: tessuto
adiposo, muscolo scheletrico e fegato.
L’attività ipoglicemizzante di rosiglitazone è stata dimostrata in numerosi modelli animali di diabete di
tipo 2.
Inoltre, rosiglitazone ha preservato la funzionalità delle cellule ß, come evidenziato
dall’aumento della massa delle isole pancreatiche e del loro contenuto di insulina, e ha prevenuto lo
sviluppo di iperglicemia manifesta nei modelli animali di diabete di tipo 2.
Rosiglitazone non ha
stimolato la secrezione pancreatica di insulina o indotto ipoglicemia nei ratti e nei topi.
Il principale
metabolita (para-idrossisolfato) con alta affinità per il PPAR.
umano solubile, ha mostrato una potenza
relativamente alta in un test di tolleranza al glucosio nel topo obeso.
La rilevanza clinica di questa
osservazione non è stata completamente chiarita.
Negli studi clinici l’effetto di riduzione della glicemia osservato con rosiglitazone si instaura
gradualmente; la riduzione nei valori di glicemia a digiuno (FPG) è pressoché massimale dopo circa 8
settimane di terapia.
Il miglioramento del controllo glicemico è associato a riduzione del glucosio sia a
digiuno che post-prandiale.
Rosiglitazone è associato ad un aumento di peso corporeo.
In studi finalizzati ad approfondire il
meccanismo d’azione si è dimostrato che l’aumento di peso era principalmente dovuto ad aumento del
grasso sottocutaneo con diminuzione del grasso viscerale ed intraepatico.
In accordo con il meccanismo d’azione rosiglitazone, in combinazione con metformina, ha ridotto la
resistenza all’insulina ed ha migliorato la funzionalità delle cellule ß pancreatiche.
Il miglioramento
del controllo glicemico è stato anche associato ad una significativa diminuzione degli acidi grassi
liberi.
In conseguenza di un differente, ma complementare, meccanismo d’azione, la terapia combinata
di rosiglitazone con metformina ha prodotto effetti sinergici sul controllo glicemico nei pazienti
diabetici di tipo 2.
In studi della durata massima di tre anni, rosiglitazone somministrato una o due volte al giorno in
combinazione con metformina ha determinato un persistente miglioramento del controllo glicemico
(glicemia a digiuno e HbA1c).
Il più marcato effetto di riduzione della glicemia è stato osservato nei
pazienti obesi.
Non essendo stato completato uno studio a lungo termine con rosiglitazone, non sono
stati ancora dimostrati i benefici a lungo termine correlati al miglioramento del controllo glicemico.
Non vi sono studi completati di valutazione degli esiti cardiovascolari a lungo termine in pazienti
trattati con rosiglitazone in combinazione con metformina.
Metformina
9
La metformina è una biguanide con effetti ipoglicemizzanti, che diminuisce sia il glucosio plasmatico
basale che post-prandiale.
Non stimola la secrezione di insulina per cui non produce ipoglicemia.
La metformina può agire mediante tre meccanismi:
-riducendo la produzione di glucosio epatico mediante inibizione della gluconeogenesi e
glicogenolisi
-
nel muscolo, aumentando moderatamente la sensibilità all’insulina, migliorando l’uptake e
l’utilizzo periferico del glucosio
-
ritardando l’assorbimento intestinale del glucosio.
La metformina stimola la sintesi intracellulare del glicogeno mediante la glicogeno sintetasi.
La metformina aumenta la capacità di trasporto di specifici tipi di trasportatori di membrana del
glucosio (GLUT-1 e GLUT-4).
Nell’uomo, indipendentemente dalla sua azione sulla glicemia, la metformina ha effetti favorevoli sul
metabolismo dei lipidi.
Ciò è stato dimostrato a dosi terapeutiche in studi clinici controllati a medio o
lungo termine: la metformina riduce i livelli di colesterolo totale, di LDLc e dei trigliceridi.
Lo studio prospettico randomizzato (UKPDS) ha stabilito il beneficio a lungo termine del controllo
intensivo del glucosio ematico nel diabete di tipo 2.
L’analisi dei risultati di pazienti sovrappeso,
trattati con metformina dopo fallimento della sola dieta, ha dimostrato:
-
una riduzione significativa del rischio assoluto di qualsiasi complicazione correlata al diabete
nel gruppo con metformina (29,8 eventi/1.000 anni-paziente) verso il gruppo con sola dieta
(43,3 eventi/1.000 anni-paziente), p=0,0023, e verso la combinazione dei gruppi in monoterapia
con sulfanilurea e insulina (40,1 eventi/1.000 anni-paziente), p=0,0034
-
una riduzione significativa del rischio assoluto di mortalità correlata al diabete: metformina 7,5
eventi/1.000 anni-paziente, sola dieta 12,7 eventi/1.000anni-paziente, p=0,017
-
una riduzione significativa del rischio assoluto di mortalità complessiva: metformina 13,5
eventi/1.000 anni-paziente verso la sola dieta 20,6 eventi/1.000 anni-paziente (p= 0,011) e verso
la combinazione dei gruppi in monoterapia con sulfanilurea e insulina 18,9 eventi/1.000 anni-
paziente (p=0,021)
-
una riduzione significativa del rischio assoluto di infarto del miocardio: metformina 11
eventi/1.000 anni-paziente, sola dieta 18 eventi/1.000 anni-paziente (p= 0,01).
Assorbimento:
Non è stata osservata una differenza statisticamente significativa fra le caratteristiche di assorbimento
di rosiglitazone e metformina rilasciati dalla compressa di AVANDAMET e quelle ottenute dalle
compresse di rosiglitazone maleato e metformina cloridrato, rispettivamente.
Il cibo non ha avuto effetto sulla AUC di rosiglitazone o metformina quando AVANDAMET è stato
somministrato a volontari sani.
Dopo il pasto, la Cmax era inferiore (22% rosiglitazone e 15%
metformina) e la tmax ritardata (di circa 1,5 h per rosiglitazone e 0,5 h per metformina).
Questo effetto
del cibo non viene considerato clinicamente significativo.
Le informazioni di seguito riportate riflettono le proprietà farmacocinetiche dei singoli principi attivi
di AVANDAMET.
Rosiglitazone
Assorbimento:
La biodisponibilità assoluta di rosiglitazone a seguito di somministrazione orale di una dose sia da 4
che da 8 mg è approssimativamente del 99%.
Il picco di concentrazione plasmatica di rosiglitazone
viene raggiunto dopo circa 1 h dalla somministrazione.
Nell’intervallo di dosaggio terapeutico, le
concentrazioni plasmatiche sono all’incirca proporzionali alla dose.
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La somministrazione di rosiglitazone con il cibo non ha comportato una variazione dell’esposizione
globale (AUC), benché siano stati osservati una piccola diminuzione della Cmax (circa 20-28%) e un
ritardo della tmax (circa 1,75 h) in confronto con la somministrazione a digiuno.
Queste piccole
variazioni non sono clinicamente significative e, pertanto, non è necessario somministrare
rosiglitazone in alcun particolare momento in relazione ai pasti.
L’assorbimento di rosiglitazone non è
influenzato da aumenti del pH gastrico.
Distribuzione:
Il volume di distribuzione di rosiglitazone è di circa 14 l nei volontari sani.
Il legame di rosiglitazone
alle proteine plasmatiche è elevato (circa 99,8%) e non è influenzato dalla concentrazione o dall’età.
Il
legame proteico del principale metabolita (para-idrossisolfato) è molto elevato (>99,99%).
Metabolismo:
Il metabolismo di rosiglitazone è esteso e nessuno dei suoi metaboliti viene escreto immodificato.
Le
principali vie metaboliche sono la N-demetilazione e l’idrossilazione, seguite da coniugazione con
solfato e acido glucuronico.
Il contributo del principale metabolita (para-idrossisolfato) all’attività
antidiabetica globale di rosiglitazone non è stato completamente chiarito nell’uomo e non può essere
escluso che il metabolita possa contribuire all’attività del farmaco.
Tuttavia, ciò non implica dubbi
sulla sicurezza di impiego nella specifica popolazione da trattare oppure in particolari categorie di
pazienti dal momento che la compromissione della funzionalità epatica è motivo di controindicazione
e gli studi clinici di fase III hanno incluso un considerevole numero di pazienti anziani e di pazienti
affetti da compromissione renale di grado lieve o moderato.
Studi in vitro dimostrano che rosiglitazone
è metabolizzato prevalentemente dall’isoenzima CYP2C8, con un minor contributo da parte
dell’isoenzima CYP2C9.
Poiché non c’è una significativa inibizione in vitro degli isoenzimi CYP1A2, 2A6, 2C19, 2D6, 2E1,
3A o 4A con rosiglitazone, c’è una bassa probabilità di significative interazioni metaboliche con
sostanze metabolizzate da questi enzimi del citocromo P450.
Rosiglitazone ha mostrato una moderata
inibizione dell’isoenzima CYP2C8 (IC50 18 µM) e una bassa inibizione dell’isoenzima CYP2C9 (IC50
50 µM) in vitro (vedere sezione 4.5).
Uno studio di interazione in vivo con warfarin ha indicato che
rosiglitazone non interagisce con i substrati dell’isoenzima CYP2C9 in vivo.
Eliminazione:
La clearance plasmatica totale di rosiglitazone è attorno ai 3 l/ora e l’emivita di eliminazione terminale
di rosiglitazone è di circa 3-4 h.
Non c’è alcuna evidenza che suggerisca un inatteso accumulo di
rosiglitazone dopo una o due somministrazioni al giorno.
La principale via di escrezione è quella
urinaria con circa due terzi della dose che vengono eliminati con tale via, mentre l’eliminazione fecale
contribuisce per circa il 25% della dose.
Nelle urine o nelle feci non viene escreto farmaco
immodificato.
L’emivita terminale per la radioattività è risultata di circa 130 h, indicando che
l’eliminazione dei metaboliti è molto lenta.
A seguito di somministrazioni ripetute, si prevede un
accumulo dei metaboliti nel plasma, specialmente del metabolita principale (para-idrossisolfato), per il
quale sono attese concentrazioni plasmatiche otto volte maggiori.
Popolazioni speciali:
Sesso: dall’analisi farmacocinetica della popolazione studiata, non sono state rilevate marcate
differenze nella farmacocinetica di rosiglitazone tra soggetti maschi e femmine.
Anziani: dall’analisi farmacocinetica della popolazione studiata, non è stata evidenziata un’influenza
significativa dell’età sulla farmacocinetica di rosiglitazone.
Compromissione della funzionalità epatica: in pazienti cirrotici con compromissione della funzionalità
epatica moderata (Child-Pugh B), la Cmax e l’AUC del prodotto non legato sono state 2 e 3 volte più
elevate che nei soggetti normali.
La variabilità interindividuale è risultata elevata, con valori dell’AUC
del prodotto non legato che differiscono fino a 7 volte tra paziente e paziente.
11
Insufficienza renale: Non ci sono differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di
rosiglitazone in pazienti con compromissione renale o malattia renale allo stadio terminale, in dialisi
cronica.
Metformina
Assorbimento:
Dopo una dose orale di metformina, la tmax viene raggiunta in 2,5 h, La biodisponibilità assoluta di una
compressa di metformina da 500 mg è circa del 50-60% in soggetti sani.
Dopo una dose orale la
frazione non assorbita che si ritrova nelle feci risulta del 20-30%.
Dopo somministrazione orale, l’assorbimento di metformina è saturabile ed incompleto.
Si presume
che la cinetica di assorbimento di metformina sia non-lineare.
Alle dosi e secondo la posologia
normali, le concentrazioni plasmatiche dello stato stazionario sono raggiunte entro 24-48 h e
generalmente sono inferiori a 1 microgrammi/ml.
Negli studi clinici controllati, i livelli plasmatici
massimi di metformina (Cmax) non hanno superato, anche alle dosi massime, i 4 microgrammi/ml.
Il cibo diminuisce il grado di assorbimento della metformina e lo ritarda leggermente.
A seguito della
somministrazione di una dose di 850 mg, si è osservato: una riduzione del 40% della concentrazione
plasmatica al picco, una diminuzione del 25% della AUC ed un aumento di 35 min.
del tempo al picco
della concentrazione plasmatica.
La rilevanza clinica di questa diminuzione non è nota.
Distribuzione:
Il legame alle proteine plasmatiche è trascurabile.
La metformina si distribuisce negli eritrociti.
Il picco
ematico è inferiore a quello plasmatico e si manifesta circa allo stesso tempo.
I globuli rossi
rappresentano molto probabilmente un compartimento secondario di distribuzione.
Il Volume di
distribuzione medio è risultato variabile tra 63 e 276 l.
Metabolismo:
La metformina viene escreta immodificata nelle urine.
Nell’uomo non sono stati identificati metaboliti.
Eliminazione:
La clearance renale della metformina è >400 ml/min, il che indica che la metformina viene eliminata
per filtrazione glomerulare e secrezione tubulare.
A seguito di una dose orale, l’emivita apparente
terminale di eliminazione è di circa 6,5 h.
Quando la funzione renale è compromessa, la clearance
renale è diminuita in proporzione a quella della creatinina e quindi l’emivita di eliminazione è
prolungata, con il conseguente aumento dei livelli di metformina nel plasma.
Non sono stati eseguiti studi sugli animali con i principi attivi presenti nella combinazione di
AVANDAMET.
I dati di seguito riportati sono risultanti dagli studi realizzati con rosiglitazone o
metformina presi individualmente.
Rosiglitazone
Eventi avversi di possibile rilevanza nell’uso clinico, osservati negli studi sull’animale sono stati i
seguenti: aumento del volume plasmatico accompagnato da una riduzione dei parametri eritrocitari ed
aumento della massa cardiaca.
Sono stati osservati inoltre aumenti del peso del fegato, dei livelli
plasmatici di ALT (solo nel cane) e della massa adiposa.
Effetti simili sono stati osservati con altri
tiazolidindioni.
Negli studi tossicologici sulla funzione riproduttiva, la somministrazione di rosiglitazone a ratti
durante le fasi intermedie ed avanzate della gestazione è stata associata a morte fetale e ritardo dello
sviluppo fetale.
Inoltre, rosiglitazone inibisce la sintesi ovarica di estradiolo e progesterone e riduce i
livelli plasmatici di questi ormoni, con effetti sui cicli estro/mestruali e sulla fertilità (vedi sezione
4.4).
12
In un modello animale di poliposi adenomatosa familiare (FAP) il trattamento con rosiglitazone ad un
dosaggio 200 volte superiore a quello farmacologicamente attivo ha aumentato la quantità di tumori al
colon.
La rilevanza di questo fenomeno è sconosciuta.
Tuttavia, in test in vitro, rosiglitazone ha
provocato differenziazione e reversione delle alterazioni in senso mutageno in cellule tumorali di
colon umano.
Inoltre, rosiglitazone non è risultato genotossico in una serie di studi di genotossicità in
vivo ed in vitro e non è stata osservata alcuna evidenza di tumori al colon negli studi a vita di
cancerogenesi di rosiglitazone in due specie di roditori.
Metformina
Gli studi preclinici con metformina non rivelano particolare rischio per l’uomo sulla base degli studi
farmacologici di sicurezza convenzionali, tossicità per dose ripetuta, genotossicità, potenziale
cancerogeno, tossicità riproduttiva.
Nucleo della compressa:
Sodio amido glicolato
Ipromellosio (E464)
Cellulosa microcristallina (E460)
Lattosio monoidrato
Polivinilpirrolidone (E1201)
Magnesio stearato.
Film di rivestimento:
Ipromellosio (E464)
Titanio diossido E171
Macrogol
Ossido di ferro giallo E172.
Non pertinente.
2 anni.
Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.
Blister opachi (PVC/PVdC/alluminio).
Confezioni da 28, 56 e 112 compresse.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione particolare.
SmithKline Beecham plc 980 Great West Road Brentford, Middlesex TW8 9GS Regno Unito.
EU/1/03/258/001-003
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20 Ottobre 2003.
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